Il mondo antico: un ponte tra passato e presente
Il mondo antico ce lo riprendiamo, lo rivediamo, riviviamo per esempio attraverso l'umanesimo. Questo trasferimento in realtà è già avvenuto nel momento in cui Dante sceglie come guida Virgilio. Per cui gli uomini del Medioevo hanno bisogno di affondare le loro radici nel tempo antico, però la verità è che tutto è cambiato rispetto al mondo antico. Questo mondo, che possiamo chiamare largamente moderno, passa attraverso questa lunga gestazione del Medioevo.
Alcuni episodi rimarcano quello che accade soprattutto in Italia: si osserva in particolare il papato, le lotte dei comuni e poi come cambia la geografia politica dell'Italia via via che arrivano gli invasori stranieri.
Eventi storici e cambiamenti politici
Dal 1215 al 1250, Federico II è imperatore di tutto l'impero ma vive nell'Italia meridionale, nella Sicilia, con una corte itinerante. Federico II, lo stupor Mundi, è un personaggio con cui fanno i conti tutte le contrade d'Europa. Nel 1216, Onorio III ha il merito di aver approvato l'ordine domenicano e nel 1223 l'ordine Francescano. Si tratta non soltanto di una data importante per San Francesco d'Assisi ma anche perché di fatto papa Onorio III e soprattutto l'atto di obbedienza di Francesco, mette pace tra tutti quegli ordini pauperistici che dominavano in Europa e che avevano provocato tutta una serie di eresie; erano stati molti ordini pauperistici, come la rivolta dei Catari. Erano stati perseguitati dalla Chiesa Cattolica, predicavano un ritorno al Vangelo contro la corte papale. Questi ordini pauperistici richiamavano alla povertà, San Francesco mette insieme queste anime, fa voto di povertà e il fatto di approvare questa regola Francescana da parte del papà mette un po' di pace tra le diverse anime della chiesa.
Nel 1237 si ha la sconfitta di Cortonuovo dove i liberi comuni vengono sconfitti dall'imperatore, quindi l'imperatore, Federico, rimette un po' di ordine in questo ordine feudale che i comuni italiani dopo la Lega Lombarda con Federico Barbarossa avevano ricevuto una sorta di autonomia gestionale molto ampia, volevano ancora sottrarsi all'imperatore. La sconfitta di Cortonuovo rimette un po' di ordine proprio nei liberi comuni. Ciò non significa che però loro non restino di fatto capaci di ordinare se stessi come, per esempio, l'esperienza della Firenze di Dante.
Nel 1258, dopo la morte del padre, Manfredi si proclama re di Sicilia, e dopo la morte di Federico II ci sono le lotte dinastiche. Altra battaglia importante è quella di Montaperti, nel 1260, in cui i Guelfi vincono sui Ghibellini. È una battaglia che viene citata da Dante, è fondamentale e resta nella memoria storica del tempo. Subito dopo, nel 1265, Papa Clemente IV, il papa sta a Roma quindi e ha una voce in capitolo su tutti i governi di quel tempo ma soprattutto per i fatti interni all'Italia, invoca l’aiuto di Carlo D’Angiò grazie all’intercessione clemente di Clemente IV. Il papa che diventa l’ago della Bilancia anche dei destini italiani, in particolare di quelli che riguardano in questo momento l'Italia meridionale e la Sicilia.
Nel 1266, nella battaglia di Benevento, gli angioini sconfiggono gli Svevi, quindi Carlo d'Angiò sconfigge Manfredi, il quale muore e gli angioini si riappropriano del Regno di Napoli e della Sicilia. Però nel tra il 1280-1302 cominciano le cosiddette guerre del Vespro, tra angioini e aragonesi finché nel 1302 gli aragonesi si insediano in Sicilia. Da qui in poi prenderanno il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna più avanti.
Le battaglie e le influenze internazionali
Questo per dare l'idea che siamo su una scacchiera, non auto determiniamo i nostri destini, ma i destini dei singoli stati italiani, oggi diremmo delle singole regioni, ma sono all'interno di uno scacchiere più ampio del mondo feudale europeo dove le monarchie aspirano all'Impero, cioè aspirano all'Impero universale e al controllo di tutto il territorio, in particolare europeo.
Nel 1289 si ha la battaglia di Campaldino, è la battaglia in cui Guelfi neri sconfiggono i bianchi e anche questa è una battaglia fondante nella vita e nell'opera di Dante e ha anche dei riverberi sulla vita di Petrarca perché nasce da una famiglia anche lui di Guelfi bianchi ad Arezzo e si trova poi proiettato alla corte avignonese per l'esilio che colpisce il padre.
Il pontificato di Bonifacio VIII (1294-1303) è particolarmente importante e fondante anche perché nel 1300 Bonifacio VIII inaugura il primo Giubileo della storia della chiesa e quindi flotte di Pellegrini si riversano a Roma. Essendo il 1300 il primo anno giubilare, pare che in questo contesto anche Dante si sia recato a Roma in pellegrinaggio. Non era nuovo Dante a Roma era già stato a Roma però questo evento è un evento così importante tale da far collocare nel 1300 anche il viaggio nell'aldilà.
Nel 1301, Carlo di Valois entra a Firenze e porta a compimento quello che era già accaduto nella battaglia di Campaldino che aveva segnato la diaspora dei Ghibellini; i neri prevalgono sui bianchi e c’è la conseguente Cacciata dei Guelfi bianchi. Nel 1302 gli aragonesi si insediano in Sicilia; tra il 1309-1377 si colloca il cosiddetto scisma avignonese, cioè quando il papato viene trasferito da Roma ad Avignone e viene costruita una città papale, è ancora intatta con tanto dimora in questa pianura della zona provenzale, nella zona a sud della Francia ad Avignone (vicino Montpellier, un po' all'interno rispetto a Marsiglia).
Tra il 1347-1350 imperversa la peste in Europa e arriva a Firenze nel 1348, il momento cruciale della peste fiorentina che ovviamente ha ripercussioni sulla nostra letteratura. Così pure molte ripercussioni nella nostra letteratura si hanno 1378-1418 con quello scisma religioso della chiesa d'Oriente e d'Occidente che cambierà del tutto la nostra geografia. Lo scisma d'Occidente si conclude con il Concilio di Costanza e poi l'elezione di Martino V al papato.
La transizione verso le Signorie
Nel 1434 c’è Cosimo dei Medici a Firenze, il vuol dire che siamo passati dalla società comunale a quelle che chiamiamo Signorie in Italia. Ma ovviamente via via che tra la fine del 300 al 400 si affermano alcune famiglie piuttosto che altre, i comuni italiani passano da un ordinamento più democratico, passano dalle arti ai mestieri via via abbassano a diventare signorie, cioè dove si affermano alcune delle famiglie più in vista. I medici portano nel loro stesso nome la loro appartenenza, cioè non sono di origine nobile ma vengono anche loro da quel lungo processo di affermazione delle classi borghesi nei liberi comuni italiani che è una delle cose più importanti nella trasformazione della società, come si può vedere anche nella novellistica di Boccaccio. Cioè la società non è ferma ad un regime feudale ma via via si manifesta in tutte le sue caratteristiche. C'è un processo di apertura della società.
Nel 1442 abbiamo Alfonso D'Aragona nel Regno di Napoli e di Sicilia, cioè alla fine delle lotte tra angioini e aragonesi. Nel 1442 il Regno di Napoli, di Sicilia e di Sardegna (perché il Regno di Napoli ha varie denominazioni nel corso del tempo), chiamiamo Regno di Napoli tutta l'Italia meridionale-continentale che vada dagli Abruzzi alla Calabria. Per un periodo la Sardegna è sotto l'influenza di quello che si chiama regno di Napoli, cioè di Alfonso D'Aragona. Gli aragonesi a Napoli hanno una grande parte.
Nel 1450 Francesco Sforza prende il Ducato di Milano, quindi c'è la trasformazione dei comuni in Signorie, delle città che erano sotto la diretta influenza dell'impero, si trasformano in Ducati autonomi. Una data importantissima nella storia Europea è quella del 1453 quando gli ottomani conquistano Costantinopoli e mettono fine all'impero romano d'oriente. Questa è una data cruciale nella nostra storia perché l'impero romano d'Occidente era caduto 1000 anni prima nel 456 con la deposizione di Romolo Augusto, invece la storia dell'Impero Romano d'Occidente con i Bizantini. L'impero romano d'Oriente aveva tenuto di fatto secondo lo stilema antico fino a quel momento cioè fino al 1453 quando Costantinopoli l’attuale, prima si chiamava Bisanzio cade e mette fine a questa avventura che aveva avuto una continuità enorme. Da qui derivano tutta una serie di fughe da quei luoghi e deriva tutto quello che poi avverrà dopo con la pressione di quelli che oggi nell'immaginario popolare si chiamano i turchi, cioè gli ottomani con la pressione sull'Europa fino alla conquista, fino alle porte di Vienna.
Un altro evento diciamo così internazionale è nel 1469 il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando D'Aragona unisce due regni spagnoli, la Castiglia e l'Aragona. Il 1469 è un anno cruciale dal punto di vista di equilibri internazionali ma è anche l'anno in cui Lorenzo de' Medici prende il potere a Firenze con tutto quello che significa l'amministrazione Fiorentina di Lorenzo dei Medici. Sono questi gli anni in cui Spagna, Francia e Inghilterra si avviano verso la costruzione di moderne monarchie nazionali. Nel 1478 abbiamo La congiura dei Pazzi. A Firenze i pazzi sono una famiglia, non soltanto i matti, che tentano di ribaltare gli equilibri di potere, come sempre nelle città italiane notiamo queste guerre fratricide.
Dall'esplorazione alla politica
Nel 1492 ricordiamo il primo viaggio di Colombo verso l'America. Il 1492 è anche la data della morte di Lorenzo il Magnifico che aveva preso il potere nel ’69. L'altro anno cruciale per l'Italia è il 1494 con le spedizioni di Carlo VIII, il quale entra in Italia e a Firenze. La congiura dei pazzi aveva portato un rivolgimento a Firenze. Il 1498 è l'anno in cui Girolamo Savonarola aveva fatto questo tentativo di repubblica a Firenze finisce sul rogo inaugurando una nuova stagione che si conclamerà nel pieno del 500.
L'importanza della storia e della cultura
La storia è un aspetto fondamentale del nostro approccio culturale rispetto alle cose. L'uomo costruisce delle cose non soltanto nel corso della sua vita ma proprio nel corso della storia e anche se la guardiamo dal punto di vista religioso la storia è l'unico ambito in cui l'umanità può esprimersi liberamente, cioè non ci sono fatti che non riguardino l'umanità. Nella storia molto spesso la costruzione di questi fatti dipende anche e soprattutto dalle scelte dell'uomo.
Naturalmente quello che è sempre molto pericoloso è quando gli uomini sono mossi da pensieri più alti, cioè da guerre di tipo religioso, infatti molte delle guerre europee che vediamo nel corso di questi anni sono guerre determinate dalla religione. Lo scisma d'Oriente e d'Occidente, per esempio, poi gli ottomani a Costantinopoli, l'invasione dei maomettani degli islamici in Europa, le battaglie finali che determinano le due zone di influenza: lasciamo una parte dell'Europa in particolare la Turchia e la Grecia in mano ai turchi e ci teniamo il resto di quello che chiamiamo Occidente.
Poi naturalmente che a questo si aggiunge nella storia tutta la genialità dei singoli che vanno per strade differenti, pensiamo al grande miracolo della Firenze di Lorenzo il Magnifico, dove frotte di artisti e intellettuali generano il Rinascimento e al quale naturalmente si rifanno tutti gli altri centri italiani. Esistono tanti rinascimenti però certamente non si può negare che da Firenze partì una gara, chi aveva gli artisti più bravi, le cose più belle e le città più organizzate dal punto di vista architettonico-urbanistico, gli artisti che componevano anche opere che riguardavano il popolo.
Per esempio le stanze per La Giostra di Poliziano che non sono stanze significa ottave e la giostra è un torneo che richiamava delle folle, cioè una manifestazione che richiamava delle folle e quindi queste folle venivano esaltate ed educate anche dalle parole di un autore come Angelo Poliziano. Tutto questo voluto da Lorenzo oppure pensiamo agli stessi canti di Lorenzo, i Canti della gioventù (il più famoso è quant'è bella giovinezza) che sono composti per il divertimento del popolo fiorentino in delle giornate particolari quindi Lorenzo inaugura una committenza precisa dei signori del Rinascimento nei confronti degli artisti. Non sono più opere che nascono dall'individualità, da chierici che ci sostentano grazie a queste piccole rendite che gli dà il clero e quindi possono operare nei loro laboratori privati e nei laboratori dei conventi come Petrarca o Boccaccio, oppure non sono più esuli come Dante che per la loro opera sono costretti quasi a chiedere l'ospitalità dei signori con i quali hanno a che fare nel loro pellegrinaggio di città in città.
E sappiamo che Dante poi a Ravenna trova un’ospitalità degna di questo nome. Ospitalità nel senso che gli danno un alloggio, il vitto e che lo lasciano libero di poter comporre il suo poema. E quindi nascono in condizioni differenti i poemi e le scritture trecentesche dalle scritture della nuova società umanistico-rinascimentale dove la committenza dei signori che di volta in volta nelle corti italiane si insediano. Gli aragonesi a Napoli, il Papa a Roma, gli Sforza a Milano, i Medici a Firenze e poi andiamo agli Estensi di Ferrara dove per esempio nasce il poema più importante di questi nostri tempi: L'Orlando Furioso di Ariosto, ma nasce nella corte di Ferrara su un'esigenza del pubblico. Cosa ben diversa da quella che è l'esigenza che detta le opere di Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il Rinascimento come fenomeno culturale
Nel Rinascimento nasce proprio il tipo di produzione, si tramuta la figura dell'artista e spesso l'artista è condizionato dalla committenza (committente=colui che gli ordina di fare determinate cose). Se i Medici non avessero voluto celebrare se stessi anche post mortem forse noi non avremmo mai avuto quella cappella meravigliosa che è a San Lorenzo fatta da Michelangelo, con il giorno, la notte, il tempo. La Sagrestia Nuova: di fatto sono delle tombe ma se non glielo avessero commissionate a Michelangelo noi non avremmo mai avuto queste opere così come per la Cappella Sistina. Se il papà non avesse commissionato la Cappella Sistina certamente non avremmo avuto quella grande opera diciamo di ricostruzione che Michelangelo fa sul Giudizio Universale.
A questo punto la committenza che soprattutto per gli artisti è fondante diventa importante anche per i letterati, cioè questa società che si basa sulla cultura è una società completamente differente. Il fenomeno che chiamiamo da poco Rinascimento, prima veniva definito nell'800 Risorgimento dell'età classica. Risorgimento vuol dire sempre un rinascere, la parola contiene in sé anche le connessioni con un mondo antico che noi di fatto avevamo perduto. Sia Risorgimento che Rinascimento siamo di fronte a una sorta di rinascita, a una inaugurazione di uno spirito.
Ovviamente il Rinascimento propriamente detto che è innanzitutto un fenomeno di portata allargata soprattutto in Italia e che è soprattutto un fenomeno artistico è tuttavia basato sulla rinascita, una Rifondazione degli Studi dell'antichità, la quale va sotto il nome dall'800 in poi, di Umanesimo. Siamo di fronte a definizioni che si allargano di prospettiva a macchia d'olio per cui non definiamo più soltanto un momento storico ma definiamo tutto quello che significa Umanesimo. La parola deriva da Studia Humanitatis, cioè dagli studi di umanità cosiddetti. Vuol dire studi relativi all'umanità che riguardano in particolare gli studi tra Medioevo e l'Umanesimo.
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