Italo Svevo (ultimo autore di statura letteraria)
Nato a Trieste nel 1861 da una famiglia borghese.
Città peculiare; Trieste quando nasce Svevo fa parte dell'impero austro-ungarico. È una città di confine tra l'impero austro-ungarico e più Italia. Trieste è una città multietnica: convivono Italiano, Tedesco e Slavo, i quali continuano a proliferare. Quindi si fa un processo di religioni differenti (Ebraica, Ortodossa e Cristiana). Avevano tutte convivenza, così da sorgere ad una città che culturalmente era viva e differente.
Trieste era considerata il punto di contatto tra intellettuali inglesi, di cultura, fino alla cultura, questo mondo viveva un'esistenza di massimo commercio perché era l'unico porto dell'impero sull'Adriatico. Il quartiere viaggiabile è commercializzato di tutto l’impero.
Gli studi e i primi romanzi
1878 → Svevo; durante la sua giovinezza è un autore di lingua tedesca, fa una formazione di tipo commerciale. Studia da apprendista (prima della bella forma). Leggevano autori tedeschi e Schopenhauer. Leggono: anche i continuatori germanici.
Torna a Trieste e ricomincia a un’attività lavorativa e culturale collaborando con il padre e con i giornali (L'Indipendente). Terminati gli studi, Svevo inizia a lavorare in banca dove resterà per 20 anni. Egli approfondisce i classici italiani (Carducci).
1892 → pubblica il romanzo "Una vita"; totale fallimento sia a livello di critica che di pubblico.
1896 → Svevo si sposa e abbandona la banca.
1899 → Emilie e Larsson molto detta del successo dimostrando di essere un grande genio di affari.
1898 → Scrive "Senilità" altrettanto successo.
Italo Svevo (ultimo autore di storia letteraria)
Nato a Trieste nel 1861 da una famiglia borghese.
Città peculiare; Trieste quando nasce Svevo fa parte dell'impero austro-ungarico. È una città di confine tra l'impero austro-ungarico e l'Italia. Trieste è una città multietnica: convivono Italiani, Tedeschi e Slavi, i quali continuavano pacificamente. Quindi si fa un processo di religioni differenti (Ebraica, Ortodossa e Cristiana).
Autore lettere avevano così dei sogni da uno stato che naturalmente di vivere è differente. Trieste era considerata un punto di contatto tra intellettuali italiani e austriaci. Fino se nel Pliume guerra mondiale avrà in esclusiva importanza economica perché era l'unico porto dell'impero sull'Adriatico. Autore viaggiato è commentatore da tutto l'impero.
Formazione, lavoro e scrittura
Svevo di nascere la sua giovinezza è un autore di lingue tedesco, fa un formazione di tipo emmerserale. Studia le capanne (carino delle belle forme), leggono autori tedeschi e in Schopenhauer. Leggono anche i contributori francesi.
Torna a Trieste e incontra a sua attività lavorativa e culturale e collaborando con io padre a Box e giornale di Indipendente. Terminati gli studi, Svevo inizia a lavorare in banca dove resterà per 20 anni. Egli approfondisce i classici Italiani (Carducci).
1892 → pubblica il romanzo "Una vita", totale fallimento sia a livello di critica che di pubblico.
1996 → Svevo si sposa e abbandona la banca.
1897 → Emilio a lavorare nella ditta del suocero dimostrando di essere un grande esperto di affari.
1898 → Scrive "Senilità" ebbe stesso successo.
Per questo decise di smettere di scrivere e di dedicarsi al lavoro.
Di fatto, però, Svevo, non abbandona del tutto la scrittura: per 25 anni la scrittura avrà un fatto privato, scrivere per se stesso.
In questi anni continua a leggere approfondisce la sua conoscenza dei romanzieri russi, dei filosofi quali Schopenhauer e Nietzsche.
Viaggia: moltissimo e andrà a Londra.
James Joyce, Freud e la coscienza di Zeno
1905: incontra James Joyce insegnante di inglese.
Svevo insegnava alle inglesi da Joyce e tra i due si instaura così un grande rapporto. Si scambiano le opere e le leggono. Infatti, dopo degli scritti di Svevo lo incoraggia a continuare a scrivere.
1908: Svevo incontra Freud. Questo incontro nacque da un fatto biografico.
Svevo va da Freud ma lo impressiona dal punto di vista terapeutico ma dal punto di vista culturale. Dalla letteratura. Si avvicina alla psicoanalisi di Freud, che esprimerà anche su di sé. Questo lo porta a considerare la malattia dell’uomo come strettamente legata alla condizione della vita moderna: Svevo pensa che la società si divida in 2 categorie
- Sani = borghesi che combattono per avere successo, conformi del proprio status
- Malati = coloro che non si riconoscono in questo mondo, sanno e amano di vivere e si rifiutano di combattere
1923: Svevo torna a scrivere e pubblica "La coscienza di Zeno" inizialmente si rivela un fallimento. Fortunatamente la critica inizia ad elogiarlo grazie a molti articoli fatti da Mariale e Joyce.
Svevo inizia quindi