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Concetti Chiave

  • Italo Svevo, pseudonimo di Aron Schmitz, nasce a Trieste nel 1861 in una famiglia borghese, influenzando la sua identità culturale e artistica.
  • Dopo un periodo di lavoro in banca, Svevo si dedica alla scrittura, pubblicando opere come "Una Vita" e "Senilità", ma inizialmente senza successo.
  • L'incontro con James Joyce e Sigmund Freud segna un cambiamento nella sua carriera, stimolando Svevo a riprendere la scrittura e a esplorare nuove idee.
  • La formazione di Svevo a Trieste, città multiculturale, e le sue letture filosofiche influenzano profondamente la sua scrittura e la sua visione di vita.

Quali sono le origini e la formazione di Svevo?

Italo Svevo è lo pseudonimo di Aron Schmitz, che serve a delineare le sue origini. Nasce a Trieste nel 1861, da una famiglia borghese agiata(padre,commerciante di vetro, e madre ebraici). Compie degli studi di tipo commerciale, e viene mandato a studiare coi fratelli in Germania, dove impara perfettamente il tedesco e inizia a studiare quella letteratura. A 17 anni si iscrive all’istituto per il commercio, ma comincia contemporaneamente a scrivere opere. In seguito ad un investimento sbagliato del padre la famiglia perde tutto e, come i suoi personaggi, Svevo è protagonista del declassamento. E’ costretto quindi a cercare lavoro, e si impiega in una banca. Egli descrive questo noioso lavoro all’interno del suo primo romanzo “Una Vita”, dove il protagonista, Alfonso Nitti, è un impiegato di banca. Esso viene pubblicato nel 1892, e viene per la prima volta utilizzato lo pseudonimo Svevo. Nel 1886 fa amicizia con un pittore, Umberto Veruda, che lo influenzerà riguardo le caratteristiche del protagonista del secondo romanzo “Senilità”, Stefano Balli. Esso viene pubblicato nel 1898, e sarà un grande insuccesso.

Incontri e influenze significative

Nel 1895 muore la madre di Svevo: è l’occasione in cui conosce Livia Veneziani, che sposerà nel 1896. Questo segna una svolta fondamentale, poiché non solo Svevo ha qualcuno su cui contare, ma i suoi suoceri erano proprietari di una fabbrica. Comincia quindi a lavorare per essa e si trasforma da intellettuale a dirigente industriale. Risente dopo poco tempo del senso di colpa degli intellettuali, che si sentono superflui nel trionfo della società industriale. Il bisogno di scrivere riaffiora nella mente di Svevo, e ricomincia quindi ad annotare pensieri. A Trieste incontra Jones Joyce, poeta Irlandese, con il quale instaura una profonda amicizia e da’ inizio ad una serie di scambi intellettuali. A egli sottopone i suoi primi due romanzi, e Joyce, rimanendo entusiasta, gli consiglia di riprendere a scrivere. Attraverso suo cognato conosce anche Sigmund Freud, ma assume un atteggiamento critico nei confronti della sua teoria della psicoanalisi.

La carriera letteraria e il successo postumo

Dopo la chiusura della fabbrica di vernici del suocero per mano delle autorità austriache, Svevo riprende la sua attività di scrittura: comincia a scrivere nel 1919 il suo terzo romanzo, “La coscienza di Zeno”, che viene pubblicato nel 1923. Anche questo riscuote però insuccesso, e Svevo, come ennesimo tentativo, lo spedisce a Joyce: egli ne riconosce l’eccezionalità e ne espande la fama in Francia, indirizzandolo a Larbaud e Cremieux, promotori di una traduzione francese. Svevo muore, coinvolto in un incidente stradale, nel 1928.

La figura di Svevo è autodidatta, egli si forma a Trieste, una città diversa dalle altre, in cui convergono diverse culture: quella italiana, quella slava, e quella tedesca. La sua formazione è perciò molto varia. Egli non è però un letterato puro, poiché fu anche costretto ad occuparsi di questioni commerciali. Le influenze che subisce sono la filosofia di Schopenhauer, che afferma che l’unica salvezza dal dolore è la contemplazione; le opere di Nitch, il cui uomo è un oltre uomo che possiede energie superiori a quelle dei singoli individui; da Marx e dalla psicoanalisi, che non è secondo Svevo una terapia ma uno strumento conoscitivo. In Svevo l’ironia ha una valenza particolare: non è uno strumento derisorio, ma serve e riguarda la conoscenza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del nome di Italo Svevo?
  2. Italo Svevo è lo pseudonimo di Aron Schmitz, scelto per riflettere le sue origini e la sua identità, essendo nato a Trieste da una famiglia borghese ebraica.

  3. Quali eventi hanno influenzato la carriera letteraria di Svevo?
  4. La morte della madre e il matrimonio con Livia Veneziani nel 1896 hanno segnato una svolta nella vita di Svevo, portandolo a lavorare in una fabbrica e a risentire del senso di colpa degli intellettuali, spingendolo a riprendere la scrittura.

  5. Come ha influito James Joyce sulla scrittura di Svevo?
  6. Svevo ha instaurato una profonda amicizia con Joyce, che lo ha incoraggiato a continuare a scrivere e ha contribuito a diffondere la fama di Svevo in Francia, riconoscendo l'eccezionalità del suo romanzo "La coscienza di Zeno".

  7. Qual è il tema centrale dell'opera "La coscienza di Zeno"?
  8. "La coscienza di Zeno", pubblicato nel 1923, affronta il tema della psicoanalisi e della conoscenza interiore, ma inizialmente non ha avuto successo fino a quando Joyce non ha contribuito a farlo conoscere.

  9. Quali influenze filosofiche hanno plasmato il pensiero di Svevo?
  10. Svevo è stato influenzato da filosofi come Schopenhauer e Nietzsche, integrando elementi della psicoanalisi e del marxismo, utilizzando l'ironia come strumento di conoscenza piuttosto che di derisione.

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