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Concetti Chiave

  • Italo Svevo fu profondamente influenzato da Schopenhauer e Darwin, rappresentando una fusione di irrazionalismo e positivismo scientifico nella sua formazione culturale.
  • La volontà di vivere, secondo Schopenhauer, è una forza irrazionale che guida l'esistenza umana, rendendo illusoria la percezione del libero arbitrio.
  • La psicoanalisi di Freud influenzò Svevo come strumento conoscitivo e narrativo, piuttosto che come terapia per le nevrosi.
  • Trieste, con la sua posizione come crocevia di culture, ha arricchito la formazione di Svevo, offrendo un contesto fertile per idee e influenze diverse.
  • Svevo considera l'inettitudine come una forma di salvezza dall'efficientismo borghese, vedendola come una condizione che preserva l'individualità dall'alienazione sociale.

Influenze filosofiche e letterarie

Italo Svevo ebbe una formazione culturale molto ampia nutrita di interessi letterari e filosofici.

Due furono pensatori che influirono in modo determinante sulla sua formazione, sebbene l’uno fosse agli antipodi dell’altro , “una strana coppia”.

1. il filosofo tedesco Schopenhauer, capostipite dell’irrazionalismo

2. lo scienziato Darwin, pilastro del positivismo scientifico.

Schopenhauer e la volontà di vivere?

* Del pensiero di Schopenhauer, lo colpì l’asserzione del carattere illusorio della volontà dell’uomo. Secondo Schopenhauer, l’uomo si illude pensando che le sue azioni e i suoi comportamenti siano frutto della sua volontà e dei suoi desideri: non siamo noi a volere, ma cioè che il filosofo tedesco chiama voluntas, ovvero una volontà di vivere, irrazionale, che anima tutto l’universo e che spinge ogni essere a perpetuare il più possibile la sua esistenza nella condizione attuale. Questa volontà di vivere è più o meno avvertibile nei singoli individui a seconda che appartengano alla categoria dei lottatori o a quella dei contemplativi.

Più tardi Freud chiamerà la voluntas di Schopenhauer con il nome di inconscio, una forza che agisce nella struttura profonda dell’uomo, ne condiziona il comportamento ed opera indipendentemente dalle spiegazioni razionali che l’uomo dà della sua condotta.

Darwin e la lotta per la vita

* Da Darwin, Svevo derivò l’ idea della violenta e selettiva lotta per la vita e la teoria dei condizionamenti sociali ( orari di lavoro, rapporti, regole)

Dalla confluenza di questi due influssi culturali nacque sul piano dell’invenzione letteraria il tipo dell’inetto, un contemplativo che soggiace passivamente alle condizioni ambientali che lo privano di libertà di decisione e di scelta.

Freud e la psicoanalisi

* Anche la psicoanalisi di Freud ebbe un posto importante nel pensiero e nella produzione letteraria di Svevo, a partire dal primo incontro con il medico viennese, avvenuto nel 1910.. Ma Svevo apprezzò la psicoanalisi non come terapia che pretendeva di guarire dalle nevrosi, bensì come strumento conoscitivo, capace di indagare più a fondo la realtà psichica e, anche come strumento narrativo.

In una lettera all’amico Valerio Jahier, Svevo scrisse:>.

Critica al capitalismo e società borghese

* Infine il pensiero di Svevo fu influenzato anche dalla teoria marxista di cui ebbe una conoscenza non superficiale. Svevo condivise del marxismo la critica al capitalismo e alla divisione della società in classi, in particolare ebbe un atteggiamento critico verso la società borghese e la civiltà industriale con tutte le sue malattie ( l’alienazione) e i suoi ordigni.

Trieste: crocevia di culture

* Oltre agli orientamenti ideologici e letterari, nella formazione dello scrittore ha particolare importanza l’ambiente triestino. Vivere a Trieste significava essere in una città posta alla confluenza di tre civiltà: tedesca, latina e slava ( come del resto Svevo stesso volle sottolineare nella scelta del suo pseudonimo), una città crocevia non solo di merci e di denari ma di esperienze, costumi, lingue e idee. Una città che per la sua posizione geografica divenne la cassa di risonanza di ciò che avveniva nella fertile e movimentata Europa centrale ( mitteleuropa): da Sigmund Freud a Franz Kafka, da Darwin a

Shopenhauer, le idee europee trovarono in Trieste una possibile via per entrare gradualmente nel ostro Paese e per svecchiarne la cultura.

Declino degli ideali romantici

Anche per Svevo come per Pirandello l’uomo contemporaneo vive in un’età in cui i grandi lanternini (gli ideali dell’età romantica: Bellezza, Patria, Amore, Libertà) si sono spenti e l’umanità si trova al buio:

1. non crede più nei grandi Ideali della cultura romantica ( i lanternini di cui parla Anselmo Paleari);

2. non crede più all’opera della Ragione che esalta la scienza come strumento di conoscenza;

3. e neppure la Fede, secondo Svevo, contribuisce a dare delle soluzioni ai problemi dell’uomo, piuttosto si limita a rinviarli nell’aldilà.

Solo il principio darwiniano della selezione naturale e della spietata lotta per il successo individuale che favorisce i più forti sembra non aver perso valore.

Se non è la Ragione, non è la Fede, non sono gli Ideali a determinare le azioni dell’uomo, quale facoltà determina l’agire dell’uomo?

Inconscio e condizionamenti sociali

* Per Svevo si tratta di quella facoltà che dopo Freud si chiamerà inconscio; essa è una forza che agisce nelle strutture profonde della psiche e ne condiziona il comportamento indipendentemente dalle motivazioni razionali che l’uomo dà delle sue azioni.

* Oltre al condizionamento esercitato dall’inconscio l’individuo deve poi fare i conti con la società fatte di regole, rapporti di lavoro, ideologie e sistemi di valori ( condizionamenti sociali).

Ne consegue che l’uomo non ha alcuna effettiva possibilità di essere libero e di compiere le proprie scelte in modo autonomo: essere inserito nella società produce inevitabilmente la perdita della propria individualità.

Inettitudine come reazione e salvezza

Per Svevo c’è una forma di reazione e al tempo stesso di salvezza per l’uomo che non si senta più rappresentato dal modello dell’efficientismo borghese. Si tratta di accettare la propria condizione di inettitudine, che si definisce come malattia esistenziale i cui sintomi sono il rifiuto dell’attività pratica e dell’efficienza tesa al rapido conseguimento degli obiettivi, la debolezza di propositi, la tendenza al sogno, all’evasione fantastica, l’eccesso di riflessione.

Anche se può sembrare un paradosso, vivendo da inetto, da incapace, ci si preserva dal logoramento della vita. La malattia diventa quindi una condizione tutt’altro che negativa, mentre la sanità, rappresentata dall’uomo senza dubbi che accetta il ruolo assegnatogli dalla società e si accontenta di pane e di sesso, sebbene a prima vista sembri la condizione ottimale, in realtà porta ad un rapido esaurimento delle proprie risorse e rende l’uomo più fragile, privo di originalità e individualità.

Per Svevo la salute e la normalità sono viste come l’accettazione delle leggi e delle convenzioni borghesi che annullano l’individualità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le influenze filosofiche che hanno plasmato il pensiero di Italo Svevo?
  2. Italo Svevo fu profondamente influenzato da Schopenhauer, con la sua idea della volontà di vivere, e da Darwin, con la sua teoria della lotta per la vita, creando un mix di irrazionalismo e positivismo scientifico.

  3. Come si manifesta il concetto di "inetto" nella letteratura di Svevo?
  4. L'inetto è un personaggio contemplativo che subisce passivamente le condizioni sociali, privato della libertà di scelta, risultato della fusione delle influenze di Schopenhauer e Darwin.

  5. Qual è il ruolo della psicoanalisi di Freud nel pensiero di Svevo?
  6. Svevo considerava la psicoanalisi non come una terapia, ma come uno strumento conoscitivo per esplorare la realtà psichica, influenzando profondamente la sua produzione letteraria.

  7. In che modo Svevo critica il capitalismo e la società borghese?
  8. Svevo condivide la critica marxista al capitalismo, evidenziando l'alienazione e le malattie della civiltà industriale, mostrando un atteggiamento critico verso la divisione in classi.

  9. Qual è la visione di Svevo riguardo alla condizione dell'uomo contemporaneo?
  10. Svevo percepisce l'uomo contemporaneo come privo di ideali romantici, in balia dell'inconscio e dei condizionamenti sociali, dove l'inettitudine diventa una forma di salvezza dalla pressione dell'efficientismo borghese.

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