Concetti Chiave
- Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, nacque a Trieste nel 1861 e studiò in Germania, dove approfondì la letteratura tedesca.
- I suoi primi romanzi, "Una Vita" e "Senilità", riflettono l'ambiente bancario, e dopo il matrimonio con Livia Veneziani, lavorò nella ditta del suocero.
- Due incontri fondamentali per Svevo furono con James Joyce, che gli insegnò l'inglese, e l'interesse per la psicanalisi di Freud a partire dal 1911.
- Il romanzo affronta temi complessi come il vizio del fumo, le relazioni familiari e amorose, il fallimento commerciale e la salute mentale di Zeno Cosini.
Infanzia e formazione di Svevo
Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz nacque a Trieste il 19 dicembre 1861 da una famiglia di origine ebraica. Il padre lo mandò con due fratelli a studiare presso un'Istituto commerciale in Germania dove rimase per cinque anni e dove, oltre alle materie commerciali, studiò i più grandi autori della letteratura tedesca, tra cui Goethe e il filosofo Schopenhauer. nel 1878, terminati gli studi, ritornò a Trieste, dove dovette impiegarsi presso la filiale triestina della banca Union di Vienna poichè la ditta di famiglia era fallita e mantenne per 18 anni quell'impiego.
Primi romanzi e vita familiare
I primi due romanzi che pubblicò, Una Vita (il titolo originario era Un Inetto) e Senilità (già apparso sul giornale L'Indipendente) descrivono l'ambiente delle banche. nel 1896 sposò Livia Veneziani, una cugina di 13 anni più giovane di lui e di famiglia benestante, e dopo la nascita di sua figlia Letizia lasciò la banca ed entrò nella ditta di suo suocero, dove ebbe incarichi come funzionario.
Incontri significativi e psicanalisi
Negli anni tra l'inferno nella fabbrica e lo scoppio della guerra, Svevo fece due incontri fondamentali per la sua formazione letteraria:
- L'incontro con James Joyce che, esule dell'Irlanda, insegnava presso la Berlitz School a Trieste e Svevo prese da lui lezioni d'inglese;
- L'incontro con la psicanalisi nel 1911, quando Svevo cominciò ad appassionarsi al pensiero di Freud, e dopo essere venuto a conoscenza delle sue teorie, induce il cognato Bruno Veneziani a sottoporsi alla terapia a Vienna con Freud.
Successo letterario e morte
nel 1923 venne pubblicato il terzo romanzo La coscienza di Zeno per cui ebbe una critica molto positiva dall'irlandese James Joyce e Eugenio Montale.
Svevo morì a 67 anni nel Trevigiano a causa di un incidente stradale il 13 settembre 1928.
Opere teatrali e racconti
Dei racconti, solo tre furono pubblicati dall'autore nel corso della sua vita, essi sono:
- Vino Generoso;
- La novella del buon vecchio e della bella fanciulla;
- Una burla ben riuscita.
Svevo nutrì grande interesse per il teatro, infatti scrisse 13 commedie, che però non ebbero fortuna sulla scena: in vita egli vide rappresentato solo L'atto unico: terzetto spezzato (1927)
Sono considerate interessanti anche:
- Un marito;
- La rigenerazione.
Struttura e temi de La coscienza
Svevo pubblicò tre romanzi:
- Una vita;
- Senilità;
- La coscienza di Zeno.
Questo romanzo venne pubblicato nel 1923, e per questo motivo differisce molto dai due romanzi precedenti, infatti Svevo abbandona il modulo ottocentesco del romanzo narrato da una voce anonima ed esterna alla vicenda e con focalizzazioni interne ai personaggi e adotta soluzioni nuove.
- Zeno Cosini: il protagonista
- Dottor S.: Psicanalista, che aveva suggerito a Zeno di scrivere il diario
- Augusta Malfenti: la moglie di Zeno
- Ada, Alberta, Anna: sorelle di Augusta
- Giovanni Malfenti: suocero di Zeno
- Guido Speier: cognato di Zeno
- Carla Greco: l'amante di Zeno
L'opera è strutturata in otto capitoli, e tutti, eccetto la prefazione, sono scritti in prima persona del protagonista di Zeno Cosini.
Capitoli e trama del romanzo
Il primo capitolo è costituito dalla prefazione in cui Zeno è in cura dal psicanalista per smettere di fumare e il dottor S. dichiara di pubblicare il diario per vendetta verso il paziente, che aveva interrotto la cura e per ricattare Zeno, promettendogli di dividere i guadagni della pubblicazione solo quando avesse deciso di riprendere l'analisi;
Il secondo capitolo costituito dal preambolo, presenta Zeno che cerca di liberare la mente dal presente e di recuparare le memorie del passato.
Zeno e il vizio del fumo
Il terzo capitolo, intitolato Il fumo, Zeno analizza il vizio ripercorrendo circa vent'anni della sua vita: da quando fanciullo aveva iniziato a fumare di nascosto per sentirsi "grande", fino all'ultimo tentativo costellato da vani propositi di smettere di fumare, dopo essersi concesso una specie di anticipato compenso: l'ultima sigaretta.
Rapporto con il padre
Il quarto capitolo, intitolato La morte di mio padre, Zeno malgrado le sue ripetute dichiarazioni d'affetto, traccia un ritratto del padre nel quale serpeggia la sua ostilità e disprezzo. La breve malattia e la morte del padre ha creato in lui un forte senso di colpa che ancor non lo abbandona, tanto più che il padre morendo, forse non più padrone di sè stesso, gli dà uno schiaffo e Zeno vede nel gesto una punizione, ultima ed eterna del padre.
Matrimonio e relazioni amorose
Il quinto capitolo, intitolato La storia del mio matrimonio, Zeno rievoca le circostanze per cui, innamoratosi di Ada, la figlia più bella di un ricco commerciante, finisce per sposare Augusta, la più brutta. il matrimonio è solido e felice, invece la bella Ada sposa dopo alcuni mesi Guido Speier: un giovane ricco, bello, elegante e ottimo violinista. che Zeno ha detestato fin dal primo incontro, ma ora sono parenti e deve far tacere l'antica rivalità.
Il sesto capitolo, intitolato La moglie e l'amante, Zeno rievoca i primi tempi del suo matrimonio felice, ma poi subentra però la noia, che spinge Zeno a diventare l'amante di Carla, una bella ragazza orfana, che ha bisogno di aiuto economico per mantenere la madre e per proseguire i suoi studi di canto. La relazione dura più di un anno tra esaltazione, rimorsi e propositi, sempre rimandati a troncare tutto. Carla incontra la bella Ada e, vedendo la sua tristezza per aver scoperto che Guido la tradiva e sentendosi a sua volta in colpa, abbandona Zeno per sposare il giovane maestro di canto.
Lavoro e fallimenti commerciali
Il settimo capitolo, intitolato Storia di un'associazione commerciale, Zeno rievoca la sua esperienza di lavoro nella ditta del cognato Guido, il quale conduce gli affari con tale leggerezza da trovarsi ben presto sull'orlo del fallimento. Nel ritratto ostile che ne fa Zeno, Guido si rivela meschino e immaturo, che, per due volte tenta il suicidio per indurre Ada a versargli del denaro per sanare il deficit della ditta, al secondo tentativo, per una serie di fortuite circostanze, egli muore davvero. Zeno si prefigge di recuperare la perdita di Guido, e per tenere d'occhio l'andamento della borsa, arriva in ritardo al cimitero seguendo un corteo funebre che non era del cognato, suscitando il rancore di Ada e di tutta la famiglia.
Conclusione e riflessioni di Zeno
Nell'ottavo capitolo Zeno riprende il diario impostogli dal medico, concluso nel capitolo, per ribellarsi, in quanto non crede di essere stato guarito. Questa conclusione è la trattazione del suo punto di vista, in seguito inviato al dottore. Questo diario è contrassegnato dalle date di tre giorni negli anni di guerra 1915-1916, e nella sua riflessione, Zeno sostiene di essere completamente guarito in quanto consapevole del male di vivere che gli altri non vedono, e questo non è un segno di nevrosi, bensì di salute.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'incontro tra Svevo e James Joyce nella sua formazione letteraria?
- Come si differenzia "La coscienza di Zeno" dai romanzi precedenti di Svevo?
- Quali temi emergono nel capitolo dedicato al vizio del fumo in "La coscienza di Zeno"?
- Qual è il significato del rapporto di Zeno con il padre nel romanzo?
- In che modo la vita professionale di Zeno riflette i temi del fallimento e della responsabilità?
L'incontro con James Joyce, che insegnava a Trieste, fu fondamentale per Svevo, poiché gli permise di apprendere l'inglese e influenzò la sua scrittura, contribuendo alla sua evoluzione come autore.
"La coscienza di Zeno", pubblicato nel 1923, abbandona il modulo ottocentesco del romanzo con una voce narrante esterna, adottando invece una narrazione in prima persona che riflette le esperienze interiori del protagonista, Zeno Cosini.
Nel capitolo "Il fumo", Zeno analizza il suo vizio del fumo, ripercorrendo vent'anni della sua vita e rivelando il conflitto tra il desiderio di smettere e la continua ricerca di gratificazione attraverso l'ultima sigaretta.
Il rapporto di Zeno con il padre è complesso e segnato da ostilità e disprezzo, culminando in un forte senso di colpa dopo la morte del padre, che Zeno percepisce come una punizione finale per le sue mancanze.
Nel capitolo "Storia di un'associazione commerciale", Zeno rievoca la sua esperienza lavorativa con il cognato Guido, evidenziando la leggerezza con cui Guido gestisce gli affari e il conseguente fallimento, che porta Zeno a riflettere sulla responsabilità e sulle conseguenze delle azioni altrui.