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Concetti Chiave

  • La figura centrale dei romanzi di Svevo è l'inetto, un eroe debole che, nonostante la sua nevrosi, riesce a comprendere la realtà complessa e critica la società borghese.
  • In "La coscienza di Zeno", a differenza dei protagonisti di "Una vita" e "Senilità", il protagonista acquisisce consapevolezza della propria condizione e cresce personalmente.
  • Il romanzo "La coscienza di Zeno" rovescia il rapporto salute/malattia, mostrando come il protagonista, pur essendo nevrotico, comprenda le contraddizioni di una società borghese malata.
  • Svevo utilizza la scrittura come un mezzo terapeutico per analizzare le proprie nevrosi, dare senso alla vita e conservarla dalla perdita del tempo.
  • La poetica di Svevo è influenzata da vari modelli letterari, tra cui il realismo francese, i romanzieri russi e la scrittura di Joyce, con un focus sulla psicologia dei personaggi.

L'Inetto nei Romanzi di Svevo

Al centro dei romanzi di Svevo, abbiamo la figura dell’ “inetto”, cioè dell’eroe che è debole ed incapace di agire. Egli analizza in continuazione la propria psicologia, ma nonostante la nevrosi che lo attanaglia, dimostra essere in grado di comprendere meglio la realtà nei suoi aspetti più complessi. Esiste, però, una differenza all’interno della produzione letteraria . Nei primi due romanzi (Una vita e Senilità), i relativi protagonisti entrambi “inetti” vanno incontro ad un fallimento totale. Invece ne La coscienza di Zeno, poco a poco il protagonista diventa sempre più consapevole del proprio stato e ponendosi al di fuori della propria nevrosi (=straniamento) riesce a criticare in modo corretto, da persona sana, la società borghese in cui vive. L’inetto si identifica, allora, con l’intellettuale moderno che sembra essere rifiutato e quindi escluso dalla società il cui unico scopo è il guadagno. In realtà, egli è l’unica persona in grado di porre in evidenza le mancanze e i difetti della società stessa.

La Coscienza di Zeno e la Società

Nel romanzo La coscienza di Zeno il rapporto salute/malattia si rovescia. Infatti nei primi due romanzi, i protagonisti falliscono (= Alfonso si toglie la vita e Emilio, pur essendo ancora giovane, rinuncia alla vita e si rifugia in una forma di solitudine). Invece l’inetto de La coscienza di Zeno non è l’unico malato in una società borghese sana. Al contrario, grazie alla sua nevrosi e alla sua sensibilità è il solo che riesce a capire le contraddizione della condizione esistenziale dell’uomo e a scoprire quanto la società borghese sia malata di conformismo e come si appoggi su delle certezze che non sono altro che illusioni.

Arte e Vita in Svevo

Nei protagonisti dei romanzi di Svevo si ritrovano anche aspetti della vita dello scrittore stesso perché in essi l’autore proietta le sue nevrosi. Tuttavia questo rapporto fra arte e vita (che alcuni studiosi chiamano ”letteraturizzazione della vita”) è ben diverso dal rapporto arte/esistente in D’Annunzio che proprio negli anni in cui Svevo scriveva stava raggiungendo il punto culminante del suo successo. In D’Annunzio il rapporto vita/arte è legato al concetto di superuomo; invece per Svevo la letteratura (= l’arte) è un mezzo che fare in modo che l’esistenza (= la vita) non finisca nell’oblio. Inoltre, attraverso l’analisi accurata, quasi scientifici dei fatti in cui si articola la vita, l’autore riesce a dare un senso alla vita stessa. Infatti, mediante il ricordo, lo scrittore trasporta la sua vita sulla pagina scritta (= letteraturizzazione della vita) e questo gli permette di sottrarre la sua esistenza al tempo che passa e quindi di poter effettuare un’analisi più approfondita del suo “io”. In pratica, la scrittura acquisisce una funzione terapeutica (di guarigione) perché scrivendo, Svevo si rende sempre più consapevole della propria esistenza e della propria malattia.

Modelli Letterari di Svevo

Alla sua poetica, Svevo giunge facendo una sintesi fra vari modelli letterari esistenti. Inizialmente, egli prende come modello i grandi scrittori del realismo francese come Balzac, Flaubert e Stendhal. Tuttavia, poiché Svevo è particolarmente interessato alla psicologia dei sui personaggi, si ispira anche ai grandi romanzieri russi come Dostoevskij. Inoltre, quando Svevo assume una posizione ironica, si rifà ai due scrittori inglesi Swift e Sterne. Invece, ogni volta che introduce un monologo, cioè una riflessione interiore, si ispira a Joyce.

Innovazioni Strutturali di Svevo

Ne La Coscienza di Zeno troviamo anche delle importanti innovazioni strutturali che per importanza, possono essere paragonate alle novità introdotte da Proust, Kafka o Joyce. Nel romanzo il rapporto fra fabula è intreccio è totalmente diverso dal rapporto tradizionale a cui siamo abituati. La fabula è il racconto dei fatti narrati secondo l’ordine cronologico; l’intreccio, invece, è l’organizzazione dei fatti, narrati secondo un’organizzazione personale scelta dall’autore. Nel romanzo, gli eventi non si succedono secondo un ordine cronologico, ma secondo un alternarsi di presente e di passato, gestito dalla memoria dell’autore. Inoltre la vicenda non viene presentata da un narratore oggettivo e quindi esterno, ma essa è filtrata attraverso il punto soggettivo dell’io che narra. In questo modo succede che i fatti vengano modificati, che le motivazioni siano falsificate ed al lettore è riservato il compito di individuare la verità di tutti questi autoinganni creati dalla coscienza.

Critiche alla Forma di Svevo

Molti critici hanno rimproverato a Svevo una scarsa cura della forma, un lessico poco variato e perfino errori grammaticali. Bisogna premettere che Svevo era di madre lingua tedesca e aveva studiato l’italiano soltanto a scuola e quindi come lingua straniera. Pertanto l’uso dell’italiano per Svevo non era così naturale. Tuttavia occorre precisare che a Svevo non interessa particolarmente lo stile ed una forma accurata. Anzi si potrebbe affermare che il linguaggio imperfetto potrebbe costituire una scelta voluta da parte di Svevo per sottolineare come l’inetto sia inadeguato nei confronti della realtà in cui è immerso

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della figura dell'inetto nei romanzi di Svevo?
  2. L'inetto rappresenta un eroe debole e incapace di agire, che, nonostante la sua nevrosi, riesce a comprendere la complessità della realtà. A differenza dei protagonisti dei primi romanzi, in "La coscienza di Zeno" l'inetto diventa consapevole del proprio stato e critica la società borghese (testo).

  3. Come si rovescia il rapporto salute/malattia ne "La coscienza di Zeno"?
  4. A differenza dei protagonisti dei primi romanzi che falliscono, l'inetto di "La coscienza di Zeno" non è l'unico malato; grazie alla sua nevrosi, riesce a comprendere le contraddizioni della società borghese, che è essa stessa malata di conformismo (testo).

  5. In che modo Svevo collega arte e vita nei suoi romanzi?
  6. Svevo utilizza la letteratura come mezzo per evitare che la vita cada nell'oblio, analizzando in modo scientifico la propria esistenza. La scrittura diventa terapeutica, permettendo all'autore di esplorare e comprendere meglio il proprio "io" (testo).

  7. Quali modelli letterari influenzano la poetica di Svevo?
  8. Svevo sintetizza vari modelli letterari, ispirandosi al realismo francese, ai romanzieri russi come Dostoevskij, e a scrittori inglesi come Swift e Sterne, oltre a Joyce per i monologhi interiori (testo).

  9. Quali sono le innovazioni strutturali presenti ne "La coscienza di Zeno"?
  10. Il romanzo presenta un rapporto innovativo tra fabula e intreccio, alternando presente e passato attraverso la memoria dell'autore, con una narrazione soggettiva che modifica i fatti e le motivazioni, lasciando al lettore il compito di scoprire la verità (testo).

Domande e risposte

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