Concetti Chiave
- L'autoinganno è un tema centrale nei romanzi di Svevo, esplorando come la morale e la ragione possano mascherare impulsi inconsci.
- La Coscienza di Zeno segna un cambiamento significativo nel contesto storico e sociale, con influenze psicologiche e filosofiche del periodo post-bellico.
- La struttura del romanzo è composta da sette capitoli, presentati come memorie di Zeno al suo psicanalista, evidenziando la sua nevrosi.
- Il conflitto padre-figlio è narrato attraverso una dinamica di ostilità mascherata da amore, culminando in un episodio drammatico poco prima della morte del padre.
- La relazione di Zeno con Carla inizia in modo disfunzionale, evidenziando le ambiguità e le complicazioni dei rapporti umani nel contesto borghese.
L'autoinganno nei romanzi di Svevo?
Al centro della ricerca di Svevo, in tutti e tre i suoi romanzi, troviamo l'investigazione degli "autoinganni" e cioè l'alibi della morale e della ragione che nascondono gli impulsi inconsci.
Nei primi due romanzi, Una Vita e Senilità, scritti in terza persona, in nota la presenza di un "giudice istruttore" esterno al piano della narrazione: la voce narrante interviene con giudizi che marcano il dislivello tra i fatti e il protagonista. Questo dislivello ne La coscienza di Zeno viene a mancare.
Una vita e Senilità sono ancora influenzati dal Naturalismo (scritti negli anni 90) ma contengono già un duplice livello di consapevolezza dato dal punto di vista del protagonista e del narratore che spinge il lettore ad una riflessione.
Tutti e tre i romanzi affrontano il tema dell'inettitudine ma se nei primi due l'inetto è un letterato piccolo borghese, apportando riferimenti alla letteratura e al ruolo dell'intellettuale, nel terzo romanzo il protagonista inetto è un uomo che vive nel mondo delle finanze e del commercio, con inevitabile coscienza alto-borghese.
Il contesto storico e sociale
La coscienza di Zeno esce nel 1923 dopo un quarto di secolo dal suo secondo romanzo pubblicato nel 1898, Senilità. Il lunghissimo periodo di silenzio è dovuto a caratteri psicologici ma anche pratici come l'impegno nell'industria di famiglia e la totale, o quasi, indifferenza della critica nazionale dei suoi due primi romanzi fatti pubblicare a sue spese.
Il contesto storico e sociale è completamente mutato: si è passati attraverso una guerra mondiale, si ha la caduta della fisica classica a favore del relativismo di Einstein, Freud ha asfaltato la strada alla psicanalisi.
Il titolo del romanzo riflette la consapevolezza del carattere sperimentale e d'avanguardia, totalmente differente dalla precedente produzione letteraria. Svevo gioca sulla varietà dei significati e sulla potenziale ambiguità del significato 'coscienza'. Potrebbe infatti alludere alla coscienza morale oppure alla consapevolezza che a sua volta può indicare sia la consapevole già acquisita o come consapevolezza che si sta acquisendo. La coscienza di Zeno però può anche essere intesa come incoscienza.
La struttura del romanzo
Il romanzo è diviso in sette capitoli (Preambolo, Il fumo, La morte di mio padre, La storia del mio matrimonio, La moglie e l'amante, Storia di un'associazione commerciale, Psico-analisi) anticipate da una Prefazione. Il testo si presenta come una memoria inviata da Zeno al suo psicanalista che lo ha in cura, il dtt. S. Costui che non ha trovato di meglio che invitare il suo paziente a scrivere (Prefazione). Tutta la restante vicenda è narrata da Zeno, il protagonista-narratore.
La narrazione di Zeno
Zeno è un nevrotico, per questo è in cura da uno psicanalista, dunque non potrà mai essere un narratore attendibile. Al tempo stesso nemmeno il dottore S. è così attendibile. Dunque a chi credere? Al lettore sono proposti due opposti punti di vista: la narrazione dunque richiede una stretta collaborazione del lettore. Si parla dunque di "opera aperta" poiché il significato è plurivoco.
La Coscienza di Zeno comunque non è una biografia come può sembrare ma la storia della malattia.
Il conflitto padre-figlio
Si narra innanzitutto una vicenda di ostilità tra padre e figlio, nascosta, con il tipico concetto di rimozione freudiana, dietro l'amore che deve necessariamente esistere tra genitore e figlio. E' dunque presentata la straziante vicenda di Zeno: poco prima che suo padre morisse, quest'ultimo gli tira uno schiaffo, molto probabilmente privo di lucidità e totalmente involontario. Zeno non può evitare di interpretarlo come estrema punizione che il padre ha voluto infliggergli.
Il matrimonio di Zeno
A Zeno viene improvvisamente la voglia di sposarsi; prima di conoscere la sua futura sposa, conosce il suo futuro suocero, Giovanni Malfenti, ammirato per l'abilità negli affari. E' dunque spinto a scegliere una delle sue tre figlie in età da marito: prima sceglie Ada, la più adulta e bella, la quale pero è già innamorata di un altro e lo rifiuta; poi sceglie la più giovane, Alberta ma, anche lei, non accetta la proposta di matrimonio e, infine, sceglie Augusta, la più brutta tra le tre (occhio strabico) ma dall'animo gentile e materno. Il matrimonio è tradizionalmente borghese, destinato al
tradimento del marito.
La relazione con Carla
La storia d'amore tra Zeno e Carla, una bella ragazza, orfana di padre, con una situazione economica critica ed il sogno di diventare cantante inizia come rapporto tra aitante-aiutata. Zeno decide per l'allontanamento decisivo con Carla, minaccia per la serenità familiare. L'amante vuole però conoscere la moglie e Zeno, volontariamente le fa vedere Ada anziché Augusta. ["donna tanto bella quanto triste"].
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale dell'autoinganno nei romanzi di Svevo?
- Come si differenzia la narrazione in "La coscienza di Zeno" rispetto ai primi due romanzi?
- Qual è il contesto storico e sociale in cui è ambientato "La coscienza di Zeno"?
- Qual è la natura del conflitto padre-figlio nella storia di Zeno?
- Come si sviluppa la relazione tra Zeno e Carla?
L'autoinganno è al centro della ricerca di Svevo, che esplora come la morale e la ragione possano nascondere impulsi inconsci, presente in tutti e tre i suoi romanzi.
In "La coscienza di Zeno" manca il "giudice istruttore" esterno, presente nei primi due romanzi, creando un dislivello tra i fatti e il protagonista che richiede una maggiore collaborazione del lettore.
Pubblicato nel 1923, il romanzo riflette un contesto mutato dopo la guerra mondiale e l'influenza di Freud e Einstein, segnando un passaggio verso una narrativa sperimentale e d'avanguardia.
Il conflitto è caratterizzato da ostilità nascosta dietro l'amore, culminando in un episodio straziante in cui Zeno interpreta uno schiaffo del padre come una punizione estrema.
La relazione inizia come un aiuto reciproco, ma si complica quando Zeno decide di allontanarsi da Carla, minacciando la serenità familiare, e la presenta erroneamente alla moglie.