L'educazione all'interculturalità e alla sostenibilità
Patrizia Panarello
Capitolo 1 - Il discorso pedagogico dell'intercultura: pretesti e contesti
Attraverso un processo di decostruzione e di critica si mira a voler ricercare tutti quegli aspetti nascosti e che regolano i meccanismi logici, le contraddizioni e i presupposti posti alla base della Pedagogia.
Tutto questo al fine di riuscire a trovare delle soluzioni, nuove categorie e riuscire a fare spazio al sapere tenendo sempre in considerazione il percorso effettuato fino ai nostri giorni dalla Pedagogia.
L'approccio che si è scelto di adottare è quello pedagogico-interculturale, che secondo molti esperti presenterebbe non pochi limiti, sia in termini di condivisione collettiva che di chiarezza.
Questa, con il suo approccio sempre più interdisciplinare ed uno spirito critico e riflessivo, sembra rappresentare un giusto spazio per l'uomo moderno che però, con gli strumenti teorici e metodologici utilizzati, spesso risulta essere incapace di rispondere alle sue funzioni. (Interdisciplinarità - apertura e criticità)
Questi infatti dovrebbero essere impiegati come strumenti necessari per attuare un'opera di rinnovamento e ripensamento disciplinare, mentre invece li si considera come delle etichette da applicare a vecchi archivi, come se queste potessero in qualche modo permettere nuovi sistemi di classificazione per accedere al post moderno senza tralasciare il proprio unicum.
L'obiettivo che in concreto ci si propone è quello di ricercare, criticare, decostruire ed eventualmente rielaborare nuove strategie per tutti quei meccanismi che ruotano attorno al discorso pedagogico-interculturale e che ne permettono la sua costruzione.
Attualmente questo risulta essere difficile a causa delle fitte relazioni istituzionali che legano discorso, verità e potere e di quelle visioni anguste che ne regolano i rapporti. Qui infatti il sapere viene prodotto e successivamente adeguato a determinati orizzonti discorsivi senza la possibilità di un effettivo aggiornamento degli approcci educativi sui temi maggiormente discussi e di revisione sugli obiettivi da portare avanti (dell'identità e appartenenza).
1.1 - L'inter speech pedagogico e il post-moderno
Nuovi discorsi sulla complessità, interdipendenza, interdisciplinarietà, ibridismo, nomadismo, meticciato hanno aperto la possibilità a nuovi dibattiti sorti per esigenze legate alla necessità di rivedere e ragionare intorno a certe visioni angustie, aggiornando così nuovi obiettivi, rivedendo metodologie e superando costrutti teorici.
Discorsi questi che possono essere accostati ad uno dei termini maggiormente utilizzato in questo terzo millennio, ovvero intercultura, dove l'inter sta ad indicare un rapporto di reciprocità e indipendenza ("tra" discipline, saperi, relazioni, culture, luoghi di appartenenza, identità).
Lo sfondo che abbraccia questo tipo di relazione è attualmente caratterizzato dal fenomeno della globalizzazione, in cui questa gamma di fitte relazioni tra settori considerati una volta separati rende la post modernità ricca di incertezze, rotture, crisi e numerose problematiche che la Pedagogia non riesce ad affrontare.
Testo di riferimento: l'educazione all'interculturalità e alla sostenibilità - Panarello 1
Riassunto a cura di Simona S. Pagina
Il discorso che sembra incentrarsi su questo "Tra" e che comunemente viene definito come un inter-speech pedagogico ha permesso di ricercare nuovi spazi entro cui organizzare i nuovi discorsi sul nostro tempo.
Attraverso esso, noi riusciamo a riflettere sul soggetto post moderno che racchiude le caratteristiche del suo tempo, risulta inesorabilmente affetto da una conflittualità interiore in cui appare debole, smarrito e incerto, che è in balia di un mondo ambivalente e da cui spesso non riesce ad essere compreso.
Successivamente a tale analisi è necessario definire i relativi profili identitari, che si presentano anch'essi incerti e che spingono l'essere umano a lavorare costantemente per un rinnovo e mutamento del proprio sé, della sua identità e delle relazioni che lo circondano.
La differenza e l'ecologia sembrano inoltre essere altre due tematiche che assolvono ad una doppia funzione:
- Rivelatrice (rivelano la stessa identità attuale della pedagogia).
- Di confronto (impongono alla pedagogia un confronto con altre scienze).
Queste tematiche quali globalizzazione, postmodernità, intercultura, differenza ed ecologia vanno trattate come oggetti di ricerca a cui applicare un'indagine critica.
Per quel che riguarda la globalizzazione, data come evento devastante (Franco Frabboni), viene rivelato il grosso rischio per quelli che sono i valori della libertà, dignità, giustizia, uguaglianza e convivenza, visto il cambio radicale dell'attuale millennio in cui incombe la minaccia della formazione non solo di un'umanità di massa ma anche del cambio di educazione che starebbe a difesa di essa piuttosto che dell'umanizzazione della persona.
A tale proposito la Pedagogia dovrebbe intervenire con la messa in atto di un progetto che miri alla tutela di un'umanità in grado di far conciliare l'universale e il particolare, identità e alterità, locale e globale, uguaglianza e differenze. (Compito della scienza pedagogica: difendere l'ideale di una nuova umanità futura che incarni tali valori).
Compito naturalmente ambizioso per tale progetto educazionale, visto che dovrebbe assumere dei connotati planetari e mondiali e su cui ancora oggi si diramano diverse posizioni al riguardo.
1.2 - Concetto di soggetto
Indipendentemente da queste, assume un ruolo di particolare importanza il concetto di soggetto in cui tale processo dovrebbe avvenire, lo stesso che grazie alla scienza pedagogica possa far conciliare gli opposti citati prima, la risoluzione che tali conflitti creano e la responsabilità di formare un'umanità altra che possa condurre ad un futuro migliore.
Il binomio tra identità/differenza
La creazione di tale binomio è il frutto di numerosi processi definiti di mondializzazione che farebbero maggior riferimento, in termini di importanza, a quelli economici e a quelli che ruotano intorno alla sfera informazionale.
Qui il ruolo della pedagogia viene assunto con una doppia risposta:
- Messa a punto di nuovi strumenti educativi (intercultura, educazione alla mondialità e sviluppo sostenibile).
- Costituzione di una rinnovata specificità disciplinare in grado di affrontare le numerose sfide poste dalla post modernità.
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Riassunto a cura di Simona S. Pagina
Messe a punto necessarie per l'analisi dell'iter speech pedagogico così da:
- Individuare e esplicitare gli elementi fondamentali che lo compongono.
- Stabilire che tipo di relazione vi sia tra un apparato discorsivo disciplinare e un regime discorsivo europeo e occidentale (UNESCO, Consiglio d'Europa).
Tra questi due livelli, accademico e sovranazionale, è stato visto un certo rapporto di interdipendenza e continuità, rendendo così il regime discorsivo, nel momento in cui vengono trattati temi come umanità, valori, dialogo, educazione, sotto certi aspetti omogeneo.
1.3 - I pilastri della prospettiva interculturale
Indipendentemente da chi viene trattato il discorso interculturale, è possibile individuare alcuni aspetti centrali, pilastri, intorno al quale esso ruota.
Pilastro I
Idea comune del problema della compresenza e della coesistenza in uno stesso territorio di differenti culture, etnie, identità, che adesso attraverso il fenomeno della globalizzazione si trovano mescolate dando vita a società sempre più multiculturali che potrebbero destabilizzare così antichi equilibri sociali, economici, sociali e politici.
Obiettivo della pedagogia al riguardo
A riguardo di tali conflitti, la pedagogia interculturale pone il suo compito nell'indicazione di nuove linee educative per una più civile e democratica convivenza e che miri a gestire così in maniera positiva la diversità culturale, linguistica, religiosa.
Innanzitutto per rispondere a tale esigenza la pedagogia si interroga su come riuscire ad educare, formare, integrare, rispettare, valorizzare e quindi aprire il dialogo fra le diversità.
Non a caso il discorso intrapreso dalla pedagogia ruota sostanzialmente in alcuni elementi fondamentali quali: rispetto, valorizzazione dell'altro, dialogo, comprensione reciproca, costruzione di nuove relazioni interpersonali e intergruppali, la promozione e la partecipazione in maniera sempre più armoniosa dei nuovi venuti e soprattutto che questo possa portare ad una società aperta alla multiculturalità e alla promozione dei valori appena descritti.
Contro tale obiettivo intervengono:
Politico: problema del razzismo = divario dell'ingiustizia e della discriminazione tra minoranze e maggioranze.
Per cui sarebbe necessaria l'elaborazione di nuovi modi e pratiche sociali adibite all'abbattimento di queste forme di pregiudizio. (pag. 18)
Pilastro II
Riguarda la necessità di ragionare in una società, proiettata ormai al multiculturalismo e sotto l'effetto della globalizzazione in termini di pluralismo universalista.
Ciò implicherebbe l'entrata di un nuovo tipo di pluridiversità dei diritti. Educazione indirizzata ad una cittadinanza aperta alla cultura, al meticciato e all'ibridazione, planetaria.
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Riassunto a cura di Simona S. Pagina
Pilastro III
Trinomio: concetti intercultura, ambiente, sostenibilità prima tenuti a sé e adesso invece necessariamente abbinati. Questo significa una più stretta collaborazione.
Questo implica correlazione tra prospettiva pedagogico-interculturale, educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Un'educazione rivolta alla cittadinanza che oltre a dover essere interculturale deve anche riallacciarsi alla sostenibilità. Un discorso divenuto unico sia a livello accademico che istituzionale mentre prima questo risultava disgregato, poiché tali temi erano trattati separatamente.
L'UNESCO in particolare si è mossa lungo questa direzione commissionando all'IRIS un progetto che mirasse a realizzare tale obiettivo: connettere settore culturale-socio economico più aspetti della sostenibilità ambientale.
Così, alla fine della decade dello sviluppo (DESD), si vuole dimostrare come attraverso:
- L'attuazione di determinate politiche sulla diversità culturale = fusione dell'educazione per lo sviluppo sostenibile e il dialogo interculturale.
Quindi concludendo
Nuovi processi a cui va incontro la società più riconfigurazioni dei saperi a livello istituzionale = educazione interculturale rivisitata e investita di un nuovo compito, cioè quello di mirare in una prospettiva ecologica per costruire una dimensione relazionale comunitaria e planetaria attraverso cui valorizzare non solo le diversità di tipo culturali ma anche quelli della diversità naturale, ritenendoli patrimonio comune dell'umanità.
Per mirare a tale obiettivo l'intercultura si sta mostrando negli ultimi anni uno strumento prezioso messo a disposizione nel campo della formazione come una delle avanguardie educative, poiché abbraccia scienze umanistiche e scienze della natura e fungendo da mediatore tra esigenze capitalistiche e lo sviluppo sostenibile per la tutela delle popolazioni locali e per la difesa della biodiversità, migliorando così non solo le relazioni tra culture diverse ma anche tra uomo e ambiente. (pag. 20)
1.4 - Le prospettive d'analisi o d'indagine
- Analisi interna ai meccanismi di funzionamento del discorso pedagogico-interculturale = questa si realizza attraverso l'individuazione di concetti chiave e come il pedagogico abbia cambiato logica aprendo la possibilità di una strada all'interno della contemporaneità, a concetti quali ibrido, incerto, meticciato ecc. ecc.
- Analisi dei processi che creano migranti, culture, identità, appartenenze e del modo in cui questi vengono recepiti da coloro che vivono in contesti contemporanei. Processi definiti da ONG di produzione o autoproduzione del sé. Tali processi si sono realizzati in vari ambiti amministrativi, burocratici e istituzionali funzionando come luoghi di regolamentazione della cittadinanza che impara così attraverso la produzione di nuovi comportamenti normativi e creando valori, ad un corretto modo di essere, di divenire e di appartenere.
- Terzo ambito di riflessione: analisi degli influssi che uno specifico regime discorsivo europeo occidentale ha o può avere sull'apparato pedagogico in temi riguardanti cittadinanza, pace, diritti, democrazia. Pag. 22.
- Ragionare intorno all'emergere di un nuovo scenario culturale di portata globale che includa il diffondersi di idee, pratiche e saperi così come alla riconfigurazione di nuovi importanti settori del sapere scientifico posti come nuovi approcci disciplinari sotto l'etichetta di scienza della sostenibilità, una disciplina che connetta materie umanistiche e materie scientifiche.
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Riassunto a cura di Simona S. Pagina
Uno scenario questo definito sistema eco mondo (SEM) in cui si possono definire nuove mode che nei Paesi più ricchi possono generare eco radical chic così come nuove forme di solidarietà o sentimenti di appartenenza.
Un esempio è proprio quello posto da Shiva contro la privatizzazione in cui si imbatte una società civile, sia comunità o gruppi di persone che si riuniscono, lottano e resistono per degli obiettivi comuni, difesa della sopravvivenza di tutte le specie.
Queste all'interno del sistema eco mondo sono poste come delle forze sociali che sono desiderose di pensare e attuare forme di democrazia partecipata e di ripensare a temi come la solidarietà, i diritti, la giustizia ambientale.
La cornice ci appare quella in cui nasce una società globo-locale, espressione di un'umanità ecologica che si alimenta attraverso il web ed è organizzata da dei flussi di società in rete e da quella degli spazi locali tradizionali.
Capitolo 2 - La nascita dell'intercultura come discorso istituzionale
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Riassunto a cura di Simona S. Pagina
2.1 - L'intercultura come discorso accademico
Intorno agli anni 70 del secolo scorso, grazie a dei documenti ufficiali prodotti da istituzioni come il Consiglio d'Europa e l'UNESCO, sono giunti gli elementi per la nozione di intercultura.
Il discorso interculturale infatti nel tempo si è sedimentato nell'ambito accademico designando e creando un insieme di teorie, metodologie e pratiche che formano un unico discorso come insieme di sapere specialistico.
Anche se oggi come oggi è subentrato anche in un linguaggio non più solo specialistico ma anche comune, reso possibile grazie ad un lavoro di traduzione del suo senso che possa così renderlo accessibile a tutti.
La Pedagogia non va differenziata dalla pedagogia intercultura che più che essere intesa come una sua branca è intesa più come una pedagogia che però cambia il suo paradigma tenendo conto del nuovo contesto entro cui vanno pensati i processi contemporanei come ad esempio i flussi migratori.
Termine quello di intercultura che oggi ha assunto dei connotati diversi da quelli del passato che lo riteneva legato all'accoglienza della diversità culturale; oggi si parla più di un'integrazione basata sullo scambio di idee, valori, norme e significati, provando a leggere le differenze come un orizzonte comune a tutti i contesti globalizzati.
Questo significherebbe trovare in tale termine un lessico unitario come un possibile tentativo di mobilizzare e superare i concetti di acculturazione, multiculturalismo e assimilazione.
Il termine inoltre ha diverse chiavi di lettura ed interpretative oltre che un innumerevole utilizzo in base proprio all'uso che se ne vuole fare: metodologia, applicazione, idea, strategia operativa per i problemi di convivenza o come strumento in grado di prendersi fatti o persone, orizzonte, scelta etica, strumento morale ecc.
Potrebbe essere considerata come una filosofia aperta al dialogo e all'ospitalità, quasi come una filosofia necessaria per un sistema come quello attuale.
Necessaria perché ci permetterebbe di uscire e liberarci da tutti quei sistemi e stigmatizzazioni delle culture, quindi come uno strumento di apertura alla molteplicità di pensiero del vivere collettivo all'interno di realtà plurietniche.
2.2 - Quando nasce l'intercultura?
Tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80 ci furono le prime formulazioni teoriche relative all'approccio interculturale e ricerche in ambito universitario, esiti di lavoro di esperti membri del Consiglio d'Europa.
Secondo Rey è dagli anni 80 in poi che attraverso l'azione del Consiglio d'Europa si promuovono una serie di azioni di interventi educativi di natura interculturale in una società già allora multietnica, non a caso infatti è negli anni 80 del 900 che l'educazione interculturale si svilupperà in Germania.
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