La ricerca come relazione
Stefania Tusini
Cap. 1 L’intervista nelle scienze sociali: questioni strutturali e internazionali
1.0 Tipi di intervista
L’intervista è lo strumento più usato per raccogliere info, es. giornalismo, marketing, politica, counseling, medicina.
Nelle scienze sociali (es. psi) si intende un’interazione diretta (visiva o vocale) tra due soggetti, ognuno con ruolo specifico, allo scopo di produrre info rilevanti su un oggetto cognitivo a fini di ricerca. Esistono più tecniche:
Interviste di gruppo: una delle due parti non è soggetto singolo, ma un gruppo di persone.
L’osservazione partecipante: non prevede l’assunzione di un ruolo attivo dei soggetti, restano in posizione di osservati più o meno consapevoli. Il contributo dei soggetti è remoto in quanto mediato da strumenti di rilevazione applicati in sedi diverse e (spesso) per scopi diversi.
Classificazione di interviste in base a due criteri:
- La presenza di contatto visivo → visive o telefoniche.
- Grado di libertà concesso ai due attori → tre diversi tipi di intervista.
Strutturazione = proprietà dello strumento: si riferisce a forma e grado di dettaglio degli argomenti.
Standardizzazione = proprietà delle domande: riguarda sia la forma (wording) e ordine (sequenza) di somministrazione.
Direttività = proprietà inerente la forma dell’insieme della modalità di risposta (chiuse/aperte).
Max. strutturazione: strumento molto dettagliato su argomenti e temi specifici.
Max. standardizzazione: domande uguali per tutti sia in forma (wording) sia in sequenza.
Max. direttività: l’intervistato non può scegliere come rispondere → alternative di risposta già previste.
Intervista non standardizzata: nessun tema prefissato, conversazione condotta dall’intervistato su argomenti da lui scelti liberamente (es. colloquio clinico). Per raccogliere info biografiche, narrativa, ecc.
Intervista parzialmente standardizzata: l’intervistatore è libero di modificare la sequenza prevista a seconda dell’interazione. Risposte con parole proprie. Possibile mix di domande aperte e domande chiuse: alcune peculiarità ai temi trattati.
Intervista standardizzata: classicamente mediante questionario → min. libertà dei due attori, grande dettaglio nell’esplicitare gli argomenti, magg. domande a risposta chiusa, assoluta uniformità nella forma e nella sequenza di somministrazione stimoli, uso della matrice per l’org. dei dati in vista dell’analisi.
Domande a risposta chiusa → una domanda e una serie di alternative di risposta.
Es. I suoi mobili sono di stile? a) moderno b) antico c) rustico.
Domanda a risposta aperta → per semplicità costruiti su falsa riga. Non prevedono alternative. Risposte proprie.
Es. Come definirebbe lo stile dei suoi mobili? ____________________
Il dibattito americano degli anni ’40 sulla forma delle domande
Da una parte sostenitori delle domande a forma chiusa (pollsters) – dall’altra la forma aperta (sostenitori Likert).
Pollsters → domande chiuse per facilità di somministrazione, rapidità, più pratiche nella codifica e analisi.
Likert → difese la maggior efficacia delle domande aperte fixed question/free answer; è arrivato a questa conclusione lavorando per il Ministero dell’agricoltura. La discussione ha luogo durante la 2° guerra mondiale, il governo era curioso dell’opinione pubblica. La controversia si placa negli anni ’50, con vittoria della domanda a forma chiusa.
Matrice dei dati
Matrice dei dati = contenitore di info organizzate in modo sistematico. Composta da: vettori-riga e vettori-colonna. Usata sp. per questionari a risposta chiusa.
Vettori-riga: casi singoli, individui, gruppi, partiti = oggetti di ricerca.
Vettori-colonna: variabili, proprietà dei casi, es. altezza, colore, stato civile.
Es. matrice aaa bbb ccc xxxy.
2.0 L’intervista come interazione comunicativa finalizzata
L’intervista standard e non standard hanno in comune una caratteristica essenziale: sono entrambe basate sulla relazione diretta tra intervistato e intervistatore → situazione sociale in cui si realizza un evento comunicativo con finalità cognitive. Si distingue da altre forme di interazione sociale perché nel quadro di una ricerca.
Per l’intervista standardizzata, il 1° colloquio avviene di solito per telefono e senza preavviso. Questo si addice meno a quella non standardizzata, per la quale è meglio essere introdotti da qualcuno.
L’approccio prevede che l’intervistatore si presenti come tale, chiarisca i motivi del contatto, scopi di ricerca, specificando l’ente, spieghi come ha ottenuto il nominativo e rassicurando la tutela della privacy. Poi richieda la disponibilità. Bene anche informare sulla durata dell’intervista. Le informazioni vanno date durante una reciproca interazione con l’interlocutore, non “a getto”.
È meglio quando si può citare un ente pubblico come committente, es. università, regione. Il rapporto fiduciario è assolutamente centrale nel rapporto intervistatore/intervistato.
Il rifiuto di essere intervistato può trovare ragione nella mancanza di tempo, di fiducia, ansia di non essere all’altezza, convinzione di non avere parere influente, scetticismo nei confronti dei sondaggi.
Per l’intervistatore i rifiuti possono essere assai frustranti.
Dal pdv dell’intervistato ci sono molte buone ragioni per rifiutare un’intervista. Una buona presentazione di sé e dell’indagine possono aprire molte porte, perché: viene incuriosito, stimolato, vuole compiacere, stanco di rifiutare, perché si fida di chi gli ha proposto l’intervista.
Soggetto
Termine che deriva da tradizione dell’800 della psi sperimentale francese e inglese: primi laboratori: Wundt/Lipsia, Binet/Parigi, Galton/Londra: ruolo di soggetto e sperimentatori. A Lipsia i ruoli non erano necessariamente separati, una persona poteva recitare entrambi i ruoli in momenti differenti, dunque non interazione fra estranei, ma membri della comunità scientifica.
Fine XIX sec., l’ipnosi diventa scienza medica, chi si sottopone è soggetto. Il termine viene usato per riferirsi a persone “malate” → soggetti sani – soggetti malati.
La separazione dei ruoli è frutto di una presa di distanza, di scissione: da una parte le persone sane (con capacità e strumenti da gestire), dall’altra i soggetti malati, oggetto di indagine. I due ruoli non possono essere scambiati per la percezione di questa basilare differenza risp. allo stato di salute.
La relazione tra intervistato e intervistatore può essere letta tipica situazione di “conversazione diseguale”: regista è l’intervistatore, che ha la possibilità di esercitare tre dei quattro tipi di dominanza individuati da Linell e Luckmann:
- Dominanza internazionale = opportunità di adottare mosse forti o deboli per controllare le sequenze (es. tipico = la domanda).
- Dominanza semantica = controllo degli argomenti.
- Dominanza strategica = superordinata rispetto alle altre – implica la possibilità di avanzare mosse per raggiungere obiettivi strategici generali (es. termine intervista).
Quarta dominanza:
4 – Dominanza quantitativa = numero di parole dette, o di turni, o durata dei turni di parola – viene attribuito all’intervistato.
L’intervistatore deve mantenere un atteggiamento amichevole – ma professionale: occultare le proprie opinioni personali anche se non è sempre facile. Inoltre, bloccare o interrompere risposte, reputate irrilevanti, possono creare tensione e rischiano di compromettere l’intervista.
La flessibilità dipende dalla cornice, dalla continua negoziazione, da come si assume il proprio ruolo e dall’interazione → è processo di reciproca influenza.
Cap. 2 L’intervista standardizzata: un mito (s)fatato
La standardizzazione viene intrapresa per primi dagli psi sociali: innestano i canoni della tradizione sperimentale negli studi sugli atteggiamenti, proponendo strumenti più affidabili, perché meno esposti a interpretazioni soggettive. Roper e Gallup necessitavano di rilevazioni su vasta scala, in tempi brevi e a basso costo.
Il dettato comportamentista considera tre elementi nell’intervista: intervistatore, elenco di stimoli il più possibile standardizzato, il rispondente.
Foddy: il ricercatore definisce chiaramente il tema.
L’intervistato possiede le info, è in grado di comprendere la domanda, disposto a rispondere.
Le risposte sono tanto più fedeli quanto più è nascosto il reale motivo per cui si chiede, e quanto meno il ricercatore interviene (che non suggerisce).
Situazione e processo per sé non influenzano risposte né cambiano idee.
L’attenzione va sull’intervistatore: può essere fonte di distorsione. Perciò deve:
- Porre le domande esattamente come sono formulate.
- Usare sempre la stessa intonazione di voce.
- Esimersi dal fornire chiarimenti sulle domande – per non mutare significato.
- Seguire l’ordine stabilito.
- Evitare opinioni personali o giudizi anche mediante reazioni inconsapevoli.
Se si formano problemi di comprensione e l’intervistato chiede chiarimenti sulla domanda, si può chiarire che non si può dare altra info spiegando l’origine “scientifica” di tali restrizioni. Ciò però può anche portare al rifiuto di rispondere. (Es. se è un Gallup, non sono interessato). Forse non osa o sa rifiutare, ma se si sente costretto a rispondere possono subentrare le distorsioni.
L’abbigliamento dell’intervistatore dovrebbe essere neutro quanto il suo ruolo, o per es. non vestirsi come un avvocato per intervistare soggetti marginali.
Obiettivo generale della standardizzazione = raccogliere dati che siano comparabili fra di loro in virtù del fatto che gli stimoli sono sottoposti nella stessa forma, sequenza, modalità di approccio, ecc.
Ma ciononostante la comparabilità può essere più apparente che reale: la stessa domanda può essere intesa in modi differenti dai vari intervistati, oppure comprensibile per alcuni, incomprensibili per altri.
Lazarsfeld ammoniva i comportamentisti dichiarando come fosse “molto più importante che una domanda avesse un significato ben preciso piuttosto che una formulazione ben precisa”.
Finalmente negli anni ’80 svolta cognitivista: spostano il fuoco dell’analisi sull’intervistato e in particolare sul processo di risposta. Il processo di una risposta consta in 4 fasi:
- Comprendere e interpretare il testo della domanda.
- Recuperare le info rilevanti.
- Valutare tali info rispetto alla domanda.
- Adattare le info al tipo di risposta richiesto.
Generalmente questa sequenza viene giudicata troppo astratta e razionale, gli intervistati possono saltare fasi, anticiparne, ecc. L’intervista stessa può contribuire a creare alcune opinioni. Da una prova di Gritching risulta che ben 17%, della stessa domanda posta all’inizio e alla fine, nell’ultima davano risposta diversa.
Il limite maggiore dello schema cognitivista: non considera l’intervista come una situazione in cui si producono e si negoziano significati. Si raccoglie solo la descrizione del mondo dell&
-
Riassunto esame Metodi e tec. dell'intervista e del questionario, docente Barni, libro consigliato Indagare col Que…
-
Riassunto esame Metodi e tec dell'intervista e del questionario, docente Barni, libro consigliato Metodologia e tec…
-
Riassunto esame Metodi e tec. dell'intervista e del questionario, docente Barni, libro consigliato Tecniche dell in…
-
Riassunto esame Tecniche dell'intervista e del questionario, prof. Lenzi, libro consigliato Tecniche dell'intervist…