Concetti Chiave
- Lo studio del flusso in risonanza magnetica utilizza tecniche come l'iniezione endovena di mezzo di contrasto e l'Arterial Spin Labeling (ASL) per analizzare il flusso cerebrale.
- Il 12% degli ictus si verifica in pazienti sotto i 45 anni, con un significativo impatto sulla sanità pubblica in termini di mortalità, morbidità e costi di trattamento.
- Esistono due tipi principali di stroke: emorragico e ischemico, con il primo che rappresenta il 20% dei casi e il secondo l'80%, influenzando diverse popolazioni di pazienti.
- La tomografia computerizzata (Tc) è preferita per lo studio iniziale dello stroke grazie alla sua rapidità e alla capacità di distinguere i tipi di ictus, sebbene possa risultare negativa nelle prime ore per gli ictus ischemici.
- In caso di ictus ischemico, la risonanza magnetica offre informazioni più dettagliate rispetto alla Tc, grazie alla sua capacità di rilevare cambiamenti cellulari precoci.
Indice
Tecniche di studio del flusso
Il flusso, che in Rm viene studiato con due tecniche:
a. studio di flusso con iniezione endovena di un mezzo di contrasto. La stessa cosa si può fare anche in Tc, infatti quest’ultima viene utilizzata per vedere un eventuale deficit di flusso se si sospetta uno stroke. Dopo l’iniezione del mdc si aspetta un certo periodo di tempo e poi si osserva il cambiamento di densità in Tc o quello di intensità del segnale in Rm nelle aree dove è presente il mezzo di contrasto.
b. Asl (Arterial Spin Labeling), senza mezzo di contrasto esogeno. Con un gradiente di RM si marcano con un segnale gli spin dell’acqua a livello dei vasi del collo, per cui c’è un’alterazione dell’intensità del segnale come se ci fosse un mdc. In particolare, si invertono selettivamente gli spin nella zona dove passano i vasi (carotidi e arterie vertebrali): quando il sangue passa all’interno di questi vasi si crea una marcatura, che poi permette una modificazione del segnale appena arriva a livello dell’encefalo. Infine si sottraggono le immagini con marcatura degli spin arteriosi con le acquisizioni senza marcatura, e si ottiene quindi una mappa di flusso.
Impatto dello stroke sulla sanità
Il 12% di stroke avviene in pazienti con età inferiore a 45 anni. L’ictus ha un forte impatto sulla sanità pubblica, sia in termini di mortalità che morbidità; inoltre i costi del trattamento impattano fortemente sul sistema sanitario. Lo stroke può essere di due tipi: emorragico (20%) e ischemico (80%). Nell’emorragico frequentemente il paziente è obeso, iperteso, ecc. La riduzione del 25% (circa 14 ml/100g/min) rappresenta la soglia di inizio del danno ischemico. Al di sotto del 50% c’è un rischio di danno: le cellule si “congelano”, cioè riducono il loro metabolismo. è più chiaro ora il tutto.
Diagnosi e trattamento dell'ictus
Lo stroke è una patologia che viene studiata in primis in Tc: questo perché innanzitutto la Tc è molto rapida, serve meno di 1s per una scansione, quindi è utile soprattutto se il pz è non collaborante come in questo caso, e poi è possibile distinguere immediatamente i due tipi di stroke in quanto nell’emorragico sarà visibile il sangue, che in Tc è chiaro-iperdenso (l’eme assorbe molto i raggi x). In Rm l’ictus si studia con la diffusione. La Tc, tuttavia, può essere negativa nelle prime ore in caso di ictus ischemico; in queste situazioni la Rm consente di avere più informazioni perché l’acqua entrando subito nella cellula si muove di meno e questo permette di riconoscere lo stroke. Nell’ictus ischemico si fa un trattamento neuroradiologico: si fa un’angiografia, in cui con un catetere si apre il vaso. A dx: ictus emorragico, si vede una zona bianca A sx: ictus ischemico. Si vede un’area più scura, probabilmente si è già in una fase di edema vasogenico (l’acqua assorbe poco i raggi X); è una fasa subacuta, quando sono passate già 6 h. Il flusso cerebrale normale è di 50 ml/100g/min. Il flusso dipende dalla pressione di perfusione, il diametro e la lunghezza del vaso.
Domande da interrogazione
- Quali sono le tecniche principali per lo studio del flusso cerebrale?
- Qual è l'impatto dello stroke sulla popolazione e sul sistema sanitario?
- Come si distinguono i tipi di stroke durante la diagnosi?
- Qual è la soglia di flusso cerebrale per l'inizio del danno ischemico?
- Qual è il flusso cerebrale normale e quali fattori lo influenzano?
Le tecniche principali per lo studio del flusso cerebrale sono l'iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto in Rm e Tc, e l'Arterial Spin Labeling (Asl), che non utilizza mezzo di contrasto esogeno, ma marca gli spin dell'acqua nei vasi del collo.
Lo stroke ha un forte impatto sulla sanità pubblica, con il 12% degli episodi che si verifica in pazienti sotto i 45 anni. I costi del trattamento e la mortalità e morbidità associate rappresentano una significativa sfida per il sistema sanitario.
Durante la diagnosi, lo stroke emorragico appare chiaro-iperdenso in Tc, mentre lo stroke ischemico può risultare negativo nelle prime ore. La Rm, grazie alla sua capacità di rilevare il movimento dell'acqua, fornisce informazioni più dettagliate in caso di ischemia.
La soglia di flusso cerebrale per l'inizio del danno ischemico è una riduzione del 25%, corrispondente a circa 14 ml/100g/min. Al di sotto del 50%, le cellule iniziano a "congelarsi", riducendo il loro metabolismo.
Il flusso cerebrale normale è di 50 ml/100g/min e dipende dalla pressione di perfusione, dal diametro e dalla lunghezza del vaso. Questi fattori sono cruciali per mantenere un adeguato apporto di sangue al cervello.