Strutture della memoria
La parte mediale del lobo temporale è sicuramente la struttura più importante per quanto riguarda la memoria.Per quanto riguarda la memoria dichiarativa le strutture più importanti sono l’ippocampo e l’amigdala, quest’ultima in particolare modo per associare i ricordi alle emozioni.
Per quanto riguarda la memoria implicita sono importanti i gangli della base e il cervelletto.
Attraverso lo studio di soggetti con lesioni cerebrali si possono condurre studi associativi con un cervello normale, il caso del paziente Henry Molaison è stato importantissimo a tale scopo.
Il giovane soffriva di epilessia e non c’erano ancora farmaci adatti, gli scienziati all’epoca erano però già a conoscenza del fatto che i lobi temporali fossero focolai epilettogeni e un rimedio drastico era l’asportazione di parte dei lobi temporali, a 27 anni il giovane subì appunto questa asportazione dell’ippocampo che portò non solo benefici ma anche gravi disturbi di memoria dichiarativa. Questo soggetto testato con test neuropsicologici appariva normale ma aveva una chiara amnesia anterograda: qualsiasi evento gli accadeva, lo dimenticava il giorno successivo.
Anterograda vuol dire da “oggi a domani”. La memoria implicita era buona e non vi erano problemi nell’imparare nuovi sport. L’ippocampo allora è soprattutto importante per fissare i ricordi della dichiarativa.
Alterazioni
Rispetto ad un soggetto normale, nella malattia di Alzheimer, i ventricoli cerebrali laterali sono dilatati e anche i solchi sono più approfonditi. Inoltre, vi è atrofia dell’ippocampo, nella parte interna dei lobi temporali. In questi soggetti, può essere importante fare anche la PET (tomografia ad emissione di positroni), che si avvale di traccianti radioattivi che emettono particelle rilevati poi dallo scanner. Poiché il glucosio è il substrato energetico fondamentale per il cervello, un soggetto normale ha una fisiologica captazione di glucosio (si noti le zone fluorescenti della corteccia). Per chi soffre di Alzheimer, invece, vi è una ridotta assunzione di tale zucchero, soprattutto al livello dei lobi temporali. La mild cognitive impairment, da questo punto di vista, è una situazione intermedia e purtroppo frequente. Allo stato attuale vi sono farmaci che hanno solo dei piccoli effetti cognitivi. Il campo delle demenze è molto vasto e in generale nella demenza il soggetto perde le funzioni cognitive. Nell’Alzheimer, come già visto, è persa innanzitutto la memoria.Vi sono però altre forme di demenza come la demenza frontotemporale la quale, oltre ad interessare il lobo temporale, può riguardare anche quello frontale. Quest’ultimo è importante per il comportamento. Questa patologia è meno frequente dell’Alzheimer ma è comunque la terza patologia come causa di demenza. Questa malattia è ad insorgenza più precoce e vi possono essere alterazioni geniche che portano a questa patologia. Nell’Alzheimer sono interessati soprattutto, dunque, i lobi temporali e anche occipitali, mentre, in questo caso è coinvolto quello frontale e temporale, come si evidenzia dalla diapositiva. Vi è riduzione “posteriore” di assunzione di glucosio al livello cerebrale nel morbo di Alzheimer, mentre, nella demenza frontotemporale è l’esatto opposto, riguardando il lobo frontale.