Università degli Studi di Genova
Corso di laurea in Scienze della formazione primaria
Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento
Docente: dott.ssa Renza Cerri Musso
Marshall McLuhan
Gli strumenti del comunicare
Rielaborazione e sintesi di:
- Francesca Mariani
- Chiara Pertica
- Teresa Vallarino
- Erika Verdina
Genova, 28 novembre 2001
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Marshall McLuhan
Gli strumenti del comunicare
Concetti fondamentali
1. Il medium è il messaggio
“Le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, cioè di ogni estensione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali da ognuna di tali estensioni o da ogni nuova tecnologia”. Infatti, lo stesso contenuto, produce effetti diversi a seconda del medium utilizzato per la trasmissione.
2. Il medium è un’estensione del nostro corpo
Ogni medium amplifica le potenzialità fisiche, intellettuali, sensoriali e cognitive dell’individuo modificando di conseguenza le strutture della società.
In quanto estensioni del nostro sistema fisico e nervoso, i media costituiscono un sistema di interazioni biochimiche che deve cercare un nuovo equilibrio ogni volta che sopraggiunge una nuova estensione.
3. Media freddi e media caldi
Ciascun medium è caldo o freddo. Un medium caldo è caldo quando estende un unico senso fino ad un’alta definizione, cioè fino allo stato in cui si è abbondantemente colmi di dati. In questo modo non lascia spazio da colmare o completare e comporta perciò una limitata partecipazione che produce ipnosi. Un medium freddo è freddo quando comporta una bassa definizione cioè quando fornisce una quantità limitata di informazioni. Implica quindi un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico che può produrre allucinazione.
4. Effetti di intorpidimento
La continua ricezione di tecnologie nella vita quotidiana sommato al fatto che si tende a considerare le estensioni dei nostri corpi come qualcosa di veramente esterno e indipendente da noi ci pone nella concezione narcisistica della coscienza subliminale e del torpore, ci poniamo cioè nei confronti delle tecnologie come i loro servomeccanismi (es. l’indiano è il servomeccanismo della sua canoa come il dirigente lo è del suo orologio). Per meglio comprendere che cosa McLuhan intenda si riporta il punto di vista di un saggio cinese:
“Quando Tzu-Gung viaggiava nelle regioni a nord del fiume Han vide un vecchio che lavorava nel suo orto. Aveva scavato un canale per l’irrigazione. L’uomo si calava in un pozzo, portava su a braccia un recipiente pieno d’acqua e lo versava nel canale. Compiva così sforzi terribili con risultati apparentemente mediocri. Tzu-Gung disse: “C’è un sistema con il quale potresti irrigare cento canali in un giorno con uno sforzo minimo. Non ti piacerebbe conoscerlo?”. Il contadino si alzò, lo guardò e disse: “E quale sarebbe?”. Tzu-Gung replicò: “Prendi una leva di legno, pesante dietro e leggera davanti. In questo modo potrai portar su l’acqua con la stessa rapidità con la quale la sgorga”. Allora il vecchio si arrabbiò e disse: “Ho sentito dire dal mio maestro che chiunque si serve delle macchine fa il suo lavoro come una macchina e a colui che fa il suo lavoro come una macchina viene un cuore come una macchina e colui che ha in petto il cuore di una macchina perde la propria semplicità. Colui che ha perduto la propria semplicità diventa malsicuro nelle lotte dell’anima e l’incertezza nelle lotte dell’anima è qualcosa che non concorda con l’onestà. Non è che io non conosca queste cose; mi vergogno di adoperarle.”
5. Il ruolo dell’artista
L’artista è l’unico uomo che non è intorpidito dalla tecnologia ma è consapevole dell’adattamento dei diversi fattori della vita individuale e sociale alle nuove estensioni. “L’artista è sempre impegnato a scrivere una minuziosa storia del futuro perché è la sola persona consapevole della natura del presente.”
6. Le 3 ere della storia umana
A) Era tribale: caratterizzata dal mondo caldo dell’orecchio, quest’era pone l’accento sulla parola orale, carica di sentimenti, emozioni e viva per colui che la riceve. L’uomo tribale, non letterato, vive in uno stato di intensa accentuazione dell’organizzazione uditiva di tutta l’esperienza: sente la parola come forza viva e ne esalta il suo potere magico. È fortemente coinvolto nella vita della società a cui appartiene.
De-tribalizzazione
B) Era meccanica: caratterizzata da uno spirito scientifico e analitico, l’era meccanica è, con l’invenzione dei caratteri a stampa, l’era che maggiormente sintetizza l’estensione dell’occhio. L’uomo subisce una trasformazione radicale e passa dal mondo caldo dell’orecchio al mondo freddo e neutro dell’occhio. La parola diviene un semplice significato mentale spesso mancante di un destinatario preciso. L’uomo dell’era meccanica non partecipa all’intero processo sociale, ma soltanto ad un passaggio. Le tecnologie specialistiche dell’era meccanica de-tribalizzano.
Ri-tribalizzazione
C) Era elettrica: caratterizzata ad un ritorno allo spirito ed alle dinamiche sociali di tipo tribale, seppur su scala planetaria, tale era sintetizza l’estensione di tutti i sensi, in una sinestesia totale individuabile nel senso del tatto. La tecnologia elettrica non specialistica ri-tribalizza. L’uomo elettrico si ritrova a vivere in un unico spazio che risuona di tamburi tribali: il villaggio globale.
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Analisi dei media
Medium estende caratteristiche effetti sulla società rapporti con altri media
La parola parlata
La parola parlata estende l’orecchio.
- Attraverso la parola gli uomini esprimono i loro sentimenti e le loro emozioni; infatti è inclusiva e partecipe;
- Le sue caratteristiche principali sono l’unicità e la discontinuità.
- Comporta un compatto tessuto famigliare e un pluralismo culturale;
- Le culture orali agiscono e reagiscono simultaneamente.
La parola scritta
La parola scritta estende la vista.
(Un occhio per l’orecchio)
- Consente di esporre chiaramente in sequenza;
- Comporta azioni separate e specializzate nelle quali sono scerse le occasioni e gli inviti ad una reazione (agire senza reagire);
- Le sue caratteristiche determinanti sono: l’omogeneità, che comporta atteggiamenti individualistici e la privacy, l’uniformità dei codici e la continuità nello spazio e nel tempo.
- Ha potere di divisione e di separazione e comporta un distacco dai sentimenti o dal coinvolgimento emotivo;
- Crea l’“uomo civilizzato”, che ha fede nella logicità della sequenza e nella linearità;
- Dà all’uomo occidentale l’illusione di avere il potere di dominare la natura (aspetto che si intensifica con l’invenzione della stampa);
- Fornisce la libertà di crearsi una carriera individuale;
- Crea una menomazione alla vita fantastica, emotiva e sensoriale.
La linearità della parola scritta porta alla costruzione di tubi, strade, catene di montaggio.
Strade e percorsi
Strade e percorsi estendono la carta.
(di carta)
- Ogni forma di trasporto traduce e trasforma mittente, ricevente e messaggio.
- L’effetto della ruota e della carta nell’organizzazione delle nuove strutture del potere non fu il decentramento ma la concentrazione.
- L’accelerazione nelle comunicazioni permette all’autorità centrale di estendere le proprie opinioni ai margini più lontani;
- Si passò dalla repubblica al feudalesimo quando i riferimenti di papiro cessarono perché si interruppero i rapporti tra Egitto e Roma.
- Con l’aumentare della velocità di movimento dell’informazione dovuta ai trasporti stradali si sono alterati i raggruppamenti sociali e le comunità;
- Prima del telegrafo era forte il rapporto tra le strade e la parola scritta: il termine comunicazione infatti è usato per indicare ponti, strade, fiumi, canali prima di trasformarsi con l’era elettrica in “movimento di informazioni”;
- L’uso del papiro e dell’alfabeto stimolano a creare strade più veloci e questo fa nascere l’impero Romano a scapito delle città-stato e dei villaggi, forme che contengono tutti i bisogni e le funzioni umane.
Numero
Numero estende il tatto.
(Il profilo della foll
- Nel mondo antico si associava magicamente il numero alle cose fisiche. Oggi la scienza riduce tutti gli oggetti a quantità numeriche;
- La matematica nasce dall’astrazione visiva dell’operazione tattile (contare sulle dita). Essa
- La comparsa dei numeri crea in una cultura uno stress visivo;
- I numeri hanno una risonanza auditiva, ripetitiva e ciò crea un’immagine iconica: per questo sono immessi nelle nostre società i concetti di
- Solo con l’avvento della stampa i numeri assunsero una forma stabile e tralasciarono l’infinità di segni.