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Concetti Chiave

  • Lo straniero rappresenta un enigma, suscitando domande sulla paura e sull'accoglienza nei suoi confronti.
  • La paura del diverso porta a comportamenti ostili e diffidenti, radicati nella storia dell'umanità e nel confronto tra gruppi etnici.
  • In arte e letteratura, la figura dello straniero è stata un tema ricorrente, simbolo di confronto e di alterità.
  • Essere straniero è una condizione universale, poiché ognuno può essere percepito come tale da chi non ci conosce.
  • La percezione dello straniero è cambiata nel tempo, evolvendo verso una maggiore accoglienza e rispetto reciproco, evidenziando l'importanza di superare il pregiudizio.

L'enigma dello straniero

Che uomo enigmatico, lo straniero.

Chi è? Cosa vuole? Perché è qui?

E' forse qualcuno di cui bisogna aver paura? O, al contrario, è una persona che ha diritto al nostro aiuto?

Ognuno di noi è impegnato in una continua lotta spirituale nella ricerca di una risposta a quest'ultima domanda. Cosa bisogna fare di fronte ad uno straniero?

La Bibbia insegna che, aiutando lo straniero, l'orfano, la vedova, Dio benedirà l'opera compiuta dalle nostre mani. Ma non tutti posseggono questo coraggio.

Qual è la paura del diverso?

Davanti allo straniero, il nostro comportamento è ostile, diffidente, vorremmo quasi che tornasse da dove è venuto. Un comportamento apparentemente normale: gli uomini tutti hanno paura di qualunque cosa sia estranea al loro mondo quotidiano.

Diffidiamo da coloro che ci appaiono diversi e abbiamo paura di chi vuole cambiare i nostri modi di fare e di vivere.

Sin dalle epoche più remote, l'uomo ha dovuto affrontare l'esperienza del confronto con i vari gruppi etnici, tra ammirazione e rifiuto nei confronti del diverso.

L'arte e la figura dello straniero

In ambito artistico e letterario, la figura dello straniero, del pellegrino, del viaggiatore, è sempre stata presente.

Alcuni sono presenti in diverse opere storiche, come per esempio nell'Odissea e in modo particolare, durante l'episodio del naufragio di Ulisse nella terra dei Feaci: sull'isola, le ancelle della principessa Nausicaa fuggono terrorizzate alla vista di quest'uomo a loro estraneo, che appare all'improvviso.

Lo straniero è quindi da sempre il termine di paragone di ciascun popolo.

La condizione esistenziale dello straniero

Ognuno di noi è lo straniero di qualcun'altro, perchè essere straniero è una condizione esistenziale di chi viene a contatto con una società diversa da quella di appartenenza.

A questo punto possiamo senz'altro affermare che siamo tutti degli stranieri agli occhi di chi non ci conosce.

Il cambiamento della percezione

Naturalmente, col passare del tempo, la visione di questa figura è cambiata notevolmente: egli viene accolto e non più visto come una minaccia o come un essere inferiore.

Questo è stato possibile solo grazie al confronto con il diverso, perché è da esso che nasce il rispetto reciproco e la disponibilità verso l'altro. Le differenza vanno accettate e rappresentano anche un valore da diffondere.

A parlare dello straniero è anche Walt Whitman, che nella sua poesia "Ate" recitaRiflettendo approfonditamente sul atteggiamento dell'uomo, salta subito all'occhio il suo comportamento spronato da pregiudizi.

Il vero nemico non è lo straniero, ma bensì il nostro orgoglio, io nostro egoismo e finchè saranno presenti nell'uomo, lo straniero non diventerà mai un nostro pari e mai potremo dire di averlo accettato e amato come un fratello, come un amico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'enigma che circonda la figura dello straniero?
  2. Lo straniero è visto come un uomo enigmatico, suscitando domande su chi sia, cosa voglia e se debba essere temuto o aiutato. La Bibbia insegna che aiutare lo straniero porta benedizioni, ma non tutti hanno il coraggio di farlo.

  3. Perché la paura del diverso è una reazione comune?
  4. La paura del diverso è una reazione naturale, poiché gli esseri umani tendono a diffidare di ciò che è estraneo al loro mondo quotidiano. Questa diffidenza è radicata nella storia, dove il confronto con gruppi etnici ha portato sia ammirazione che rifiuto.

  5. In che modo l'arte rappresenta la figura dello straniero?
  6. L'arte e la letteratura hanno sempre rappresentato lo straniero come un pellegrino o viaggiatore, come dimostrato nell'Odissea, dove Ulisse è visto con paura dalle ancelle di Nausicaa. Lo straniero è un termine di paragone per ogni popolo.

  7. Come è cambiata la percezione dello straniero nel tempo?
  8. La percezione dello straniero è cambiata, passando da una visione di minaccia a una di accoglienza. Questo cambiamento è avvenuto attraverso il confronto e il rispetto reciproco, evidenziando che le differenze devono essere accettate e valorizzate.

Domande e risposte

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