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Storia moderna

Esame e tesina

10/10/2013 - 5 dicembre: possibilità di dare la parte manualistica dell’esame. In seguito si potrà fare la tesina sulla parte monografica (libro a scelta) e quindi andare a febbraio solo a verbalizzare il voto. La tesina deve essere di 10-15 pagine e deve sintetizzare il contenuto del libro.

Date importanti per l’età moderna

  • Inizio
    • 1453: 29 maggio - Caduta di Costantinopoli, dopo l'assedio da parte degli ottomani, gli storici datano in quest'anno la caduta dell'Impero Romano d'Oriente, anche se la resistenza bizantina in Morea durò fino al 1460.
    • 1492: Scoperta dell’America e ripresa da parte degli Aragona di Granada.
  • Fine
    • 1814-15: Congresso di Vienna
    • 1848: Data messa come fine dell’età moderna solo ultimamente

Storia demografica dell’Unione Europea nell’età moderna

I demografi utilizzano degli strumenti specifici e la modalità per eccellenza per la ricognizione della popolazione di uno stato o di un’area è il censimento. Il primo censimento, come lo intendiamo noi oggi, è stato realizzato nell’Europa Settentrionale (Islanda, Regno di Danimarca) ed in particolar modo nel Regno di Svezia, dove nel 1686 il Re di Svezia obbliga i pastori protestanti a tenere un registro dei parrocchiani. Questi registri vennero poi analizzati da un istituto chiamato Tabellverket (molto simile al nostro Censis) e furono alla base del primo censimento, che fu messo in cantiere nel 1748. Prima ancora dello Stato, è quindi la Chiesa ad offrire un grande contributo alla storia demografica.

Perché questi censimenti inizialmente vengono realizzati nell’Europa settentrionale? Perché sono i paesi più stabili a poter realizzare queste analisi demografiche. A cosa servono? Sono importanti per le tasse e perché da un censimento si può capire quanti sono gli uomini che potrebbero, in caso di guerra, andare a comporre l’esercito. Oltre ai censimenti avvenuti nell’Europa settentrionale, ci sono stati dei censimenti precedenti, che però erano più che altro ricognizioni che davano una precisa visione del focolare domestico, non dei singoli individui. Il focolare domestico era fondamentale perché in base al numero dei fuochi cambiavano le tasse. Anche nel caso di queste ricognizioni la Chiesa è fondamentale poiché è disseminata in tutto il territorio, mentre i centri pubblici si trovano solo nelle più grandi città.

Oltre a ciò c’erano però delle fonti che ci dicevano precisamente il numero e i rapporti tra gli individui: i registri di nascita, nuzialità e morte che ogni parroco era costretto a tenere. Sono proprio queste le fonti che i demografi usano per i loro studi ed è grazie a questi registri che possiamo avere, approssimativamente, il numero della popolazione europea dell’età moderna, che aumenta del 33% nel ’500, del 7% nel ’600 e del 54% nel ’700. In termini numerici tra il ’500 e il ’700 si passa da 70 milioni a 150 milioni di persone.

Calo demografico nel ’600

Dai dati possiamo notare che la popolazione smette quasi di aumentare nel ’600. Questo in particolar modo nell’Europa centrale: Germania, Boemia, Austria, Spagna e Italia. Cosa succede?

  • Guerra dei 30 anni
  • Peste
  • Piccola era glaciale tra il ’500-’600: il clima si raffredda. Ci sono estati più piovose ed inverni più rigidi. La popolazione è malnutrita e quindi gli organismi si debilitano e c’è un rischio maggiore di ammalarsi. Questa piccola era glaciale però interessa solo Islanda, Scandinavia, Groenlandia e Finlandia, quindi non spiega il calo.

Aumento della popolazione tra il ’400 e il ’700

Cosa provoca l’aumento della popolazione tra il ’400 e il ’700? Una causa certa è il calo della mortalità. Gli studiosi hanno poi provato a formulare altre ipotesi, che però non sono certe:

  • Migliorano le condizioni igieniche: ipotesi fragile perché interessa solo il 10% della popolazione, cioè i ceti più alti;
  • Progressi della medicina: ipotesi fragile perché sono più che altro progressi nella descrizione del corpo umano e delle malattie, non progressi nella cura, che è quasi sempre il salasso;
  • Progressi in campo agricolo: la rivoluzione agricola è indispensabile per la rivoluzione industriale, ma questa ipotesi non spiega in modo esauriente la crescita perché avviene solo in alcune parti d’Europa.

Mortalità e decessi

In età moderna ci fu un’estrema varietà dei decessi che si stabilizzano solo nel ’700. Si muore soprattutto nei mesi invernali, per malattie legate ai polmoni, e nell’estate a causa di dissenteria ed altre malattie intestinali. Teoria di sussistenza: Jean Meuvret, 1946. Ritiene che nella storia d’Europa grandi periodi di mortalità siano dovuti al diffondersi di carestie dovute ad eventi naturali, meteorologici che fanno aumentare i prezzi dei cereali e dei prodotti agricoli in genere.

Nel 1966 Pierre Chaunu porta avanti delle obiezioni nei confronti di questa teoria della sussistenza, individuando dei punti deboli:

  • Si muore anche quando i prezzi dei prodotti alimentari non sono alti e ci sono periodi in cui i prezzi sono alti ma la mortalità non aumenta;
  • La maggior parte dei decessi avviene tra la fine dell’estate e l’autunno, quando si miete il grano. Si parla, per questo periodo, di periodo di saldatura: finiscono le scorte dell’anno prima e non ci sono ancora quelle nuove, poiché il grano si miete proprio in quel periodo;
  • Le morie sono sempre precedute da un aumento dei decessi negli anni precedenti. Sono quindi preparate nel corso degli anni e mai improvvise.

Si arriva quindi a dire che le crisi di sussistenza incidono sì sulla natalità e sui matrimoni, ma meno spesso sulla mortalità, che è consistente solo se le carestie sono precedute dalle epidemie. In aggiunta alle carestie quindi Pierre individua altri due elementi che provocano grandi morie: epidemie e guerre. La guerra incide sulla mortalità non per le morti dei militari, ma per via della scarsa organizzazione dell’agricoltura.

Guerre e epidemie

La guerra si conclude tra il 1213-1714. L’Europa vive un periodo di pace e il quadro geopolitico cambia dopo due secoli di stabilità. A questo periodo di pace segue un aumento della natalità, un aumento della popolazione (dal 1720). Per quanto riguarda le epidemie, le peggiori sono le epidemie di peste, che dal ’300 al ’600 sono presenti in tutta Europa (si ricordano quella nera del 1348 e quella bubbonica del 1628). Le ultime due volte che la peste si fa vedere in Europa sono il 1720 in Provenza e il 1743 a Messina. (Dal 1720 la peste scompare in Europa occidentale).

Malthus e la teoria della popolazione

Malthus (1766-1834) “Saggio sul principio di popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società” (An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society) pubblicato per la prima volta nel 1798. In questo saggio Malthus riteneva che la popolazione avesse una tendenza di crescita geometrica (2x2=4, 4x4=16, …), mentre pensava che le risorse alimentari avessero una tendenza di crescita aritmetica (1+1=2, 2+2=4, 4+4=8, …). Stando a ciò ad un certo punto deve esserci un corto circuito, un gap tra risorse e numero della popolazione. Eppure Malthus nota che la popolazione non è morta tutta di fame e quindi ipotizza l’esistenza di due tipi di checks, freni. Esistono freni repressivi, come lo sono le carestie, le epidemie e le guerre, che riequilibrano il rapporto tra popolazione e risorse facendo progressivamente diminuire questo gap; e i freni preventivi, cioè il controllo della nuzialità attraverso un matrimonio ritardato o un celibato temporaneo forzato.

Malthus riteneva che il matrimonio ritardato e il celibato temporaneo forzato fossero fenomeni consapevoli, voluti dalla popolazione per il timore di cadere in miseria.

Teoria di Henry

Nel 1956 Louis Henry elabora un’altra teoria pubblicando il “Metodo di ‘ricostruzione’ della famiglia”, che ha dato vita a centinaia di pubblicazioni sparse in tutto il continente europeo che hanno applicato il suo metodo per risalire alla ricostruzione della famiglia tipica. Henry usa come fonte i registri parrocchiali, che ancora una volta si dimostrano fondamentali. Da questi registri Henry studia l’età della madre alla prima nascita, l’intervallo tra il primo ed il secondo parto e l’età della madre all’ultimo parto e sulla base di questi dati sconfessa l’opinione di Malthus. Nota infatti che in nessun luogo d’Europa esiste la volontà sistematica e consapevole di limitare la natalità, perché le pratiche contraccettive sono conosciute solo da una piccola parte della popolazione (nobili e prostitute). La vera motivazione della limitazione della natalità risiede nella nuzialità.

Teoria del matrimonio ritardato

In modo inconsapevole i giovani dell’età moderna, contrariamente a quanto siamo abituati a pensare, si sposano ad età avanzata: gli uomini tra i 26-27 anni e le donne tra i 23-24 (e questo dato si fa ancora più importante dal momento che l’età media era 35-40 anni). Si parla di teoria del matrimonio ritardato. Quindi in età moderna si ha un’autoregolamentazione senza un controllo cosciente, anche perché non bisogna scordarci che fare una nuova famiglia all’epoca significava avere un nuovo focolare e quindi avere più tasse. Si poteva fondare un focolare solo quando morivano i genitori!

Celibato ritardato e nascite illegittime

Cosa stupisce del celibato ritardato? La bassissima percentuale di nascite illegittime, nate fuori dal matrimonio, che fino al 1750 è solo del 5%. Se pensiamo al fatto che solo le prostitute conoscevano ed applicavano le tecniche contraccettive, come spieghiamo questa bassa percentuale? Non tanto con l’influenza della mentalità religiosa, ma capendo meglio il funzionamento del matrimonio. Queste nascite avvengono infatti nel momento prima del matrimonio!

Funzionamento del matrimonio in età moderna

Il termine sposo non indica esclusivamente due persone sposate, ma anche due persone danzate, che cioè si sono scambiati la promessa, i consensi e l’anello. La promessa di matrimonio (il nostro fidanzamento) è equiparata ad un vero e proprio istituto giuridico perché il matrimonio non ha un valore affettivo. Ci si sposa solo per saldare reti di alleanza e clientela e per acquisire nuovi patrimoni. Quello che conta quindi non è la cerimonia religiosa, ma lo scambio della promessa! Per le famiglie infatti i due giovani sono sposati dopo che si ha la promessa e quindi possono avere rapporti. È quindi nel periodo tra la promessa e la cerimonia che si ha quel 5% di nascite illegittime. Ovviamente i figli sono considerati illegittimi solo per la Chiesa, mentre non lo sono per le famiglie. Questo ci fa capire come il matrimonio non fosse un fenomeno religioso, ma sociale. Quali sono i mesi nei quali ci si sposa di più? I mesi autunnali e invernali, novembre-febbraio, quando non si lavora nei campi.

Risposarsi in età moderna

Altra pratica molto comune in età moderna era il risposarsi, cosa ovvia se pensiamo che la vita media era molto bassa. È molto più frequente, però, che si risposi un uomo piuttosto che una donna, poiché la moglie serve per badare alla casa e magari anche ai figli avuti da matrimoni precedenti.

Abbiamo detto che tra il 1730-1740 la popolazione aumenta del 54% ma la produzione no, quindi si ha quel gap tra produzione e popolazione… come si reagisce? In tutta Europa si aumenta ulteriormente l’età del primo matrimonio, ad eccezione dell’Inghilterra dove grazie alla rivoluzione agricola la popolazione non si autoregola e l’età del primo matrimonio tende a diminuire. Altra cosa da notare è che aumentano, in questo periodo, le nascite illegittime e i concepimenti pre-nuziali questo perché c’è un minor controllo sulla sessualità. La vita sessuale è meno condizionata dalla famiglia e dalla mentalità religiosa.

Come mai non entrano in funzione i meccanismi di autoregolamentazione di cui abbiamo parlato invece per i secoli precedenti? Cambia l’ambito economico, politico e sociale. Con l’aumento della popolazione si destabilizza l’antico regime. Un esempio è la rivoluzione francese, che ha tra le molte cause l’incapacità di controllare la crescita demografica. Questo si deduce anche dal fatto che il primo paese europeo a imporre un controllo delle nascite è proprio la Francia Napoleonica, la Francia dopo la rivoluzione.

L’aumento della popolazione porta necessariamente ad un aumento della produzione agricola che fa arricchire i proprietari di quei terreni che vengono coltivati a cereali. Questo porta ad avere liquidità da spendere e quindi l’economia gira. Per la prima volta anche la piccola e media classe contadina ha un surplus di danaro -> possono non solo sopravvivere, ma vivere. È in questo periodo che nasce l’identità più lavoro = più soldi, si crea un circolo virtuoso tra le fabbriche e la popolazione con liquidità, andando a creare la società dei consumi (siamo tra il 1750 e il 1780).

Tipologie di famiglia

Il termine famiglia deriva dal latino, dove indicava il rapporto tra padroni e servitù. Era quindi un rapporto di dipendenza, ma così come i servi dipendevano da padrone, in età moderna la moglie ed i figli dipendono dal marito/padre, il pater familias. La famiglia in età moderna è quindi un aggregato domestico che corrisponde alla famiglia di censimento o fuoco. Un gruppo di persone che vivono sotto lo stesso tetto, unite sia da rapporti di parentela sia da rapporti di dipendenza servo/padrone.

  • Solitaria: Una persona “single”
  • Nucleare: Marito con moglie e figli. Può essere completa o incompleta (vedovo più figli)
  • Senza struttura o senza unità coniugale: Fratelli che vivono insieme
  • Estesa: Una unità coniugale più parenti
  • Multipla: Due o più unità coniugali. Si articola in “frèrèche” (due o più fratelli che si sposano e vivono insieme) e “a ceppo” (quando il figlio maschio porta la moglie all’interno della famiglia).
  • Complessa: Unione di una famiglia estesa ed una famiglia multipla.

Per i sociologi l’industrializzazione avrebbe portato alla nuclearizzazione delle famiglie, ma questo non è vero. Gli studi hanno infatti dimostrato che nell’Inghilterra preindustriale già il 90% delle famiglie erano nucleari, e solo il 10% erano famiglie complesse. Con la rivoluzione industriale si assiste poi all’aumento delle famiglie complesse, poiché avere un parente all’interno della famiglia diventa indispensabile se entrambi i genitori lavorano in fabbrica.

Anche tra i ceti nobiliari prevale la famiglia complessa, per via del regime successorio patrilineare indivisibile. Le femmine sono escluse ed eredita solo un maschio, solitamente il primogenito, per conservare intatto il patrimonio. In questo modo si danno vita a delle famiglie complesse e solo alla fine del ’700 si assiste alla nascita di un regime successorio bilaterale divisibile. Altra caratteristica delle famiglie nobili è la figura del paggio. In questo modo, allontanandosi dalla famiglia andando in altre case il ragazzo si forma e matura. C’è quindi un grande movimento in età moderna nonostante l’esigua presenza di mezzi di trasporto.

Il sentimento nelle famiglie

Edward Shorter sostiene che tra il ’600 e il ’700 nella piccola e media borghesia si sviluppa l’individualismo affettivo, che poi nel corso del ’700 si estende anche nell’aristocrazia e nelle classi inferiori. Su cosa si basa? Da come ci si prende cura dei neonati, che non sono più affidati alla balia ma sono cresciuti dalle madri stesse, dalla crisi dei rapporti di deferenza e dipendenza e dal mutamento delle credenze religiose. Stone è contestato da Shorter, che pensa che la svolta avvenga solo con l’industrializzazione e quindi dal 1730, con la nascita della famiglia moderna. Da unità produttiva e riproduttiva si passa a unità sentimentale. Questo perché Shorter individua nei giovani proletari i primi individui che non sono più legati ai rapporti di parentela e che riconoscono l’importanza della felicità, intesa nella sua totalità: felicità lavorativa ma anche soddisfazione sessuale.

Quadro politico dell'Europa

La storia dell’occidente europeo tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età contemporanea (XV-XIX secolo) si potrebbe riassumere in 4 parole, 2 tipi di tendenze uguali e contrarie tra di loro:

  • Tendenza alla frantumazione del quadro politico che non conduce mai ad un dissolvimento del sistema degli stati europei. Tendenza che si conclude con la II GM, quindi di lungo periodo.
  • Tendenza alla unificazione dell’Europa che non ha mai condotto ad una effettiva unità del continente europeo.

La storia dell’Europa è quindi sempre stata dialettica, si è sempre mossa tra due poli: la pluralità degli stati e i tentativi egemonici di uno di questi stati sugli altri. Una dialettica tra pluralità ed unità.

Questa dialettica però, secondo la teorizzazione di Ludvic Dehio (Nel 1948 pubblica in Germania “Equilibrio o egemonia”, tradotto in Italia solo nel 1988), è stata alla base della storia d’Europa e che ha visto confrontarsi queste due possibilità, egemonia ed equilibrio, si pone tra i cosiddetti stati continentali ed insulari.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università per stranieri di Siena o del prof Sangalli Maurizio.
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