Ottobre - Dicembre 2020: storia moderna I
Feudalesimo - Stato moderno - Religione
Tutti gli scontri politici hanno come reazione anche la religione, proprio come Carlo d’Asburgo e l’inquisizione; figlio di Filippo I e Giovanna, ebbe una grande eredità territoriale e nasce nell’Europa centrale (influisce sul suo illuminismo). Il suo sogno era quello di una monarchia (sulla base di quello di Carlo Magno). Nel 500 c’è la riforma protestante e il feudalesimo e quindi egli fu ostacolato dalla religione perché nel 1517 ci fu la riforma protestante.
Ci sono un sacco di svolte economiche e uno dei fattori che caratterizzò di più il secolo fu l’illuminismo. Ideali liberi - l’Inghilterra è il volto del cambiamento - nel 500 le campagne furono privatizzate (open fields) - si fuoriusciva dall’economia dell’autoconsumo. Gentry, piccola nobiltà terriera, che inizia un processo di individualizzazione agraria. Rivoluzione industriale, rivoluzione atlantica, rivoluzione francese - sono foriere di cambiamenti epocali responsabili della storia contemporanea. Questi fenomeni rappresentano una nuova epoca moderna:
- 1689 - Bill of Rights (Maria Stuart e D’Orange) in Inghilterra
- 1948 - Costituzione (dopo lo statuto Albertino) in Italia
L’epoca moderna è caratterizzata dal capitalismo che è un prodotto della rivoluzione industriale. Nel 1492 c’è un’apertura dell’era moderna? No, più o meno ma non pensando alla scoperta dell’America ma alle conseguenze. Nel 1493 invece c’è la fine dell’impero bizantino e può anche essere questo un elemento di modernità? Sì, ma in base alla periodizzazione dello storico.
Periodizzazione
La periodizzazione è anche interpretazione; dai dati noi interpretiamo e da questo punto di vista, se la periodizzazione è interpretazione, allora la periodizzazione non è mai neutrale. Rappresenta il punto di vista dello storico a cui tocca interpretare quelle fasi e quelle epoche; nella seconda metà del 500 c’è la fase iniziale del periodo moderno caratterizzato da numerose innovazioni di grande portata.
Traslatio Imperii - la fine della tradizione bizantina, trasposizione imperiale che passa le mani dell’uomo del 500 che fanno rivivere questi momenti attraverso la memoria. La memoria del passato è il ricordo non è necessariamente lo storico che deve pensarci. Perché non far finire la storia moderna con l’avvento della prima guerra mondiale? Perché non consideriamo come storia gli effetti del colonialismo? La materia complessiva delle due storie, moderna e contemporanea, si presenta come tra età moderna e contemporanea non appaiono un unico blocco storico epocale; in nessun modo fratture, in grado di delineare una diversa filosofia del loro significato e della loro dialettica storica.
Modernizzazione: avanzamento nelle varie sfere nella società.
Modernità: elementi di modernità, qualcosa che appartiene all’età moderna che può anche essere quella del paradosso, degli eventi più vicini a noi.
Ricostruzione dei fatti: Nel 1948 Lucien Febvre parlava dello storico dicendo che lo storico deve raccogliere i fatti. Se noi interroghiamo un fatto del passato… su che basi lo facciamo nascere? Secondo Benedetto Croce ogni storia è storia contemporanea, dice che ogni domanda che viene fatta dallo storico o dallo studioso parte dall’esigenza del ricercatore dell’attualità, parte del presente; le domande partono dall’oggi e dai problemi del presente. Il presente è il suo presente, le sue necessità intellettuali e inclinazioni intellettuali; Musi ha scritto il libro partendo dalle esigenze del suo presente.
La questione demografica
È diventata importante negli ultimi decenni ed è un concetto economico e dal punto di vista storico ci ha consentito di conoscere alcuni problemi della storia moderna e alcuni anche contemporanei. L’andamento della popolazione nel lungo periodo; gli storici hanno quasi esclusivamente visto la questione demografica negli archivi ecclesiastici dove si conservano i registri parrocchiali delle diocesi all’interno dei quali abbiamo i nominativi delle famiglie della suddetta diocesi che esercitavano e prendevano i sacramenti.
Nel sedicesimo secolo c’è l’aumento della curva della popolazione, ma non significa che la popolazione sta meglio; significa che si rischia un divario tra beni prodotti e la richiesta della popolazione. Con la guerra dei 30 anni scoppia la crisi, il 600 è un secolo di crisi non omogenea ma generale (Italia settentrionale c’è una ripresa economica); crescita che continua, un aumento della popolazione incessante.
La popolazione mondiale nell’età cristiana era di circa 250 milioni di abitanti e impiega 15 secoli per arrivare ad un’altra ondata nei primi dell’800.
La crisi del 600
Il Rinascimento
Il Rinascimento nel 15 e 16 secolo. Una nuova notizia e la scienza politica nascono delle istituzioni politiche che vanno a pari passo con la formazione dello stato moderno. Nasce un tipo di scienza politica contrassegnata dall’impulso di Guicciardini e Machiavelli che erano due funzionari dello stato fiorentino; personaggi che riflettono sullo stato politico del momento e sul tipo di formazione dello stato moderno.
Con Il Principe, Machiavelli ci mostra non solo il suo pensiero politico dell’ottocento, ma in generale; significa un pensiero in cui la politica che rappresenta l’arte del governo cammina in maniera autonoma con autonomia di mezzi, scopi e obiettivi. Autonomia sganciata dal fattore religioso che trova la propria legittimità nella possibilità di conferire dei risultati pubblici riguardanti il benessere collettivo; la politica per Machiavelli deve interessarsi del benessere della collettività.
Questa nuova visione della politica è una delle novità principali del rinascimento e concerne non solo una ma anche nuovi modelli tipografici, cultura e letteratura migliorano anche la diffusione della cultura. Gutenberg servì agli inizi del 500 a diffondere la Bibbia di Lutero quindi la stampa a caratteri mobili che consentiva di comporre il testo in grandi quantità. Il testo veniva impresso con un torchio al piombo e i caratteri costituivano un testo, e veniva poi impresso in tante copie.
Di pari passo abbiamo che il carattere principale essenziale, tipico dell’età moderna è lo stato moderno che nasce nel rinascimento tant’è che Sciabò parlò proprio di Stato Rinascimento, lo stato moderno e il superamento di quelle strutture politiche del Medioevo. Superamento ma non annullamento di quello che c’era in precedenza.
La nobiltà di sangue aveva il rango di cavalieri ed erano a servizio del sovrano dalla tradizione medioevale del medioevo, ma tutto questo inizia a mutare a partire dalla fine del 400, nelle prime due decadi del 500 trova conferma nell’affermazione di questo stato moderno che è una novità rispetto al passato medievale, che dà via a una fase storica lunga che contrassegnerà tutta la storia che si concluderà con la rivoluzione francese.