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Lezione 1: l’età moderna

L’età moderna è quella nel corso della quale gli europei diventano i primi al mondo, cambiandolo. Dato che oggi l’Europa ha un peso più ridotto è importante capire in che modo è arrivata a dominare la scena mondiale.

Una globalizzazione

Il primo tratto che dobbiamo tenere presente è che nel corso dell’età moderna, le varie parti del mondo si “connettono”.

La comunicazione era però difficile e molto più lenta, ci sono inoltre problemi di tipo climatico, che sono stati considerati solo più recentemente.

L’età moderna è stata caratterizzata da un abbassamento delle temperature, definita la ‘piccola età glaciale’, perché rispetto al medioevo c’era stato un peggioramento delle condizioni climatiche:

  • Alcune coltivazioni non più possibili per il freddo.
  • Piogge abbondanti, quindi raccolti andati a male.

Questi condizionamenti naturali, incluse le catastrofi (es. vulcano Tambora).

Allo stesso modo l’esistenza delle pandemie, capaci di condizionare in maniera pesante le vite degli uomini del passato. La grande peste di metà 300, sfondo del Decameron di Boccaccio, si porta via per alcune aree metà delle popolazione, per altre, ⅓ della popolazione europea.

Ciò portava anche all’indebolimento di città e stati, cambiamenti sociali: una delle conseguenze della peste era, per esempio, che i salariati superstiti chiedevano di più per lavorare, ottenendo un miglioramento di condizioni.

La storia moderna si colloca tra un'epoca, come il fine 300-primo 400, caratterizzata da una spinta al rinnovamento intellettuale e artistico (Italia - rinascimento), non avvenuta in un clima ottimistico di crescita, ma contrapponendosi alle difficoltà di un'epoca caratterizzata da crisi e malattie.

La fine si colloca convenzionalmente nel corso dell’800 quando si arriva alla formazione degli stati nazionali, avvio dell'industrializzazione - l’Europa si industrializza e acquisisce un vantaggio sul resto del mondo. Oggi questo vantaggio non c’è più.

Jeffrey Parker, storico inglese, ha osservato che nel corso dell’età moderna gli europei sono arrivati a controllare il 30% della terra, poi nel corso dell’800 e primo 900 sono venuti a controllare circa l’80%.

Il centro del mondo e la Cina

Quando è cominciato tutto? Qual era il centro del mondo?

All’inizio c’era un rapporto molto più equilibrato tra le varie aree del mondo, alcune a sé, come le Americhe, l’Australia, il fulcro centrale era la Cina - il centro del mondo era in Asia, la grande civiltà cinese, la civiltà indiana, già allora erano le aree più popolate al mondo. Erano gli occidentali che cercavano di raggiungere la Cina, di esportare e importare.

Perché a un certo punto sono stati gli europei a muoversi per raggiungere altre parti del globo?

Dei contatti con la Cina, a quanto pare, esistevano già ai tempi dell’impero romano, ma erano contatti che hanno lasciato scarse tracce. Erano molti i tentativi di raggiungere l’Oriente per via terrena, contatti facili (es. Marco Polo), quello che consentiva lo stabilimento e il perseguimento dei contatti era una situazione di pace, lungo tutte le strade carovaniere - occorreva che ci fosse dall’impero cinese e dalla cristianità, un buon controllo, una pace delle strade carovaniere - la cosiddetta Pace Mongola: i Khan mongoli e tartari hanno costituito un forte impero, che imponeva una pace per proteggere i commerci.

John Darwin - Dopo Tamerlano, ascesa e caduta degli imperi globali:

  • Perché dopo Tamerlano? Tamerlano è un condottiero turcomanno che a fine 300-inizio 400, riesce ad imporre il suo dominio in una vasta area, dall’Asia centrale fino all’Anatolia. L’imposizione di un dominio unico su un vasto territorio, che faceva da cerniera tra Oriente e Occidente era un fatto positivo.

Cosa succede?

Tamerlano muore all’improvviso, dopo di lui non si ristabilisce in autorità forte in tutta quell’aria, non c’è un successore - ma una coalizione di potentati in guerra tra di loro, che rende le strade carovaniere meno sicure, che penalizza i contatti.

Sappiamo che sono gli europei ad avviare i viaggi di esplorazione, che poi riprenderanno in Portogallo e in Castiglia; quello che gli storici hanno portato alla luce, che contemporaneamente anche l’impero Cinese aveva avviato in attività di esplorazioni, attraverso le Giunghe, navi diverse da quelle della cristianità, le caravelle.

C’è una fase della storia cinese (300-400), durante la quale alcuni consiglieri dell’imperatore, avviano le navigazioni rivolte Sud est asiatico, arrivando fino alle coste dell’India e verso le coste del Kenya e del Mozambico.

Mentre da un lato i marinai europei scendono la costa africana verso sud e conquisteranno le isole dell’Atlantico, in contemporanea i cinesi avevano raggiunto quelle dell’Africa Orientale.

Perché non immaginare che una flotta di giunghe cinesi entri nel porto di Lisbona, dopo aver circumnavigato l’Africa? Si diceva che ci fosse inoltre, una superiorità nelle tecniche nautiche.

(Ipotesi)

Perché sono gli europei che arrivano in Cina e non i cinesi che arrivano in Europa?

Perché in Cina nei primi decenni del ‘400, i viaggi di esplorazione vengono sospese per una questione interna.

I viaggi indebolivano l’autorità della casta di nobili che circondava l’imperatore alla corte di Pechino e dare spazio a città costiere, che potevano decidere di diventare indipendenti dell’autorità imperiale - l’impero sarebbe stato messo in pericolo se si fosse stata lasciate crescere questa sorta di “borghesia”. Nella corte cinese, la fazione che favorisce questa apertura viene sconfitta.

Questo però non impedisce che i mercanti cinesi si stabiliscano altrove, ma sono solo colonie di mercanti che vivono in territori stranieri (come quelli veneziani, lucchesi, genovesi che si stabiliscono nelle Fiandre ecc.) - rimangono espatriati.

I viaggi europei e l’espansione portoghese

I viaggi non cessano però in Europa:

  • L’espansione della città italiane sono legate principalmente al mediterraneo e si svolgevano con le Galee, poco adatte ad affrontare gli oceani, ma dal mediterraneo non si arriva in Cina, è un mare chiuso, l’unica soluzione sarebbe seguire la strada di Marco Polo, per via terrena, oppure aspettare che siano i mercanti ad arrivare dall’oriente - vuole dire che città come Venezia, Genova ecc. avevano una sorta di monopolio sui contatti con l’Oriente, la loro fortuna era basata su questo sistema di scambi.

Chi è che si muove? Chi si trova al di fuori di quest’area, già proiettato sull’oceano: i primi sono i portoghesi, l’idea che comincia a nascere è quella di aggirare gli ostacoli, prendere contatto diretto con le fonti - se si vuole un contatto con chi controlla l’oro in Africa, i portoghesi pensano di scendere, stabilire contatti e commerciare in modo diretto con i mercanti africani, che poi porteranno l’oro a loro (senza dover aspettare le carovane).

Un re portoghese a inizio ‘300 chiama esperti genovesi per costruire una flotta, arrivano vari mercanti, tra cui Cristoforo Colombo (che sposa la figlia di un mercante di origine piacentina).

Nel giro di 10 anni arriveranno alla costa dell’India.

  • Il vantaggio del Portogallo era la costa sull’Atlantico e la realizzazione, prima di altri stati, del completamento territoriale (!).

L’altro paese che profitta di una buona posizione geografia e del “know how” marinaro, grazie agli italiani, è la Spagna, che però, al contrario del Portogallo, non era un territorio unito - comprendeva l’insieme dei regni della penisola iberica - da un punto politico esistevano: Castiglia, Aragona, Navarra.

Quando Colombo propone alla corte portoghese di arrivare in oriente, essi sono dubbiosi, ma riesce a persuaderli e ottiene le caravelle dai re cattolici (Isabella e Ferdinando), un investimento abbastanza modesto - la rotta, scende dalle Canarie e arriva a terra, nonostante non sia quello che si aspetta. Solo nell’ultimo viaggio si rende conto che non è effettivamente arrivato in Asia.

Quando ci si accorge che Colombo ha trovato terra, la corona decide di non dare un’autorità eccessiva, quella di Colombo che muore in disgrazia però è una leggenda.

Fine ‘400- primo ‘500, i portoghesi instaurano stazioni commerciali nella costa africana e insediamenti in India e che arrivano alla costa cinese e la costa settentrionale del Brasile; la corona di Castiglia, partendo dai primi insediamenti nei Caraibi, salterà poi sulla terraferma.

Viene stabilita un intesa cordiale, vengono spartiti i territori: trattato di Tordesillas (1494), Papa Borgia - viene tracciata una linea retta immaginare, tutte le terre ad oriente sono dei portoghesi, quelle ad occidente dei castigliani.

Acquisiranno un ruolo importante poi anche la Francia e l’Inghilterra, che si opporranno al monopolio iberico.

La conquista delle Americhe

Il salto viene compiuto dagli spagnoli quando nel 1519 un avventuriero (conquistador che partiva sperando di migliorare la propria sorte) Hernan Cortés, sbarca in Messico, si procura una concubina indigena che fa da interprete, arriva sull’altopiano e la sua scarsa truppa di spagnoli riesce a impadronirsi Tenochtitlán, capitale degli Aztechi.

La conquista delle Americhe era stata indubbiamente violenta, però il che vincano per le armi da fuoco e cavalli è un mito, la realtà è più complessa.

Tenochtitlán era equivalente a una città-stato, l’impero azteco dominava gli altri popoli, le popolazioni locali non vedevano di buon occhio gli aztechi - quando arriva Cortés, le si schierano dalla sua parte. Inoltre, la popolazione viene sterminata anche dalle epidemie portate dagli spagnoli (influenza, vaiolo, malattie trasmesse dagli animali).

In un arco di tempo di un paio di generazioni, il mondo ha cambiato fisionomia, è più grande e più connesso - Ferdinando Magellano, a servizio della corona spagnola di Carlo V, parte da Siviglia e la sua spedizione circumnaviga il globo.

Gli europei sono arrivati in Oriente, in un continente imprevisto e hanno circumnavigato il globo.

Chi arriva dopo (inglesi e francesi) ha due alternative:

  • Togliere a spagnoli e portoghesi le loro conquiste*.
  • Andare dove non ci sono portoghesi e spagnoli (verso nord, lungo la costa orientale americana) ⚡

I francesi arriveranno in Canada, però cercano anche un insediamento a sud, in Brasile - è un fallimento, i portoghesi li cacciano, così come il tentativo di insediarsi nella costa della Florida, dove sono gli spagnoli.

Più tardi, nel corso del ‘600, con gli olandesi, seguiranno la prima strada*, ci riusciranno però in misura limitata (alcune isole dei Caraibi - Jamaica, un pezzo di Santo Domingo, Guadalupa, Dominica, Barbados) ma la terraferma non verrà mai conquistata.

Lezione 2

Il contatto tra le popolazioni indigene, isolate con il popolo europeo, ha fatto si che le malattie portate dagli europei abbiano causato una catastrofe demografica: microbi che circolavano in Europa, erano arrivate in un popolo che non aveva gli anticorpi adatti.

La causa principale del crollo demografico delle popolazioni indigene è stato prodotto dallo “scambio colombiano” (animali, piante e malattie).

Le dimensioni della catastrofe possediamo solo delle stime sui numeri degli abitanti dei continenti americani, non c’erano i censimenti.

Qual è la conseguenza? La popolazione che ha abitato le Americhe, oltre che ai superstiti è stata composta da persone immigrate dall’Europa, dalla fusione di europei con nativi.

(Fino a quando non sono cominciati ad arrivare nuclei familiari e immigrazione femminile dall’Europa).

Gli africani giunti nel continente americano, venivano portati come schiavi, con il sistema della tratta - nel corso del ‘500 e ‘800 - dando vita ad una componente ulteriore della popolazione composta da bianchi e neri.

Il continente americano è quello dove più si sono mescolate le etnie:

  • Europee.
  • Africane (di diverso tipo).
  • Native (di diverso tipo).

Più tardi c’è stata anche l’introduzione di una componente asiatica.

Nell’ambito dei paesi europei, il rapporto tra i paesi affacciati sull’Atlantico e gli altri si modifica - l’espansione avviene a vantaggio dei primi che si lanciano nell’esplorazione, all’epoca Spagna e Portogallo non erano paesi particolarmente ricchi. Questo ha conseguenze, non molto per il Portogallo, ma per la Spagna, che si trova risorse finanziare che la mettono in grado di condurre una politica di potenza sugli altri stati.

Differenze fra le due

Portogallo: paese piccolo, poco popolato, la loro espansione punta a stabilire empori commerciali sulle coste (non a costruire vasti territori) dall’Africa alle Indie - l'obiettivo era quello di arrivare in Oriente (ovviamente quella dell’America era una sorpresa, nessuno si aspettava un nuovo continente), bypassando i potentati musulmani che si frapponevano tra l’Oriente e i territori europei. La posizione di vantaggio dei musulmani, viene persa se si stabilisce un contatto diretto via mare tra i porti europei e l’Oriente.

Nel ‘500 i gesuiti si stabiliscono a Pechino, c’è un flusso di mercanti e navigatori, ma anche di missionari.

All’inizio del ‘600 sono i Portoghesi quelli che hanno davvero i contatti con l’Oriente.

L’unica area dove l’espansione portoghese diventa territoriale è il Brasile.

Spagnoli: Si insediano prima nelle isole dei Caraibi, con la scoperta dell’oceano Pacifico e della “terra amerigi” (Giovanni e Sebastiano Caboto, Vespucci, Colombo - tutti italiani, gran livello di competenza nautica e cartografica sviluppato nelle città stato italiane, nel corso del medioevo - “esportazione di cervelli”).

Chi compie il salto alla terraferma, le Indie nuove, sono quindi gli spagnoli - le due tappe fondamentali sono:

  • La spedizione di Hernán Cortés (1519) che porta alla conquista del Messico.
  • Negli anni ‘30 Francisco Pizarro e alcuni soci, che porta la conquista dell’impero degli incas, il Perù.

Condotte in maniere diverse, Cortés ha un approccio più evoluto - aspetti favorevoli:

  • Le popolazioni erano divise, per gli aztechi le altre popolazioni erano sudditi (sacrifici umani, sudditi);
  • Cortés è aiutato dalle popolazioni che gli forniscono migliaia di ausiliari locali.
  • I microbi, le malattie portate dagli spagnoli fanno stragi.

Molto spesso, inoltre, i conquistadores si mescolano con le popolazioni locali.

Da parte di Pizarro c’è un grande elemento di violenza, arriva con i suoi fratelli, (al contrario di Cortés che pratica una diplomazia) a tradimento attacca l’imperatore e costringe i sudditi ad offrire tributi per liberarlo, nonostante verrà poi ucciso (una buona parte del tesoro verrà però derubato).

{Uno dei primi intellettuali, Garcilaso de la Vega è soprannominato El Inca, perché discendente da Inca e Quechua da parte della madre (con padre spagnolo)}

⚠ La corona spagnola è preoccupata: non vede con grande simpatia i conquistadores, sono avventurieri che pensano alle proprie fortune (≠ dal Portogallo), la tentazione di diventare re è una cosa che molti si mettono in testa - l’episodio più famoso è quello di Aguirre, che uccide il capo della spedizione e prende il comando, anche se poi alla fine verrà ucciso.

È solo nel secondo ‘500 che la fase avventurosa della conquista si evolve in in organizzazione del territorio, in cui i nobili spagnoli, amministrano in nome del re nelle colonie - si forma una gerarchia ecclesiastica, organizzazione giudiziaria, amministrativa.

Gli spagnoli fin’ora avevano distrutto civiltà già molto complesse. Quando si spingono verso nord e sud al di là di esse, trovano popolazioni con livello di complessità sociale minore, però resistono alla penetrazione spagnola - questo perché si impadroniscono delle armi, dei cavalli, delle tecnologie spagnole - quindi si fermano, non riescono ad andare oltre.

In Oriente trovano le spezie, in America tabacco, zucchero, il sogno era trovare i metalli preziosi, che erano in California, nelle montagne rocciose - verrà trovato nell’800.

Gli spagnoli avevano però trovato l’argento sull’altopiano del Messico e sulla ⅕ cordigliera Andina, portano un enorme regalo al re, di quell’argento toccava alla monarchia.

Le ricchezze minerarie del nuovo mondo fanno del re di Spagna, un sovrano in grado di finanziarsi una politica di potenza.

Casa de la contratación, si mette in piedi la a Siviglia, l’ente che controlla l’importazione ed esportazione delle colonie americane, e il tutto viene registrato.

Per tutelare il traffico mercantile dai corsari, viene introdotto il sistema della nave convogliata: partono convogli, scortati da galeoni da guerra - l’itinerario richiede una organizzazione complessa:

  • La flotta parte e va a L’Avana, il punto di partenza delle flotte delle colonie americane e quelle che partivano dalla Spagna.

Le merci dalla cordigliera scendono fino al porto di Lima, vengono imbarcate e via mare arrivano sull’istmo di Panama, vengono poi portate sulla costa caraibica e poi imbarcate per L’Avana - contemporaneamente arrivano merci da Cartagena (Colombia) o Guajira (Venezuela). Dall’altopiano del Mess

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiahitaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Bitossi Carlo Paolo.
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