La storia antica
Punto di vista spaziale
Si riferisce alla storia dei popoli e delle culture che si sviluppano nel Mediterraneo, studiando le relazioni politiche, economiche e culturali. Il Mediterraneo è caratterizzato da un’unitarietà culturale realizzata grazie alle migrazioni di persone appartenenti a diversi popoli (fenomeno che si verifica maggiormente da est verso ovest).
Punto di vista temporale
Corrisponde alla storia dei popoli che si sviluppano dal II Millennio (comparsa delle prime forme di scrittura nella zona del Mar Egeo) al 476 a.C. (caduta dell’Impero Romano d’Occidente). Tutto ciò che avviene prima viene considerato Preistoria, mentre ciò che avviene subito dopo prende il nome di Storia Medievale.
Prerequisiti necessari per studiare la storia
Cronologia, che può essere:
- Relativa: quando collochiamo un fatto storico prima/dopo un altro.
- Assoluta: quando collochiamo un fatto storico in un momento preciso.
Geografia
Scienze umane (antropologia)
Fonti per lo studio della storia
Per studiare la storia è fondamentale analizzare criticamente le fonti primarie/dirette, che si suddividono in:
- Letterarie (opere composte dagli autori classici, Greci: Erodoto, Tucidide, Senofonte; Romani: Cesare, Sallustio, Livio, Tacito)
- Resti archeologici
- Epigrafiche (iscrizioni su supporti durevoli come pietra, argilla o metallo)
- Numismatiche (monete, perché erano espressione della comunità che le emetteva)
Queste fonti devono essere analizzate in modo critico seguendo un procedimento diviso in quattro fasi:
- Decifrazione, bisogna comprendere il messaggio delle fonti
- Comprensione del significato, anche quello nascosto
- Prova di autenticità, riuscire a distinguere le parti vere da quelle false (aggiunte per elogiare la figura di cui si parla o per difendere le azioni della propria civiltà)
- Definizione del livello di attendibilità (confrontando più fonti)
Le fonti secondarie sono opere in cui si ricostruisce la storia di un dato periodo senza che il lettore svolga un’indagine diretta. Sono ad esempio i manuali in cui viene riportata la storia considerata vera, perché si è già svolta un’indagine su essa.
N.B. Omero e Cesare hanno usato delle fonti primarie per scrivere le loro opere, ma essendo personaggi di grande spessore ed importanza consideriamo i loro scritti come fonti primarie, anche se non imparziali.
La storia greca
Periodizzazione complessiva
- Età del Bronzo: si sa poco perché la qualità e la quantità delle fonti primarie è ridotta.
- Età Scura/Dark Ages: 1200-700 a.C. circa
- Età Arcaica: 700-479 a.C.
- Età Classica (massima fioritura): 479-336 a.C. (fine delle guerre della Grecia Persiana)
- Età Ellenistica: 336/323-31 a.C.
Dopo i Greci vengono assorbiti dalla potenza romana ma continuano ad avere la loro cultura, rispondono solo politicamente e formalmente ai Romani.
Età del Bronzo
Civiltà Minoica/CreTese
Quando? III-II Millennio
Dove? A Creta
Descrizione: È una civiltà palaziale, in cui i palazzi avevano finalità polivalenti:
- Funzione politica
- Funzione sociale, di rappresentanza e raccolta della popolazione
- Funzione commerciale, per cui gli artigiani potevano vendere i loro prodotti
- Venivano raccolti beni alimentari e redistribuiti poi agli abitanti più bisognosi
Probabilmente in ogni palazzo era presente un’entità statuale a cui il popolo era devoto. I palazzi più famosi sono Cnosso (in cui risiedeva il re Minosse), Mallia e Festo.
La storia di questa civiltà si può dividere in due fasi:
- La prima è chiamata fase Protopalaziale e va dal 1900 al 1700
- La seconda è la fase Neopalaziale in cui i palazzi vengono rinnovati, e si colloca tra il 1700 il 1425. Questa fase finisce con la distruzione di tutti i palazzi, probabilmente per l’arrivo dei Micenei o per dispute interne tra gli abitanti. (Non si conosce il motivo che porta ad una rottura della prima fase e alla creazione di una seconda)
È possibile che il palazzo di Cnosso esercitasse un’egemonia sugli altri. Attualmente la sua notorietà è dovuta al mito di Cnosso che spiega come Minosse conquista l’egemonia sui mari. Nel II Millennio viene scoperta la scrittura, quella usata dai Cretesi è la lineare A probabilmente sillabica (1 segno=1 sillaba).
Civiltà Micenea
Quando? 1600-1100 a.C.
Dove? A Micene, nel Peloponneso (sito da cui prende il nome la civiltà)
Anche i Micenei, come i Cretesi, utilizzavano i palazzi come centro della vita sociale, politica, culturale ed economica della comunità. I palazzi Micenei, diversamente da quelli minoici, erano composti da meno ambienti, erano posti su punti sopraelevati vicino a rocche forti, non erano megaron, provvisti di cortili ed erano dotati di una struttura centrale tripartita, che indicava il cuore politico della città, composto dal focolare, una struttura circolare, e da un trono.
La civiltà Micenea utilizza la scrittura Lineare B su tavolette di argilla, lo sappiamo grazie agli scambi commerciali che venivano annotati. Si parla di una forma molto primitiva di lingua greca, questa scrittura era di tipo sillabico, composta da circa 90 segni.
Tracce di questa civiltà (soprattutto vasi) vengono ritrovate anche nell’odierna Turchia (parte occidentale che si affaccia all’Egeo) e ciò indica che le attività commerciali venivano svolte anche via mare (in Turchia, a Creta e nell’Italia Meridionale). Nel 1100 decade, probabilmente per la conquista da parte di altri popoli. I palazzi vennero distrutti e incendiati (ma con il calore si sono solidificate le tavolette di argilla che si sono conservate fino ad oggi) e questo ha portato alla perdita dell’uso della scrittura Lineare B.
Età oscura/dark ages
Il termine usato per descrivere questo periodo implica un giudizio negativo quindi alcuni studiosi decidono di chiamarla “Età eroica”, perché in quest’epoca nascono i poemi omerici (che vengono trasmessi solo in forma orale). In essi viene descritta la società e di conseguenza si possono ricavare informazioni utili alla ricostruzione di questo periodo.
Si pensa che la società fosse gerarchizzata; con aristocratici che mirano a ottenere gloria soprattutto attraverso guerre, come si vede nell’Iliade. Bisogna affidarsi principalmente alle fonti materiali e archeologiche; da cui si può ricavare che il mondo greco è un mondo variegato e contradditorio, ma sicuramente non è più caratterizzato dallo splendore dell’età micenea. Sul piano dell’artigianato si predilige la lavorazione del ferro (e non più del bronzo).
Quando? 1200-700 a.C. Protagonisti: i popoli dell’Attica e dell’Eubea, tranne il Peloponneso. Tra il X e il IX sec. avviene la prima colonizzazione da parte di gruppi ristretti di greci che si spostano verso l’Asia Minore; dove nascono nuove città (Mileto, Efeso) appartenenti alla Ionia d’Asia, chiamata così perché si riteneva che i greci fossero di stirpe Ionica.
Il probabile motivo della migrazione è l’incremento demografico delle sedi di partenza, e ciò indica una forte vitalità nell’Attica e nell’Eubea. A partire dal IX sec. i Greci tornano a spostarsi più frequentemente per le attività commerciali e riallacciano rapporti con le città costiere del mar Egeo.
Età arcaica
Quando? VIII sec a.C. Reintroduzione della scrittura, =fonetica ad ogni segno grafico corrisponde un suono. Nasce così l’alfabeto greco che si ispira a quello fenicio, con cui avevano allacciato rapporti sul piano commerciale. La diffusione della scrittura avviene molto lentamente, si predilige ancora l’oralità (viene usata solo dove si ritiene indispensabile farlo), ha finalità di carattere pratico. Vengono trascritti i poemi omerici.
Vengono definite nuove forme di statualità, e poste le basi a cui si ispirano anche le civiltà successive. Le due tipologie basilari di entità statuali/comunità politiche sono:
- Le poleis (al singolare Polis) sono città stato indipendenti. Un esempio di polis è Atene, che sorgeva a qualche km dalla costa. Una polis era composta dalla città alta chiamata Akropolis, ovvero il centro sul piano politico e religioso, poi c’era il centro urbano che si sviluppava intorno all’acropoli, la Chora cioè il territorio periferico che dipendeva dal centro urbano, cioè la zona di confine che stabiliva i limiti tra due territori, e infine c’erano i templi che venivano collocati o agli estremi della città per determinarne i confini, oppure nel cuore della città. Ad Atene c’era il Partenone, dedicato alla dea protettrice della città, Atena. Le poleis sono spesso in guerra tra loro e questo provoca una forte frammentazione politica.
- Gli ethne (al singolare Ethnos) sono stati federali tipici delle zone periferiche del mondo greco. Sono un insieme di città (di poleis), che rinunciano alla propria autonomia riconoscendo un governo federale, che le controlla tutte.
La popolazione era divisa in due gruppi sociali:
- Aristocratici, nobili per nascita che possiedono un determinato numero di privilegi e di beni che vengono trasmessi tra le generazioni; grazie a questa eredità si garantisce la continuità in una sola famiglia. Sono principalmente proprietari terrieri (la terra è un bene prezioso perché fonte di ricchezza). Essendo depositari della ricchezza della comunità la comandano anche.
- Popolo = demos, sono tutti i non aristocratici
Lo squilibrio tra questi due gruppi sociali porta al fenomeno della grande colonizzazione.
Quando? VIII-VI sec a.C. Chi migra? Principalmente il demos ma anche le famiglie aristocratiche che avevano perso il loro prestigio. Migravano quasi esclusivamente gli uomini. Dove? Verso la Grecia settentrionale, verso le coste del mar Nero e verso occidente, nel sud Italia e in Francia; non si spostano in Africa perché erano già presenti i Fenici che difendevano abilmente i loro territori. Motivo: Arricchirsi e fondare nuove comunità politiche su modello greco. Una delle mete privilegiate è la costa dell’Italia meridionale.
- Il primo insediamento, infatti, risiede nell’isola di Ischia dove i Greci provenienti da Calcide (Eubea) si insediano nel 775 circa.
- Il secondo a Cuma, in Campania.
- Il terzo vede protagonisti gli abitanti della città di Corinto (territorio che collega il Peloponneso all’Attica) che giungono in Sicilia e fondano Siracusa, nel 733.
- Un gruppo di Focei si spinse anche verso la Francia dove fondano Marsiglia nel 600
Curiosità: Sulla “Coppa di Nestone” ritrovata a Ischia, sono state trovate delle scritture che coincidono con la scrittura greca. La coppa apparteneva ad un figlio del re di Pilo. Nelle colonie assistiamo alla comparsa delle prime legislazioni scritte, mentre in Grecia venivano tramandate solo oralmente. Il popolo vuole le leggi scritte per ostacolare i soprusi dell’aristocrazia ed essendo in quantità superiore nelle colonie viene ascoltato maggiormente. I tre più famosi legislatori sono Diocle di Siracusa, Caronda di Catania, Zaleuco di Locri.
Si diffonde un nuovo e particolare modo di combattere. La tattica oplitica (da hoplon=scudo) consiste nel disporre i cittadini abili alla guerra formando uno schieramento compatto in cui tutti sono sullo stesso piano, muniti con le stesse armi (scudo e lancia). Il popolo, dato che contribuisce al sostentamento della comunità e alle vittorie ottenute in guerra, vuole un ruolo anche nella vita politica della città, si creano così ostilità tra popolo e aristocrazia. In particolare, c’è una Polis in cui in età arcaica le tensioni tra classi sociali sono meno frequenti: Sparta.
Sparta
Quando? VI-VII sec Dove? Nella regione della Laconia e sulle coste del fiume Eurota. Si estende per oltre 5000 kmq.
Organizzazione sociale
Suddivisa in tre gruppi:
- Spartiati, gli aristocratici che partecipano alla vita politica e militare. È il gruppo demograficamente minore (max 10.000 spartiati). Ogni famiglia di Spartiati possedeva un Kleros, appezzamento di terra per il figlio primogenito (se gli altri figli non fossero riusciti a mantenere il livello di ricchezza sarebbero diminuite le loro possibilità di entrare nella vita politica). Avveniva una selezione dei bambini in base alle prestazioni fisiche, e in caso di mancato superamento essi venivano abbandonati; la loro educazione mirava alla formazione di buoni soldati (dai 7 anni) tramite l’entità statuale. Le donne non erano considerate ma erano più libere perché non dovevano occuparsi della cura dei figli.
- Perieci, erano uomini liberi ma non potevano partecipare alla vita politica. Si dedicavano alle attività commerciali e artigianali. Venivano chiamati così perché abitavano in borghi vicini a Sparta.
- Iloti, coloro che lavorano la terra degli spartiati. Erano uomini privi di libertà, ovvero servi di proprietà dello stato. Spesso erano schiavi di guerra (ad esempio quella contro la Messenia).
Sparta era una delle città più estese e il suo successo in ambito militare era garantito dalla severa educazione impartita ai bambini e dalla struttura gerarchica rigida.
Ordinamento politico
Era di stampo aristocratico/oligarchico; il governo era dunque in mano a pochi (aristocratici). Questa struttura politica sarebbe stata ideata da Licurgo (figura mitica).
Organizzazione politica
Al vertice della comunità c’erano due re che detenevano poteri militari (guidavano l’esercito) e religiosi. Essi provenivano dalle due famiglie più illustri degli spartiati; questo dà vita ad una diarchia. Tutti gli spartitati dovevano essere e rimanere sullo stesso livello, quindi scelsero due re che potessero controllare il loro operato a vicenda. (Su modello comunistico)
C’era un’assemblea degli anziani, la gerusia, composta da 28 membri (26 uomini con almeno 60 anni + i 2 re). Gli anziani venivano eletti dall’assemblea di tutti gli spartiati composta da uomini con più di 30 anni. Cinque membri eletti annualmente, chiamati efori, fungevano da elemento di accordo tra tutte le altre magistrature, servivano per accompagnare i re sul campo di battaglia e per controllare il loro operato. Una struttura così rigida impediva ribellioni o subentri in questa classe sociale.
Nel Peloponneso Sparta ha una certa egemonia; infatti fonda la Lega del Peloponneso con cui Sparta si lega e guida altre città. Non tutte però seguivano il modello politico spartano e questo spesso provocava scontri tra popolo e aristocrazia provocando il fenomeno delle tirannidi (formate da un uomo politico dotato di grande carisma che con un colpo di stato conquista il potere politico abbattendo il preesistente regime aristocratico).
Esempi di tirannidi:
- Corinto = Cipselo, che lo trasmette al figlio Periandro generando la dinastia dei Cipselidi
- Megara = Teagene
- Argo = Fidone
Atene
Organizzazione sociale
Divisa in due gruppi: aristocratici, tali per nascita, e demos. Quest’ultimo chiedeva un maggior riconoscimento nella società, e anche gli aristocratici si accorgono che sono indispensabili.
Organizzazione politica
Gli aristocratici gestiscono in maniera primitiva la vita politica di Atene. C’erano gli arconti (la magistratura era detta Arcontato), supremi magistrati, prima in carica a vita, poi 10 anni, poi solo 1 anno. Il popolo non poteva diventare arconte, quindi non poteva accedere alla vita politica, ma erano comunque uomini liberi. Tuttavia spesso gli uomini liberi si indebitavano con aristocratici e diventavano schiavi, ma temporaneamente perché potevano liberarsi saldando il debito.
Leggi di Dracone/Draconte (fine del VII sec a.C.) riguardo il diritto penale che prevedeva punizioni molto dure verso gli omicidi. Le tensioni sociali si acuiscono quando nel 594 a.C. viene chiamato a gestire la crisi Solone, un aristocratico attento ai bisogni del popolo. Egli riesce a far approvare una serie di riforme che considerano i bisogni popolari senza intaccare troppo i privilegi dell’aristocrazia.
Fa abolire la schiavitù per debiti. Le terre che il popolo aveva perso per i debiti dovevano essere restituite; l’obiettivo di Solone era creare una sorta di piccola società terriera. MA non redistribuisce tutte le terre (considera anche l’aristocrazia). La popolazione maschile viene suddivisa in base al reddito (=la produzione agricola di un anno). Si formano cos.
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