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Storia ed estetica del cinema

L'avventura del cinematografo

La città contemporanea è una creazione recente, di fine Ottocento. Le uniche immagini che venivano viste all'epoca erano le insegne delle botteghe oppure le immagini scolpite dentro le chiese, che funzionavano come Bibbie illustrate. I quadri erano presenti nelle dimore delle persone benestanti.

L'invenzione della stampa comportò una diffusione delle immagini. Nel Seicento, ambulanti viaggiavano per vendere stampe di santi e paesaggi. Curiosità e spettacoli ottici erano presenti nelle case signorili e nelle feste popolari.

Lanterna magica

La lanterna magica proveniva probabilmente dalla Cina, dai giochi delle ombre cinesi. Era una scatola con una candela dentro e una lente anteriore che proiettava sulle pareti di una sala buia delle figure disegnate su un vetro.

Era uno strumento che si avvicina al cinematografo. Ne parla A. Kircher in Grande arte della luce e dell'ombra, 1646; pare avesse portato questo strumento dall'Oriente.

La camera oscura, antenata del cinematografo, serviva a disegnare edifici e paesaggi. Permetteva di ottenere l'immagine capovolta sopra una lastra sulla quale veniva adagiato un foglio detto velo, sopra al quale si ricalcava perfettamente l'immagine con una precisione fotografica.

Diverse applicazioni della lanterna magica determinano due aspetti contrapposti del cinema:

  • Fantastico, quindi attrazione: sussidio per conferenze, prediche per illustrare.
  • Didattico, quindi cultura: far vedere luoghi, monumenti, oggetti, piante, animali.

Attrazione: sviluppo dell'immaginazione.

Informazione: diffusione culturale.

Mescolanza di realismo e immaginazione.

Inizialmente la lanterna proiettava una sola immagine fissa, successivamente si poté moltiplicare le immagini e muoverle, creando un'illusione.

L'uso domestico della lanterna magica era ancora elitario, dal Seicento fino all'Ottocento. La popolazione povera poteva prenderne visione grazie ai lanternisti ambulanti, in rare occasioni di visione: fiere e circo.

Alle immagini si accompagnavano racconti del narratore o cantastorie.

Video: rappresentazione con lanterna magica, Museo del precinema di Padova.

Mondo Nuovo

Il Mondo Nuovo era una cassa di grandi dimensioni: si potevano guardare alcune figure che erano all'interno e che potevano essere animate, come le marionette, con dei fili.

Il Mondo Nuovo funzionava sotto la luce del sole, all'aperto, al contrario della lanterna magica, che funzionava al buio.

Serviva per mostrare paesaggi, luoghi, città lontane o fatti storici raccontati dall'imbonitore, che manovrava la macchina per diffondere le notizie, per esempio le notizie della Rivoluzione francese e la decapitazione di Maria Antonietta, grande attrazione.

Tutto ciò era accompagnato dalla voce di un imbonitore o narratore che spiegava le scene mostrate.

Il cinematografo dei Lumière proietta immagini in una sala buia: lanterna magica.

Il kinetoscopio di Edison è come il Mondo Nuovo.

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Ricerca di attrazione e curiosità.

Oltre alle macchine ottiche, la svolta più importante è la fotografia e la pellicola, che non nasce con la fotografia; inizialmente, nel 1826, Niépce realizza la prima immagine fotografica, ma solo nel 1837 con Daguerre si parla di fotografia: impressiona le immagini con una lastra e non con la pellicola.

La nascita della pellicola risale al 1879: una striscia di singoli fotogrammi, ai bordi dei quali vi sono fori che permettono alla pellicola di muoversi nell'apparecchio.

Parola chiave: cadenza, numero di fotogrammi al secondo affinché l'osservatore non si accorga.

18 fotogrammi al secondo, nel cinema muto.

La fotografia

Niépce sperimentò per primo nel 1826 e brevettò la scoperta della fotografia. Daguerre, pochi anni dopo, con il dagherrotipo diede inizio al genere del ritratto umano.

Il calotipista era colui che ritoccava le immagini stampate con il pennello.

La tecnica della fotografia si diffonde rapidamente nel mondo.

Si scoprì che l'illusione del movimento poteva essere prodotta con la successione velocissima di immagini fisse: il fenachistoscopio di Plateau era un cerchio di carta che conteneva diverse pose della persona; facendolo girare rapidamente dava l'effetto di movimento.

Esperimenti sul movimento

E. Muybridge svolge esperimenti sul moto animale: scatta ogni 1 secondo e mezzo sul movimento, segmenta il movimento anatomico, nelle foto del cavallo che corre; con uno scarto di 1,30 secondi mostra le tantissime frammentazioni del movimento.

Muybridge applica gli studi del moto animale anche sul moto umano in modo ossessivo: nudità che all'epoca era inusuale, 1870-72, fissando i singoli istanti su foto separate.

Passaggio all'unità

Étienne J. Marey inventa il cronofotografo nel 1888, un fucile con una pellicola al posto del caricatore. Lui non separa, ma fissa tutti i passaggi in un'unica immagine.

Si giunse all'animazione di immagini fotografiche:

  • Lanterna magica = proiezione.
  • Fotografia = immagini dal vero.
  • Fenachistoscopio = movimento.

L'Onda di Marey, 1888, è il più antico documento di fotografia in movimento.

Il teatro ottico di E. Reynaud, fin dal 1892 a Parigi, proiettava disegni in movimento.

Mondo con rarissime occasioni di vedere le immagini.

Immagine: traccia perfetta e conforme della realtà.

Desiderio di vedere oltre, dopo la morte, fin dall'antichità, con maschere funebri, per esempio; desiderio di eternità e conservazione della vita oltre la morte.

Volontà di duplicare la vita in qualcosa che rimanga.

Per dar corpo a questo “fantasma” entra in gioco la tecnologia, nel 1800.

Strumenti tecnici si associano allo spettacolo, per esempio la lanterna magica.

Piccoli gesti prodotti con un'illusione ottica: le tante immagini sono simicissime, variano poco; grazie alla percezione della retina cogliamo il movimento, con il prassinoscopio.

Ricostruzione di una vicenda: ossessione scientifica, cataloghi di movimenti umani e animali di Muybridge.

Ciò che scompone anatomicamente prende una vita fantastica una volta ricomposto, grazie allo zootroscopio.

2

I Lumière e l'invenzione del cinematografo

I Lumière non erano i soli a studiare e sperimentare, ma a loro viene attribuita l'invenzione del cinematografo.

Il 28-12-1895 i fratelli Lumière presentano il cinematografo dopo aver presentato il brevetto mesi prima. Il 28-12 vi fu la prima presentazione a pagamento del cinematografo: entra dentro un circuito di sfruttamento economico dello spettacolo, dimensione scientifica più spettacolo.

Anche Edison viene considerato inventore, oltre alla lampadina e al grammofono; egli inventa il chinetoscopio.

Cinematografo: scrittura del movimento.

Bioscopio: visione della vita e del mondo.

Cinematografo: scatoletta con obiettivo.

I Lumière, prima del cinematografo, presentano altre invenzioni, come le diapositive a colori; non danno molto peso al cinematografo, pensando non avesse molto successo.

Dal film The Prestige.

Spettacolo: elettricità, fulmini riprodotti da una macchina, qualcosa di naturale riprodotto dalla tecnologia: strumento magico.

Due dati emozionali si associano:

  1. Piacere.
  2. Terrore.

Le persone andavano nei circhi e nelle fiere a farsi fare i raggi X per guardare l'interno del corpo.

La sortie de l'usine: uscita dall'officina. 1895, primo film girato dai Lumière.

I Lumière sostenevano che il cinema fosse fotografia animata, in movimento.

Forma veduta: forma del cinema dei Lumière.

La visione è il risultato di un punto di vista.

Nella Fabbrica di Lion, dei fratelli Lumière, viene fissato un “tranche de vie”, piano sequenza naturale; è l'unico modo che si pensa possibile per realizzarlo. Film compreso tra l'apertura e la chiusura del portone, taglio di inquadratura che rimane tale fino al 1905: figura intera.

Cosa manca?

Parola, montaggio, titoli, movimenti di macchina.

La descrizione di quello che si trova non è il titolo, ma serve per il catalogo. Per 2 anni l'apparecchio, dopo averlo presentato, non lo vendono ma lo noleggiano insieme a un operatore. Errore testo di Bernardi.

L'Arrivée d'un train en gare de La Ciotat: Arrivo di un treno alla stazione della Ciotat, 1895.

Inquadratura leggermente laterale: hanno cercato il punto di vista ottimale che ci permettesse di vedere sia il treno sia le figure umane, che non sono sempre intere perché, avvicinandosi alla macchina, vengono tagliate. Durata naturale di un evento naturale.

Nell'Ottocento le città cambiavano in città-spettacolo, piene di immagini. Soprattutto Parigi, capitale culturale d'Europa, si stava trasformando in un immenso salotto pieno di spettacoli. I caffè cominciavano a riempirsi e nascono le prime Esposizioni Universali. La filosofia dominante era il positivismo: cambiare la vita dell'umanità, sconfiggere la morte.

Nasce la figura del flâneur, osservatore solitario e distratto, “uomo della folla”: colui che non dorme ma non è mai desto, creatura metropolitana sempre sola che odia la solitudine, guarda tutto senza attenzione; la città è divenuta per lui un grande spettacolo.

3

Cinematografo Lumière

Inizialmente doveva chiamarsi Domitor, abbreviazione di Dominator, che esprimeva le fantasie di onnipotenza della scienza positivista.

Edison inventa il kinetoscopio nel 1891, simile al Mondo Nuovo: era una scatola dentro la quale si guardava, girando una manovella per fare scorrere la pellicola, con visione singola e privata.

Primo bacio del cinema: The Irwing-Rice Kiss, 1896.

Il cinematografo Lumière era più simile alla lanterna magica, che proiettava immagini su una parete; consentiva una visione pubblica e collettiva. Era piccolo e trasportabile, consentiva di eseguire sia le riprese sia la proiezione, bastava cambiare l'obiettivo.

Il cinematografo permetteva a chi non poteva viaggiare fisicamente di viaggiare con la fantasia e di osservare le vedute fatte dai documentaristi.

Caratteristiche delle vedute Lumière

  1. Inquadratura unica: una sola inquadratura, senza montaggio; le Passioni erano composte da più inquadrature proiettate però separatamente.
  2. Profondità di campo: ogni veduta mette a fuoco figure vicine e lontane, come un quadro.
  3. Molteplicità di centri e soggetti dentro ciascuna inquadratura. Carattere centrifugo delle vedute: figure che entrano ed escono dal quadro di continuo.
  4. Tracce dell'operatore dentro le immagini: le vedute Lumière ci mostrano persone consapevoli di essere riprese, che si mettono in posa e spesso guardano in macchina.
  5. Presenza di un narratore o imbonitore: spiegava agli spettatori le scene e le eventuali storie.

Cinematografo, kinetoscopio eccetera non fanno parte del cinema, ma sono dispositivi ottici nelle attrazioni di fiere eccetera. Per parlare di cinema si sarebbe dovuto eliminare il presentatore, lasciando posto solo ed esclusivamente alla macchina.

10/02/14

I Lumière: la forma veduta

Cinema come fotografia animata.

Cinematografo: estensione di qualcosa che già esisteva, per esempio la fotografia.

Effetti di realtà, fotografia, potenziati con il movimento: profusione di effetti di realtà grazie al cinema che prima non rendevano con la pittura.

Si vede la dinamica del mondo, tutto si muove: nulla sta fermo come nella foto, realtà bloccata e fissa; al cinema si cattura un momento qualunque con una sua durata, tempo che scorre, un corpo che si muove. Il tempo ordina in uno spazio la dinamica della vita.

Il movimento è il soggetto della veduta: policentrismo.

Bataille de boules de neige, 1896.

L'inquadratura definisce il campo dal fuori campo e ci dice la distanza tra la macchina da presa e il soggetto inquadrato.

Azione che non si compie in tutto il quadro ed è a una distanza maggiore, così posso inquadrare bene i personaggi senza che continuino a entrare e uscire.

Policentrismo: non ci concentriamo su un unico soggetto, ma guardiamo tutto.

Catalogo Lumière, 1895-1907: contiene 1424 vedute.

Non soltanto si rende visibile tutto, ma si tratta di una visione che costruisce un ordine del visibile.

Primo carrello laterale, si chiamavano panorami: sul Gran Canale a Venezia. Macchina da presa fissata su una gondola che si muove.

Leaving Jerusalem: treno che arretra, macchina da presa che arretra.

Cinema primitivo, delle origini, attrazione e mostrazione

  • Stato nascente del cinema.
  • Processo educativo con fase di maturità.
  • Gunning e Gaudreault.
  • Il cinema mostra e non racconta.
  • L'attrazione è la mostrazione, la novità tecnologica, il fatto che qualcosa si muova.

Luoghi della visione: fiere, circhi, caffè, music-hall.

Dracula di Bram Stoker, prodotto e diretto da Francis Ford Coppola, 1992.

Inizia in maniera velocizzata finché Dracula non vede Mina.

Dracula è metafora del cinema: buio, eterno.

Cinematografo in un tendone: ci sono diversi spettacoli ottici, ombre cinesi, raggi X sulla donna nella bara, tanti specchi; dal guardare una cosa al guardarne un'altra.

Di passa Hale's tour.

Per la sala cinematografica, dove si consuma solo cinema, nel 1904, ci sono le sale cinematografiche, che scompariranno nel 1911. Binario circolare dove vi è un vagone nel quale si siedono e di fronte scorrono le immagini.

Illusione del viaggio, immagini di viaggi. Cinema più viaggio, treno e binari.

Mi fa muovere senza che io mi muova: sul treno sono seduto, al cinema sono seduto.

Mentre i Lumière ci affacciano a una finestra che ci mostra qualcosa.

L'attrazione come trucco: danze serpentine, effetto potenziato dal colore, deflagrazione cromatica.

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Méliès

Le immagini in movimento furono la prima attrazione, la seconda fu il montaggio.

Il primo tipo di montaggio fu inventato da Méliès in Francia: non era usato per raccontare storie, ma per mostrare metamorfosi, un oggetto che si trasformava in un altro, una persona che spariva.

Tra i trucchi conosciuti troviamo:

  • Mascherino contro mascherino: permetteva di unificare spazi diversi o sdoppiare un personaggio, l'inquadratura veniva divisa in due parti, impressionando prima una parte e poi l'altra.
  • Arresto della ripresa: oggetti e persone sparivano o apparivano dal nulla.
  • Scatto singolo: faceva muovere le cose inanimate.
  • Spostamento della cinepresa avanti o indietro per far ingrandire o rimpicciolire i corpi.

La fortuna di Méliès fu enorme tra il 1900 e il 1912. Parliamo di realismo della fotografia: i trucchi suscitavano stupore e il successo fu immenso.

Appare un nuovo mondo in cui tutto era possibile: un mondo virtuale.

L'uomo orchestra di Méliès: trucchi ottici, c'è un “montaggio”; l'attore guarda in camera, non ha a che vedere con la realtà, è costruito, è spettacolo, c'è recitazione. Ripreso in uno studio, non più en plein air.

Méliès aveva già un teatro chiamato Houdini e nel 1895 assiste alla proiezione dei Lumière. Méliès voleva servirsi del cinematografo per i suoi trucchi.

Immagine:

  • Lumière: affidata al caso.
  • Méliès: tutto costruito e studiato.

Campo di ripresa ampio, piatto, immagine bidimensionale. Non è un montaggio vero e proprio, ma una sovrapposizione: trucco fotografico come un collage.

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L'uomo dalla testa in caucciù: testa che si gonfia pompando l'aria; scende verso la piattaforma, si avvicina verso la macchina, ciò che fa ingrandire la testa. Lui era seduto su una sedia con le rotelle, che si avvicinava alla macchina da presa.

Il viaggio sulla Luna, 1902, elementi pitturati e non.

Parodia del romanzo di J. Verne “Dalla terra alla luna”.

Un congresso di astronomi decide di sparare un proiettile sulla Luna. Lanciato da un cannone con un corteo di ballerine che festeggiano, il proiettile si conficca nell'occhio della Luna. I viaggiatori scendono e incontrano i seleniti, da cui vengono catturati; riescono a scappare e ritornano sulla terra.

Successione di 26 inquadrature fisse, alcune molto lunghe, durata complessiva 7 minuti. Messe in scena teatrali e ritmo gioioso.

Si muove lo spazio scenico, si muove la camera e ci sono dei tagli. Avvicinamento del sole.

Il colore non è a macchia, è un elemento in parte diffuso e in parte sottolineatura emozionale.

Cromatismo a stampo pittorico emozionale: sole giallo brillante, lo scoppio.

La lanterna magica, 1903: omaggio alla trasformazione della vecchia lanterna in cinematografo, una sola inquadratura di lunga durata. Le due maschere Arlecchino e Pulcinella, ballerine, festa.

Viaggio attraverso l'impossibile, 1904.

Viaggio alla conquista del Polo, 1912.

In tutti questi film lo spettatore non viene coinvolto emotivamente nella storia, ma viene invitato a guardare allegro e divertito.

Il suo fallimento fu dovuto al fatto che vendeva le pellicole una per una e i diritti d'autore sul cinema ancora non esistevano; quando esaurì il repertorio cominciò a ripetersi e nessuno comperò più nulla.

11/02/2014

Il tableaux

Dalla presentazione alla rappresentazione.

  • Forma veduta Lumière, replica della vita.
  • Tableaux Méliès, uomo di teatro, spettacolo.

C'è un pubblico che accoglie l'innovazione. Sistema che definisce le possibilità di svolta del cinema.

Tableaux: tavola intesa come quadro, piattezza visiva, simile alla pittura medievale più che impressionista. Immagine costruita, sfondo dipinto, piattezza, bidimensionalità.

Punta alla rappresentazione, ricostruzione di un mondo.

Dal plain air al tableaux:

  • Dalla veduta alla messa in scena.
  • Dal caso al trucco.
  • Dal reale al fantastico.

Méliès: teatro e illusione, costruisce un mondo straordinario con elementi ordinari. Personaggi buffi e ordinari. Va oltre i confini del possibile. Magia e immaginazione.

Straordinario perché reso un'immagine. Vanno.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mc13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Farinotti Luisella.
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