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Capitolo 1

Per una preistoria dell’editoria abruzzese

Si può affermare che l’800 per l’Abruzzo sia stato un secolo di grandi e profondi mutamenti che interessano diversi piani, da quello economico a quello politico e sociale.

L’800 appare anche come quel secolo che vede una sostanziale chiusura della spinta al rinnovamento. La definitiva restaurazione dei Borboni, avvenuta nel 1815, e i lunghi decenni pre-unitari rappresentano per quasi tutte le cittadine abruzzesi più significative un periodo di mutamento, soprattutto nei ceti dirigenti municipali che accentuarono quel lungo processo di differenziazione e di estraniazione progressiva dei destini del regno culminato con l’adesione al moto risorgimentale compiutosi nel 1861.

Alla restaurazione borbonica fecero seguito, in Abruzzo, sporadici casi di sommosse locali; la regione, nel complesso, non diede significativi contributi alla causa dell’Unità nazionale: l’unione del regno venne accolta passivamente dalla popolazione, e vi furono episodi di resistenza filo-borbonica. Per qualche tempo si diffuse un tenace brigantaggio appoggiato dallo Stato Pontificio.

L’Unità non recò immediati benefici economici alla regione, e neppure la bonifica del Fucino ad opera dei principi di Torlonia alleviò la povertà dei lavoratori agricoli abruzzesi e modificò gli arretrati rapporti economico-sociali prevalenti in Abruzzo. Negli decenni del secolo, pur nell’ambito di un miglioramento dell’economia regionale e delle condizioni di vita della popolazione, l’Abruzzo fu interessato da forti correnti di emigrazione.

Nel 1860, quando l’Abruzzo entra a far parte dello stato nazionale sabaudo, esso appare deserto d’ogni forma di aggregazione culturale o di operosità di gruppo, spenta dalla repressione borbonica; si configura come area subalterna e periferica del regno, manca una grande città con caratteristiche culturali, politiche, economiche, tali da poter esercitare un effetto centripeto anche al di là degli stessi confini culturali; la mancanza, nel frangente esaminato, di una Università.

La spinta centrifuga che porta i giovani intellettuali a varcare i propri confini territoriali tende ad emigrare, nota come < diaspora degli abruzzesi >. Gli intellettuali abruzzesi si dirigono a Firenze, Bologna e in altri centri dell’Italia del nord. Questo movimento fa sì che essi ritornino nella regione natia notevolmente accresciuti culturalmente, essendosi appropriati di nuovi stimoli e risorse. = fase di stagnazione politico-culturale, che si protrae fino agli inizi degli anni ’80.

Nel 1880 il risveglio degli abruzzesi, infatti, nascono numerosi scrittori che pubblicano: D’Annunzio, Mezzanotte, Finamore, Scarfoglio, Michetti.

Iniziative editoriali

Nascono iniziative editoriali:

Teramo

Alcuni studiosi danno vita, nel 1886, alla <Rivista Abruzzese di Scienze e Lettere> animata da un prete, Giacinto Pannella. Occupandosi principalmente di cultura, storia e problemi del territorio, alla Rivista Abruzzese va di fatto riconosciuto l’importante merito di aver inserito l’Abruzzo nell’insieme delle voci regionali che cominciavano allora ad elevarsi nell’Italia unificata.

La tendenza a rimanere strettamente ancorati al proprio ambito municipale e provinciale caratterizza anche i contributi e la produzione dell’aquilano < Bollettino Abruzzese di Storia Patria>, teso essenzialmente alla minuziosa ricerca d’archivio, allo studio dei molteplici ed inediti documenti che, ordinati e resi fruibili, avrebbero contribuito a dare nuova luce di verità alla ricostruzione della storia d’Italia.

Di valore non trascurabile, seppur di breve durata, è anche la <Rassegna Abruzzese di Storia e Arte>, animata e sostenuta da studiosi di area principalmente sulmonese; la rivista ospitò contributi di particolare rilievo negli ambiti della storia artistica, letteraria e folkloristica.

Nel 1899, il pescarese Basilio Cascella dà vita a <L’Illustrazione Abruzzese>; al centro di questa iniziativa editoriale vi è l’intento e la volontà di rendere popolare l’opera d’arte, favorendone la riproduzione tecnica in numerosi esemplari al fine di renderla quanto più possibile fruibile ed accessibile a tutti.

Cascella è tra i primi in Italia ad avvertire la necessità di un rapporto nuovo, e più stretto, fra opera d’arte e mercato e la possibilità di raggiungere un pubblico ben più ampio di quello tradizionale, educare il gusto attraverso la grafica di qualità.

Tra le varie iniziative editoriali collocabili tra 800 e 900 vanno inoltre ricordate < Apritium>, < L’idea abruzzese>, <L’Abruzzo letterario>; oltre i confini regionali, collaborazioni di intellettuali italiani: Capuana, Croce, Di Giacomo, Gozzano, Pirandello.

Aumentano le tipografie

L’Aquila – Vecchioni

L’Aquila era la provincia abruzzese che possedeva il maggior numero di tipografie; sono presenti importanti libri di storia, di poesia, cultura generale, riflessione politica. Il Vecchioni si dedicò alla pubblicazione di testi scolastici e di natura didattica, avvalendosi in un secondo tempo della preziosa collaborazione di Cerasoli, maestro elementare.

Furono questi gli anni più proficui per l’impresa, tanto che gli eredi Vecchioni realizzarono l’antico sogno paterno della costituzione di una vera e propria casa editrice con la trasformazione nella ragione sociale Officine Grafiche Vecchioni e nel 1925 l’avv. Mario Speranza diventa direttore editoriale, appartenente ad una famiglia di chiare tendenze antifasciste, progetta 8 collane, al fine di ampliare i settori di produzione della casa editrice.

Nel 1923, con la riforma Gentile, furono 3 collane rivolte alla scuola, e nel 1937 lo scarso successo e la cattiva gestione economica determinarono il fallimento della casa editrice Vecchioni.

Grossi

Un’altra grande tipografia aquilana, quella di Gian Francesco Grossi, che riuscì ad avere un ritmo produttivo elevato e qualitativamente buono. E dal 1700 al 1900 sono una vera e propria dinastia di tipografi.

Rietelli

La tipografia Rietelli fu attiva a l’Aquila nella prima metà del XIX, la produzione di questa stamperia fu varia: testi scolastici, poesie, opere religiose, testi aventi come oggetto la pubblica amministrazione, la giurisprudenza, la medicina, storia locale.

Aternina

Importante, nella storia culturale dell’Aquila e dell’Abruzzo, è anche la tipografia Aternina, diede alle stampe opere di diversa natura: ricerche storiche di F. Cappa, G. Rivera, A. Di Pietro, le opere drammaturgiche di F. Guidi, A. Maffei.

Gran Sasso

Tra le numerose tipografie presenti all’Aquila, un ruolo maggiore ha la tipografia Gran Sasso, che pubblica opere di vario genere legate all’ambito regionale.

Chieti: Grandoni

L’attività tipografica a Chieti è già particolarmente intensa nel corso del ‘700, il tipografo che maggiormente sostiene e promuove con le proprie pubblicazioni questo frangente vivo e dinamico è Domenico Grandoni, il quale insieme ad altre imprese locali, farà di Chieti un centro culturalmente molto visibile ed importante.

Del Petrarca

La stamperia del Petrarca riveste un ruolo importante nel panorama editoriale chietino, pubblica opere di vario genere, e traduce autori stranieri (Byron).

Vella

Nella tipografia Vella vi compaiono autori e studiosi come R. De Novelli, La Banca, Zecca, che si occupano di diritto, filosofia, storia, fisiologia.

Del Vecchio

La produzione di questa stamperia evidenzia la consueta varietà tematica delle altre tipografie locali, presentando opere attinenti la letteratura, la pastorizia, la storia. Di notevole spicco sono le opere di Michitelli, R. D’Ortenzio, R. Tarantelli.

Marchionne

Avviata nel 1861 da Camillo Marchionne, l’attività tipografica fu proseguita ininterrottamente fino ai giorni nostri. Al servizio delle necessità locali, con una produzione eclettica. La sua produzione è piuttosto variegata: compaiono testi di contenuto scolastico e didattico, legata agli insegnanti, sulle riforme scolastiche, e sull’istruzione obbligatoria.

Diversi furono anche i periodici politici, d’informazione, satirici.

Ricci

Negli anni ’70 ha inizio a Chieti anche l’attività di Giustino Ricci, diventa famoso per l’aver pubblicato Primo Vere di Gabriele D’Annunzio, poi successivamente data alle stampe dal Carabba.

Teramo: Angeletti

La tipografia della famiglia Angeletti comincia la propria

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabriellacarolinach di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'editoria scolastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Puglielli Luca.
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