La storia della psicologia
Le radici della psicologia
Le radici della psicologia derivano già dai primi filosofi della antica Grecia, come Socrate, Platone e Aristotele. I filosofi Ippocrate e Galeno studiano la teoria della personalità o temperamento, affermavano che a differenze biologiche derivano differenze comportamentali; individuano 4 temperamenti:
- Sangue → temperamento sanguigno e una personalità coraggiosa/speranzosa;
- Bile gialla → temperamento collerico e una personalità nervosa, ambiziosa;
- Bile nera → temperamento malinconico e una personalità introspettiva, sentimentale;
- Flegma → temperamento flemmatico e una personalità calma, ma emotiva.
Queste sono le prime prove di teorizzazione del comportamento, ed ovviamente non sono scientifiche.
Dibattito natura-ambiente
Un dibattito ancora vivo tutt’oggi. La prospettiva naturalistica afferma che gli esseri umani nascono con un patrimonio innato di conoscenze e comprensione della realtà. Esponente di questa corrente di pensiero è Cartesio, secondo il quale la nostra personalità è qualcosa di innato.
La prospettiva esperienziale, culturale e ambientale è influenzata dalla famiglia e dagli amici. Secondo il filosofo inglese Locke, noi nasciamo come una tavola rasa, e grazie alle esperienze, che noi maturiamo, riempiamo il nostro vuoto. Molto importante è il feedback relazionale attraverso, in primis, i genitori o comunque chi svolge un ruolo educativo.
Gli inizi della psicologia scientifica
Nell’800 Wundt fondò il primo laboratorio scientifico presso l'università di Lipsia, in Germania, per studiare i comportamenti delle persone, ed è il primo che effettivamente inizia a studiare in maniera scientifica questa materia. Studia la percezione attraverso il metodo introspettivo, ovvero, l’osservazione e la descrizione di una percezione/sensazione/pensiero, come un suono o un rumore, senza dare un significato a quello che percepiamo, descrivendo l’esperienza in maniera semplice e soggettiva.
Wundt definisce il parallelismo psicofisico, cioè i processi fisiologici e psichici vanno di pari passo, l’uno influenza l’altro; infatti, un cambiamento che si verifica in un processo, automaticamente porta al cambiamento del secondo processo. In seguito, grazie agli studi di Wundt, la psicologia si divide in due correnti di pensiero: strutturalismo e funzionalismo.
Strutturalismo
Fondato da Titchener, allievo di Wundt, definisce la mente come un puzzle, che noi dobbiamo scomporre e ricomporre per avere una visione di insieme dotata di significato. Le sensazioni sono date da strutture minori ed è il sottocomponente della percezione.
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