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Il flauto di Divje Babe

Il flauto di Divje Babe è il femore di un giovane orso delle caverne contraddistinto da alcuni fori distanziati, rinvenuto nel parco archeologico di Divje Babe presso Circhina (Cerkno in sloveno), nella Slovenia occidentale. Potrebbe essere un auto paleolitico e, di conseguenza, lo strumento musicale più antico che si conosca, ma l'interpretazione è ancora controversa. Il Museo nazionale di Lubiana lo espone comunque al pubblico come «flauto neandertaliano». L'osso, spezzato a entrambe le estremità, presenta sul lato posteriore due fori completi e quelli che potrebbero essere altri due fori incompleti.

Civiltà antiche

La musica dell'antichità

Poco alla volta, la musica dell'antichità sostituisce quella preistorica, facendo riferimento ad alcune regioni: Mesopotamia, Persia, Egitto, India e Cina, ma anche alla civiltà greca e romana.

Mesopotamia (età del bronzo)

  • È comune l'idea che gli insediamenti alle foci del Tigri e dell'Eufrate (3500 a.C.), culla della civiltà Mesopotamia, siano il primo esempio di società avanzata, al punto da definire Uruk una città stato e da essere cantata nel primo poema epico sopravvissuto fino a noi ovvero l'“Epopea di Gilgamesh”, cinque canti narrativi poi fusi insieme che raccontano del dio-eroe che divenne amico di Enkidu, il selvaggio.
  • In questo contesto le pratiche musicali ebbero un ruolo più che fondamentale tanto che conserviamo primi significativi reperti come quello di un sigillo cilindrico che raffigura un banchetto in cui sono riconoscibili alcuni suonatori con arpa arcuata e percussioni, quello delle lire-toro, che sono a tutti gli effetti delle arpe, e quello delle prime notazioni musicali in cuneiforme.

Assiri

Scarsissime sono le testimonianze dell'attività culturale cassita ma quando gli assiri prendono il sopravvento, spostando la capitale dell'Impero ad Assur, viene ripristinata la rappresentazione del potere e le testimonianze di una pratica musicale ricominciano: sul palazzo di Assurbanipal, ultimo sovrano assiro, troviamo bassorilievi evocanti una processione festante in cui svettano sette grandi arpe verticali, un auto doppio ad ancia e un' arpa angolare. Court Sachs studia queste immagini, sottolineando che appaiono realistiche e molto dettagliate. Rileva l'uso delle consonanze (ottave, quinte, quarte) nelle corde che vengono suonate.

Sumeri

  • Le arpe e lo stendardo di Ur
  • L'archeologo Leonard Woolley tra il 1922 e 1934 porta avanti una campagna di scavo nella città sumerica di Ur, da cui emergono la lira o arpa, un gruppo di strumenti a corda, e lo stendardo: per quest'ultimo, ancora oggi esistono solo delle ipotesi per la sua funzione.
  • La lira o arpa dorata di Ur, conservata nel museo nazionale di Baghdad, è formata dai seguenti materiali: oro, lapislazzuli e conchiglie ed è decorata con una testa di toro.
  • La lira della regina ha la cassa decorata in calcare rosso.
  • Un altro tipo è la lira argentata.

Lo stendardo

Si tratta di un parallelepipedo formato da 4 pannelli lignei, decorato da raffigurazioni ottenute con pietre colorate su base di bitume, quali i lapislazzuli, la conchiglia e un calcare rosso probabilmente di derivazione indiana. Le due facce più grandi presentano una narrazione su 3 registri separati con fasce decorative, da leggersi da sinistra verso destra e dal basso verso l'alto, per giungere fino alle figure centrali delle zone superiori.

Il primo pannello pare raccontare una scena di guerra, con soldati su carri trainati da asini che calpestano nemici feriti, fanti in combattimento che catturano dei prigionieri, gli stessi che nel registro superiore vengono condotti al cospetto un personaggio di evidente importanza.

Nel secondo pannello pacifici cortei di uomini e animali si dirigono a un rito religioso o a un banchetto lo stesso forse che si svolge nel registro superiore. Lo stile della raffigurazione è bidimensionale, non ci sono tentativi di resa della profondità, salvo nel caso dei carri trainati da asini: se ne contano quattro, leggermente accostati per simularne la sovrapposizione. Le figure umane sono stilizzate secondo lo schema usato poi anche in Egitto, con volti e gambe di profilo, e l'occhio le spalle viste frontalmente. Non mancano però tocchi di espressionismo nei particolari delle ferite sanguinanti, dei nemici caduti in battaglia, o di realismo visto che alcuni degli oggetti ritratti sono stati effettivamente ritrovati negli stessi scavi archeologici. Nell'immagine vi è un dettaglio di un arpista che accompagna una cantante. Arpa sumerica, più piccola delle altre.

Egitto

Malgrado le informazioni riguardo la musica nell'Antico Egitto siano frammentarie, è molto probabile derivazioni sumere e babilonesi sia negli strumenti, come i flauti ad ancia, che nella scala musicale utilizzata ovvero quella eptafonica. L'unico strumento egizio non importato sembrerebbe essere il sistro, lo strumento di Hathor, dea della musica e dell'erotismo, ovvero un sonaglio in metallo che nella sua forma più arcaica era il simbolo dell'universo (non è certo che gli egiziani mettessero in relazione musica ed astronomia). Dell'Antico Regno sappiamo non solo che i musicisti appaiono affiancati da uomini, forse cantori, con le braccia in movimento per simboleggiare il contenuto del canto, ma anche che la musica accompagnava lavoro ed esercito.

Del Nuovo Regno è peculiare la presenza di canti d'amore a forte componente sentimentale ed erotica la quale si comincia a distaccare dalla componente sacrale. Se per i sumeri, i babilonesi e gli egiziani, la scrittura, oltre a essere preclusa all'élite, era fatta di segni che rappresentavano idee o oggetti (geroglifici), per il popolo ebraico, non potendo rappresentare il creato per immagini, usarono la loro scrittura alfabetica, ovvero l'ebraico, per scrivere la loro storia che poi sarà organizzata nell'antico testamento. La gran parte delle immagini che testimoniano la presenza di strumenti musicali di questo periodo le ritroviamo in affreschi che si trovano nelle tombe tebane.

Le tombe tebane

Le tombe tebane (TT) TT38 è la sigla che identifica una delle tombe dei nobili, ubicata nell'area della Necropoli Tebana, sulla sponda occidentale del Nilo. Quest'area era destinata alla sepoltura dei nobili e di funzionari connessi alle case regnanti. TT38 era la tomba di Djeserkaraseneb (Diserka), scriba, contabile del grano dei granai delle divine offerte di Amon, e amministratore del secondo profeta di Amon. La tomba è costituita da un breve corridoio, in cui sono rappresentati il defunto e sua moglie Wazronpet in offertorio al Dio Ra, che da accesso ad un'ulteriore piccola sala trasversale in cui il defunto, la moglie ed alcuni figli, sono rappresentati nell'atto di porgere dei fiori e bruciare incenso agli dei, oppure sono seduti a banchetto. In altre scene, il defunto assiste alla pesatura del frumento e offre libagioni alla dea dei raccolti, oppure i figli che depongono offerte di uva dinanzi ai loro genitori. In un affresco: Arpa arcuata, aulos, liuto, arpa e una danzatrice.

TT52 è la tomba di Nakht e di sua moglie Tawy. Una tomba di piccole dimensioni, che lascia intuire che doveva avere un ruolo non particolarmente prestigioso nella gerarchia sacerdotale. Era scriba e prete servente, ma oltre alla sua sepoltura non abbiamo altre menzioni, pertanto è difficile stabilire una data. La tomba presenta una planimetria a T rovesciata, tipica delle tombe private del nuovo regno, e vi si accede da un cortile dalle ridotte dimensioni per via dei crolli o per asportazione dei materiali da parte delle popolazioni locali. Attraverso un passaggio si accede ad una sala trasversale, in cui vi sono scene di vita campestre che ritraggono il defunto e la moglie. Come altre tombe, questa non venne ultimata, e lo si deduce, oltre che nella sala trasversale anche nella camera funeraria, dalla mancanza di decorazione e rifinitura delle pareti. Nella camera funeraria vi è un pozzo verticale di 4 mt che doveva portare all'appartamento funerario. Immagini di vita campestre. L'uso della musica nell'antico Egitto non era legato solo al rito, ma anche alla vita quotidiana.

TT di Tutankamon

Trovati strumenti musicali: una tromba in bronzo e una in argento, e dei flauti. La tomba di Nebamon: vi sono rappresentazioni di caccia, nella valle del Nilo. Vi è l'immagine di alcune musicate, in un affresco di un banchetto. Si tratta di situazioni della vita quotidiana e non di eventi particolari. C'è l'aulos, tre cantanti e due danzatrici: atmosfera intima, musica utilizzata in ambienti familiari o per gli ospiti.

Re Davide

L'età del ferro (1200 a.C.) e l'uso del materiale per i più svariati usi, da quello militare a quello agricolo e di scrittura, rafforzò l'orgoglio identitario e la volontà di scrivere le proprie tradizione e le proprie epopee (ampia narrazione poetica di gesta eroiche): ne sono un esempio la diffusione dei primi poemi omerici greci e re Davide il quale, liberando il popolo d'Israele dai Filistei, sarà il primo ad utilizzare il ferro in questo senso. Non abbiamo documenti in merito all'esistenza di Davide, solo quanto è scritto nella bibbia. La storia ebraica lo riconosce appunto come colui che liberò il popolo di Israele dai Filistei, preparando il terreno, attraverso suo figlio Salomone, alla fondazione del tempio di Gerusalemme. Davide simboleggia la vittoria degli ebrei contro le prevaricazioni esterne. È un guerriero e uno stratega. Non sappiamo se suonasse un'arpa, una lira o una cetra, ma la bibbia fa riferimento ad uno strumento a corde. In quanto musico, gli viene attribuita la composizione, testo e musica di molti salmi, la cui raccolta è detta salterio, ma sappiamo per certo che molti di questi salmi sono stati scritti i tempi successivi. La sua abilità musicale la ritroviamo, quando era ancora pastore, che si ritrovava ad alleviare la malinconia di re Saul suonando la lira. Il dolore di Davide per la perdita del padre Saul e del suo amato Gionatan, è il primo canto musicato chiamato “Planctus David”, attribuito a Pietro Abelardo.

Orfeo

Da sacerdote greco a Semideo. Figlio di Apollo. L'orgoglio delle identità locali, con l'aumento demografico e il consolidarsi delle città stato in Grecia, indusse alla creazione di nuove cosmologie e teogonie per nobilitare le singole epopee, tra le quali troviamo quella di Orfeo (orfismo): sebbene delle origini dell'orfismo si sappia poco e i primi accenni non siano sempre coerenti, gli elementi caratteristici sono l'opposizione della sua figura a quella di Dioniso, la liberazione della carne (vegetarianismo) per ascendere alla purezza del pensiero, una casta tutta al maschile e il suo legame con la musica che si presenta sulla nave degli Argonauti, dove la sua musica riesce a sconfiggere i nemici e ammansire i draghi e vincere il canto delle sirene, e negli Inferi dove scende per salvare la sua sposa Euridice tentando di convincere i guardiani attraverso la sua musica. Se l'orfismo continuò a persistere, anche in Italia, fino alla fine dell'impero romano, il medioevo cristiano lo dimenticò per poi riacquisire fortuna nel rinascimento proprio nella sua accezione musicale.

Grecia

Quando parliamo di musica nell'antica Grecia ci riferiamo un ensemble di musica, danza e poesia.

  • Compositore ed esecutore erano la stessa persona.
  • Musica: disciplina utile per formare il cittadino;
  • Il buon cittadino non deve saper suonare ma conoscere la teoria della musica. Saper suonare uno strumento era compito di chi svolgeva quel mestiere.

Pianta del teatro

  • Spazio centrale destinato all'orchestra.
  • Attori collocati su un piccolo palco.
  • Pubblico seduto sulle gradinate disposte intorno al palco.

Strumenti simbolo

  • Aulodia: strumenti tipo aulos.
  • Citarodia: lira e cetra, strumenti a corda.

Cetra, arpa, lira

Classificazione Hornbostel–Sachs (distinzione cetra, arpa e lira). 3 strumenti cordofoni, ovvero che mettono in vibrazione le corde. La differenza tra cetra e arpa sta nelle corde. Sono strumenti a corde e si dividono in:

  • Unitari:
    • Cetra: corde parallele alla cassa armonica (pianoforte);
  • Articolati:
    • Arpa: corde perpendicolari;
    • Liuti e lira: permettono la tastatura delle corde (chitarra).

Lira e aulos

La lira e l' aulos non sono semplicemente i due strumenti emblematici della pratica musicale greca ma vengono ricondotti ad Apollo (lira) e Dioniso (aulos), ed esprimono la contrapposizione tra intellettualità ed emozione, che emerge anche nella contesa musicale tra Apollo (lira) e Marsia (aulos) dove quest'ultimo, orgoglioso dei suoni del suo strumento, sfida Apollo il quale vincerà unendo la sua voce al suono del suo strumento e ucciderà Marsia strappandogli la pelle: il mito, nonostante ripropone un rito per cui l'uomo si spoglia della sua animalità per rivelare la bellezza interiore, sarà recepito in epoca imperiale come atto di nobilitazione della lira, perché capace di associarsi alla parola. È differente l'episodio della gara musicale tra Apollo e il satiro Pan, dato che quest'ultimo suona una siringa (flauto di Pan) e Apollo non si vendica sull'avversario, ma sull'unico che lo aveva preferito, ovvero re Mida, facendogli crescere orecchie d'asino: il mito premia l'eleganza creativa di Apollo contro la grossolanità di Pan.

Lira

Con la tecnica della tostatura poteva generare diversi suoni sulla stessa corda. La lira di apollo, costruita dal Dio Hermes aggiungendo al guscio di tartaruga la pelle di alcune vacche, rubata ad apollo, con sostegno di canne e sette corde di minugia. Per farsi perdonare il furto Hermes prima placò apollo suonando la lira e dopo decise di donargli lo strumento. Eratostene dirà che quellastessa lira è arrivata nelle mani di Orfeo, per essere trasformata nella costellazione omonima. Raffigurazioni di lire a guscio di tartaruga sono diffuse nella pittura di epoca classica. Sono dette chelys e sono strumenti nati in Grecia, a differenza dell'aulos che era usato in Mesopotamia ed Egitto.

Aulos

Ha un'imboccatura con la doppia ancia (due canne). In Aristotele, nella politica, si vuole che fosse inventato da Pallade Atena, ma la dea se ne sbarazza perché il gonfiare le gote per suonarlo la imbruttisce: sarà ritrovato da Marsia e diverrà causa della contesa. Vi è una differenza fra flauti e auloi. Aulos: Strumento polifonico, produce 2 melodie diverse, suonate contemporaneamente. Non basta soffiare per produrre il suono, come succede con il flauto. Tecnica di respirazione continua (suonare e prendere fiato). Compresenza tra respirazione e inspirazione. La sonorità è continua ed è simile a quella di un oboe.

Max Brumberg è un musicista, specializzato nella costruzione di flauti, schietti irlandesi e auloi. Realizzati a mano con legni come il sambuco e l'acero e lui stesso seleziona i rami. È interessato al fenomeno degli armonici: ispirato dal suono del didjeridoo nel 1955, ha approfondito gli strumenti armonici. Il suo repertorio di strumenti armonici si è presto ampliato fino a comprendere voci e flauti, arpioni, campane tibetane, gong e altro ancora. Al momento sta sperimentando nel suonare e costruire cornamuse e vari altri flauti e strumenti. Tenendo seminari e viaggiando con i suoi strumenti e la sua musica, Max Brumberg desidera ricollegare le persone alla natura e a se stessi attraverso una musica armonica intuitiva: ha sviluppato uno stile di gioco intuitivo e improvvisato con le armoniche come canale per il non udibile esistente. Il mondo è suono e le armonie naturali le ritroviamo ovunque nella natura e nel cosmo.

Il Ditirambo e la tragedia

Nell'antica Grecia abbiamo un canto corale, gioioso, in onore del Dio Dioniso, chiamato Ditirambo. Intonato da un gruppo di persone diretta da un corifeo, si trattava di una composizione poetica corale in cui si fondevano in egual misura musica danza e poesia. Secondo Erodoto, verso la fine del VII secolo a.C. a Corinto, venne trasformato in genere letterario da Arione di Metimna. Oggi abbiamo numerosi frammenti di poeti ditirambici come Pindaro e Bacchilide. Nella letteratura italiana il ditirambo è un componimento che riguarda il tema del vino e dell'allegrezza. Il più celebre in Italia è il Bacco in Toscana di Francesco Redi. Laso di Ermione introdusse il ditirambo ad Atene: un concorso tra tribù, le quali partecipavano con un coro di adulti e uno di ragazzi. In seguito i concorsi furono introdotti nelle competizioni in onore di Dioniso, in cui il primo vincitore sembra essere stato Ipodico di Calcide. Il ditirambo genera la tragedia e la commedia. Secondo le tradizioni, Tespi fu in primo ad aver eseguito un ditirambo in senso scenico ad Atene. Il ditirambo 18 di Bacchilide rappresenta le forme della tragedia perché vi è un dialogo tra il singolo cantore e il coro ed è una rappresentazione di come potesse essere la tragedia prima che Eschilo introdusse il secondo attore.

Tragedia

La tragedia greca è un genere teatrale nato nell'antica Grecia in cui la messa in scena era una cerimonia di tipo religioso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stanghii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Pozzi Egidio.
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