Storia del teatro francese
19/9
Camus e Sartre → engagement per esprimere delle idee politiche e sociali.
Il teatro dell’assurdo sconvolge i tipici tratti del teatro tradizionale e si basa sull’idea dell’assurdo della vita, non segue una trama lineare. Negli anni 50 c’è una corrente di autori che vogliono combattere la tradizione precedente, questi autori non formano una scuola o un gruppo coerente. Due correnti coeve a quella del nouveau théatre:
- Nouveau roman: si avvicina al nouveau théatre, ripercorre le stesse strade. I nouveau romanciers fanno saltare la trama, i personaggi a tutto tondo. Non c’è più una trama in cui si possa raccontare la storia, si dissolve la concezione di intrigo e anche i personaggi non hanno più uno spessore, vanno e vengono. ‘Le voyeur’ della scuola dello sguardo: nella prima parte del romanzo il personaggio è un voyageur però ad un certo punto avviene l’assassinio di una ragazzina, c’è poi una pagina bianca; i sospetti vanno a finire su questo voyageur di cui non sappiamo molto ma che poi diventa un voyeur. Il romanziere si scherna del lettore, inserisce dei giochi e fa finire il romanzo nel nulla. Ci vuole presentare dei personaggi e c’è un accumulo di oggetti (elemento che ritroviamo anche in Ionesco). ‘Topologia di una città fantasma’ si tratta storie un po’ strane una giustapposta all’altra, inserisce dei quadri di Magritte.
- Nouvelle critique: Genettes e Barthes (in figura 3 fa una critica strutturalista sulla recherche); vuole smontare il testo e ricomporlo con le strutture a vista. Frammenti di un discorso amoroso: cita molti testi con frammenti critici. A loro interessa l’opera in sé indipendentemente dalla vita dell’autore.
Ionesco
È nato nel 1909 in Romania, madre francese (lingua materna). Nel 1913 si trasferisce a Parigi perché il padre avvocato doveva preparare un dottorato di diritto → problemi economici (ha conosciuto la povertà) e anche nella relazione dei coniugi. Nel 1917 il padre va in Romania a combattere mentre la madre lavora nella fabbrica e alla fine i due divorziano.
Ha vissuto felicemente solo nel 1918 quando fu mandato in campagna da conoscenti. Questo contatto con la natura è stato sereno, ritrova la pace lui che fin da bambino è stato ossessionato dall’idea della morte. Nel ’22 torna a Parigi ed ha una vocazione di carattere letterario (poema e sketch comici). Nel ’25 deve partire per la Romania perché è stato affidato al padre con il quale ha sempre avuto un pessimo rapporto (autoritario e paese natale difficile politicamente). Intraprende degli studi per diventare insegnante di francese.
Pubblica studi, saggi, opere sui giornali rumeni sulla letteratura rumena. Idea del totalitarismo e della morte che gli provocano angoscia, idea dell’assurdità della vita. Nel 1936 sposa con Rodica Vurideanu (pièce sul matrimonio in cui i due coniugi hanno un cadavere nell’armadio=idea di staticità nel matrimonio, morte della passione) con la quale all’inizio vive in povertà, comincia come correttore di bozze. Non porterà mai a termine il suo dottorato.
A Parigi ha dei contatti molto stretti con personaggi importanti dell’epoca (Breton caposcuola dei surrealisti, Bonuelles regista, Adamov scrittore russo). 1950 al teatro dei nottambuli, sulla rive gauche. Scrive delle pièces che lasciano un po’ stupito e diviso il pubblico, altri cominciano ad apprezzarlo invece perché riconoscono la portata di questo teatro; Jean Anouilh scrive un articolo sul Figaro a favore di questa pièce.
Nel 1960 riceve una sorta di consacrazione perché Rinoceroce viene messo in scena da uno degli attori più importanti di quegli anni, Jean Louis Barrault. Nel teatro della Huchette viene messo in scena tutte le sere la cantatrice e la leçon. Nel 1971 è ammesso all’Accadémie française perché riconosciuto come grande scrittore (fondata da Richelieu per mantenere la purezza della lingua). Muore nel 1994. Comicità nel tragico e tragico nella comicità.
La cantatrice chauve
Può essere variamente interpretata, vista come uno scherzo o come una sorta di meditazione sull’uomo non positiva (i personaggi sono dei fantocci). All’inizio non gli piaceva il teatro, l’idea di avere delle persone vere che devono inserire i propri corpi in personaggi finti. “Io non volevo scrivere una pièce di teatro, volevo imparare l’inglese” → prende il metodo di insegnamento della lingua inglese, il mèthode assimil=copiare frasi del manuale che poi lui ha rielaborato; sono frasi molto comuni anche se poi si rende conto che ci sono anche dei dialoghi tra i personaggi, dei mini sketch.
Frasi artificiose e artificiali che servivano per imparare l’inglese, questo metodo è stata la sua scintilla creativa. Oggetti che prendono potere sui personaggi che sono impersonali (come la pendola). Secondo alcuni sono dei personaggi inglesi presi in giro da Ionesco, mentre in realtà ha fatto ironia su come si arriva alle frasi fatte, ai proverbi etc.. Verità universali che poi diventano senza senso, i personaggi dicono una cosa poi la negano subito dopo.
La cantatrice l’ha chiamata Anti-pièce, una commedia nella commedia o una non commedia. Per lui rappresenta una tragedia del linguaggio, che non serve più a comunicare ma solo a dire cose senza senso o logica. Di solito il titolo si riferisce al personaggio principale ma la cantatrice, che è di solito una che canta la musica lirica, non è presente nel testo se non solo in una battuta. Questo elemento linguistico è sorto perché non sapeva che titolo dare all’opera. Il pompiere in uno dei suoi infiniti racconti, per passare il tempo, doveva pronunciare ‘istitutrice bionda’ ma per un lapsus ha parlato di cantatrice chauve.
Tutti i personaggi sono intercambiabili tra loro però ci sono dei personaggi che hanno la capacità di rendere sempre più aggressivo il testo (personaggi anche aggressivi tra di loro che finiscono per pronunciare suoni senza senso) → disgregazione del linguaggio che diventa vuoto e comunica l’aggressività. La personalità di questi personaggi non esiste perciò sono mutevoli.
Personaggi: Mr e Mrs Smith, Mr e Mrs Martin, Mary, il capitano dei pompieri.
Nicolas Bataille era il capo della troupe. Aveva pensato a dei finali anche aggressivi nel confronto del pubblico (l’autore si presenta con una pistola per uccidere i suoi spettatori e poi sarebbero arrivate le forze dell’ordine), poi ha deciso diversamente.
Scène I
Frasi pronunciate dalla voce fuoricampo dette con lentezza e in modo noioso (ripetizione della parola inglese). È una conversazione tra marito e moglie in un contesto inglese ossessivo in cui la pendola suona 17 colpi, ha una parte rivoluzionaria. La logica nel pensiero e nelle parole non è normale, è una lingua automatica perché siamo portati a dire sempre le stesse cose. Ripetitività nelle parole e nei gesti da parte di questi personaggi/marionette, automaticità. Ci sono cose che si dicono perché non si sa di cosa parlare per spezzare il silenzio imbarazzante, conversazione tra due vecchi coniugi.
La prima scena ci informa su come è formata la famiglia Smith. Riprende le regole del teatro tradizionale come la prima scena che era di introduzione e la mette in ridicolo. Ci presenta la sua famiglia parlando con il marito che dovrebbe conoscere quelle cose ma se ne frega altamente, guarda il giornale. Scena di esposizione presentata dalla moglie mentre parla dei figli e ci fa credere che sia una famiglia normale. Molti spettatori hanno sentito una sorta di malaise perché hanno capito che sotto c’è la tragedia del linguaggio.
La moglie parla dello yogurt dicendo che fa male allo stomaco, che causa l’appendicite e l’apoteosi → scontro tra elementi con un senso logico e altri no. Il dottor Parker è molto bravo perché prova su di lui le medicine e le operazioni prima di darle ai pazienti. Il linguaggio serve a riempire le pagine non per approfondire la profondità dei personaggi. Il marito prende la parola e chiede perché il dottore non è morto nell’operazione mentre il malato sì, avrebbe dovuto morire anche lui per essere un buon dottore come il capitano di una nave.
Frasi fatte ‘sano come un battello’, ‘anche il battello ha le sue malattie’. Su Le Monde e su Le Figaro spesso inseriscono il nome dei morti e dei neonati, la moglie chiede perché il marito legga solo quelli dei morti. La pendola è un personaggio perché fa quello che vuole, la voce scenica la annuncia anche se non suona. Lui legge sul giornale che è morto Bobby Watson, lei dice che è morto due anni fa e sono anche andati al funerale, in realtà non era scritto ma gli è venuto in mente per associazione di idee; non dimostrava la sua età ed era un bel cadavere (un cadavere vivente, come era contento).
Presa in giro delle abitudini sociali: la moglie che prende il nome del marito (Bobby Watson la moglie e il marito, indistinguibili come persone anche quando erano insieme). Persona inesistente, fantocci anche nei discorsi non solo nella scena. Bobby ha una connotazione particolare perché in Inghilterra si usa per indicare i poliziotti, Watson si ricollega a Sherlock Holmes: non c’è nessuna differenza tra loro, sono tutti promessi viaggiatori; sotto questo appellativo si raccolgono molti personaggi che perdono ogni connotazione personale e identificativo.
Regali di nozze inutili. Dice delle cose poi le nega subito dopo utilizzando l’ossimoro, tutti i parenti hanno lo stesso nome (stesso nome e cognome, spersonalizzazione). Esce l’aggressività: il marito non vuole rispondere a tutte le domande ‘idiote’ della moglie e poi accusa gli uomini di fare quello che fanno normalmente tutto il giorno le donne (rossetto, cipria e alcool). Lei si offende e mostra i denti, lui si avvicina e la chiama piccolo pollastrello arrostito.
Scène II
C’è l’arrivo della cameriera Mary che si presenta al pubblico: deforma le caratteristiche del teatro classico dove i personaggi già si conoscevano e non si relazionavano con il pubblico. Altri due personaggi, Mr e Mrs Martin, (marito e moglie apparentemente) e si nega che abbiano cenato e che in realtà abbiano degli invitati. Prima ride e poi piange, cambiamento di stato d’animo di Mary assurdo. Mentre la cameriera fa accomodare gli ospiti, gli Smith vanno a vestirsi. Scena successiva ridicola e angosciante: scena che Ionesco e la moglie recitavano delle volte sulla metro. Mary li sgrida perché sarebbero dovuti arrivare in orario.
Scène IV
I coniugi, uno di fronte all’altro si sorridono con timidezza. Nicolas Bataille aveva fatto recitare la scena con un tono tragico. Ci sono una serie di coincidenze e ripetizioni/accumulazione di parole: i due sposi non si riconoscono ma sanno di essersi già incontrati da qualche parte (matrimonio lungo e monotono, non si riconoscono). Environ/en ballon gioco di parole; coicidences anziché correspondances (come si direbbe in francese). Si avvicinano a un possibile riconoscimento.
Personaggi senza identità che si esprimono con un linguaggio senza senso e rendono la scena inutile perché nessuno dei due si ricorda. Lei non si ricorda del marito nonostante le loro vite coincidano= non gliene frega più niente. La figlia Alice ha un occhio rosso e uno bianco; si riconoscono. Scena che risale all’antico teatro latino-greco: ‘ah darling, sei tu’, scena del riconoscimento, quando arrivava improvvisamente un personaggio che non si stava aspettando e scioglieva l’intrigo.
Entra Mary e dice al pubblico che in realtà non sono Donald ed Elisabetta perché la figlia di uno ha l’’occhio rosso a destra e il bianco a sinistra, la figlia dell’altro il contrario; si sbagliano amaramente nonostante dormano nello stesso letto, si cancella ogni identificazione dei personaggi. Il discorso è un castello di carte. Non cerchiamo di sapere chi è il vero Donald o la vera Elisabetta, lasciamo le cose come stanno (nemmeno lei è la vera Mary, entra nei panni di Sherlock Holmes).
Scène VI
La pendola suona quanto vuole. Arrivano gli Smith, senza essersi cambiati d’abito. Prende in giro i discorsi pomposi: volevano rendere onore agli ospiti con i loro vestiti di gala (in realtà sono in pigiama). Dovevano mangiare ma la scena diventa una sorta di salotto. Ogni battuta dei personaggi è seguita dal suono della pendola, a seconda del tono dei discorsi fatti suona in un certo modo piuttosto che un altro.
Mr Smith è arrabbiato perché non ha mangiato nulla tutto il giorno per colpa del ritardo degli ospiti (nella prima scena invece parlano della cena appena consumata). In realtà sono loro stretti amici ma c’è un lungo silenzio imbarazzato interrotto da colpi di tosse di ogni personaggio. Conversazione senza senso che si muove lentamente interrotta da numerosi silenzi, perché in realtà quando si è con gli altri non si sa cosa dire (ils s’emmerdent=si annoiano).
Alla fine riescono a raccontarsi degli aneddoti insignificanti però introdotti come se fossero degli elementi straordinari (un signore che si allaccia le scarpe, parlano della vita quotidiana, dei legumi che sono sempre più cari). ’Cara moglie villana’, ‘sei disgustosa’, ‘sei una brutta persona’ parole gentili e aggressive insieme. Gioca su stupidaggini per farci vedere come anche nella realtà in certe occasioni diciamo cavolate in mancanza di argomenti. Si parla le bignol, il linguaggio degli spettacoli di marionette e inoltre riprese del teatro di Vaudeville.
Scène VII
È sempre un divertissement: ciò che scrive è la rivelazione che l’uomo è di fronte all’angoscia del nulla, della solitudine che provoca nello stesso Ionesco e in alcuni spettatori una sorta di malessere e nausea. Si installa una discussione tra marito e moglie perché lei afferma che ogni volta che suona il campanello non c’è nessuno e il marito afferma il contrario (nessuno dei due ha completamente ragione, il campanello potrebbe essere rotto). Ionesco si occupa di teatro, prende la cameriera dalla commedia italiana e anche l’uomo in divisa piaceva al pubblico.
Altro topos che si dice in società ‘voi donne vi date sempre ragione’; Mrs Martin va a controllare che realmente non ci fosse nessuno alla porta, la apre e afferma ‘nessuno’: comportamento automatico che si rivela nel linguaggio e nei comportamenti. Va Mr Smith a vedere e trova il capitano dei pompieri (personaggio che racconterà il maggior numero di aneddoti); Mrs Smith non lo saluta arrabbiata del fatto che avesse contraddetto la sua affermazione assoluta che non ci fosse mai nessuno, e risponde male a Mr Martin. Gli elementi delle parentele sono un elemento tipico utilizzato nei linguaggi mondani. Climax progressivo dell’aggressività dei personaggi.
Mr Smith parla con il pompiere perché è un’autorità, una persona dell’istituzione e quindi quasi un confessore. Mrs Smith dice che solo la quarta volta che il campanello avesse suonato, c’era qualcuno ma non vale per la sua teoria (come nei testi filosofici bisogna affermare qualcosa che poi viene negato). Il pompiere è stato fuori dalla porta tre quarti d’ora, tutti e due affermano delle frasi assolute e nessuno ha ragione. Tutti i ragionamenti loro diventano inutili perché alla fine è stato il pompiere a suonare e si è nascosto per fargli uno scherzo.
Lo invitano a sedersi e togliersi il casco, lui dice di volersi togliere volentieri il casco ma non ha tempo per sedersi, alla fine si siede e tiene in testa il casco. Un pompiere che va a cercare un incendio porta a porta, avrà anche un incendio programmato; quasi prega i coniugi perché non hanno neanche un piccolo incendio (prende un tot di soldi ogni volta che ne spegne uno); Mrs Smith si sente quasi in colpa perché non ci sono incendi. Scena tanto comica quanto tragica.
Iniziano i soliti discorsi sui soldi, la politica, il tempo; i personaggi devono parlare per forza anche se dicono cose insensate o che non c’entrano con il discorso perché le parole e i suoni riempiono il vuoto (senza parola il teatro non ha senso). Addirittura si passa a parlare di tasse, ce ne sono troppe sugli incendi. Una ragazza è morta asfissiata perché ha lasciato il gas aperto, alla fine lui voleva dire che ha dimenticato il pettine non il gas. Il venditore di ceri è assicurato contro l’incendio quindi secondo il pompiere non ne può averne.
Non ha il diritto di spegnere il fuoco dei preti: hanno anche loro dei fuochi, quelli dell’amore, che spengono da soli o che fanno spegnere dalle vestali (allusione di carattere sessuale). Chi non è inglese non ha il diritto di avere l’aiuto del pompiere, segno di razzismo (i naturalizzati). Lo applaudono perché ha sempre degli aneddoti, barzellette dei carabinieri che abbiamo nella vita reale. Altro proverbio ‘la verità si trova nella vita non nei libri’.
Anche il pompiere tossicchia, si vergogna a parlare perché è timido (anche se ha parlato fino ad ora). Dice alle coppie di provare a non guardarlo e a non ascoltarlo, però se non lo ascoltano non lo sentono/capiscono. Tutti lo abbracciano ma non nella scena di Nicolas Bataille. Racconta tutte storie di animali (potrebbero essere delle storie de La Fontaine o degli aneddoti sugli animali) perché fin dal medioevo sono tipiche, si rifà alla tradizione. Malaise: noi ci aspettiamo qualcosa che poi non c’è, è la messa in discussione di ci&ogr
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