Storia dei sistemi economici
Cambiano i protagonisti della storia europea: Portogallo e Spagna si rafforzano anche grazie all’arrivo di metalli preziosi dalle Americhe. Ciò però, assieme all’aumento dei prezzi (che si ha nel caso in cui un prodotto non riesca a soddisfare l’intera popolazione che cresce, cambiando l’equilibrio tra domanda e offerta), determina inflazione, soprattutto nel caso dei prezzi degli alimentari (+86%).
Cultura: medioevo, umanesimo e riforma
Il Medioevo è, nella fase iniziale, un periodo di decadenza; successivamente però si assisterà (dall’VIII sec. d.C.) al graduale recupero della cultura classica greca e latina. Nei monasteri si ricopiano e si diffondono testi antichi. Inoltre, le conoscenze matematiche e astronomiche aumentano grazie agli arabi (es. numeri arabi che aiutano a gestire i conti in maniera più efficiente di quanto facessero i numeri romani).
Ciò, in un contesto di crescita economica (miglioramento agricoltura, nascita città e commercio), produce nuovi principi giuridici e un nuovo modo di concepire l’individuo all’interno della società. Infatti, la società classica, greca e romana, era fortemente gerarchica: il ruolo dell’individuo nella società dipendeva dalla nascita (se nasco da schiavi allora sarò anche io tale e avrò un ruolo subordinato nella società). Questo perché nella cultura classica la disuguaglianza era un dato di fatto, uno status naturale; donne, schiavi e stranieri non erano considerati cittadini.
Ciò valeva anche dal punto di vista religioso: nel piccolo la religione era legata alle divinità familiari, nel complesso c’erano invece le divinità della città. Tutto ciò inizia a cambiare con l’avvento del cristianesimo, che rispetto alla tradizione precedente punta molto sul ruolo dell’individuo. C’è uguaglianza morale (Dio non ci giudica in base al nostro stato sociale ma ci giudica per l’atteggiamento che abbiamo nei suoi confronti, per la fede), elemento che nel tempo dà importanza all’individuo. Questo porterà al concetto di responsabilità, autonomia, libertà ed uguaglianza dal punto di vista politico (Rivoluzione Francese) ed economico.
Umanesimo e rinascimento
Tutto ciò si ottiene col passare del tempo. Inizialmente la dimensione religiosa era misurata in rapporto alla salvezza dell’anima (forte peso della dimensione religiosa). Man mano nel corso del Medioevo c’è evoluzione: il ruolo dell’individuo diventa sempre più importante, anche nella sua esperienza terrena. Si hanno Umanesimo e Rinascimento (tra 1300 e 1500): fasi della storia in cui l’esperienza materiale, sentimentale, estetica dell’individuo viene rivalutata al di là della dimensione trascendente. Anche l’arte e la letteratura iniziano a raccontare la vita quotidiana degli individui. C’è inoltre una spinta ad interpretare i fenomeni naturali e sociali al di là della tradizione teologica (es. Galileo).
Tutti questi fattori forniscono una giustificazione al fatto che l’individuo cerchi il proprio benessere naturale: la dimensione religiosa (ultraterrena) viene affiancata da quella terrena/materiale. Inoltre, si afferma il metodo scientifico, che aumenta la conoscenza della natura e permette di elaborare nuove macchine e capire meglio i processi chimici e fisici. Tutto ciò comporta un miglioramento delle tecniche di produzione, un aumento dei beni prodotti e in generale un aumento del benessere dell’individuo.
Cambiamenti politici e la riforma protestante
Cambiano poi le forme politiche di rappresentanza: non più feudalesimo ma nascono nuove entità politiche, come stati nazionali (Francia, Inghilterra e Spagna), che diventano stati accentrati e omogenei dal punto di vista linguistico, culturale e religioso. Questi costruiscono nuove forme di partecipazione alla politica e centri di interesse economico (mercato interno).
Un altro elemento importante è la riforma protestante: nel 1517 Lutero affigge le sue 95 tesi alla cattedrale di Wittenberg, accusando di corruzione la chiesa tradizionale (salvezza dell’anima si compra col denaro). Nascono le chiese riformate all’interno del cristianesimo, che danno un ruolo diverso all’individuo nei confronti del suo destino: le opere che svolgiamo in vita non possono influenzare o condizionare la scelta di Dio, c’è l’idea della predestinazione. Questo consente di essere liberi (posso fare ciò che voglio) ma è anche una condanna (se non sono predestinato non posso farci nulla). Tutti questi cambiamenti spingono verso una trasformazione radicale della società. L’uomo medievale è allora a metà tra il vizio e la virtù.
Particolare attenzione su determinate categorie economiche da parte dei religiosi (francescani) e primi “economisti” come Pietro di Giovanni Olivi, il quale afferma che il profitto è un premio al rischio, alla competenza e all’aiuto che si dà alla società.
Quindi tra 1450 e 1650 ci furono elementi che a lungo andare favoriranno l’affermazione della rivoluzione industriale, ovvero una diffusione tecnologica che però non avvenne con ritmi incalzanti (es. stampa a caratteri mobili che favorisce la diffusione dei libri perché diminuisce il loro costo, circolando così la conoscenza e l’informazione, importante dal punto di vista religioso protestante e scientifico, dato che il fedele interagisce da solo con Dio e legge i testi sacri in autonomia). Inoltre, le scoperte geografiche comportano l’arrivo di nuovi prodotti e l’apertura di nuovi mercati, l’umanesimo che dà importanza all’uomo e la riforma protestante.
Prerequisiti al processo di industrializzazione
Perché la rivoluzione industriale ha avuto inizio in Inghilterra e non in Spagna o Portogallo che nel 400/500 erano più ricchi e forti economicamente?
- Sviluppo dell’umanesimo: Importanza del benessere materiale dell’uomo.
- Affermarsi del metodo scientifico: Metodo di indagine e interpretazione della realtà, diverso da quello tradizionale, in cui si applicano alla conoscenza della realtà principi e modalità ripetibili e falsificabili. Ciò permette di conoscere la natura e di capire come utilizzare le forze della natura stessa per ottenere nuovi beni e prodotti in grado di soddisfare bisogni umani.
- Riforma protestante: Ha avuto una grande importanza e rilevanza politica, in quanto gli stati protestanti si distaccano dagli altri di stampo cattolico romano, accade in Germania e Inghilterra, in cui secondo la religione anglicana è il sovrano che controlla l’ambito religioso.
- L’ascesa degli stati nazionali: Praticano politica economica e prendono decisioni che influenzano l’economia, stabiliscono la spesa pubblica, mettono dazi per importazioni ed esportazioni ed unificano i principi del diritto e della moneta, facilitando gli scambi commerciali.
- Scoperte geografiche: Consentono di sfruttare nuovi territori, nuovi prodotti, materie prime e mercati di sbocco, come il cotone (aveva molti utilizzi/impieghi: per gli abiti, le lenzuola, le tende, le vele delle navi e in più si presta facilmente alla lavorazione meccanica essendo una fibra tessile resistente), favorendo lo sviluppo delle industrie in Inghilterra che era priva di questa materia prima (aveva anche la lana) e la ottiene dalle colonie.
- Sviluppo del commercio internazionale: Importante per l’industrializzazione di un paese, garantisce fornitura di materie prime e permette di poter piazzare i propri prodotti anche verso l’esterno quando il mercato interno è già stato soddisfatto, è già saturo.
Prima rivoluzione industriale
Rivoluzione industriale: termine che indica le trasformazioni economiche e sociali avvenute velocemente in Inghilterra tra il 1760 e il 1830 e poi successivamente anche negli altri paesi europei. Essa è legata alla Rivoluzione francese che ha dato avvio alla modernità politica, mentre quella industriale ha dato avvio alla modernità economica.
Nasce un dibattito sul termine “rivoluzione” che indica un cambiamento veloce e repentino: c’è chi sostiene che non si può utilizzare il termine “rivoluzione” per indicare questo cambiamento perché esso è il frutto di una serie di modifiche e trasformazioni che sono avvenute su un arco di tempo molto lungo. Dall’altra parte, però, c’è chi sostiene che bisogna considerare l’impatto notevole che questa trasformazione ha avuto sulla società, oltre al fatto che i cambiamenti portati dalla Rivoluzione Industriale sono stati più veloci delle dinamiche economiche avvenute nei decenni precedenti. Quindi si può parlare di rivoluzione per via della rapidità e della radicalità di questi cambiamenti, dato che il mondo dopo la Rivoluzione Industriale sarà completamente diverso da prima.
In realtà il termine “rivoluzione” è giustificato per l’Inghilterra (primo paese che ha conosciuto queste trasformazioni che sono avvenute in maniera spontanea), mentre nel caso degli altri paesi utilizzarlo sarebbe scorretto, poiché essi hanno conosciuto queste trasformazioni economiche successivamente e in maniera mediata rispetto allo stato inglese (prendono infatti ad esempio ciò che in Inghilterra è già stato scoperto). Quindi sarebbe meglio parlare di “processo di industrializzazione” per gli altri stati europei.
Manifestazioni del processo di industrializzazione
- Cambiamento strutturale nell’economia: Spostamento della quota prevalente di reddito prodotto e di occupati dal settore primario a quello secondario e, in un secondo tempo, terziario.
- Applicazione diffusa e sistematica della scienza al processo di produzione industriale.
- Superamento della produzione per l’autoconsumo e la sua destinazione al mercato esterno (con tendenza alla specializzazione).
- Crescita dimensionale delle aziende in cui si concentrano lavoro e capitale, ciò determina la nascita di economie di scala (aumenta il volume di produzione e allora diminuisce il prezzo unitario e si produce su larga scala per diminuire i costi di produzione). L’aumento delle dimensioni delle imprese determina la presenza di più proprietari in un’azienda, si parla di spersonalizzazione delle aziende (ci sono settori in cui bisogna investire così tanto capitale che c’è bisogno di più soggetti che lo apportano; un singolo individuo non sarebbe in grado di farlo). Nasce inoltre la figura del manager.
- Impiego massiccio del capitale a completamento del lavoro umano.
Impatti dell’industrializzazione sulla società
- Nascita e sviluppo di nuove classi sociali, sulla base dei ruoli assunti nel processo di produzione.
- Trasferimento della produzione e della popolazione dalle aree rurali a quelle urbane, perché la città garantisce dei vantaggi: fabbriche vicine che si scambiano prodotti e servizi, vicinanza ai mercati di sbocco e vicinanza alla forza lavoro.
- Condizioni di vita e lavorative pessime: Elevato costo di adattamento alla nuova vita industriale.
L'Inghilterra
Paese da cui parte la Prima Rivoluzione Industriale. Elementi/cambiamenti che hanno consentito all’Inghilterra di conoscere l’industrializzazione per prima e che si intrecciano con quest’ultima:
- Trasformazioni nel settore primario (rivoluzione agricola -> aumenta la produttività e abbiamo il conseguente passaggio di risorse da questo settore al secondario).
- Trasformazioni demografiche (con la rivoluzione industriale la trappola malthusiana non scatta più: la popolazione inizia a crescere in maniera indefinita, cambiano le possibilità di vita, la morte non è più così incombente come prima, sopravvivenza e durata di vita sono elevate).
- Rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni: Trasporti più efficienti che consentono di abbassare i costi di trasporto e rendere più facile e veloce il trasporto delle materie prime verso le industrie (es. carbone che è pesante e ingombrante).
Geografia
Determinante una serie di vantaggi per l’Inghilterra:
- Clima temperato grazie alla Corrente del Golfo: effetto mitigante rispetto al clima poco favorevole del paese (porta acque calde, temperature non troppo basse e piogge abbondanti, favoriscono l’aumento della produttività agricola, agricoltura inglese abbastanza avanzata, infatti alla fine del 1600 già produceva per il mercato).
- Posizione strategica: Si affaccia sull’Atlantico (nuovo centro di commercio) e sull’Europa (smista i traffici dal mar Baltico verso l’Europa continentale).
- Vantaggio strategico militare: È un’isola e quindi è difficile attaccarla, invaderla e combattere sul suo suolo. Il Canale della Manica è un ostacolo insormontabile per i nemici, strategie difensive inglesi poco costose rispetto a quelle di altri paesi europei.
- Conformazione del territorio: Poche montagne, facile avvicinarsi alla costa (e ai porti, tra cui Londra attraversata dal Tamigi), su cui arrivano le navi cariche di materie prime dalle colonie, e costruire vie di comunicazione. Ciò consente di integrare il mercato interno.
- Presenza di enormi riserve di carbone sul territorio inglese, che oltretutto si trova a bassa profondità rispetto alla superficie terrestre, costi di estrazione bassi.
Demografia: la rivoluzione demografica
In Inghilterra in questo periodo aumenta del 50% la popolazione (maggiormente nelle aree commerciali/urbane), ciò determina molta offerta di lavoro (manodopera) ma anche molta domanda di beni di consumo. Questa crescita (data dalla diminuzione del tasso di mortalità) è dovuta principalmente ai seguenti fattori:
- Progressi in ambito medico/scientifico (es. profilassi antivaiolosa, scoperta tramite esperimenti sui bovini).
- Miglioramento dell’alimentazione.
- Miglioramento delle condizioni di vita.
Nel caso specifico dell’Irlanda: la trappola malthusiana più non avviene l’industrializzazione più agricoltura povera (alimentazione basata principalmente sulle patate) più crisi negli anni 40 dell’800 più carestia più emigrazione molto forte verso Inghilterra e USA uguale diminuzione della popolazione.
Istituzioni
- 1629: Camera dei Comuni cerca di limitare il potere regio inibendo arresti, detenzioni arbitrarie e imposizioni fiscali. Nasce conflitto tra corona e Parlamento (diviso in Camera dei Lord e Camera dei Comuni, che rappresentava i ceti emergenti, in altri stati ciò non avveniva), sovrano scioglie fino al 1640 la camera bassa.
- 1642: Scoppia Guerra Civile tra esercito regio ed esercito del Parlamento, il sovrano Carlo I viene incarcerato e giustiziato, si instaura la repubblica del Commonwealth, abolisce la camera dei Lord e i privilegi dell’aristocrazia.
- 1658: Fine del Commonwealth, Carlo II al trono, i ceti borghesi temono il ritorno all’assolutismo regio, viene così promulgato l’Habeas Corpus Act (1679), sancì la libertà personale dei sudditi e interdisse la carcerazione arbitraria.
- 1685: Muore Carlo II, viene messo al trono dal Parlamento Guglielmo III d’Orange, prima però Guglielmo è costretto a giurare una Dichiarazione dei Diritti (Bill of Rights), afferma prerogative parlamentari, libertà di parola, controllo della finanza statale e proibizione al monarca di tenere un esercito stabile al suo servizio. Nasce così una Monarchia Costituzionale in cui i poteri del re sono limitati e il Parlamento legifera. C’è quindi ampio coinvolgimento del popolo e dei ceti più bassi grazie alla presenza della Camera dei Comuni.
Tre principali questioni parlamentari
- Recinzioni delle campagne: Introdotte con l’Enclosure Bill, spariscono i campi aperti e nascono proprietà agricole private, ciò minaccia il livello di vita dei contadini poveri.
- Regolamentazione del lavoro artigianale e assistenza pubblica ai poveri:
- Viene abrogata la norma che vietava ai figli dei contadini di esercitare attività artigianali, il loro lavoro viene legalizzato soprattutto per quanto riguarda le manifatture tessili.
- Viene eliminato l’apprendistato, in questo modo gli imprenditori possono impiegare donne e bambini nelle loro imprese e cambiare attrezzature e macchinari senza doverne rendere conto.
- Esistenza delle Poor Law (1834), obbligavano ogni parrocchia a distribuire sussidi ai bisognosi residenti. Nascono le Workhouses, case di lavoro in cui i disoccupati sarebbero stati impiegati a salari inferiori rispetto ai comuni operai. C’era la mentalità che identificava nel povero un fannullone da istituzionalizzare e controllare.
- Soppressione del diritto regio di accordare monopoli e privative commerciali, tramite lo “Statuto dei monopoli” che inoltre introdusse nel diritto inglese il sistema dei brevetti che garantiva lo sfruttamento economico d’autentiche innovazioni per un limitato periodo di tempo.
Inoltre, in Inghilterra era presente un sistema giuridico particolare, più flessibile del “Civil Law”: il cosiddetto “Common Law”, che esprime il principio del precedente vincolante (cioè delle sentenze precedenti).
Imprese, credito e moneta
L’identità economica dell’Inghilterra durante la Prima Rivoluzione Industriale si caratterizza per...
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