Storia contemporanea
Informazioni sul corso
Docente: Barbara Curli
Orari ricevimento: Martedì 15.00 – 17.00
Corso di studio: Corso di laurea triennale in Scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione (Classe L-36)
Anno: 1° anno
Tipologia: Base
Crediti/Valenza: 12
Lingua: Italiano
Frequenza: Facoltativa
Tipologia esame: Scritto ed orale
Introduzione al corso
L’Europa intesa come “Area euro” costituisce attualmente l’area del mondo che cresce più lentamente. In particolare, l’economia avanzata che cresce meno in Europa è l’Italia. Tuttavia, vi sono altre aree più dinamiche nel mondo e che stanno crescendo più velocemente, ad esempio la Cina, l’India e in parte l’Africa.
Che cos’è la crescita? Che cosa è stata storicamente?
Per quanto riguarda l’economia mondiale del passato, possiamo assistere a un’evoluzione stabile chiamata anche dagli storici equilibrio malthusiano: un equilibrio tra popolazione e risorse. Ad un certo punto della storia, verso la fine del ‘700 in poi, si assistette ad un “balzo” che rappresenta l’avvio della cresita economica moderna. Ciononostante, disaggregando questo “balzo” si nota che non è stato lo stesso per tutte le aree del mondo.
Europa occidentale (in primis la Gran Bretagna), Stati Uniti, Giappone, Russia, America Latina e la Cina che visse la sua rivoluzione industriale più tardi rispetto agli altri paesi. Tuttavia, fra gli anni 1960-1970, il “balzo” fu molto simile a quello dell’occidente.
Questioni fondamentali
Perché e quando l’occidente si è staccato da questo equilibrio malthusiano? Perché la rivoluzione ha interessato l’Europa? Perché l’Inghilterra?
La rivoluzione industriale occidentale si basò principalmente sul carbone e sia l’Inghilterra sia la Cina furono due paesi con grandi risorse di carbone. Sorge spontanea la domanda: perché la rivoluzione industriale cinese è nata due secoli più tardi?
Alla luce di questo attuale sviluppo asiatico ci si domanda quale sia il rapporto tra crescita e democrazia?
In questi ultimi due secoli vi è stata un’evoluzione parallela tra crescita economica e trasformazioni istituzionali. La rivoluzione industriale avvenne in un momento in cui avvennero le rivoluzioni politiche. Si pensi, ad esempio, alla Rivoluzione francese e alla Rivoluzione d’indipendenza americana che mescolandosi con la rivoluzione industriale avviarono un processo di trasformazione delle istituzioni che portarono all’uscita da regimi assolutisti. Tuttavia, si pensi anche al periodo dell’URSS di Stalin o la Germania di Hitler. Nonostante in questi due paesi vi fosse una considerevole crescita economica, la democrazia veniva sempre a meno.
Che cos'è lo studio della modernizzazione?
Nel 1945 terminò la II guerra mondiale, la maggiore catastrofe della storia dell’umanità. In quegli stessi laboratori di guerra in cui venne scoperta la forza distruttiva dell’atomo furono inventati il farmaco, la penicillina e gli antibiotici, prodotti che hanno salvato una grande quantità di persone. La concomitanza di queste due invenzioni negli stessi laboratori di guerra mostra la profonda complessità e incongruenza di questa modernizzazione: questi due secoli hanno visto la crescita della società ma hanno mostrato la profonda contraddizione della modernità e della modernizzazione la cui potenza è altamente distruttiva ma anche altamente benefica.
Introduzione alle rivoluzioni del 1700 (No oggetto di esame)
Le grandi rivoluzioni del 1700 furono: la Rivoluzione industriale, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese. Questi passaggi e processi che durarono molto a lungo furono preceduti dalle Rivoluzioni Inglesi del 1600.
La prima rivoluzione inglese
La prima rivoluzione inglese si colloca nella storia delle lotte di successione alla regina Elisabetta I che morì senza eredi. Di conseguenza, si aprì una lotta di successione dalla quale emerse Carlo I Stuart e il suo Consigliere il Duca di Buckingham. Nel 1628, il re Carlo I convocò il Parlamento, inteso come Stati generali o assemblee che raccoglievano il clero e i grandi borghesi che venivano convocati per le esigenze di spese della corona. Il re convocò il parlamento per esigenze di spesa per sostenere la Guerra dei Trent’anni. Il Parlamento concesse le risorse richieste dal re ma richieste in cambio di diritti.
La prima richiesta dei diritti da parte del Parlamento si chiamava Petition of Right: da allora in avanti il re non poteva procedere a prelievi fiscali senza il consenso del Parlamento e procedere ad arresti arbitrari. Il re decise di sciogliere il parlamento e questo atto diede avvio alla Guerra civile tra il re ed il Parlamento. Il re Carlo I irruppe nel Parlamento che ben presto affidò a Oliver Cromwell il compito di creare un nuovo esercito chiamato New Model Army: un esercito di volontari borghesi e aristocratici che incarnava un senso di cittadinanza. Il re fuggì da Londra e venne arrestato a York. Il Parlamento lo processò e lo condannò a morte.
La seconda rivoluzione inglese o La Gloriosa rivoluzione
Le tensioni della rivoluzione continuarono fino a quando, durante il regno di Carlo II nel 1679, il Parlamento non produsse un documento che riproponeva un concetto già formulato nel 1200 nella Magna Charta e che nella storia inglese si chiama Habeas Corpus, un documento che riaffermava in senso moderno il diritto di essere portato davanti a un giudice.
Il re Giacomo II, successore di Carlo I di Stuart, propose delle leggi a favore dei cattolici che il Parlamento si rifiutò di ratificare. Giacomo II decise allora di sciogliere il Parlamento e avviò di conseguenza la Seconda rivoluzione inglese. Il Parlamento chiamò in suo soccorso Guglielmo D’Orange che venne successivamente riconosciuto come legittimo sovrano.
Con la Bill of Rights il Parlamento riaffermò la sua centralità e tutt’oggi l’Inghilterra non ha una costituzione scritta ma fa riferimento a questi documenti. I sovrani successivi sarebbero stati obbligati ad accettare la Bill of Rights cosicché i cittadini venissero rappresentati dal Parlamento. Secondo alcuni punti della Bill of Rights il Parlamento ha la funzione di rappresentare la Nazione, ha il potere legislativo, un diritto di fiscalità e il re non può sciogliere il Parlamento.
Nel 1707 con l’Union Act si formò il Regno Unito il cui Parlamento ha sede a Westminster. Nel sistema inglese il re regna ma non governa e il primo Prime Minister e leader della maggioranza fu Robert Walpole. Il modello inglese divenne d’allora un modello di monarchia costituzionale per cui seppur senza una costituzione scritta, si sancisce la divisione dei poteri. Il Parlamento inglese è tutt’oggi diviso in due Camere: House of Commons e House of Lords, non elettiva dove siedono anche i vescovi dell’Inghilterra. A differenza delle nostre Camere, i seggi sono messi gli uni di fronte agli altri perché il Primo ministro parla all’opposizione. Nel seggio centrale vi si trova lo Speaker che controlla la dinamica e la dialettica fra i due gruppi.
Rivoluzione americana
I territori americani attrassero, per la loro ricchezza, l’interesse delle grandi potenze europee. I primi coloni inglesi e francesi arrivarono nel 1600 e le colonie inglesi si estendevano dal Massachusetts alla Florida. I primi immigrati furono comunità inglesi che fuggivano dalle guerre di religione e per loro l’America divenne il luogo di libertà e fuga dall’assolutismo.
Una delle caratteristiche di queste colonie era che dipendevano dal Parlamento di Westminster e potevano commerciare solo con l’Inghilterra che deteneva il monopolio del commercio. Nel 1763 l’Inghilterra conquista il Québec, territorio francese, e impose una nuova tassazione per ingrandire i suoi possedimenti in Nord America. Su questa nuova tassazione le colonie americane insorsero e formularono una rivendicazione di cittadinanza al grido “no taxation without representation”.
Tra i vari monopoli detenuti dalle compagnie di navigazioni inglesi, vi era anche il monopolio del commercio del tè. Nel 1773 nel porto di Boston entrò una nave inglese che trasportava tè e avvenne una protesta che fece affondare la nave. Il Boston Tea Party fu il momento in cui la protesta da fiscale diventò politica. Nel 1774 i rappresentanti delle 13 colonie si riunirono a Philadelphia in un Congresso in cui crearono il proprio esercito chiamato Continental Army, un esercito di volontari guidato da George Washington. Fu un esercito con un forte connotato di cittadinanza e che attirò molti volontari dall’Europa in particolare dalla Francia. Il generale de la Fayette sposò la causa americana e diede il suo contributo al continente.
Guerra d'Indipendenza
Nel 1776 nacque la Dichiarazione di Indipendenza, un progetto politico di fondazione di una nuova nazione. Nel 1783 finì la guerra e l’Inghilterra riconobbe l’indipendenza e i rappresentanti delle colonie nel 1787, nella Convenzione di Philadelphia, sottoscrissero la Costituzione degli Stati Uniti.
Costituzione Stati Uniti d'America
La Costituzione degli Stati Uniti d’America entrò in vigore nel 1789 ed è costituita da un Preambolo e 7 articoli. Questi articoli descrivono gli organi di questo nuovo Stato che doveva essere una Confederazione di Stati. Il Congresso è oggi diviso in due camere: Camera dei rappresentanti e Senato. Il primo emendamento fu il Bill of Rights del 1791 che riconobbe i diritti individuali come la libertà di religione, per il quale i coloni americani erano fuggiti dall’Inghilterra, la libertà di parola, stampa, riunione, diritto alla vita, il diritto di essere portato davanti a un giudice (Habeas corpus) e a non essere imprigionato senza un giusto processo. George Washington fu il primo presidente degli Stati Uniti.
La rivoluzione francese
Verso la fine del ‘700, dietro la forte ispirazione della rivoluzione americana, la Francia avviò questo suo processo di trasformazione istituzionale che determinò il declino della monarchia assoluta. A proposito della Rivoluzione francese vi sono due grandi tesi interpretative:
- I tesi: la Rivoluzione francese venne vista come un cambiamento radicale provocato dalla borghesia che si rivoltò contro un iniquo sistema fiscale, l’assolutismo del re e contro privilegi dai quali era esclusa. Tuttavia, in parte fu così in quanto la borghesia venne considerata un risultato della rivoluzione piuttosto che la sua causa.
- II tesi: la Rivoluzione francese venne vista come più come un lungo processo di modernizzazione nazionale ostacolato dal clero e dall’aristocrazia. Questa modernizzazione porterà ad un lungo declino dell’Ancien Regime.
Alexis de Tocqueville è stato un filosofo, politico e storico francese che scrisse due libri molto significativi: Ancien regime e la rivoluzione, libro che riflette sulla natura della Rivoluzione francese, e La democrazia in America, libro in cui Alexis studiò il sistema politico statunitense.
La Rivoluzione francese fu una rivoluzione di uscita sia dal feudalesimo, come struttura di classe ed organizzazione economica e sociale, sia dall’assolutismo caratterizzato dal potere assoluto del re. La rivoluzione determinò anche, in virtù delle guerre di conquista e della rivoluzione americana, una crisi del debito pubblico che determinò un percorso di tensioni sociali e trasformazioni sociali. Difronte al malcontento generale, nel 5 maggio 1789, il re decise di convocare gli Stati Generali per la necessità di imporre nuove tasse. Gli Stati Generali presentarono il cahier de doléances, un registro nei quali erano riportate le lamentele circa abusi e inefficienze.
Difronte a questi cahiers vi fu un irrigidimento da parte del re e il 9 luglio del 1789 gli Stati Generali si chiusero nella Sala della Pallacorda e si autoproclamarono Assemblea nazionale costituente. L’idea era quella di riunirsi e scrivere una costituzione e una Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino che sarebbe stata alla base di questa trasformazione in corso. La Dichiarazione sancì un ribaltamento dei poteri: il principio di sovranità appartiene alla Nazione e non al re. Venne, inoltre, ripreso l’Habeas Corpus e il concetto di libertà di pensiero.
Difronte al successivo colpo di Stato da parte del re perché contrario a questo processo di trasformazione, Parigi insorse e il 14 luglio del 1789 vi fu la presa della Bastiglia. A Parigi si insediò un nuovo governo municipale che dovette creare il suo esercito. Dopo aver combattuto nella rivoluzione americana il marchese de La Fayette ritornò in Francia e divenne comandante della Guardia nazionale. Nel frattempo, cominciarono le rivolte contadine nel periodo del La Grande Paura e nacque negli altri Stati europei la paura del contagio di questa grande rivoluzione.
La Rivoluzione francese si aprì nel 1789 e si concluse nel 1870 con la Comune. Questo lungo percorso molto sanguinoso ebbe infine come risultato la costruzione della Francia contemporanea. Nella fase di guerra civile chiamata Il Terrore l’Assemblea costituente scrisse la prima Costituzione. Nel 1790 l’Assemblea fece la costituzione civile del clero in cui si chiese al clero stesso di appoggiare la rivoluzione. Il re fuggì, venne arrestato e nel 1793 venne condannato a morte. Nel 1794 si istituì la leva di massa per formare un esercito di cittadini. L’assemblea nazionale dopo l’uccisione del re, proclamò la Prima Repubblica nel 1792 che finisce nel 1799.
La creazione di un grande esercito nazionale determinò un sempre più grande potere delle gerarchie dell’esercito da cui emerse Napoleone Bonaparte che, per porre fine alle richieste di ordine, compì un colpo di stato del 18 brumaio assumendosi tutti i poteri prima come primo Console a vita e come Imperatore. Il primo impero napoleonico cominciò nel 1799.
Napoleone una volta imperatore si fece portatore dei principi di quel progetto politico del 1789 e avviò una serie di riforme sul campo amministrativo, istituzionale e giuridico gettando le fondamenta giuridiche con il Codice Napoleonico. Per quanto riguarda la politica estera, Napoleone avviò una serie di campagne di difesa e di conquista che terminarono nel 1814.
La rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale fu l’avvio di un processo di trasformazione che cominciò in Inghilterra e che determinò una crescita economica della società occidentale e la prima globalizzazione. La rivoluzione industriale può essere intesa anche come l’esito di dinamiche che erano state avviate negli anni precedenti. Essa innestò un dirompente cambiamento nella società per quanto riguarda i modi di produrre: l’invenzione delle macchine a vapore e delle filatrici meccaniche sostituirono le braccia e le gambe dell’uomo, principale fonte di energia e forza motrice prima della rivoluzione industriale. Le macchine consentirono un risparmio dell’energia umana senza precedenti.
L’epoca industriale fu l’età del carbone: principale fonte energetica su cui si sarebbe basata tutta la società industriale. Si assistette anche ad un grande sviluppo dell’industria tessile, siderurgica e meccanica e a una “democratizzazione” dell’abbigliamento.
La distribuzione geografica della rivoluzione industriale determinò anche una trasformazione nei luoghi di produzione. Nacquero le fabbriche nel senso di fabbriche meccanizzate che ospitavano i grandi telai e macchine e che costruirono una nuova classe sociale: la classe operaia. Fu una nuova classe sociale molto numerosa legata a questo nuovo modo di produrre e a questi nuovi luoghi di produzione. Fu una rivoluzione che produsse nuovi materiali come l’acciaio, il fondamento dell’industria moderna con il quale si sarebbero costruiti treni e mezzi di trasporto e che aprì l’età delle ferrovie, simbolo della modernità della rivoluzione industriale. Le ferrovie e navi a vapore consentirono una capacità di comunicazione senza precedenti.
Per tutti questi fattori, l’industrializzazione si diffuse rapidamente nel corso dell’Ottocento e nel resto d’Europa sia vicino ai grandi giacimenti di carbone sia in quelle aree che avevano già sviluppato capacità commerciali ed energetiche.
Perché proprio in Inghilterra?
- Dotazione risorse naturali: il fatto di essere una terra ricca di carbone e ferro fu una condizione necessaria ma non sufficiente perché molti paesi si industrializzeranno anche senza avere carbone. Un'altra grande potenza ricca di carbone era la Cina che, tuttavia, non fece questo passaggio.
- Vantaggio geopolitico e geografico: il fatto di essere un’isola aveva preservato l’Inghilterra da invasioni e guerre. Infatti, l’ultima invasione che l’Inghilterra aveva sofferto, dopo quella romana, fu quella normanna del 1006.
- Rivoluzione agraria: L’Inghilterra fu un paese che aveva proceduto a diverse riforme agrarie. Il parlamento di Westminster promosse la divisione dei terreni incolti che vennero recintati e venduti (enclosures). Queste riforme diedero vita a nuova classe sociale: la borghesia agraria.
- Rivoluzione inglese: la presenza di moderne istituzioni che favorirono questo circolo virtuoso di creatività.
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