Concetti Chiave
- I vini speciali si dividono in spumanti, liquorosi, aromatizzati e passiti, con i spumanti ulteriormente classificati in naturali e artificiali.
- I vini spumanti naturali generano schiuma al momento dell'apertura grazie alla CO2 prodotta durante la fermentazione, valutabile attraverso l'effervescenza e la formazione di spuma.
- Secondo la normativa comunitaria, i vini spumanti sono classificati come Vino Spumante (VS), Vino Spumante di Qualità (VSQ) e Vino Spumante di Qualità Aromatico (VSQA), ciascuno con requisiti specifici di pressione e alcol.
- I vini frizzanti hanno una pressione interna tra 1 e 2,5 bar e possono essere naturali o gassificati, differenziandosi dai vini spumanti per il livello di effervescenza.
- I vini spumanti artificiali o gassificati sono prodotti con CO2 aggiunta e devono riportare in etichetta "vino addizionato di anidride carbonica", risultando di qualità inferiore rispetto ai naturali.
Tipi di vini speciali
Vini speciali: si suddividono in spumanti, liquorosi, aromatizzati, passiti.
I vini spumanti, a loro volta, si suddividono in naturali ed artificiali.
Naturali: al momento della stappatura producono una schiuma più o meno persistente, dovuta al rilascio di anidride carbonica formatasi naturalmente (perlage: l’effervescenza e la formazione di spuma costituiscono due importanti criteri per la valutazione visiva del prodotto).
Normativa sui vini spumanti
Secondo la normativa comunitaria, gli spumanti si suddividono in: Vino spumante (VS) a 20°C in recipiente chiuso, presenta pressione non inferiore a 3 bar, e titolo alcolometrico totale maggiore od uguale ad 8,5%vol
Vino spumante di qualità (VSQ) a 20°C in recipiente chiuso, presenta pressione non inferiore a 3,5 bar, e titolo alcolometrico totale maggiore od uguale ad 9%vol
Vino spumante di qualità di tipo aromatico (VSQA), ottenuto da varietà specifiche, a 20°C in recipiente chiuso, presenta pressione non inferiore a 3 bar, e titolo alcolometrico totale maggiore od uguale a 10%vol e titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 6% vol.
I vini frizzanti, prodotti con una pressione finale interna tra 1 e 2,5 bar, possono essere naturali o gassificati.
Tecniche di lavorazione dei spumanti
Secondo la tecnica di lavorazione, i vini spumanti possono essere:
- di seconda fermentazione in bottiglia (metodo Champenois o classico)
di seconda fermentazione in autoclave (metodo Charmat)
Vini spumanti artificiali o gassificati (VSG)
Caratterizzati da uno sviluppo di CO2 proveniente (tutto o in parte) dall’aggiunta del gas, a 20 °C presentano una sovrappressione minima di 3 bar. Hanno qualità inferiore rispetto ai naturali (perlage e bouquet), obbligatorio riportare in etichetta “vino addizionato di anidride carbonica”.
Vino base viene posto in autoclave a 0-5 °C, quindi addizionato di CO2, la bassa temperatura e l’elevata pressione favoriscono la solubilità del gas.
Successivamente si lascia riposare, si filtra, si imbottiglia isobaricamente (si pastorizza) e si confeziona.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali categorie di vini speciali?
- Quali sono le differenze tra i vini spumanti naturali e artificiali?
- Quali sono i criteri normativi per classificare i vini spumanti?
I vini speciali si suddividono in spumanti, liquorosi, aromatizzati e passiti, con i vini spumanti ulteriormente classificati in naturali e artificiali.
I vini spumanti naturali producono schiuma grazie all'anidride carbonica formata naturalmente, mentre i vini spumanti artificiali, o gassificati, presentano CO2 aggiunta e devono riportare in etichetta "vino addizionato di anidride carbonica".
Secondo la normativa comunitaria, i vini spumanti sono classificati in base alla pressione e al titolo alcolometrico, con categorie come Vino spumante (VS), Vino spumante di qualità (VSQ) e Vino spumante di qualità di tipo aromatico (VSQA).