Concetti Chiave
- Le sinagoghe nell'Impero Romano sono proliferate dalla seconda metà del III secolo fino al IV secolo, contrariamente alle aspettative di un periodo di crisi per il popolo ebraico.
- Importanti sinagoghe, come quella samaritana sul Monte Garizim e quella di Sardi, sono state costruite o rinnovate nel IV secolo, evidenziando l'attività architettonica giudaica.
- Il lavoro di Lee Levine è un riferimento fondamentale per lo studio delle sinagoghe antiche, suggerendo la necessità di ulteriori ricerche nel contesto bisantino.
- Nonostante l'insofferenza cristiana di Costantino, le autorità imperiali mostrarono sostegno ai Giudei, evidenziato dalla costruzione e dal rinnovamento delle sinagoghe.
- La sinagoga di Philippopolis e quella di Stobi sono esempi significativi di ristrutturazioni e costruzioni avvenute nell'epoca di Costantino, dimostrando la vitalità della comunità ebraica.
Sinagoghe nell'impero romano
Non è questa la sede per approfondire il discorso, dal momento che non sono segnalate tracce di sinagoghe di età costantiniana nella Bisanzio rifondata nel 330. Tuttavia, il lavoro di Lee Levine, che resta lo studio di riferimento più recente per le sinagoghe nell’antichità, inviterebbe a cercarne. Secondo il quadro ivi tracciato, da Est ad Ovest, da Doura Europos (Siria) a Elche (Spagna), tutto l’Impero fu caratterizzato da un vero exploit di sinagoghe, dalla seconda metà del III secolo per tutto il IV, proprio quando meno potremmo aspettarcelo.
Costruzioni e riforme
Molte sinagoghe in Galilea sono di IV secolo. La costruzione della sinagoga samaritana sul Monte Garizim, ad opera del grande riformatore Baba Rabb, è datata da alcuni all'inizio del IV sec. (anche se tradizionalmente la datazione è più alta, a metà del III). La sinagoga di Sardi, inoltre, fu costruita tra il 360 e il 380 e rimase vitale fino alla distruzione della città a opera dei Persiani nel 616. Quella di Philippopolis (Plovdiv in Bulgaria), sicuramente anteriore alle incursioni gotiche del III secolo da cui subì vari danni, fu rinnovata in età costantiniana. Anche la costruzione della sinagoga di Stobi, in Macedonia, potrebbe risalire all’epoca in cui fu redatta la lunghissima iscrizione che principalmente ne dà testimonianza, da Levine dubitativamente datata al 311.
Sostegno imperiale ai Giudei
Il quadro appena abbozzato è tuttavia significativo del sostegno che i Giudei trovarono presso le autorità imperiali proprio quando, secondo Eusebio, Costantino avrebbe invece manifestato quella certa insofferenza cristiana verso il popolo ebraico, destinata a divenire odio discriminante nei secoli successivi. Quanto alle costruzioni cristiane di Costantinopoli, i principali commenti alla Vita Constantini non mancano di sottolineare le esagerazioni eusebiane di VC III, 48,1.
Domande da interrogazione
- Qual è il periodo di maggiore costruzione di sinagoghe nell'Impero Romano?
- Quali sono alcuni esempi di sinagoghe significative costruite nel IV secolo?
- Qual è il ruolo del sostegno imperiale nei confronti dei Giudei durante l'epoca di Costantino?
La seconda metà del III secolo e tutto il IV secolo sono stati caratterizzati da un vero exploit di sinagoghe in tutto l'Impero, come evidenziato dal lavoro di Lee Levine.
Esempi includono la sinagoga samaritana sul Monte Garizim, datata all'inizio del IV secolo, e la sinagoga di Sardi, costruita tra il 360 e il 380, che rimase attiva fino al 616.
Nonostante l'insofferenza cristiana di Costantino verso il popolo ebraico, vi è evidenza di sostegno imperiale ai Giudei, contrariamente a quanto riportato da Eusebio.