Concetti Chiave
- Vittorio Spinazzola, professore di letteratura italiana all'Università di Milano, analizza il romanzo sociale nel suo saggio "Le Metamorfosi del Romanzo Sociale".
- Il romanzo sociale ha visto la sua genesi in Francia e Gran Bretagna, diffondendosi in Italia solo dopo l'Unità del 1861, in risposta all'industrializzazione.
- Spinazzola descrive il romanzo sociale come un "componimento misto di sociologia e d’invenzione", evidenziando il legame tra sociologia e letteratura.
- Il focus del romanzo sociale è sulle metropoli ottocentesche, dove individui di diversi contesti cercano opportunità di lavoro, affrontando sfide dure.
- La scelta degli autori borghesi di affrontare il disagio sociale è motivata da pietismo, che limita la loro capacità di andare oltre la mera commiserazione dei drammi descritti.
Vittorio Spinazzola e il Romanzo Sociale
Vittorio Spinazzola, classe 1930, è un professore di letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano, ha inoltre ricoperto il ruolo di primo presidente della società italiana per lo studio della modernità letteraria, nella sua carriera si focalizza in particolare il trinomio di produzione letteraria-pubblico dei lettori-industria culturale. Nel suo saggio intitolato “Le Metamorfosi del Romanzo Sociale” pubblicato nel 2012, Vittorio Spinazzola ripercorre la genesi e le varie trasformazioni che il sottogenere letterario del romanzo sociale ha subito a partire da Verga fino a Saviano, alternando capitoli estremamente descrittivi e storici, ad altri più riflessivi e filosofici, fino ad arrivare a sondaggi sui testi paradigmatici. Di particolare interesse sono i capitoli iniziali, in cui Spinazzola definisce lo statuto del romanzo sociale, rievoca la nascita di questo genere moderno e spiega le circostanza che hanno permesso il suo rapido sviluppo nel territorio italiano, nello specifico a partire dal XIX° secolo. Per spiegare i veri contenuti e la vera struttura di un romanzo sociale, Spinazzola prende come punto di riferimento una citazione di Alessandro Manzoni che definisce questo sottogenere come “un componimento misto di sociologia e d’invenzione”, questa frase permette di capire l’influenza della sociologia nella letteratura, con questo si spiega l’introduzione descrittiva e realistica di gruppi sociali e delle conseguenze che vivere in una determinata comunità può creare sul singolo individuo.
Genesi e Sviluppo del Romanzo Sociale
Il romanzo sociale si sviluppa prima in Francia e in Gran Bretagna, seguendo la diffusione parallela e costante dell’economia industriale, forse proprio per questo in Italia comincia a diffondersi solo dopo l’Unità del Regno, avvenuta nel 1861. Essendosi sviluppato in un’era così industrializzata, il focus principale è ovviamente rivolto alle gradi metropoli e ai centri urbani tipicamente ottocenteschi, dove a causa di questo rapido sviluppo si andarono ad ammassare persone provenienti dai contesti più disparati e che vengono attratte dalla possibilità di guadagno, per cui sono pronti a sottostare a rigidi schemi lavorativi e dure condizioni di vita. Tuttavia, verrebbe spontaneo chiedersi la ragione per cui autori di classe borghese, che si rivolgono a persone dello stesso ceto sociale, rivolgano la propria attenzione a questa condizione di disagio. La risposta si trova in un certo di pietismo e che rappresenta però anche un limite per l’autore stesso in quanto egli può immedesimarsi e biasimare i personaggi che descrive ma i drammi descritti, seppur con partecipazione, non si spingono mai al di là della commiserazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il focus principale del romanzo sociale secondo Vittorio Spinazzola?
- Come si è sviluppato il romanzo sociale in Italia?
- Qual è la critica che Spinazzola muove agli autori borghesi del romanzo sociale?
- Quali sono le caratteristiche distintive del romanzo sociale secondo Spinazzola?
Spinazzola evidenzia che il romanzo sociale si concentra sulla rappresentazione di gruppi sociali e delle conseguenze che la vita in una determinata comunità ha sull'individuo, definendolo come un "componimento misto di sociologia e d’invenzione" (testo).
Il romanzo sociale in Italia ha iniziato a diffondersi dopo l'Unità del Regno nel 1861, seguendo l'industrializzazione e il conseguente afflusso di persone nelle metropoli, come descritto da Spinazzola nel suo saggio (testo).
Spinazzola sottolinea che gli autori di classe borghese, pur mostrando pietismo verso le condizioni di disagio, tendono a limitarsi alla commiserazione, senza riuscire a superare il confine della semplice identificazione con i drammi dei personaggi (testo).
Spinazzola descrive il romanzo sociale come un genere che alterna capitoli descrittivi e storici a riflessioni filosofiche, evidenziando la sua evoluzione e le influenze sociologiche che ne hanno plasmato la struttura e i contenuti (testo).