Concetti Chiave
- Le donne spartane erano educate a essere attive all'aria aperta, dedicandosi a canto, danza e ginnastica, per garantire la procreazione di figli forti.
- Le donne ateniesi, al contrario, avevano un ruolo limitato, essendo destinate principalmente alla procreazione e alla gestione domestica, senza partecipazione alla vita sociale.
- Il matrimonio per le donne ateniesi era spesso combinato fin dall'infanzia, con un'età di nozze tra i 12 e i 14 anni, senza possibilità di scelta.
- Le etère erano donne colte e indipendenti che intrattenevano relazioni con uomini, diversamente dalle mogli e concubine, mentre le porne erano considerate al livello più basso nella scala sociale.
- Le donne ateniesi non avevano diritti politici né diritto di eredità, e la loro dote era sotto il controllo del marito, che poteva disporne liberamente.
La vita delle donne spartane
A Sparta le donne, al contrario di quelle ateniesi, erano educate a stare all’aria aperta. Anche se sposate non dovevano preoccuparsi né della casa, né dell’educazione dei figli. Erano libere di dedicarsi al canto, alla danza e agli esercizi ginnici, cui erano addestrate fin da piccole, in quanto si pensava che così potessero dare figli robusti alla patria.
Il ruolo delle donne ateniesi
l’uomo ateniese poteva avere tre donne: moglie (per figli legittimi), concubina (per la cura del corpo) e l’etéra (per il piacere). La fedeltà quindi era un dovere solo femminile. La moglie apparteneva a una famiglia amica e il suo matrimonio era già programmato dall’età di 6-7 anni. Il matrimonio avveniva verso i 12-14 anni, e da allora la sua funzione era solamente quella di procreare. Se apparteneva a una classe sociale elevata non doveva preoccuparsi dell’allevamento dei figli, a cui pensavano le schiave, ma poteva vivere col marito al di fuori delle mura domestiche. Le mogli ateniesi non partecipavano in alcun modo alla vita sociale del marito, non erano partecipi della cultura e non ricevevano praticamente nessun’educazione. La concubina era spesso una straniera con la quale l’uomo viveva senza sposarla. I suoi doveri erano uguali a quelli della moglie. La concubina, pur avendo posizione simile alla moglie, non godeva d’alcuna protezione.
Le etère e le porne
L’etera era una donna che si concedeva all’uomo a pagamento. Esse erano colte, conoscevano la musica, il canto, la danza, accompagnavano l’uomo nei luoghi ai quali non erano ammesse né mogli ne concubine. L’uomo poteva avere una quarta moglie la porne, prostituta, che esercitava il suo mestiere nelle strade o nelle case di tolleranza e che era considerata al livello infimo nella scala sociale.
Diritti e doti delle donne
Le donne oltre a non avere alcun diritto politico, non avevano neanche diritto di ereditare il patrimonio paterno che si trasmetteva solo ai discendenti maschi. Tutto quello che spettava a una donna era una dote che al momento del matrimonio era consegnata al marito, il quale ne poteva disporre a piacimento, salvo restituirla al suocero in caso di divorzio.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra il ruolo delle donne spartane e quello delle donne ateniesi?
- Quali erano le diverse figure femminili nella società ateniese e i loro ruoli?
- Quali diritti avevano le donne ateniesi riguardo all'eredità e alla dote?
Le donne spartane erano educate a vivere all'aria aperta e a dedicarsi a attività fisiche, mentre le donne ateniesi erano principalmente destinate alla procreazione e alla gestione domestica, senza partecipazione attiva nella vita sociale (testo).
Nella società ateniese c'erano tre figure principali: la moglie, dedicata alla procreazione; la concubina, che condivideva doveri simili ma senza protezione legale; e l'etéra, una donna colta che intratteneva gli uomini, ma non era considerata parte della famiglia (testo).
Le donne ateniesi non avevano diritti politici né diritto di ereditare il patrimonio paterno, ricevendo solo una dote che veniva consegnata al marito al momento del matrimonio, il quale ne disponeva a piacimento (testo).