Concetti Chiave
- I Dori invasero il Peloponneso nel 1100 a.C., distruggendo Lacedemone e avviando la ricostruzione di Sparta nel X secolo a.C.
- Le origini mitologiche di Sparta risalgono al semi-dio Eracle, con due dinastie fondate dai suoi discendenti, Procle ed Eurìstene.
- Sparta era una polis unificata da cinque centri abitati, con il significato di "frammentata" o "divisa".
- Durante le guerre messeniche, gli spartiati, discendenti dei Dori, combatterono per conquistare la Messenia, evidenziando la loro struttura sociale gerarchica.
- La società spartana era divisa in tre classi: spartiati, perieci e iloti, con gli iloti in condizione di semi-schiavitù e privi di potere politico.
- 1100 a. C. → i Dori invadono il Peloponneso e distruggono Lacedemone (città).
- X – IX a. C. → i Dori costruiscono una nuova città nella zona in cui sorgeva
Lacedemone, ossia Sparta.
- VIII – VII a. C. → gli abitanti di Sparta combattono le guerremesseniche.
Miti e dinastie spartane
Le origini di Sparta sono state ricondotte ad un mito in base al quale gli Spartani sono discendenti dal semi-dio Eracle (o Ercole). Da lui si sono susseguiti vari discendenti tra cui Aristodemo. Egli ha avuto due figli: Procle e Eurìstene.
- Procle → fondatore del popolo degli Euripòntini
- Euristene → fondatore del popolo degli Agìadi
Secondo una tradizione i due re che detengono il potere provengono uno dalla dinastia degli Euripòntini e uno dalla dinastia degli Agìadi: entrambi sono, quindi, di origine semi-divina.
Ricostruzione e significato di Sparta
Nella realtà storica, quando nel 1100 a. C. , invasero il territorio del Peloponneso, annientarono le città micenee e tra queste c’era anche Lacedèmone.
Tra il X e il IX secolo a. C. proprio i Dori ne promossero la ricostruzione nella stessa zona, unificando cinque centri abitati facendoli diventare un’unica polis (tipo sinecismo).
Il nome “Sparta” vuol dire “frammentata”, “divisa” → “spartizione”.
Guerre messeniche e società spartana
Nell’ VIII e VII secolo a. C. ritroviamo i discendenti dei Dori, gli spartiati, impegnati nella lotta dura per conquistare la Messenia, regione a ovest della Laconia, che si protrasse per due guerre.
L’ organizzazione sociale di Sparta era una gerarchia molto rigida.
La società era divisa in 3 categorie di persone:
1) gli spartiati – erano i discendenti dei Dori ed erano circa novemila guerrieri: ciascuno di loro era proprietario di un appezzamento di terreno fatto coltivare dagli Iloti, per potersi dedicare alle attività militari e belliche.
2) i perieci – vivevano intorno a Sparta ed erano stranieri o persone che non si dedicavano all’agricoltura. Erano, infatti, commercianti ed artigiani. Vivevano in una condizione dignitosa.
3) gli iloti – vivevano in una condizione di semi-schiavitù ed erano ex-messeni. Coltivavano le terre degli Spartiati e appartenevano, non al padrone, ma allo stato, che metteva loro a disposizione degli Spartiati. Appartenevano alle popolazioni assoggettate della Messenia e della Laconia. Ovviamente non avevano nessun ruolo nel potere politico.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine mitologica di Sparta e come si è sviluppata la sua dinastia?
- Come si è formata la città di Sparta nel contesto storico?
- Qual è la struttura sociale di Sparta e quali erano le sue principali categorie?
Sparta è legata a un mito che la fa discendere dal semi-dio Eracle, con due principali discendenti, Procle ed Euristene, che fondarono rispettivamente le dinastie degli Euripòntini e degli Agìadi. I re di Sparta provenivano da queste due dinastie, entrambe di origine semi-divina.
Dopo l'invasione dei Dori nel 1100 a.C., che distrusse Lacedemone, tra il X e il IX secolo a.C. i Dori ricostruirono la città unificando cinque centri abitati in un'unica polis, dando origine a Sparta, il cui nome significa "frammentata" o "divisa".
La società spartana era rigidamente gerarchica, divisa in tre categorie: gli spartiati, guerrieri proprietari di terre; i perieci, stranieri e artigiani; e gli iloti, ex-messeni in condizione di semi-schiavitù, che coltivavano le terre degli spartiati senza alcun potere politico.