Concetti Chiave
- Lo Stato spagnolo dal Settecento si caratterizza per un forte accentramento del potere, rinnegando libertà e privilegi in favore della sovranità centrale.
- Il processo di modernizzazione avviene sotto un sovrano assoluto, razionalizzando gli strumenti di potere e organizzando il territorio in modo uniforme.
- Il passaggio dallo Stato assoluto a quello liberale segna una nuova organizzazione del potere, basata sulla sovranità della nazione e la divisione dei poteri.
- Entrambi i modelli statali, assoluto e liberale, richiedono di trattare con individui dominabili, piuttosto che con corpi sociali che ostacolano la sovranità.
- La concezione liberale enfatizza l'individuo, sostenendo la forza dello Stato attraverso la scomposizione e atomizzazione della società.
Evoluzione dello stato spagnolo
A partire dal Settecento, lo Stato spagnolo può essere definito nei modi più vari. Assoluto, dispotico, illuminista anche. Sicuramente tende all’accentramento, opponendosi ad ogni potere sovrastatale (come la Chiesa), ricominciando a riprendersi quei pezzi di sovranità che si era alienato, rinnegando libertà, privilegi e particolarismi di ogni tipo.
Accentramento e modernizzazione
Per rafforzare la sua sovranità, il potere centrale vuole eliminare le identità intermedie, come i ceti, le autonomie territoriali. Lo Stato spagnolo procede con una logica totale, attirando a sé il potere politico e esercitandolo in forma incondizionata, proiettandolo in modo uniforme e centralizzato su tutto il territorio. Il passo finale è la riduzione della società ad una polverizzazione di individui, in cui si incontra meno resistenza rispetto che in corpi organizzati. Tale processo, agli inizi dell’Ottocento, si accompagna alla modernizzazione in stato liberale, attraverso la razionalizzazione degli strumenti di potere e nell’organizzazione del territorio. Modernizzazione resa possibile perché messa in atto da un sovrano assoluto.
Transizione verso lo stato liberale
In Spagna si assiste quindi al passaggio dallo Stato assoluto a quello liberale, due tipi di stato che partono da presupposti molto diversi di organizzazione del potere politico: sovranità della nazione con divisione dei poteri e diritti dei cittadini e principio di legalità nello stato liberale. Però entrambi hanno la necessità di trattare con individui uguali e dominabili, non corpi sociali che ostacolano l’esercizio della sovranità. La concezione liberare pone tipicamente attenzione all’individuo, con al vertice lo Stato che riesce a mantenersi nella sua forza proprio poggiando sulla scomposizione e atomizzazione della società. Come anche fa lo Stato assoluto.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo dello Stato spagnolo a partire dal Settecento?
- Come avviene la transizione dallo Stato assoluto a quello liberale in Spagna?
- Qual è il ruolo della modernizzazione nel processo di centralizzazione dello Stato spagnolo?
Lo Stato spagnolo mira a rafforzare la sua sovranità eliminando identità intermedie e centralizzando il potere politico, opponendosi a qualsiasi forma di potere sovrastatale, come la Chiesa.
La transizione si realizza attraverso il passaggio da un'organizzazione del potere basata sulla sovranità assoluta a una basata sulla sovranità della nazione, con divisione dei poteri e diritti dei cittadini, mantenendo però la necessità di trattare con individui dominabili.
La modernizzazione, avvenuta sotto un sovrano assoluto, consente la razionalizzazione degli strumenti di potere e l'organizzazione del territorio, facilitando il processo di centralizzazione e la riduzione della società a individui atomizzati.