Concetti Chiave

  • Socrate scelse di morire piuttosto che essere calunniato, accettando la sua condanna per coerenza con la sua dottrina sul bene.
  • La maieutica socratica incoraggia ognuno a pensare autonomamente e a scoprire il bene dentro di sé, piuttosto che seguire norme imposte.
  • Considerava il male come ignoranza del bene, ritenendo che chi fa del male non conosca ciò che è giusto.
  • Socrate si distinse per la sua ricerca della verità, ritenendo che il saggio è colui che riconosce di non sapere.
  • La sua dottrina era in continua evoluzione, per questo non scrisse nulla, poiché il bene non può essere rappresentato nella sua totalità.

redir: https://www.skuola.net/filosofia-antica/socrate.html

Socrate:
Così come sono stati condannati i sofisti, la tradizione ci narra con molta ironia la figura di Socrate.
Quella di Socrate è un immagine immortale in quanto egli stesso scelse di morire piuttosto che essere calunniato: dopo essere stato accusato di corrompere la gioventù (diceva ai giovani di fare ciò che è bene e non ciò che gli veniva imposto), non accettò la difesa di un avvocato, poiché, ritenendosi buono, sperava non gli accadesse niente di male. Socrate non ha lasciato di proposito nulla di scritto sulla sua dottrina quello che sappiamo di lui ce lo tramandano i suoi discepoli e soprattutto Platone.
Prima di morire, Socrate, affida i suoi figli a quelli che lo condannano certo che anche i suoi accusatori agivano in buona fede, la sua condanna fu quella di morire avvelenato dalla cicuta. Essenzialmente Socrate accetta la sua condanna per coerenza con la sua dottrina, egli infatti riteneva che una legge si può cambiare, ma non si può contraddire e scappando dalla pena, come avrebbe potuto fare, si sarebbe contraddetto.
Socrate vive l’Età Periclea e ha in comune con i sofisti due aspetti:
1- Interesse per l’uomo
2- Il concetto secondo cui non si deve credere a realtà prefissate, ma ognuno deve partorire la sua verità e a questo punto, Socrate, aggiunge che la verità è quella che si identifica col bene e che va al di là dell’egoismo personale, ovvero è il bene per tutti e non per il singolo.
Socrate nasce da una famiglia di origini medio borghesi: il padre faceva lo scalpellino e la madre l’ostetrica, Socrate prese spunto dal lavoro della madre: come lei faceva partorire i corpi, egli decise di far partorire le menti (Maieutica), ciò significa che lui voleva che ognuno potesse pensare il bene autonomamente, non devono essere gli altri a dire al soggetto come è giusto comportarsi, ma è il bene che deve essere pensato dal soggetto stesso.
In Socrate abbiamo:
- Bene: che corrisponde alla conoscenza del Bene.
- Male: che è ignoranze del Bene, chi fa il male è perché ignora il Bene.

Socrate ad Atene veniva offeso come fosse un Sofista, la tradizione lo riporta molto male, Platone lo ha rivalutato, Aristotele, invece, lo osserva solo da un’angolazione.
Socrate era contro la tradizione non voleva obbedire a delle regole solo perché c’erano delle leggi, infatti, la società non avrebbe voluto ucciderlo, ma mandarlo in esilio, ma andando in esilio, Socrate, avrebbe ammesso una colpevolezza inesistente, così come sentendosi innocente non accetta di essere difeso, tanto che Socrate stesso in tribunale affermerà di volere un premio anziché una punizione e per questo fu accusato anche di arroganza.

Il Saggio: Per Socrate il Saggio è colui che sa di non sapere. Egli sviluppa questa teoria dopo aver fatto visita all’oracolo di Delfi, che gli aveva riconosciuto il merito di essere il più saggio, il più intelligente, non sentendosi tale, però Socrate decide di interrogare i suoi concittadini e capire perché proprio a lui sarebbe andato il merito di essere il più saggio:
- Socrate si reca dai politici: essi rispondevano solo parzialmente alle sue domande
- Socrate si reca dagli artisti: le loro risposte non accontentano Socrate
- Socrate si reca dagli artigiani: sono preparati nelle cose che riguardano direttamente il loro lavoro, ma non sanno nulla del resto.
Tutte le persone da lui interrogate pur non sapendo pretendevano di sapere e da qui Socrate deduce che l’oracolo gli aveva riconosciuto il merito della saggezza proprio perché lui era l’unico che sapeva di non sapere.

Bene è Sapere: Il bene l’uomo lo trova dentro se stesso. Quando uno fa il bene è una persona virtuosa. Per fare il bene bisogna conoscerlo quindi la virtù corrisponde al sapere, ma se il bene corrisponde al sapere, allora la virtù corrisponderà anche al bene.
Per conoscere il bene dentro di noi, bisogna prima conoscere noi stessi, conoscersi è una ricerca continua delle proprie capacità e dei propri limiti. Quindi per avere una conoscenza deve esserci una ricerca. Il bene spostandosi sempre, diventando sempre diverso, non potrà mai essere rappresentato in terra nella sua totalità, per questo Socrate decise di non mettere per iscritto la sua dottrina, poiché la sua dottrina era sempre in continuo cambiamento, in continua evoluzione. Il bene socratico quindi si identifica con la ricerca continua del Bene per questo coloro che erano contro Socrate lo definiscono come un inconcludente.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il motivo della condanna di Socrate?
  2. Socrate fu condannato per corruzione della gioventù e per non rispettare le leggi, accettando la pena di morte per coerenza con la sua dottrina, che sosteneva che non si deve contraddire la legge (come riportato nel testo).

  3. Come si differenzia Socrate dai sofisti?
  4. A differenza dei sofisti, Socrate enfatizzava l'importanza della verità come bene universale, ritenendo che ognuno dovesse scoprire la propria verità, ma che questa dovesse coincidere con il bene per tutti (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è il concetto di Maieutica in Socrate?
  6. La Maieutica è il metodo socratico che mira a far "partorire" le idee e le verità nelle menti degli individui, permettendo loro di pensare autonomamente e scoprire il bene dentro di sé (come descritto nel testo).

  7. Cosa significa per Socrate essere "saggio"?
  8. Per Socrate, il saggio è colui che sa di non sapere; questa consapevolezza lo distingue dagli altri, che pretendono di avere conoscenze senza realmente comprenderle (come spiegato nel testo).

  9. Perché Socrate non scrisse nulla della sua dottrina?
  10. Socrate scelse di non scrivere la sua dottrina perché credeva che il bene fosse in continua evoluzione e non potesse essere rappresentato in modo definitivo, preferendo una ricerca continua del bene (come indicato nel testo).

Domande e risposte

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