Introduzione
Aree di interesse della sociologia del diritto
Studi del diritto come sottoinsieme sociale, ci si occupa di studiare le funzioni sociali del diritto, i rapporti tra il diritto e gli altri sottoinsiemi sociali ed i rapporti con il sistema sociale nel suo complesso.
Studio delle istituzioni sociali, dalle più semplici alle più complesse, che hanno carattere giuridico; si studia la nascita, le trasformazioni, la loro eventuale scomparsa in rapporto agli interessi sociali, alle esigenze e ai rapporti di potere che influiscono sulle istituzioni.
Studio delle norme giuridiche e alla sociologia interessano due aspetti:
- Processi interpretativi, decisionali e applicativi che portano a qualificare determinati comportamenti come leciti o illeciti.
- Efficacia delle norme giuridiche, analizzare come e in che misura le norme sono seguite dai cittadini; cioè il rapporto tra la disposizione giuridica e il comportamento tenuto dai destinatari della norma in conformità con la disposizione = norma efficace se viene seguita dai cittadini.
Ricerche per conoscere e rilevare le opinioni del pubblico sul contenuto delle norme giuridiche e sui valori che dovrebbero essere materia di norme giuridiche.
Studio delle professioni legali connesse ai processi socio-giuridici.
Esiste una discussione epistemologica sulla natura della sociologia del diritto e si distinguono due correnti di pensiero.
Sociologia del diritto come branca specialistica della sociologia generale. La scienza giuridica è identificata come l'attività del giurista di proporre interpretazioni delle disposizioni, di mettere a sistema le disposizioni ed ordinarle elaborando principi generali a cui ricondurre norme specifiche. La sociologia del diritto invece utilizza metodi e tecniche della sociologia = metodi empirici.
Sociologia del diritto come parte integrante della scienza giuridica = inizia ad essere insegnata negli anni 70 e quindi necessità di essere legittimata → il giurista deve essere anche sociologo del diritto → Tarello.
Sociologia del diritto come branca della sociologia generale
È l'orientamento dominante, sostiene che la sociologia del diritto pur condividendo lo stesso oggetto di studio con la scienza giuridica è parte della sociologia generale e infatti persegue fini autonomi e si avvale dei metodi di ricerca tipici della sociologia → Weber, nella sua opera “Economia e società” dedica un intero capitolo alla sociologia.
Diverse formulazioni di questa tesi
Studia i rapporti tra diritto e società (tesi molto diffusa negli USA), diritto e società sono due entità separate ma reciprocamente influenti = diritto influenzato dalla società ma allo stesso tempo crea lui stesso il contesto sociale.
Sistema giuridico fa parte del sistema sociale, diritto è parte integrante della società. Luhmann (Germania fine 900) considera il diritto come un sottoinsieme di comunicazione tra individui e istituzione del sistema sociale.
Diritto inteso come modalità di azione sociale, considera che ogni azione rilevante per il diritto sia riconducibile a persone (non a sistemi come nella 2) e che sia il diritto a condizionare il comportamento delle persone → teoria che deve molto a Weber che sosteneva che il diritto motivi il comportamento.
Il termine sociologia è un neologismo che viene coniato nella prima metà del 800 in Francia da Comte, padre della sociologia e del positivismo → sociologia nasce sotto la bandiera del positivismo = si possono studiare i fenomeni sociali come quelli naturali in modo oggettivo.
Il neologismo sociologia unisce una parola latina “societas” con una greca “logos” ed etimologicamente sociologia significa scienza o conoscenza della società. Questa definizione di sociologia comporta due problemi.
Cosa caratterizza la sociologia? Quali elementi la distinguono?
Che tipo di scienza è?
Elementi della sociologia
La risposta a questo tipo di problema non è univoca ed è provvisoria poiché la sociologia è in continuo divenire.
Si caratterizza con due elementi: direttiva metodologica e 3 macro-aree di interesse.
Direttiva metodologica
Riguarda il metodo = la sociologia vuole descrivere e spiegare il proprio oggetto elaborando teorie che per essere dotate di scientificità devono avere alcune caratteristiche.
Teorie descrittive, non devono essere prescrittive e quindi non devono dare indicazioni su come dovrebbe essere la società ma devono dare spiegazioni e descrivere i fenomeni.
Devono essere suscettibili di falsificazione o verificazione sul piano empirico. Popper sosteneva che bisognasse fare delle ipotesi teoriche che poi andavano dimostrate empiricamente.
Teorie generali, devono riguardare fenomeni ricorrenti e non straordinari. Devono essere fenomeni che si ripetono nel tempo e che hanno una certa stabilità e prevedibilità.
Macro-aree di interesse
Ordine sociale → cosa tiene unita la società, attraverso quali elementi è possibile garantire l'ordine sociale = argomento centrale dell'opera di Durkheim, egli sostiene che a tenere unita la società sono i vincoli di solidarietà sociale che essendo una forma immateriale si esteriorizzano attraverso le norme giuridiche, soprattutto quelle penali. Dell'ordine sociale se ne occuparono anche i sostenitori della teoria del contratto sociale come Locke, Hobbes e Rousseau che sostenevano che fosse il contratto sociale a tenere unita la società.
- Durkheim = approccio descrittivo.
- Sostenitori del contratto sociale = approccio prescrittivo.
Questa è detta “teoria dell'ordine e coesione sociale” e parte dal presupposto che in una società ci sia un nucleo di valori condivisi, si fa molta attenzione agli scopi e agli esiti dei processi sociali.
Conflitti sociali e trasformazioni sociali = quali sono i conflitti della società, come nascono e la loro funzione; argomenti centrali per Marx e Weber.
- Marx = il conflitto sociale è un elemento patologico della società che riguarda le classi sociali ed è superabile attraverso la rivoluzione e tramite meccanismi di avvertimento sociale.
- Weber = riguarda tutti i campi dell'agire sociale e non è necessariamente un elemento patologico. I conflitti sociali sono tipici ed ineliminabili, propri di ogni contesto sociale, e producono mutamenti sociali imprevedibili.
Alla sociologia interessa proprio il ruolo del diritto nella produzione di questi cambiamenti.
Questa è detta “teoria del conflitto sociale” e sostiene che all'interno della società ci siano dei valori confliggenti portati dai vari individui e si fa molta attenzione ai processi stessi.
Struttura sociale e azione sociale → la sociologia analizza come la struttura sociale agisca e condizioni il comportamento degli individui della società.
- Struttura sociale = insieme dei modelli di comportamento e quindi di norme sociali, di valori, credenze e aspettative che dominano in un certo contesto sociale. La sociologia si occupa di capire come la struttura sociale influenza l'agire sociale.
- Agire sociale = è il comportamento delle persone che è influenzato dalle aspettative altrui.
Si tratta di un rapporto biunivoco perché la struttura sociale incide sull'agire sociale che però a sua volta condiziona la struttura. Alla sociologia del diritto interessa come la struttura condiziona gli individui e come un determinato modo di agire comporti la creazione di un diritto rispetto ad un altro.
Dal punto di vista metodologico si può partire dal macro (struttura sociale) per arrivare al micro (agire sociale) oppure il contrario → olismo o individualismo metodologico.
Olismo metodologico
Si parte dall'analisi della struttura sociale per arrivare al comportamento degli individui (agire sociale) ed è molto utilizzato da Durkheim che è convinto che prima esista la società e poi gli individui poiché sostiene che ogni individuo nasce e si forma all'interno di un contesto sociale che è preesistente alla persona e che quindi lo plagia → scelte delle persone prevedibili. Durkheim aderisce ad una concezione molto forte del determinismo sociale = individuo è un contenitore vuoto riempito dal contesto sociale.
All'olismo metodologico corrisponde un modello teorico = paradigma della struttura sociale.
Paradigma della struttura sociale → nasce in Francia alla fine del 800 e uno dei suoi più importanti esponenti è proprio Durkheim.
Tesi metodologica = olismo metodologico.
Tesi sostanziale = idea che il comportamento sia determinato in base al contesto sociale tanto che i soggetti non sono artefici delle proprie scelte ma esse dipendono dal contesto in cui vivono; l'intera esistenza dell'individuo è condizionata dal contesto sociale in cui nasce e cresce.
Durkheim si interessa al fenomeno del suicidio e lo studia proprio utilizzando il metodo dell'olismo metodologico → parte dall'analisi della struttura sociale per spiegare il fenomeno del suicidio che fino a quel momento veniva analizzato tramite elementi psicologici ed individuali.
Individualismo metodologico
Si parte dal micro, cioè dall'analisi dell'agire sociale per poi arrivare al macro, cioè alla struttura sociale; per spiegare i fenomeni sociali bisogna ricondurli a comportamenti sociali degli individui.
All'individualismo metodologico corrisponde un modello teorico → paradigma dell'azione.
Paradigma dell'azione → nasce in Germania e uno dei suoi massimi esponenti è Weber.
Tesi metodologica = individualismo metodologico. Vuole spiegare l'ascesa del capitalismo e per farlo parte dall'agire sociale degli individui, la sua analisi parte dagli effetti che il calvinismo ha avuto sugli individui portandoli a tenere determinati comportamenti che poi a loro volta hanno portato all'ascesa del capitalismo.
Tesi sostanziale = Weber sostiene che per comprendere il significato del comportamento sociale degli individui occorre tenere conto delle motivazioni per cui tengono un determinato comportamento, cioè dei motivi soggettivi → si tiene conto del significato che gli attori stessi attribuiscono al loro comportamento, cioè non le motivazioni di chi osserva all'esterno ma bisogna comprendere il significato intenzionale e per farlo bisogna immedesimarsi negli individui che agiscono. Questa idea presuppone che le azioni sociali degli individui siano dotate di senso intenzionato e cioè che dietro ci sia una motivazione degli individui che quindi hanno libertà di scelta = per Durkheim invece no. Le azioni sociali non sono facili da comprendere perché sono determinate da motivi passionali; sono più facili da comprendere invece le azioni razionali, cioè gli individui tengono un certo comportamento per arrivare ad uno scopo (gli individui rispettano le norme per non avere sanzioni).
Un tempo queste due teorie erano contrapposte mentre ora sono stati trovati dei compromessi poiché è vero che la struttura sociale determina i comportamenti degli individui ma è vero anche che l'agire sociale influenza e determina la configurazione di una determinata struttura sociale. Tra le due teorie quindi intercorre un rapporto circolare.
Che tipo di scienza è la sociologia?
Non esiste un unico modello di scienza, ci sono 3 principali tappe che dal punto di vista storico caratterizzano il modello di scienza della sociologia del diritto.
Modello positivista o modello unificato di scienza → l'idea del positivismo riguarda il fatto che è possibile conoscere e studiare i fenomeni sociali, compresi quelli giuridici, nello stesso modo in cui si studiano i fenomeni naturali ricorrendo ad un approccio neutrale ed oggettivo. Si parla di modello unificato di scienza perché il modello positivista tende a negare un carattere di specificità alle scienze che studiano i fenomeni sociali dal momento che possono essere equiparati a quelli naturali. Il massimo esponente è Durkheim che nell'opera “Le regole del metodo sociologico” sostiene che l'oggetto di studio della sociologia sono i fatti sociali che sono collegabili secondo le leggi necessarie causa-effetto ad altri fatti sociali e il compito dei sociologi è proprio scoprire queste leggi.
Per fatti sociali si intendono i modi di agire e di pensare che sono radicati nella struttura sociale ed esterni agli individui (preesistono agli individui), non sono veri e propri fatti poiché sono entità immateriali ma devono essere studiati comunque come dei fatti, come delle cose; i fatti sociali influenzano l'agire sociale dell'individuo il quale non può scostarsi da quell'agire sociale predeterminato se no diventa deviante.
Questo modello di scienza si allontana ed elimina le idee metafisiche e religiose negli elementi sociali sostenendo una conoscenza oggettiva dei fenomeni sociali. Alla fine del 800 questo modello di scienza entra in crisi e viene criticato dal marxismo, neo-idealismo e razionalismo e proprio in questo momento di critica si sviluppa in Germania un dibattito che coinvolge la sociologia del diritto e che ha come oggetto la discussione sullo statuto epistemologico delle scienze sociali → si cerca cosa distingue le scienze sociali da quelle naturali.
Modello di specificità → Dilthey rappresenta questo modello di scienza che riconosce la specificità delle scienze sociali rispetto a quelle naturali e in particolare distingue tra scienze della natura e scienze dello spirito con un criterio particolare poiché afferma che le scienze della natura hanno come oggetto fenomeni esterni all'individuo e osservabili empiricamente e pertanto sono spiegabili con leggi necessarie (che valgono in ogni tempo e spazio) di causa-effetto; le scienze dello spirito invece hanno come oggetto fenomeni che l'individuo contribuisce a costruire e che gli stessi soggetti sperimentano e vivono nella loro esistenza, quindi le scienze dello spirito possono limitarsi a comprendere questi fenomeni ma non possono spiegarli in termini di causa-effetto. Le scienze naturali spiegano il fenomeno mentre quelle dello spirito comprendono il fenomeno poiché si possono fornire elementi di comprensione ma non di causa-effetto.
Alcuni autori adottano questo modello ma collocano la sociologia nelle scienze naturali → Kelsen distingue la sociologia del diritto dalla scienza giuridica inserendo la prima nelle scienze naturali mentre la seconda la ritiene una scienza normativa.
Modello interpretativo comprendente → critica i primi due modelli e si basa sul superamento della distinzione tra spiegazione e comprensione, cioè la distinzione usata da Dilthey. Weber sostiene che la spiegazione e la comprensione sono due attività inscindibili e che quindi anche nelle scienze sociali si può avere una spiegazione anche se diversa da quella delle scienze naturali; si possono cioè fare leggi prive del carattere della necessarietà ma comunque con la spiegazione causa-effetto. La diversità sta nel fatto che la conoscenza dei fenomeni sociali e il processo di spiegazione e comprensione è sempre frutto di un'interpretazione di chi studia, cosa che invece non avviene nelle scienze naturali poiché nelle prime non ci sono verità oggettive ma esistono solo interpretazioni che devono essere supportate da verità scientifiche. Per Weber l'oggetto di studio della sociologia del diritto non sono i fatti sociali esterni all'individuo per cui l'individuo quando nasce si trova già le ideologie preformate ma sono le azioni sociali, l'agire sociale e si interessa particolarmente ai motivi dell'agire sociale = significato intenzionale che gli individui attribuiscono alle proprie condotte → non tutte le condotte sono determinanti ma si intende agire sociale solo per le condotte che sono orientate dalle aspettative altrui. Weber adotta l'individualismo metodologico.
Si tratta di un modello comprendente perché Weber rispetto a Dilthey vuole superare la distinzione tra spiegazione e comprensione che spiegava la distinzione tra scienze naturali e scienze dello spirito → divisione criticata. Si tratta di un modello interpretativo perché lo studio dell'agire sociale a differenza delle scienze naturali è sempre il prodotto di un procedimento interpretativo che va argomentato con argomenti razionali ed integrato con prove e fatti. Con Weber sostiene che tra chi studia e l'oggetto di studio esiste una relazione = relazione al valore → idea che non sia possibile una conoscenza del mondo sociale senza dei presupposti valutativi di cui il soggetto è portatore, i presupposti valutativi sono il contesto, le esperienze, gli studi, l'educazione, le ideologie e i valori. La scelta del sociologo di cosa occuparsi è determinata dai presupposti valutativi → contesto, ideologie.
- Presupposti al valore = condizionano l'oggetto.
- Relazioni di valore = condizionano la rilevanza attribuita a determinanti motivi soggettivi, senza relazione di valore non esiste la conoscenza dei fenomeni sociali perché dipendono dall'interpretazione.
L'attività scientifica è un'attività ricca di regole (attività arbitraria) mentre l'attività di conoscenza dei fenomeni sociali secondo Weber offre strumenti di spiegazione sociale che sono scientificamente validi anche se non offrono una verità oggettiva e per fare ciò devono essere regolati dall'avalutatività = regola che impone a chi studia i fenomeni sociali per quanto possibile di non farsi influenzare da convinzioni etiche, politiche e morali → bisogna offrire elementi di conoscenza e non imporre i propri valori.
Questo modello si contrappone all'idea che la sociologia del diritto critica che ha come obiettivo la critica alle istituzioni = Bourdieu.
Definizione di sociologia di Weber → scienza che si propone di comprendere in virtù di un procedimento interpretativo l'agire sociale degli individui e quindi di spiegarlo casualmente nel corso dei su