Concetti Chiave
- Adam Smith sostiene che i profitti superiori al necessario per il sostentamento personale devono essere reinvestiti dagli imprenditori per assumere nuovi aiutanti, contribuendo così alla ricchezza collettiva.
- La crescita dei profitti degli imprenditori crea un circolo virtuoso, in cui l'arricchimento individuale porta vantaggi a tutti i lavoratori coinvolti.
- Smith rifiuta la contraddizione tra ricchezza e morale, affermando che diventare ricchi può essere considerato un atto morale se favorisce il benessere altrui.
- Nell'economia non a somma zero, accumulare ricchezza non impoverisce gli altri ma può arricchirli, rendendo l'accumulo di profitti un atto virtuoso.
- Il primo comandamento del nuovo credo capitalista di Smith è che i profitti devono essere reinvestiti per incrementare la produzione, evidenziando l'importanza del reinvestimento.
Qual è l'argomentazione di Adam Smith?
Nel primo volume dell’opera, all’ottavo capitolo, Adam Smith espose la seguente argomentazione innovativa: quando un proprietario terriero, un tessitore o un calzolaio ottiene maggiore profitto di quanto gli serve per mantenere la sua famiglia, egli utilizza il sovrappiù per assumere nuovi aiutanti, allo scopo di aumentare ulteriormente i suoi profitti. Quanti più profitti ottiene, tanti più aiutanti può impiegare. Ne consegue che un accrescimento dei profitti degli imprenditori privati è la base per l’accrescimento della ricchezza e della prosperità collettiva. Questo a condizione che l’imprenditore non consumi il surplus di profitti, ma lo reimpieghi continuamente nella sua attività: egli, infatti, diviene sempre più ricco, ma da questa ricchezza traggono vantaggio tutti gli aiutanti che mano a mano assume, creando un circolo virtuoso.
Ricchezza e morale secondo Smith
Smith negò la tradizionale contraddizione tra ricchezza e morale, e aprì ai ricchi le porte del paradiso. Essere ricchi significò essere morali. Solo in un sistema economico non a somma zero l’acquisizione di ricchezza non è necessariamente un impoverimento degli altri, ma è anche un arricchimento degli altri e quindi non è un atto moralmente condannabile. Nel nuovo credo capitalista, il primo e più sacro comandamento è questo: “I profitti della produzione devono essere reinvestiti per incrementare la produzione.”
Domande da interrogazione
- Qual è l'argomentazione principale di Adam Smith riguardo ai profitti degli imprenditori?
- Come si relazionano ricchezza e morale secondo Adam Smith?
- Qual è il principio fondamentale del nuovo credo capitalista secondo Smith?
Adam Smith sostiene che i profitti superiori al necessario per il sostentamento personale devono essere reinvestiti per assumere nuovi aiutanti, contribuendo così alla crescita della ricchezza collettiva e creando un circolo virtuoso di prosperità.
Smith afferma che non esiste una contraddizione tra ricchezza e morale; anzi, l'acquisizione di ricchezza può arricchire anche gli altri, rendendo l'atto di accumulare profitti non solo accettabile, ma anche moralmente giustificabile.
Il principio fondamentale è che "i profitti della produzione devono essere reinvestiti per incrementare la produzione", sottolineando l'importanza del reinvestimento per la crescita economica e il benessere collettivo.