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Sistemi informativi e trend digitali

8/10/2021 Sessione con due appelli. Il modello da frequentanti si può dare al primo appello: 30 domande a scelta.

L’esame è una prova al computer con domande a risposta multipla più parte orale domandata sia da noi che dai prof. Finita la prova scritta potremmo essere chiamati a fare una prova orale per completare l’esame; voto scritto e orale fanno media aritmetica.

Capitolo 1

Sistemi informativi ICT e scenari digitali (parte prima)

Information Technology: tecnologie che abilitano e supportano la gestione automatizzata dell’informazione. Con tecnologie si fa riferimento a tutte le metodologie tecniche relative a una particolare arte/industria (tecnologie alimentari, meccaniche, chimiche…). Noi ci occuperemo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Con ICT (information and communication technology) facciamo riferimento a tutti quegli strumenti e applicazioni che facilitano l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione di dati e informazione. Con ICT facciamo riferimento a tutto ciò che è hardware, software e reti di comunicazione (pc, telefonini, reti wi-fi, app, fibra ottica…) quindi le tecnologie.

I sistemi informativi sono qualcosa di più complesso (non vanno fatti coincidere ai sit. informatici), sono un insieme di diverse componenti, non solo tecnologiche, che consentono la produzione e la gestione dell’informazione. Un sistema informativo aziendale è infatti un insieme (5 componenti) di dati, strumenti e applicazioni, persone e processi che consentono all’azienda di disporre delle informazioni utili.

ICT sono datati fine anni '50 mentre i sistemi informativi esistono da quando esistono le organizzazioni e quindi l’esigenza delle aziende di produrre informazione per il proprio business. Quindi ancora prima delle tecnologie esistevano sistemi informativi aziendali non automatizzati fatti da persone, processi, dati e strumenti applicazioni che, ai quei tempi, erano magari penna, matita e carta.

Sistemi informativi ≠ ICT due concetti differenti, le ICT però sono una componente fondamentale dei sistemi informativi moderni.

Sistemi informativi esempi: ufficio anagrafe, servizio bancario di deposito e prelievo di denaro, S.I. della motorizzazione. Ogni azienda ha un suo sistema informativo o più perché il fabbisogno informativo è un elemento comune a qualsiasi organizzazione.

S.I. assemblano dati con l’obiettivo di produrre informazione, i dati sono delle componenti.

Un sistema informativo ha tipicamente l’obbiettivo di ricevere input (dati) e produrre output (informazioni). Dati e informazioni hanno quindi un significato diverso:

  • I dati sono l’elemento più grezzo, sono fatti osservazioni, elementi scollegati, semplici bit di informazione.
  • L’informazione si ottiene selezionando dati e organizzandoli in un insieme coerente dotato di significato (organizzando il dato lo dotiamo di un significato).
  • La conoscenza è l’informazione contestualizzata e utilizzabile (elaborabile) per raggiungere obiettivi definiti.
  • Le azioni (decisioni) derivano dall’utilizzo di conoscenza. La decisione non è presa sui dati, i dati sono alla base ma devono diventare informazione, devono essere elaborati dal decisore e trasformati in conoscenza per poter prendere decisioni.

L’obiettivo dei sistemi informativi è quello di trasformare i dati in info che servono all’azienda per prendere le decisioni (un’azienda per decidere se investire o meno ha bisogno di info).

L’informazione non basta ha bisogno di essere contestualizzata diventando così conoscenza. I sistemi informativi se automatizzati possono intervenire nella parte bassa della piramide, mentre la gestione della conoscenza e le decisioni rimangono nell’autonomia dell’essere umano (componente persone all’interno di un sistema informativo).

L’aggettivo digitale deriva dall’inglese “digit” (cifra, numero) -> informazione in formato digitale = numerico. Un alfabeto numerico ben preciso: alfabeto binario, alfabeto numerico basato solo su due numeri (0 & 1) unici due segnali che un computer è in grado di comprendere (0=assenza di corrente, 1=presenza di corrente). Il formato digitale è un formato numerico. Spesso il concetto di digitale viene presentato in contrapposizione al concetto di segnale analogico, mondo in cui i valori sono infiniti.

Il linguaggio digitale è basato sul sistema binario i cui elementi costitutivi sono i bit (più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare, può assumere solo due valori diversi lo “0” e “1”) e i byte sequenza di 8 bit (ovvero di 8 elementi che possono assumere valori 0 & 1) e rappresentano l’unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici in quanto è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere; con un byte (8bit) io posso rappresentare 256 (28) combinazioni diverse di “0” & “1”.

Per far sì che una lettera sia visualizzata, scritta e trasmessa allo stesso modo in qualsiasi elaboratore del mondo -> la decodifica deve però essere standardizzata. Esistono 2 codici principali: ASCII & UNICODE = tabelle di decodifica presenti in qualsiasi computer, device e che riconoscono la stessa sequenza di 0 e 1. Inizialmente sufficiente la tabella ASCII poi resa necessaria una tabella UNICODE.

Ora che sappiamo che -> digitale significa sostanzialmente numerico e che il linguaggio numerico dei computer è basato sul linguaggio binario – possiamo dire: La convergenza digitale è allora la trasformazione della realtà analogica in forma digitale; la principale ragione legata alla convergenza digitale è il fatto di poter accedere a qualsiasi elemento multimediale indipendentemente dal device utilizzato infatti ogni elemento multimediale può essere trasformato in formato digitale per la trasmissione a dispositivi di diversa natura.

L’intero patrimonio di contenuti multimediali dell’umanità si sta digitalizzando interamente.

Audio digitale significa che anche la voce che prima viaggiava nelle comunicazioni telefoniche sotto forma di onde ora viene trasformata in una serie di cifre binarie per poterla ascoltare su un computer o inserirla in un contesto multimediale.

Convergenza digitale = Convergenza del patrimonio informativo dell’umanità verso un unico formato, molto spesso non quello originale, ma quello che i computer sono in grado di comprendere e gestire e che può essere trasferito e fruito attraverso qualsiasi device.

Previsioni sbagliate fatte nella storia: Previsione sbagliata nel mondo del business -> pensavano che negozi banche e università sarebbero sparite sostituite da siti online. C’è qualcuno che riesce a prendere il re della telefonia mobile? a 13 anni di distanza Nokia non esiste più.

È estremamente complesso riuscire a prevedere il futuro nel mondo della tecnologia, possiamo però trovare gli strumenti per interpretare le ragioni di questa complessità. Lo strumento principale sta nella differenza sempre più marcata tra il concetto di invenzione e quello di innovazione (in passato due concetti facilmente sovrapponibili).

  • L’invenzione è la novità tecnologica (il nuovo telefono, il nuovo processore, il 5G…), crea qualcosa di nuovo.
  • L’innovazione è portare qualcosa di nuovo sui mercati o manipolare invenzioni che già esistono nell’ottica di renderle disponibili al più ampio pubblico possibile; crea qualcosa che si vende o che viene utilizzato.

Un tempo invenzione e innovazione erano praticamente simultanee, la nuova invenzione tecnologica quasi sicuramente si trasformava in innovazione adottata dalle masse. Oggi esistono innumerevoli invenzioni tecnologiche ma capire quale di queste si trasformeranno in innovazione è estremamente complesso.

Tik-Tok è un’innovazione enorme ma dal punto di vista dell’invenzione è una delle più banali e scontate. Whatsapp è solo una delle migliaia di applicazioni riguardati la messaggistica. Se voglio analizzare un'invenzione posso basarmi solo ed esclusivamente su paradigmi tecnologici; per prevedere invece se un’invenzione si trasformerà in innovazione il paradigma tecnologico non basta è necessaria affrontare il tema prendendo in considerazione il paradigma tecnologico, quello socio-culturale (come reagirà il pubblico rispetto alle sue caratteristiche socioculturali e rispetto a una specifica invenzione) e il paradigma di mercato ovvero quanto una tecnologia ha interesse ad essere spinta dalle varie industrie che rappresenta nel mercato.

Infrastruttura dei sistemi informativi: hardware, software e reti (parte 1)

8/10/2021 L’infrastruttura dei sistemi informativi di un’organizzazione moderna è costituita da: hardware, software e reti di comunicazione. Elementi di base delle tecnologie informatiche che oggi rappresentano in via principale quegli strumenti e applicazioni che sono una delle componenti di un sistema informativo aziendale.

Tra i principali obiettivi troviamo:

  • Elaborazione = trasformazione dei dati, può avvenire in modi differenti, in modi semplici come un calcolo; in alcuni casi possiamo avere una trasformazione estremamente sofisticata (ci sono sistemi informativi in grado, attraverso algoritmi, di effettuare delle previsioni sulle vendite basando queste analisi su dati storici raccolti dall’azienda…)
  • Archiviazione = archiviare i dati e le informazioni, memorizzare o salvare documenti dati e info al fine che queste possano essere riutilizzate anche in un secondo momento.
  • Trasmissione dei dati = grazie alle reti di comunicazione è possibile scambiare e trasmettere dati e info da una parte all’altra del mondo.

Classificazione degli elaboratori

(Macchine costituite da hardware e software ovvero da quegli elementi alla base dell’infrastruttura dei sistemi informativi e aziendali). Classifichiamo gli elaboratori in base alla capacità di elaborare i dati e le conseguenti dimensioni di tali macchine. Diversa capacità elaborativa implica diverso utilizzo e impiego di tali macchine all’interno di contesti aziendali o privati.

  • Super-computer -> i computer più costosi e potenti al mondo, utilizzati per risolvere complessi problemi scientifici e li troviamo in grandi centri di ricerca internazionali. Dimensioni notevoli, può occupare anche più stanze e hanno un costo estremamente elevato.
  • Mainframe -> grandi macchine ad uso aziendale, elaboratori destinati ad aziende di medio grandi dimensioni che li impiegano come sistemi centrali di elaborazione. Hanno notevoli dimensioni e costi elevati. Hanno una elevata potenza lavorativa, riescono ad elaborare un elevato numero di dati in un frangente di tempo relativamente ristretto e hanno numerose funzionalità tra cui quella di consentirne l’utilizzo da parte di più utenti contemporaneamente.
  • Minicomputer -> (workstation) offrono prestazioni superiori, più potenti dei personal computer con una capacità migliore dei microcomputer, hanno dimensioni leggermente maggiori e hanno un costo maggiore dei personal computer. Elaboratori tipicamente utilizzati da aziende di medie dimensioni o studi associati in quanto in grado di supportare applicazioni che richiedono una maggiore capacità produttiva. Elaboratori pensati per un contesto professionale.
  • Microcomputer -> elaboratori utilizzati per la produttività individuale, rappresentati dai personal computer che noi utilizziamo per elaborare dati e info a uso personale. Hanno dimensioni contenute, il costo è contenuto e la loro capacità elaborativa è limitata all’obbiettivo ovvero una produttività individuale.
  • Micro-controller -> elaboratori meno potenti e meno costosi, elaboratori incorporati all’interno di altri oggetti (come gli elettrodomestici). A differenza dei computer a uso generico questi sono sistemi specializzati, ottimizzati per eseguire una ben definita serie di operazioni. Saranno in grado di gestire quelle operazioni svolte dagli oggetti all’interno dei quali questi micro-controller sono stati inseriti (lavatrice).

Hardware

È inteso come l’insieme delle componenti tangibili degli elaboratori cioè ciò che si può toccare. È generalmente classificato in:

  • Hardware (tecnologie) di input
  • Hardware di elaborazione
  • Hardware di output
  • Hardware di memorizzazione

Ci sono diversi tipi di componenti hardware che intervengono nelle diverse fasi. A supporto della prima fase che è quella di input intervengono alcune tecnologie ovvero tutte quelle componenti hardware che supportano l’attività di introduzione dei dati all’interno di un elaboratore: Tecnologie di uso quotidiano, ogni periferica consente di immettere i dati all’interno dell’elaboratore in modalità differenti.

Una tecnologia che consente l’immissione dei dati ma è forse meno nota è la tecnologia RFID ovvero l’identificazione tramite radiofrequenza che sta in parte sostituendo i lettori a codice a barre. L’immissione dei dati avviene in maniera abbastanza semplice: il prodotto qualsiasi viene etichettato con in un tag RFID che contiene i dati relativi a quel determinato oggetto, quando l’oggetto passa nei pressi di un lettore i dati vengono captati dall’antenna e immessi automaticamente nell’elaboratore. L’etichetta RFID può avere forme e dimensioni differenti che dipendono dal contesto di utilizzo.

Un altro ambito applicativo della tecnologia RFID è il contesto dell’internet of things (IoT) uno dei principali trend digitali che caratterizzano il contesto attuale; consiste nella possibilità di far interagire parti del mondo fisico tra loro attraverso la rete.

A supporto della seconda fase che è quella dell’elaborazione ricordiamo due componenti principali: il microprocessore (o processore o CPU, unità di elaborazione centrale) e la memoria centrale (o primaria, RAM). Il CPU “central processing unit” è considerato il cervello del computer, è suo compito svolgere tutte le azioni che supportano l’elaborazione dei dati all’interno di un elaboratore; deve interpretare ed eseguire le istruzioni per l’elaborazione dei dati, ovvero gestire e coordinare la comunicazione delle periferiche hardware e lo scambio di dati tra di esse. Inoltre, deve caricare il sistema operativo, lato software è l’altro elemento essenziale perché un computer sia in grado di elaborare dati.

Il CPU supporta in via principale l’elaborazione dei dati e fisicamente si presenta come un sottile dispositivo di silicio su cui sono presenti una elevata quantità di piccoli transistor collegati tra loro con dei circuiti elettronici. Elementi in grado di elaborare quei bit (0 & 1) e che rappresentano qualsiasi dato in un formato digitale; oggi i transistor presenti su un CPU sono milioni; questo ci dice che oggi le macchine che abbiamo a disposizione sono più performanti rispetto a macchine ad uso aziendale usate decenni fa (negli anni '60/'70 un CPU conteneva 2000 transistor).

L’altro elemento centrale è la memoria centrale RAM, una memoria primaria (diversa da quella secondaria) che consente di memorizzare temporaneamente i dati in corso di elaborazione, le istruzioni dei programmi applicativi e del software di sistema in esecuzione. Nella componente software sono raccolte le istruzioni che servono ad un elaboratore perché possa elaborare dati nel modo corretto. La RAM consente la memorizzazione temporanea sia dei dati in corso di elaborazione sia delle istruzioni dei programmi applicativi e dei software di sistema anch’essi in esecuzione. Quando spengo il computer la memoria RAM si svuota per questo è definita memoria temporanea. Maggiore è la capacità di memoria della RAM migliori saranno le performance in termini di elaborazione dei dati del vostro computer.

La RAM è costituita anche dalla memoria ROM e dalla memoria CASH:

  • La ROM è una memoria di sola lettura e non può essere modificata, contiene i programmi e le istruzioni di avvio o di configurazione del sistema.

A supporto della terza fase che è quella di output, in cui avviene il rilascio dei dati dell’elaborazione. Le periferiche di output sono le stampanti, i monitor e le casse acustiche (componenti hardware che supportano questa fase) tutte le tecnologie che consentono all’utente di acquisire l’esito dell’elaborazione avvenuta in precedenza. Queste periferiche hanno caratteristiche differenti e rilasciano output differenti di formati e durata diversi (audio, video…).

Gli schermi, che nascono come periferica di output, oggi sono contemporaneamente periferica di output e anche periferica di input quando sono nella versione touch screen.

La quarta fase è quella di memorizzazione, fase in cui vengono archiviati dati e info, le tecnologie che intervengono a supporto sono rappresentate dalla memoria secondaria o memoria di massa a sua volta rappresentata dalle periferiche di archiviazione che consentono di archiviare in via definitiva i dati e le info. Floppy disk (oggi non più usati), nastri magnetici (oggi tornati in auge), hard disk (interno o esterno), CD, DVD, memoria Flash (USB).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EleBev di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi e trend digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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