Sistemi informativi e trend digitali
Sistemi informativi, ICT e scenari digitali (Parte 1)
Tecnologia = qualsiasi strumento, qualsiasi applicazione che deriva dall’elaborazione di una conoscenza/dall’applicazione di una conoscenza nel mondo reale. Qualsiasi applicazione che applica la conoscenza nel mondo reale. Esistono vari tipi di tecnologie: informatiche, agricole, dei trasporti, alimentari, bio mediche.
Tecnologie della comunicazione e dell’informazione = tutte quelle tecnologie che abilitano la gestione, la trasmissione e la memorizzazione dei dati e delle informazioni. Queste, fino a qualche anno fa, venivano classificate nelle IT (information technology), perché si faceva riferimento solo alle tecnologie per memorizzare e gestire l’informazione. Le IT sono le tecnologie che abilitano e supportano la gestione automatizzata dell’informazione. Oggi invece le definiamo ICT (information and communication technology): strumenti e applicazioni che facilitano l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione di dati e informazioni. Quando parliamo di ICT, parliamo di:
- Hardware = le componenti fisiche di una tecnologia, tutto quello che posso toccare di un computer o di un cellulare.
- Software = le applicazioni.
- Reti
Questi 3 elementi, che caratterizzano le ICT, rappresentano la vera e propria infrastruttura dei sistemi informativi moderni. Noi ci occupiamo di come queste tecnologie vengono utilizzate dalle aziende. ICT e SI non sono la stessa cosa, ma i SI sono qualcosa di più complesso. Un SI è un insieme di diverse componenti che consentono la produzione e la gestione dell’informazione. Contestualizzando possiamo dare una definizione più corretta:
- Sistema informativo aziendale: insieme di dati, strumenti e applicazioni (tecnologie in senso lato: es. una penna un foglio di carta, ma attualmente si utilizzano ICT), persone e processi che consentono all’azienda di disporre delle informazioni utili. Perché si parli di SI ci devono essere necessariamente questi 5 elementi.
Nella maggior parte dei casi reali, oggi i sistemi informativi fanno ampio uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e quindi quando si parla di strumenti e applicazioni nella definizione, nella maggior parte dei casi può essere considerato un insieme di strumenti e applicazioni tecnologiche (che fanno riferimento alle ICT), però sinonimo non sono ed esistono/esistevano sistemi informativi che le tecnologie della comunicazione e dell’informazione non le utilizzano/utilizzavano. Questo per una ragione puramente storica: il primo computer nasce alla fine degli anni ’50, i sistemi informativi esistono dal momento in cui esiste un’organizzazione e quindi esiste l’esigenza di produrre e gestire le informazioni.
Esempi
- “Prossimo treno in 3 minuti” = si tratta di una informazione che, visualizzo attraverso un display elettronico (tecnologia della comunicazione e dell’informazione); ma la metro esiste da secoli, il display non esisteva e comunque esisteva un modo per sapere l’orario del prossimo treno. L’informazione l’ha prodotta il sistema informativo dell’azienda Atm.
- Le previsioni meteo: dati (temperature, correnti), persone (analizzano questi dati), processi (come si fa a definire se il mare sarà mosso tra 3 gg?), strumenti e applicazioni (l’app meteo.it).
- Compagna aerea: per partire ho bisogno di sapere l’ora in cui partirà l’aereo e quanto costa il biglietto e queste informazioni le produce il sistema informativo della compagna aerea.
Quello che noi studiamo è come le tecnologie della comunicazione e dell’informazione hanno cambiato e stanno cambiando il modo di lavorare di SI. Nella definizione di SI, dato e informazione hanno due significati diversi:
- DATO = è una delle componenti. I dati sono fatti, osservazioni, elementi scollegati, semplici bit di informazione = elemento grezzo. Sono oggettivi per definizione. Sono la materia prima che i SI elaborano per produrre informazione. Sono materiale grezzo come parole e numeri. La funzione dei dati è quella di rappresentare determinati accadimenti, fenomeni, eventi tramite simboli come lettere, numeri e caratteri speciali. Di per sé i dati non hanno tipicamente alcun significato a meno che non subiscano un processo di elaborazione. Il dato quindi è l’elemento neutro al quale deve essere applicato un processo di elaborazione e interpretazione al fine di trasformarlo in informazione. Si possono individuare alcune caratteristiche affinché la sua elaborazione sia proficua: la completezza, l’omogeneità, la sincronia.
- INFORMAZIONE = è il risultato del lavoro del sistema informativo. L'informazione si ottiene selezionando dati e organizzandoli in un insieme coerente, dotato di significato. Ha una componente di soggettività che dipende dall’utente che ne usufruisce. Si tratta della manipolazione dei dati al fine di ottenere la loro trasformazione in una forma significativa. A volte è sufficiente una semplice manipolazione come l’aggiunta di un contesto per trasformare i dati in informazioni. L’informazione non è sufficiente, perché non ci permette di prendere una decisione. Ciò che può essere informazione per un attore, potrebbe non esserlo per un altro, che ha scopi diversi e quindi necessità di elaborazione diverse = il passaggio dal dato all’informazione è connesso non solo all’opportuna elaborazione dei dati, ma anche al loro effettivo utilizzo nei processi decisionali, operativi o di controllo in relazione alla loro rilevanza per un pubblico di riferimento.
- CONOSCENZA = La conoscenza è informazione contestualizzata e utilizzabile (elaborabile) per raggiungere obiettivi definiti. La conoscenza è fortemente collegata alla soggettività della rielaborazione dell’informazione.
- Le azioni (decisioni) derivano dall'utilizzo di conoscenza.
- Obiettivo
Il ruolo di SI nelle organizzazioni è quello di prendere grandi quantità di dati e di trasformarli, di volta in volta in informazioni che sono necessarie ai clienti, ai dipendenti, ecc. I SI informativi sono fondamentali nel passaggio da dati a informazione.
Digitale
Digitale = L’aggettivo “digitale” deriva dall’inglese digit (cifra, numero). Informazione in formato digitale = informazione in formato numerico. Quale formato numerico? Si tratta di formato o linguaggio binario, ovvero basato su solo 2 cifre:
- 0 = assenza di corrente elettrica.
- 1 = presenza di corrente elettrica.
I computer infatti capiscono un linguaggio formato solo da 0 e 1. Il mondo per utilizzare a pieno le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e evolvere nella direzione supportata dalla tecnologia ha dovuto digitalizzarsi, anche se il mondo e i fenomeni naturali non sono digitalizzati, ma sono analogici.
- Digitale = segnale discreto basato solo su 2 elementi: o zero o uno.
- Analogico = Basata su dei valori continui, infiniti (il tempo, spazio, pressione).
Sono paragonabili a un’onda e trasmettono un ampio spettro di informazioni. Sono molto sensibili alle interferenze.
= Modem modulatore-demodulatore. 20 anni fa il mondo non era ancora digitale e in particolare la linea telefonica era ancora uno strumento di tipo analogico (sottoforma di onde sonore). La voce veniva trasmessa nella maniera più naturale, oggi invece è digitalizzata. Avevo un computer e dovevo trasferire la voce attraverso gli zero e gli uno, ma nel momento in cui gli zero e gli 1 uscivano dal computer e dovevano passare sulla linea telefonica, dovevano essere trasformati in onde sonore e quindi attraverso il modem che trasformava ogni zero e uno in suono: sequenze di zero e uno in onde sonore, che viaggiavano sulla linea telefonica analogica e arrivavano a destinazione dove c’era un altro computer (che non capiva le onde sonore) e un altro modem che trasformava le onde in 0 e 1.
Convergenza digitale
Convergenza digitale = trasformazione della realtà analogica in forma digitale. Opportunità derivanti dalla convergenza digitale: ogni elemento multimediale può essere trasformato in formato digitale per la trasmissione a dispositivi di diversa natura.
Audio digitale = Trasformazione dell’audio in una serie di cifre binarie per poterlo ascoltare su un computer o inserirlo in un contesto multimediale.
Il sistema binario
Bit = Più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare. Quindi uno zero e/o un uno sono un bit.
Byte = Formato da 8 bit. Rappresenta l’unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici; è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere.
- 8 bit possono differenziare 256 (28) combinazioni di “0” e “1” diverse
Pensato per codificare il linguaggio umano con quello dei computer. Grazie al byte è stato creato il cosiddetto sistema di codifica ASCII (American Standard Code for Information Interchange) - codice che include i caratteri convenzionali (lettere, numeri etc) + simboli matematici e lettere greche:
- ASCII include 128 byte.
- ASCII estesa include 256 byte - diverse versioni di carattere nazionale - 15 diverse estensioni.
Una tabella così però non è sufficiente a uniformare a livello di pianeta tutti i linguaggi e gli alfabeti esistenti. Esiste quindi un codice più evoluto che si chiama:
UNICODE = Usa 2 byte (16 bit) per ciascun carattere al posto del singolo byte. Tale codice può gestire 65536 (216) caratteri differenti. Così come il sistema numerico, anche il sistema binario ha i suoi multipli e in particolare si basa sui cosiddetti multipli del byte:
- 1 Kilobyte = due elevato alla decima (1024 byte) = non è esattamente 1000, ma circa.
Infrastruttura dei sistemi informativi
L’infrastruttura dei SI di un’organizzazione moderna è costituita da tecnologie dell’informazione e della comunicazione, composte da 3 elementi principali:
- Hardware = elementi tangibili: tutto ciò che possiamo toccare (il telefonino, la tastiera, ecc.)
- Software = elementi intangibili (istruzioni, programmi che vengono dati alla macchina per l’elaborazione dei dati).
- Reti di comunicazione = consentono di scambiare dati e informazioni.
L’infrastruttura dei sistemi informativi ha come obiettivi:
- Elaborare i dati e trasformarli in informazioni: fare calcoli, modificare un’immagine o video.
- Archiviare: questi dati possono essere memorizzati in modo tale che l’utente li possa recuperare in un momento successivo.
- Trasmettere dati e informazioni: grazie alle reti, dati e informazioni possono essere trasmessi attraverso diversi device.
Classificazione degli elaboratori
La classificazione è basata sulle caratteristiche degli elaboratori e quindi in base alle tipologie di impiego.
- Supercomputer = estremamente potenti e costosi. Sono elaboratori che si trovano nei grandi centri di ricerca. Sono in grado di svolgere miliardi di operazioni al secondo. Vengono utilizzati principalmente per risolvere complessi problemi scientifici da centri di ricerca e agenzie internazionali (es. NASA).
- Mainframe = destinati principalmente alle grandi aziende che li impiegano come sistemi centrali di elaborazione. Il mainframe ha notevoli dimensioni, una elevata potenza elaborativa, numerose funzionalità e costi rilevanti. Consentono di elaborare un grande quantitativo di dati in tempi rapidi. Ha la capacità di gestire simultaneamente le richieste di elaborazione di centinaia di utenti.
- Workstation (minicomputer o midrange) = offrono prestazioni inferiori al mainframe, ma superiori al PC. Vengono utilizzati tipicamente per applicazioni di progettazione e per aziende di medie dimensioni: hanno processori veloci, ampia memoria, schede video avanzate e per tanto sono ottimizzate per la visualizzazione e il rendering di modelli 3D e destinate a usi in ambito medico, ingegneristico, all’architettura, all’animazione e grafica. Sono utilizzati in ambito professionale proprio perché hanno una maggior capacità di elaborazione dei dati (più performanti rispetto ai pc) e supportare dei software di progettazione (CAD). Sono utilizzati solitamente da un solo utente.
- Microcomputer = tutti quegli elaboratori finalizzati per la produttività individuale. Sono delle macchine dalle prestazioni medio basse, come il laptop e il personal computer. Servono come strumento per le attività quotidiane delle persone (appunti) o in ambito personale, o in quello professionale. Consentono di svolgere delle elaborazioni dei dati abbastanza semplici. Hanno prezzi che variano da poche centinaia ad alcune migliaia di euro a seconda della potenza di elaborazione e della configurazione hardware e software. I microcomputer sono denominati laptop o notebook (NC); sono nati negli anni ’90, ma solo recentemente grazie anche alle connessioni in banda larga, si sono evoluti per essere impiegati nelle architetture di tipo cloud computing. Sono utilizzati solitamente da un solo utente.
- Microcontroller = vengono chiamati anche sistemi embedded (incorporati) in quanto installati all’interno di oggetti di diverso tipo (frigorifero, lavastoviglie, lampioni, semafori). A differenza dei computer a uso generico, i sistemi embedded sono specializzati, cioè ottimizzati per eseguire una ben definita serie di operazioni: controllare il funzionamento di un elettrodomestico, di un motore o di un semaforo. Ha una capacità di elaborazione dei dati molto limitata e di fatto servono a svolgere la funzionalità dell’attività nel quale sono inseriti.
- (Internet delle cose e autonomia degli oggetti, che hanno un ruolo sempre più diverso dal passato).
Tutti questi elaboratori trasformano i dati in informazioni. Questi dati vengono immessi, elaborati, rilasciati, memorizzati e trasmessi attraverso una rete computer.
Principali operazioni svolte da un elaboratore
La distribuzione avviene attraverso le reti.
L’infrastruttura hardware
L’hardware è inteso come l’insieme delle componenti tangibili degli elaboratori ed è genericamente classificato secondo 4 tipologie: tecnologie di input, di elaborazione, output, memorizzazione.
Tecnologie di input
Servono ad immettere i dati all’interno di un elaboratore. Esistono 4 tipologie di periferiche di input dedicate a: immissioni di testo e numeri, puntamento e selezioni di informazioni, inserimento di grandi quantità di dati (data entry) e inserimento di dati audio e video. Tutte queste periferiche consentono di introdurre dei dati in un formato digitale (rappresentati da bit 0 e 1).
- Tastiera: inserimento di lettere e numeri. Lo schema più comune di disposizione dei tasti nelle tastiere alfanumeriche è il modello QWERTY (1864). Nel 1936 venne poi pensata un’alternativa: la tastiera semplificata Dvorak, che consentirebbe di scrivere più rapidamente e con meno errori. Le tecnologie emergenti in quest’ambito sono rappresentate dai programmi per il riconoscimento vocale e dalle tastiere laser.
- Mouse: dispositivo di puntamento più comune. Esso presenta nella parte inferiore uno o più sensori di spostamento (meccanici o infrarossi) e sulla superficie superiore uno o più pulsanti ai quali sono associate funzioni speciali (selezione di un oggetto, invio di un comando). Il trackball è un dispositivo di puntamento che funziona con una pallina posta nella parte superiore: roteandola con le dita si trasmette il movimento al cursore sullo schermo. Sui Notebook si trovano il pointing stick - un cilindro di gomma, inserito al centro della tastiera e consente di controllare i movimenti del cursore sullo schermo con la pressione delle dita – e il touchpad – una superficie rettangolare che rivela la pressione e lo spostamento del dito che guida il movimento del cursore sullo schermo.
- Joystick: si occupa di trasformare i movimenti di una leva manovrata dall’utente in una serie di segnali elettrici che permettono di controllare un programma o il movimento di un personaggio.
- Scanner: utilizzati per digitalizzare le immagini, foto, documenti e disegni. Ad esso può essere associato un programma OCR (Optical character recognition) di riconoscimento ottico dei caratteri, che permette di estrarre da un documento digitalizzato i caratteri che lo compongono, trasformando così l’immagine acquisita dallo scanner in vero e proprio testo.
- Lettori di codici a barre: permettono di acquisire e decodificare le informazioni memorizzate nelle barre verticali, la cui distanza e ampiezza determinano un codice numerico specifico.
- Lettori OMR (optical mark recognition) = permettono di rilevare la presenza o l’assenza di un segno di spunta in un punto predeterminato (in un esame a scelta multipla).
- Microfono: permette di catturare suoni provenienti dall’ambiente esterno.
- Fotocamere digitali: permettono di catturare immagini.
- Videocamere digitali o webcam: permettono di creare e salvare video.
- Con lo sviluppo di Internet delle cose, vari sensori e controller, dedicati a singoli funzioni, vengono utilizzati per raccogliere dati preziosi che diventano input di differenti tecnologie di elaborazione. Una di queste è la RFID (Radio Frequency Identification), che sta rapidamente sostituendo i codici a barre standard. È una tecnologia molto conveniente perché porta ad un risparmio di tempo, risorse umane, costi e si riducono gli errori, aumentando l’efficienza. Le etichette RFID possono contenere più dati.
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