Sistemi di degradazione negli eucarioti
Esistono 3 principali sistemi:
Proteasoma-ubiquitina
- Proteasoma-ubiquitina -> presente sia nel nucleo che nel citoplasma.
- Il proteasoma è una struttura cilindrica con due cappucci alle estremità e al suo interno enzimi proteolitici.
È in grado di accogliere al suo interno catene polipeptidiche che hanno subito una modificazione post-traduzionale detta poliubiquitinazione -> cioè una catena di molecole di ubiquitina è legata alla proteina (grazie a specifici enzimi) che dovrà essere degradata dal proteasoma -> una volta entrata nel proteasoma la proteina verrà frammentata.
Degrada principalmente proteine solubili a corta emivita.
Autofagia
- Autofagia -> presente nel citoplasma.
- Formazione di una vescicola (vacuoli autofagici o autofagosoma) con un doppio strato membranoso e sulla superficie presenta componenti detti Atg8, che etichettano queste strutture -> invagina una parte di citoplasma contenente organuli, complessi macromolecolari ecc. -> si fonde con un lisosoma (autofago-lisosoma) che riversa idrolasi acide -> le sostanze degradate vengono poi riversate all’esterno.
Autofagia mediata da chaperoni molecolari.
Lisosomi
- Lisosomi -> possono degradare sostanze in maniera indipendente grazie a questi complessi -> queste strutture presentano recettori che legano proteine (che presentano il recettore KFERQ) le quali vengono successivamente iniettate direttamente all’interno del lisosoma per essere degradate.
Modificazioni post-traduzionali
Modificazioni post-traduzionali -> modificazioni che avvengono a livello degli amminoacidi delle proteine dopo essere state sintetizzate -> per es. acetilazione, fosforilazione (può indurre cambiamenti conformazionali e indurne l’attivazione), lipidazione, glicosidazione e ubiquitinazione (ne determina la loro degradazione tramite il proteasoma).
Sono numerose e regolano sia l’emivita, che l’attività, che la localizzazione delle proteine.