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Concetti Chiave

  • Il sistema di previdenza sociale italiano è gestito principalmente da due enti: l'Inail, che si occupa della tutela antinfortunistica, e l'Inps, che gestisce le pensioni e le prestazioni di sostegno al reddito.
  • L'Inail fornisce copertura obbligatoria per infortuni e malattie professionali, garantendo indennità ai lavoratori in caso di infortunio e assistenza medica.
  • Il sistema pensionistico italiano ha subito riforme significative per affrontare il deficit, con leggi che hanno cambiato le modalità di calcolo delle pensioni verso un sistema contributivo più sostenibile.
  • Il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo ha comportato una graduale applicazione, con regole specifiche per le diverse categorie di lavoratori in base alla loro anzianità contributiva.
  • Il criterio retributivo garantiva pensioni basate su retribuzioni passate, mentre il criterio contributivo si basa sui contributi versati, assicurando un equilibrio finanziario nel lungo termine.

Enti di previdenza sociale

Il sistema italiano di previdenza sociale fa capo a due enti pubblici: l'Inail (Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) e l'Inps (Istituto nazionale per la previdenza sociale). L'Inail provvede alla tutela antinfortunistica, mentre l'Inps gestisce le pensioni dei lavoratori pubblici e privati e le prestazioni a sostegno del reddito. Sono stati soppressi altri enti pubblici previdenziali che operavano in precedenza (come l'Impdap, che gestiva le pensioni dei dipendenti pubblici); le funzioni degli enti soppressi e le loro risorse strumentali, umane e finanziarie sono state attribuite all'Inps.

Obblighi e coperture dell'Inail

L'Inail gestisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. L'assicurazione contro le malattie professionali è obbligatoria solo per coloro che esercitano determinate attività a rischio, indicate dalla legge (per esempio, attività che comportano il contatto con materie quali il piombo, l'arsenico, l'ossido di carbonio, l'amianto, le sostanze radioattive ecc.). L'assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria per tutti i lavoratori dell'industria e dell'agricoltura. In caso di infortunio l'ente corrisponde una rendita ai superstiti in caso di morte, un'indennità giornaliera in caso di inabilità temporanea, una rendita in caso di invalidità permanente. L'Inail provvede, inoltre, a forme di assistenza diretta (cure mediche e chirurgiche, terapie di riabilitazione, protesi ortopediche). La più importante forma di tutela gestita dall'Inps è costituita dai trattamenti pensionistici corrisposti in relazione a eventi diversi che riducono o fanno venir meno la capacità di lavorare e produrre reddito: la vecchiaia, l'invalidità, l'inabilità, la morte.

Riforme del sistema pensionistico

Il sistema pensionistico italiano ha raggiunto dimensioni imponenti e rappresenta la più elevata fra le spese per la sicurezza sociale. Poiché la gestione dei contributi avviene con il metodo della ripartizione, la maggior durata della vita umana e il calo demografico hanno determinato una grave situazione di deficit che si ripercuote in modo molto pesante sull'equilibrio della finanza pubblica. Si è resa quindi indispensabile una riforma strutturale del sistema, che ha trovato la sua base nella legge 8 agosto 1995, n.335. Le disposizioni di questa legge sono state poi in parte modificate e integrate con la legge 23 agosto 2004, n. 243. Ulteriori interventi riformatori sono stati attuati con il d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con la legge 22 dicembre 2011, n. 214. Lo scopo delle riforme è stato quello di rendere la spesa previdenziale più sostenibile, ridurne l'incidenza in rapporto al Pil, armonizzare i trattamenti pensionistici previsti per le diverse categorie di lavoratori e lavoratrici e assicurare maggiore organicità al funzionamento del sistema. L'entità della pensione viene determinata in base al criterio contributivo, introdotto dalla legge 335/1995 al posto di quello retributivo precedentemente vigente.

Criteri pensionistici: retributivo vs contributivo

Il criterio retributivo commisurava la pensione alla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di servizio e quindi garantiva al pensionato il mantenimento del reddito di cui godeva durante l'attività lavorativa. Il criterio contributivo garantisce invece l'equilibrio finanziario del sistema pensionistico perché commisura l'ammontare della pensione all'ammontare (capitalizzato e rivalutato) dei contributi versati. Il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo è stato regolato con gradualità in modo da salvaguardare i diritti acquisiti. Per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 il criterio contributivo si applica integralmente. Per coloro che alla stessa data avevano un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni, la pensione è determinata con il sistema retributivo per la parte che corrisponde all'anzianità maturata anteriormente al 31 dicembre 1995 e con il sistema contributivo per la parte maturata successivamente. Infine, per coloro che al 31 dicembre 1995 avevano un'anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni, in passato si applicava integralmente il sistema retributivo; ora il sistema retributivo rimane applicato solo sulla parte che corrisponde all'anzianità maturata fino al 31 dicembre 2011 mentre si applica il criterio contributivo per la parte maturata successivamente.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali enti di previdenza sociale in Italia?
  2. In Italia, i principali enti di previdenza sociale sono l'Inail, che si occupa della tutela antinfortunistica, e l'Inps, che gestisce le pensioni e le prestazioni a sostegno del reddito.

  3. Chi è obbligato a sottoscrivere l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali?
  4. L'assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria per tutti i lavoratori dell'industria e dell'agricoltura, mentre quella contro le malattie professionali è obbligatoria solo per chi esercita attività a rischio specifiche, come indicato dalla legge.

  5. Quali sono le principali riforme del sistema pensionistico italiano?
  6. Le riforme del sistema pensionistico italiano, avviate con la legge 335/1995 e successivamente modificate, mirano a rendere la spesa previdenziale più sostenibile e a garantire un equilibrio finanziario, armonizzando i trattamenti pensionistici per diverse categorie di lavoratori.

  7. Qual è la differenza tra il criterio retributivo e quello contributivo per il calcolo delle pensioni?
  8. Il criterio retributivo calcola la pensione in base alla media delle retribuzioni degli ultimi anni di servizio, mentre il criterio contributivo si basa sull'ammontare dei contributi versati, garantendo così l'equilibrio finanziario del sistema pensionistico.

  9. Come è stato gestito il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo?
  10. Il passaggio è avvenuto gradualmente per salvaguardare i diritti acquisiti, con il criterio contributivo applicato integralmente a chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e con modalità miste per chi aveva un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni alla stessa data.

Domande e risposte

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