Concetti Chiave
- Negli anni Settanta-Ottanta, l'Italia ha affrontato una crisi economica che ha richiesto un intervento statale per ridurre il dualismo economico tra Nord e Sud.
- Il ricorso eccessivo ai fondi statali per le imprese pubbliche ha contribuito a un peggioramento della situazione economica, accentuato dallo shock petrolifero del 1973.
- La privatizzazione dei servizi pubblici deve essere sostenuta da una regolazione del mercato per proteggere i consumatori e prevenire monopoli privati non regolati.
- Due modelli di privatizzazione sono l'azionariato diffuso, che separa proprietà e gestione, e il nocciolo duro, dove un gruppo di azionisti controlla la società.
- L'azione d'oro consente allo Stato di mantenere poteri speciali durante la privatizzazione, garantendo un diritto di veto su questioni strategiche.
Crisi economica italiana
Il sistema italiano ad economia mista è entrato in crisi tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta del secolo scorso.
L’Italia, provata dalla seconda guerra mondiale, trova nell’intervento dello Stato il modo per eliminare il dualismo economico tra Nord e Sud.
Negli anni Settanta-Ottanta, terminata la fase dell’industrializzazione, lo Stato avrebbe dovuto ridimensionare l’intervento pubblico.
In quegli anni, il ricorso ai fondi statali per coprire i deficit di bilancio delle imprese pubbliche era giunto a livelli incontenibili, peggiorato dalla crisi economica generalizzata a seguito dello shock petrolifero del 1973.
• Formale: trasformazione dell’ente pubblico economico in SPA con l’attribuzione della titolarità dell’intero pacchetto azionario allo Stato;
• Sostanziale: viene ceduto ai provati il capitale azionario derivante dalla trasformazione degli enti economici.
Privatizzazione e regolazione
Il processo di privatizzazione dei servizi di pubblica utilità deve essere accompagnato da una regolazione del mercato che garantisca i consumatori, evitando di correre il rischio di passare da un monopolio pubblico ad un monopolio privato non regolato.
• AZIONARIATO DIFFUSO: public company su stampo anglosassone, le azioni sono diffuse fra la collettività, cosicché non vi è un azionista di maggioranza. Si crea, in pratica, una separazione tra proprietà e gestione;
• NOCCIOLO DURO: su stampo tedesco, si tratta di un nucleo stabile di azionisti: uno o più azionisti controllano la società e quindi proprietà e gestione coincidono.
Queste società non sacrificano gli investimenti a lungo termine, in quanto non hanno paura di essere “licenziati” perché amministratori coincidono con i proprietari.
Uno strumento molto utilizzato dal Governo britannico è l’AZIONE D’ORO: quota azionaria che lo Stato può riservarsi al momento del collocamento sul mercato di un’azienda pubblica e che gli conferisce poteri particolari.
Il potere privilegiato dello Stato viene specificato nello Statuto, il quale ha un “diritto di veto” su particolari questioni.
Nel momento in cui lo Stato ha privatizzato alcuni settori “delicati”, sono nate delle Authority volte a garantire che in quel settore siano rispettate delle condizioni.
Domande da interrogazione
- Quali sono le cause principali della crisi economica italiana negli anni Settanta e Ottanta?
- In che modo la privatizzazione dei servizi pubblici deve essere regolata?
- Qual è la differenza tra azionariato diffuso e nucleo duro nelle società privatizzate?
La crisi economica italiana è stata causata dal termine della fase di industrializzazione e dall'aumento insostenibile del ricorso ai fondi statali per coprire i deficit delle imprese pubbliche, aggravato dallo shock petrolifero del 1973.
La privatizzazione deve essere accompagnata da una regolazione del mercato per garantire i consumatori, evitando il passaggio da un monopolio pubblico a uno privato non regolato, come evidenziato nel testo.
L'azionariato diffuso prevede che le azioni siano distribuite tra la collettività senza un azionista di maggioranza, mentre il nucleo duro implica che uno o più azionisti controllano la società, coincidendo così proprietà e gestione.