Concetti Chiave
- I terminali per il calore includono radiatori, termoconvettori, ventilconvettori e pannelli radianti, con una predominanza dei modelli a convezione.
- I radiatori, disponibili in vari materiali e forme, funzionano con acqua calda che riscalda l'aria, risultando economici in termini di manutenzione.
- Negli ultimi anni, la temperatura di mandata per i radiatori si è ridotta a 50°C, migliorando l'efficienza energetica rispetto ai valori storici di 85°C.
- I termoconvettori utilizzano tubi con lamelle per lo scambio di calore, ma possono subire ostruzioni da carbonato di calcio a causa delle alte temperature.
- I ventilconvettori, una variante dei termoconvettori, utilizzano una ventola per diffondere l'aria calda in modo più efficace, ma hanno il rischio di emettere aria fredda se l'acqua è a basse temperature.
Quali sono i tipi di terminali per il calore?
I terminali che erogano il calore possono essere di diversi tipi: radiatori, termoconvettori, ventilconvettori, pannelli radianti. Negli ultimi anni si sono utilizzati perlopiù terminali che sfruttano la convezione (radiatori in ghisa, acciaio o alluminio) oppure termoconvettori e/o ventilconvettori.
Radiatori:
I radiatori sono di varie forme, dimensioni e materiali e sono costituiti da più elementi uguali assemblati (termosifone) e sono i più utilizzati nelle abitazioni. Dentro ai radiatori circola acqua calda che proviene dal generatore che cede il calore al materiale del corpo scaldante, questo a sua volta scalda l'aria. Decenni scorsi la temperatura di mandata dell'acqua era di 85°C e quella di ritorno di 75°C. Il ∆T = ((Tm + Tr)/2) – 20.
Il 20 è la temperatura ambiente, quindi un valore prescelto. La formula applicata prima risultava 60, ma oggi si cerca di ottenere un valore di 50°C. I radiatori sono più utilizzati confronto al riscaldamento a pavimento perché si ritiene che i costi di manutenzione siano inferiori.
Termoconvettori e ventilconvettori:
Funzionamento dei termoconvettori
Nei termoconvettori l’acqua passa attraverso dei tubi circondati da sottili lamelle, che costituiscono la batteria di scambio. La temperatura molto alta facilita la formazione di carbonato di calcio che causa il restringimento dei tubi. Così si pensava che sarebbe stato meglio ovviare la temperatura di ingresso dell’acqua invece di pulire con acidi le tubazioni. I ventilconvettori sono termoconvettori che hanno una ventola dove l’aria esce con più forza, quindi si ha più calore. Ma può anche far uscire l’aria fredda, mettendo acqua a 7°.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali tipi di terminali per il calore utilizzati nelle abitazioni?
- Come funzionano i radiatori e quali sono le loro caratteristiche principali?
- Qual è la differenza tra termoconvettori e ventilconvettori?
I terminali per il calore più comuni nelle abitazioni includono radiatori, termoconvettori, ventilconvettori e pannelli radianti, con una prevalenza per quelli che sfruttano la convezione, come i radiatori in ghisa, acciaio o alluminio.
I radiatori funzionano grazie alla circolazione di acqua calda che cede calore al materiale del corpo scaldante, riscaldando così l'aria. Sono disponibili in diverse forme e materiali e sono preferiti per i costi di manutenzione inferiori rispetto al riscaldamento a pavimento.
I termoconvettori utilizzano tubi circondati da lamelle per il riscaldamento, mentre i ventilconvettori, oltre a questo, hanno una ventola che aumenta la forza dell'aria calda in uscita, ma possono anche emettere aria fredda se l'acqua è a 7°.