Concetti Chiave
- Dopo la morte di Hegel, si formarono due fazioni tra i suoi studenti: una conservatrice e la Sinistra Hegeliana, composta da giovani pensatori come Feuerbach e Marx.
- Il conflitto principale tra le fazioni riguardava il rapporto tra religione e filosofia, con la destra che sosteneva la verità intrinseca della religione e la sinistra che enfatizzava la filosofia come strumento razionale.
- La destra considerava la religione come ancilla theologiae, mentre la sinistra metteva in evidenza la diversità delle forme espressive tra religione e filosofia.
- Hegel affermava che il reale è razionale e necessario, sostenendo una visione giustificazionista e conservatrice accettata dalla destra.
- La sinistra, invece, considerava il metodo dialettico come potenzialmente rivoluzionario, in contrasto con la visione conservatrice del sistema hegeliano.
Divisione tra studenti di Hegel
Dopo la morte di Hegel si vennero a formare due fazioni contrapposte tra i suoi studenti. Una parte era conservatrice, proprio come Hegel, formata dagli allievi più anziani e già inseriti nella società tedesca dell’epoca. L’altra fazione, battezzata Sinistra Hegeliana da David Strauss in riferimento agli schieramenti nel parlamento rivoluzionario francese, non era invece conservatrice e costituita da gli studenti più giovane (da qui anche il nome di ‘Giovani Hegeliani’). Questa fazione produsse pensatori come Feuerbach e, in modo indiretto, Marx.
Qual è il conflitto su religione e filosofia?
I due schieramenti si trovavano in conflitto in particolare su due punti: il rapporto tra religione e filosofia e il rapporto tra religione e stato.
Nel sistema hegeliano lo spirito assoluto conosce se stesso e, nell’uomo, ha consapevolezza di se’ e, tornando in se stesso, si esprime in tre modi differenti: arte (tesi), Religione (antitesi) e filosofia (sintesi). La differenza tra religione e filosofia non stava quindi nel contenuto (essendo due espressioni di una sola realtà) ma nella forma.
Differenze tra destra e sinistra
La destra sosteneva che nella religione era contenuta già tutta la verità e la religione era solo una ancilla theologiae, perché serviva solo a esporre lo steso contenuto in modo più chiaro.
La sinistra sottolineava la diversità della forma espressiva: la filosofia si esprime utilizzando il concetto, che è uno strumento razionale e, dato che la realtà è ragione, è il mezzo migliore per descriverla.
Hegel e il reale razionale
Per Hegel il reale è il razionale e in quanto tale necessario, la filosofia può solo riflettere e spiegare ciò che è accaduto ma non tentare di cambiare lo stato delle cose. L’esito è quindi giustificazionista e conservatore: su questa base la destra accettano il regno dell’imperatore Federico Guglielmo III.
La sinistra afferma invece che, ebbene il sistema sia conservatore, il metodo dialettico sia un metodo rivoluzionario in quanto si basa sul superamento della tesi, accettando quindi la rivoluzione. Marx afferma che si tratta del metodo ipostatizzante (cioè rendeva tutto il reale e quindi ogni istituzione razionale e quindi necessario) ad essere conservatore.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due fazioni principali tra gli studenti di Hegel dopo la sua morte?
- Qual è la differenza principale tra la visione della destra e quella della sinistra riguardo al rapporto tra religione e filosofia?
- Come si differenziano le posizioni di destra e sinistra riguardo al concetto di reale e razionale in Hegel?
Dopo la morte di Hegel, si formarono due fazioni contrapposte: la destra, conservatrice e composta da allievi più anziani, e la Sinistra Hegeliana, formata da studenti più giovani e non conservatori, tra cui pensatori come Feuerbach e Marx.
La destra sosteneva che la religione contenesse già tutta la verità, mentre la sinistra enfatizzava la diversità della forma espressiva, affermando che la filosofia, attraverso il concetto, fosse il mezzo migliore per descrivere la realtà razionale.
La destra accetta il reale come razionale e necessario, giustificando lo stato attuale delle cose, mentre la sinistra, pur riconoscendo il carattere conservatore del sistema, considera il metodo dialettico come rivoluzionario, capace di superare la tesi e accettare la rivoluzione.