Concetti Chiave
- La dissecazione aortica è classificata in diverse classi, con la Classe I che rappresenta la forma classica con un falso lume.
- La Classe II comporta una rottura intimale chiusa e un ematoma intramurale, presentando rischi simili alla dissecazione classica.
- La Classe III non è una vera dissecazione, ma una dilatazione focale dell'aorta, che può portare a rotture a causa dell'alterata forma.
- La Classe IV è caratterizzata da ulcerazioni aortiche, sempre più comuni grazie all'aumento degli esami tomografici.
- La dissecazione aortica è una patologia rara con un'incidenza di 6 casi ogni 100.000 abitanti, con sintomi aspecifici che rendono la diagnosi difficile.
Indice
Qual è la classificazione delle sindromi aortiche?
Anzitutto, tra queste sindromi solo la Classe I è definibile propriamente come dissecazione aortica.
- Classe I. È una dissecazione aortica classica, con un falso lume.
- Classe II. Non c’è una comunicazione tra vero e falso lume. È presente una sola rottura intimale che poi si è chiusa, senza che ci fosse il tempo per raggiungere una pressione tale da determinare la seconda rottura intimale. Rimane, perciò, una raccolta ematica nella tonaca media, che prende il nome di ematoma intramurale, questa condizione presenta gli stessi rischi della classica dissecazione aortica.
- Classe III: non è una vera e propria dissecazione (Da sottile o discreta) in quanto la tonaca media è intera, ma c’è una dilatazione/ectasia focale dell’aorta; I rischi sono dovuti all’alterata forma dell’aorta: per la legge di Laplace, le pressioni possono determinare più facilmente una successiva rottura.
- Classe IV: ulcerazione di placca aortica con roflura (Pau = penetrating aortic ulcer); secondo il professore più frequente della dissecazione aortica classica, si sta riscontrando sempre di più, anche come riscontro accidentale per via del maggiore numero di esami tomografici dell’aorta.
Rischi e trattamenti delle classi
L’aorta è soggetta a fenomeni aterosclerotici, anche se meno rispetto ai vasi coronarici. Quando una placca aortica si rompe, si può verificare una rottura intimale e si crea una dissecazione della media legata all’estroflessione dell’intima a causa della rottura di placca. Si tratta, tuttavia, di rotture endoteliali minime, per cui non è una dissecazione classica. Anche in questo caso si genera un ematoma, che comunica con il lume aortico e che, essendo sotto pressione, ha un discreto rischio di rottura (in TC si vede una specie di “pallina” di fianco all’aorta). Rispetto alle prime due classi che richiedono interventi d’urgenza (es. sostituzione valvolare), il trattamento è più conservativo e il quadro si può risolvere in pochi giorni;
o Classe V: danno iatrogeno, causato dall’inserimento di un catetere o di un filo guida attraverso i vasi arteriosi (per es. durante una coronarografia o una Ptca cioè una dilatazione delle coronarie con catetere a palloncino), con cui può capitare di rompere l’intima e quindi favorire una dissecazione iatrogena (traumatica).
Epidemiologia e diagnosi della dissecazione
La dissecazione aortica è una patologia poco frequente, con casi circa 6/100.000 abitanti. Sono colpiti più gli uomini, ma la patologia è più letale nelle donne. Considerati i sintomi e la frequenza, possiamo dire che in grandi pronto soccorsi si presenta una dissecazione aortica tra 1 e 2 volte all’anno.
Si ripete l’importanza di riconoscere la patologia vista la sua alta mortalità, che risulta particolarmente elevata anche per la difficoltà nel fare diagnosi poiché a causa dei sintomi aspecifici di presentazione.
Ad esempio, in macchina, con la cintura di sicurezza, se si fa un incidente frontale, la decelerazione improvvisa porta a un’azione di leva dei punti mobili sui punti fissi: quindi, mentre il corpo tende ad andare avanti, il cervello (mobile) fa leva sul tronco encefalico (fisso), l’arco aortico si traziona (flessione + torsione) sull’aorta toracica e in quel punto può danneggiarsi.
Domande da interrogazione
- Quali sono le diverse classi di sindromi aortiche e le loro caratteristiche principali?
- Quali sono i rischi associati alle diverse classi di sindromi aortiche?
- Qual è l'epidemiologia della dissecazione aortica?
- Perché è difficile diagnosticare la dissecazione aortica?
- Quali meccanismi possono causare una dissecazione aortica in seguito a un incidente?
Le sindromi aortiche sono classificate in quattro classi: Classe I è la dissecazione aortica classica; Classe II presenta un ematoma intramurale senza comunicazione tra i lumi; Classe III è una dilatazione focale senza dissecazione vera e propria; Classe IV è l'ulcerazione di placca aortica. La Classe V riguarda danni iatrogeni causati da procedure mediche.
I rischi variano: la Classe I e II richiedono interventi urgenti a causa della possibilità di rottura, mentre la Classe III presenta rischi legati alla forma alterata dell'aorta. La Classe IV è in aumento grazie a esami tomografici, mentre la Classe V è legata a complicazioni da procedure mediche.
La dissecazione aortica è rara, con un'incidenza di circa 6 casi ogni 100.000 abitanti, colpendo più gli uomini, ma risultando più letale nelle donne. Si verifica in pronto soccorso tra 1 e 2 volte all'anno.
La diagnosi è complicata a causa dei sintomi aspecifici e dell'alta mortalità associata. La difficoltà nel riconoscere la patologia può portare a esiti fatali, rendendo cruciale una diagnosi tempestiva.
In caso di incidente frontale, la decelerazione improvvisa può causare un'azione di leva che danneggia l'arco aortico, portando a una dissecazione aortica a causa della flessione e torsione sull'aorta toracica.