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Concetti Chiave

  • Il datore di lavoro deve dimostrare il giustificato motivo oggettivo del licenziamento, attuando il principio dell'estrema ratio.
  • Il principio dell'estrema ratio permette di offrire solo mansioni dello stesso livello contrattuale o uno immediatamente inferiore, se il lavoratore è idoneo.
  • Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può avvenire anche in caso di inidoneità fisica o psichica del lavoratore.
  • Il licenziamento è considerato discriminatorio se viola beni di rilevanza sociale, come diritti sindacali o motivi etnici, risultando nullo.
  • In caso di licenziamento discriminatorio, si applica la tutela ripristinatoria piena, indipendentemente dalla motivazione del licenziamento.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a provare il giustificato motivo oggettivo del licenziamento: egli deve dimostrare di non poter adibire il lavoratore ad un'altra mansione aziendale (principio dell’estrema ratio). L’imprenditore deve favorire il reinserimento del dipendente altrimenti vittima del licenziamento: se questo non risulta attuabile, l’estromissione del lavoratore è valida.

Principio dell'estrema ratio

Il principio dell’estrema ratio fa riferimento a due sole tipologie di mansioni:

- quelle riconducibili allo stesso livello contrattuale di inquadramento delle mansioni soppresse per effetto della scelta aziendale;

- quelle appartenenti al livello di inquadramento contrattuale immediatamente inferiore.

Ovviamente il principio è applicabile solo nel caso in cui il lavoratore sia soggettivamente in grado di svolgere le nuove mansioni aziendali.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo comprende anche le ipotesi in cui il lavoratore sia obiettivamente impossibilitato a prestare la propria attività, per inidoneità fisica o psichica. Altre fattispecie riguardano il ritiro di patenti di guida necessarie al lavoro e la custodia cautelare del dipendente.

Licenziamento discriminatorio

In generale, il licenziamento può essere considerato discriminatorio. Ciò accade quando esso danneggia beni che l’ordinamento considera particolarmente rilevanti (discriminazione per motivi sindacali, politici, religiosi, etnici, linguistici, ecc.).

Il licenziamento discriminatorio è nullo a prescindere dalla motivazione che lo giustifica e comporta sempre l'applicazione della tutela ripristinatoria piena. Il licenziamento è nullo anche in altre ipotesi, in particolare quando è disposto in concomitanza al matrimonio o alla maternità del dipendente.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in caso di licenziamento?
  2. Il datore di lavoro deve provare il giustificato motivo oggettivo del licenziamento e dimostrare di non poter adibire il lavoratore a un'altra mansione, favorendo il suo reinserimento, altrimenti il licenziamento è valido (Obblighi del datore di lavoro).

  3. Cosa implica il principio dell'estrema ratio nel contesto del licenziamento?
  4. Il principio dell'estrema ratio consente il licenziamento solo se non è possibile assegnare il lavoratore a mansioni dello stesso livello contrattuale o a uno immediatamente inferiore, a condizione che il lavoratore sia in grado di svolgerle (Principio dell'estrema ratio).

  5. In quali casi un licenziamento può essere considerato discriminatorio?
  6. Un licenziamento è discriminatorio se danneggia beni considerati rilevanti dall'ordinamento, come motivi sindacali, politici, religiosi o legati alla maternità, e risulta nullo indipendentemente dalla motivazione (Licenziamento discriminatorio).

Domande e risposte

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