Concetti Chiave
- Il Settecento è un periodo di profonde trasformazioni, influenzato da rivoluzioni politiche e dall'emergere dell'Illuminismo, che promuove il razionalismo e l'indagine scientifica.
- L'Illuminismo porta a un allontanamento dalla fede religiosa in favore della scienza, ponendo la ragione e la natura come modelli per comprendere il mondo.
- Il giusrazionalismo afferma che i diritti appartengono all'uomo in quanto tale, portando a un ampliamento dei diritti civili e a una visione cosmopolita della cittadinanza.
- Rousseau propone una riformulazione del rapporto tra individuo e stato, suggerendo un contratto sociale che garantisca diritti fondamentali e giustizia.
- In Italia, il rinnovamento culturale è promosso da intellettuali come Muratori, che aspirano a una modernizzazione della cultura nonostante le resistenze politiche e religiose.
Le trasformazioni del Settecento
Il Settecento è un secolo di trasformazioni per via della rivoluzione inglese e successivamente quella francese, americana, ma anche quella industriale.
Illuminismo e razionalismo
Dal punto di vista culturale nasce l’Illuminismo, conseguenza del metodo scientifico del 600, nato quindi dall’indagine scientifica, che è applicata a tutti i campi della conoscenza (anatomia, meccanica ...). Il principio di autorità non è più accettato, così come l’interpretazione dogmatica: l’uomo stesso indaga, emerge quindi un atteggiamento razionalistico, anche in filosofia. Questi comportamenti provocano negli scienziati l’allontanamento da Dio, ovvero l’ateismo.
L’indagine intellettuale si ispira a due modelli: ragione e natura. Ciò che è osservabile dalla natura e spiegabile dalla ragione è per forza giusto; c’è quindi una visione pratica. La fede in Dio è sostituita con la fede per la scienza, naturalmente ciò vale solo per una parte della popolazione.
Quali erano la politica e i diritti nel Settecento?
Dall’atteggiamento razionalistico si sviluppa anche l’idea di politica come scienza, in particolare si sviluppa il giusrazionalismo, una corrente secondo cui i diritti sono posseduti dall’uomo in quanto tale. Gli intellettuali appartenenti a questa corrente indagano su quali sono questi diritti e su ciò che provoca dei cambiamenti sociali, per esempio in Inghilterra si amplia il diritto di voto ad una maggior parte della popolazione. Il giusrazionalismo si ripercuote anche in politica. Si sviluppa anche il cosmopolitismo, che evidenzia l’unicità dell’uomo e l’aspirazione alla visione universale ed accomuna le persone dei diversi paesi: ognuno diventa cittadino del mondo.
Progresso e felicità illuminista
Si scopre anche il concetto di progresso, visto come processo dell’uomo che può sempre migliorare la propria condizione; questo processo è lineare, segue quindi un’unica direzione. Gli illuministi sono convinti che le condizioni dell’uomo miglioreranno sempre e si arriverà ad uno stato di felicità, raggiunto tramite ragione e scienza.
Rousseau e il contratto sociale
I filosofi affermano che l’uomo non deve essere considerato suddito, ma cittadino che possiede diritti fondamentali. Lo stato non deve essere un’entità superiore che opprime l’uomo, ma un’entità che garantisce il rispetto dei diritti e la giustizia. Il filosofo che si dedica di più a questo tema è Rousseau, egli afferma che gli uomini devono rinunciare a fare quello che vogliono e devono accettare le leggi perché capiscono che lo stato sta facendo il suo dovere, ovvero garantendo giustizia, quindi un contratto sociale.
Rinnovamento culturale in Italia
Nel Settecento gli intellettuali avvertono l’esigenza del rinnovamento della cultura, in Italia anche per via della stagnazione politica. Governanti, come Federico II e Caterina di Russia, aprono le porte agli intellettuali fino alla metà del 700, poi li respingono poiché temono una possibile rivoluzione come in Francia.
Muratori e la repubblica dei letterati
In Italia c’è una grande frammentazione riflessa dalla politica; si creano dunque diverse situazioni economiche, anche culturalmente alcune aree sono più progredite rispetto ad altre, come in Lombardia; si formano dei circoli, che durano anche nell’800. In Italia è tradotta e pubblicata l’Enciclopedia. L’intellettuale più conosciuto è Muratori, che prova a creare una repubblica dei letterati (1703), ovvero una comunità di intellettuali filosofici in nome dell’universalità della cultura. Secondo lui gli intellettuali italiani dovrebbero avviare una riflessione per far sì che ci sia una modernizzazione. Questa repubblica non si concretizza, ma sarà un modello per i successivi. Il rinnovamento è frenato dalla controriforma, gli intellettuali e lo stesso Muratori, rivendicano la necessità di una innovazione anche nella chiesa.
Lingua e razionalità illuminista
Fino all’800 gli intellettuali provano a elaborare una lingua comune con cui gli italiani si possano riconoscere. Nel 700 questo aspetto è influenzato dalla razionalità dell’illuminismo, quindi si deve creare una lingua che non sia solo raffinata e bella, ma che faccia esprimere le idee in maniera chiara e che le faccia diffondere in maniera efficace.
per approfondimenti vedi anche:
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali trasformazioni culturali del Settecento?
- Come si sviluppa il concetto di diritti nel Settecento?
- Qual è la visione illuminista del progresso?
- Qual è il contributo di Rousseau al pensiero politico del Settecento?
- Come si manifesta il rinnovamento culturale in Italia nel Settecento?
Il Settecento è caratterizzato dalla nascita dell'Illuminismo, che promuove un'indagine scientifica applicata a tutti i campi della conoscenza, portando a un atteggiamento razionalistico e all'allontanamento dalla fede in Dio a favore della scienza.
Il giusrazionalismo emerge come corrente che afferma che i diritti appartengono all'uomo in quanto tale, portando a un ampliamento del diritto di voto e a una visione cosmopolita che unisce le persone come cittadini del mondo.
Gli illuministi vedono il progresso come un processo lineare in cui l'uomo può sempre migliorare la propria condizione, con la convinzione che si arriverà a uno stato di felicità attraverso la ragione e la scienza.
Rousseau sostiene che l'uomo deve essere considerato cittadino con diritti fondamentali e propone un contratto sociale in cui lo stato garantisce giustizia, richiedendo agli individui di accettare le leggi per il bene comune.
In Italia, il rinnovamento culturale è ostacolato dalla stagnazione politica, ma intellettuali come Muratori cercano di creare una "repubblica dei letterati" per promuovere l'universalità della cultura, nonostante le difficoltà imposte dalla controriforma.