Concetti Chiave
- Foscolo evolve il suo pensiero dal pessimismo di 'Ortis' all'accettazione della vita e della morte in 'I Sepolcri', riflettendo sulla libertà della patria.
- La scrittura di 'I Sepolcri' nasce da un dibattito con Pindemonte riguardo all'editto napoleonico che imponeva nuove regole sulle sepolture.
- Il poeta esprime una visione materialistica della morte, considerandola come una distruzione totale che rende le tombe inutili per il defunto.
- La tomba rappresenta un'illusione di sopravvivenza, mantenendo vivo il ricordo e creando un legame affettivo tra i vivi e i defunti, simbolo di civiltà.
- Foscolo sottolinea l'importanza della poesia, che ha una funzione eterna di custodia del ricordo e di risveglio di sentimenti fondamentali per la civiltà.
Il cammino riflessivo di Foscolo
Foscolo, nelle sue opere, fa un cammino riflessivo, infatti dal pessimismo predominante nell’Ortis in seguito della delusione dalla libertà della patria, passa ad una accettazione della vita non ignara della morte ne ‘I Sepolcri'.
Discussione con Pindemonte e l'editto
Foscolo scrisse ‘I Sepolcri’, in seguito ad una discussione avvenuta con Pindemonte a causa dell’editto napoleonico di Saint-Cloud che imponeva le sepolture fuori dei confini della città e regolamentava le scritture sulle lapidi.
Materialismo e indifferenza della morte
Nel carme, il poeta ribadisce inizialmente le tesi materialistiche della morte, l’inutilità delle tombe e l’indifferenza per il modo di seppellire i defunti.
La morte è considerata dal poeta la distruzione totale dell’individuo che non lascia la possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo, il defunto non può avere nessun conforto dalla tomba, e la trasformazione della materia, impedisce anche la sopravvivenza del ricordo, perché con il passare del tempo viene cancellata ogni traccia dell’esistenza. Queste idee sono sostenute da Foscolo con un atteggiamento disilluso difronte ad una verità amara.
Illusione della sopravvivenza e civiltà
L’illusione della sopravvivenza è trasmessa dalla tomba perché essa mantiene vivo il ricordo ed instaura una “corrispondenza d’amorosi sensi” tra il defunto e il vivo; questa corrispondenza affettiva è una dote divina per gli uomini perché da loro una forma d’immortalità paragonabile a quella degli dei.
Le tombe e la pietà per i defunti sono segni distintivi della civiltà, insieme alla famiglia, alla giustizia alla religione. La nascita di queste istituzioni hanno segnato il passaggio dell’uomo dall’età primitiva all’età civile. Inoltre, si ritiene che con la tomba vengono rilevati i valori di un popolo e perciò sono il mezzo per misurare il grado di civiltà di una società.
Valore storico e civile delle tombe
Foscolo estende il valore civile delle tombe alla dimensione storica, cioè la tomba viene vista non più come il centro dei valori di una civiltà, ma come il messaggio che trapassa il tempo.
Per questo, il poeta, passa dal parlare delle tombe in generale alle tombe degli uomini ‘grandi’, il cui ricordo dura nei secoli.
Infatti, predomina il tema delle tombe della chiesa di Santa Croce a Firenze, che stimolano gli animi generosi a compiere grandi azioni e rendono sacra la terra in cui sono seppelliti.
Funzione eterna della poesia
Alla funzione delle tombe, si affianca quella della poesia, perché la loro funzione non è limitata nel tempo.
La poesia non è sottoposta alle leggi materiali, quindi la sua armonia dura nei secoli e mantengono vivo il ricordo.
Per Foscolo, la poesia è un motivo di riflessione; infatti, è proprio discutendo di questo tema che si conclude il carme: la poesia deve custodire il ricordo dei sconfitti, delle sofferenze, delle sventure, del sangue versato, e, nello stesso tempo, deve risvegliare i sentimenti, la compassione e la solidarietà.
Tutto ciò, è essenziale per la costruzione di una civiltà.
Domande da interrogazione
- Qual è il percorso evolutivo del pensiero di Foscolo riguardo alla vita e alla morte?
- Qual è il contesto che ha portato alla scrittura de 'I Sepolcri'?
- Come Foscolo interpreta il valore delle tombe nella civiltà?
- Qual è il ruolo della poesia secondo Foscolo in relazione alla memoria e alla civiltà?
Foscolo passa da un pessimismo radicale nell'Ortis, influenzato dalla delusione per la libertà della patria, a una maggiore accettazione della vita e della morte ne 'I Sepolcri', dove affronta la questione della mortalità con un atteggiamento disilluso.
'I Sepolcri' è stato scritto in seguito a una discussione con Pindemonte riguardo all'editto napoleonico di Saint-Cloud, che regolamentava le sepolture e le scritture sulle lapidi, influenzando profondamente il pensiero di Foscolo.
Foscolo considera le tombe come segni distintivi della civiltà, che riflettono i valori di un popolo e segnano il passaggio dall'età primitiva a quella civile, evidenziando la loro importanza storica e culturale.
Foscolo attribuisce alla poesia una funzione eterna, capace di mantenere vivo il ricordo e risvegliare sentimenti di compassione e solidarietà, essenziali per la costruzione di una civiltà, come si evince dalla conclusione del carme.