Concetti Chiave
- Foscolo si descrive nel sonetto "Autoritratto" come un individuo complesso, ricco di vizi e virtù, con la consapevolezza di non essere compreso nel suo tempo e il desiderio di lasciare un'eredità ai posteri.
- Le teorie illuministiche di Foscolo, unite al suo razionalismo, portano a una visione ciclica della vita, in cui la morte rappresenta il nulla eterno, alimentando il suo pessimismo verso la realtà politica e sociale.
- Il protagonista del romanzo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", Jacopo, è un giovane idealista che si suicida come atto di protesta contro la sua insoddisfazione per la vita e la società, evidenziando l'importanza degli ideali.
- La figura di Foscolo riflette il suo protagonista, poiché entrambi affrontano delusioni amorose, ma Foscolo trova la salvezza nelle illusioni romantiche, anziché nel suicidio.
- Il romanzo ha avuto una complessa storia editoriale, partendo da "Laura lettere", passando per diverse stesure, e venendo completato da un altro autore prima che Foscolo lo riscrivesse e pubblicasse nel 1798.
Autoritratto e Filosofia di Foscolo
Foscolo si descrive nel sonetto "Autoritratto" basandosi sui sonetti di Alfieri. Si definisce ricco di vizi e virtù, riconosce di avere dei difetti e dei pregi. Sa di non poter essere capito nel suo tempo ma lascerà orma ai posteri, ciò lo porta a desiderare la morte.
Ciclo della Vita e Pessimismo
Foscolo aderisce alle teorie illuministiche di Hobbes ed al sensismo di Condillac, sostiene il razionalismo e, perciò, si definisce ateo. Sostiene che il mondo e la razza umana attraversino una fase ciclica che dalla nascita porta alla distruzione della materia. L'umanità tramite le istituzioni del matrimonio, dei culti e della sepoltura è passata da uno stato ferino alla civiltà. Foscolo afferma che la morte porti il nulla eterno, cioè l'annullamento della persona e che viene rappresentato dall'oblio, il dimenticatoio, da cui deriva l'angoscia dell'uomo, causata dalla paura di essere dimenticati. Queste concezioni sono alla base della nascita del pessimismo di Foscolo, alimentato dal periodo storico in cui si trova, periodo in cui gli ideali di libertà sono stati traditi: Napoleone era diventato un tiranno e le nobili imprese pian piano scompaiono. In un contesto storico simile chi è nutrito da grandi ideali è costretto ad uccidersi ed ciò che succede al protagonista della sua opera più famosa: "Le ultime lettere di Jacopo Ortis".
Jacopo Ortis e il Suicidio
Il protagonista, Jacopo Ortis, è rappresentato come un giovane sensibile, in lotta contro il destino, pieno di ideali come i protagonisti di altre opere letterarie europee quali Renè di Chateau Briand, il giovane Haroldi di Byron e Werter di Goethe. L'opera di carattere autobiografico è ispirato ad un fatto realmente accaduto, il suicidio di uno studente universitario di nome Ortis che Foscolo decise di chiamare Jacopo in onore di Russeau. L'opera è un romanzo epistolare composta da 77 lettere che il giovane manda ad un suo amico, Lorenzo Alderami, il quale scrisse la lettera finale in cui narra del suicidio dell'amico. Il protagonista si innamora di una giovane donna di nome Teresa, promessa sposa di un altro uomo. Jacopo fa spesso visita a Teresa e questo suscita nel paese molti pettegolezzi che costringono il giovane Jacopo a trasferirsi. Va a vivere a Venezia, a quel tempo degli Austriaci, ma pochi anni dopo scappa e ritorna nel suo paese natio. Una volta giunto a casa scopre che Teresa si è sposata con un altro uomo, Odoardo. Per via della delusione amorosa e della delusione politica avuta una volta giunto a Venezia, Jacopo Ortis si toglie la vita. Il suo suicidio è un atto di protesta contro la realtà politica e sociale del proprio tempo in cui il protagonista non si sente a suo agio, è rappresentato come un atto eroico in quanto sta a dimostrare la validità degli ideali del protagonista. Il giovane non vuole rinunciare ai propri ideali e perciò sceglie di allontanarsi dalla vita.
Amore e Illusioni di Foscolo
L'opera autobiografica rispecchia la figura di Foscolo il quale, come il protagonista del romanzo, si allontana da Venezia per via dell'impero Austriaco e soffre per via della delusione amorosa causatagli dalla giovane Isabella la quale non contraccambiava il suo amore. Al contrario del protagonista della sua opera, però, Foscolo non si suicida, ciò che lo salva solo le illusioni: componenti romantiche, emotive in cui crede il cuore ma non la ragione. Le illusioni sono rappresentate dall'amore, dall'amicizia, la libertà e la bellezza.
Storia Editoriale del Romanzo
L'opera ha 4 stesura, originariamente il romanzo si intitolava "Laura lettere", successivamente il poeta ritorna sul suo romanzo e cambia il titolo in "Le ultime lettere". Venne chiamato al fronte e non potè finire il romanzo,così, il suo editore, decise di affidarlo ad un altro autore Angelo Sassoli che lo completa e lo fa pubblicare all'insaputa di Foscolo. Poco dopo, però, quest'ultimo ne viene a conoscenza e decise di scriverlo nuovamente e di pubblicarlo nel 1798 sotto il nome di "Le utlime lettere di Jacopo Ortis".
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Foscolo riguardo alla vita e alla morte?
- Come si riflette il pessimismo di Foscolo nel suo protagonista Jacopo Ortis?
- Qual è il legame tra Foscolo e il suo protagonista Jacopo Ortis?
- Qual è la storia editoriale del romanzo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis"?
- In che modo Foscolo si descrive nel suo sonetto "Autoritratto"?
Foscolo sostiene che la vita sia un ciclo che porta alla distruzione e che la morte rappresenti il nulla eterno, generando angoscia nell'uomo per la paura di essere dimenticati.
Jacopo Ortis incarna il pessimismo di Foscolo, rappresentando un giovane idealista che, deluso dalla realtà politica e amorosa, sceglie il suicidio come atto di protesta contro un mondo che non riconosce i suoi ideali.
Foscolo si identifica con Jacopo Ortis, entrambi condividono esperienze di delusione amorosa e politica, ma mentre Jacopo si suicida, Foscolo trova rifugio nelle illusioni romantiche e nei valori emotivi.
Il romanzo ha avuto quattro stesure, inizialmente intitolato "Laura lettere", fu completato da un altro autore senza il consenso di Foscolo, che successivamente lo riscrisse e pubblicò nel 1798.
Nel sonetto "Autoritratto", Foscolo si presenta come un individuo complesso, ricco di vizi e virtù, consapevole della sua incomprensione nel tempo, ma desideroso di lasciare un'eredità ai posteri.