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I. I.[1] Quid actum sit in caelo ante diem III Idus Octobris

[1] Voglio tramandare alla memoria che cosa avvenne inanno novo, initio saeculi felicissimi, volo memoriae cielo il terzo giorno prima delle idi di ottobre in un annotradere. Nihil nec offensae nec gratiae dabitur. Haec nuovo, inizio di un'età felicissima. Nulla sarà concesso né alita vera. Si quis quaesiverit unde sciam, primum, si rancore né al favore. Queste cose sono proprio vere. Senoluero, non respondebo. Quis coacturus est? Ego qualcuno mi chiederà da chi l'ho saputo, per prima cosa, sescio me liberum factum, ex quo suum diem obiit ille non ne avrò voglia, non risponderò. Chi mi potràqui verum proverbium fecerat, aut regem aut fatuum costringere? Io so che io sono diventato libero dal momentonasci oportere.

[2] Si libuerit respondere, dicam quod in cui ha terminato i suoi giorni colui che ha reso vero ilmihi in buccam venerit. Quis umquam ab historico proverbio che è bene nascere o re o buffone. [2] Se mi andràiuratores exegit? Tamen, si necesse fuerit auctorem di rispondere dirò quello che mi viene alla bocca. Chi mai haproducere, quaerito ab eo qui Drusillam euntem in richiesto testimoni giurati a uno storico? Tuttavia se saràcaelum vidit: idem Claudium vidisse se dicet iter necessario produrre un testimone, chieda a colui che videfacientem “non passibus aequis”. Velit nolit, necesse Drusilla salire in cielo: costui dirà di aver visto Claudio fare ilest illi omnia videre quae in caelo aguntur: Appiae percorso “a passi diseguali”. Volente o nolente è necessarioViae curator est, qua scis et Divum Augustum et che lui veda tutto quello che accade in cielo: è il custodeTiberium Caesarem ad deos isse.

[3] Hunc si della via Appia, per la quale sai (tu indeterminato) che sia ilinterrogaveris, soli narrabit. Coram pluribus divo Augusto che l'imperatore Tiberio sono saliti al cielo. [3]numquam verbum faciet: nam, ex quo in senatu Se lo interrogherai lo racconterà a te solo (tibi sottinteso). Diiuravit se Drusillam vidisse caelum ascendentem et fronte a molte persone non dirà mai una parola: infatti dailli pro tam bono nuntio nemo credidit, quod viderit quando in senato giurò di aver visto Drusilla ascendere alverbis conceptis affirmavit se non indicaturum, etiam cielo e a lui nessuno credette in cambio di un annuncio cosìsi in medio Foro hominem occisum vidisset. Ab hoc bello, di una cosi lieta novella, giurò solennemente che nonego quae tum audivi certa, clara affero, ita illum avrebbe testimoniato quello che avesse visto, anche sesalvum et felicem habeam. avesse visto un uomo ucciso in mezzo al foro. Io riportocerte e chiare le cose che io all'epoca ho appreso da lui, chestia in salute e in prosperità.

II. II.[1] Iām Phoēbūs brĕvĭōrĕ vĭā cōntrāxĕrăt ōrtūm

[1] Ormai Febo, per via più breve aveva abbreviato il sorgereLūcĭs ĕt ōbscūrī crēscēbānt tēmpŏră sōmnī; del sole e si allungavano le ore del buio sonno; E ormai cinziaIāmquĕ sŭūm vīctrīx aūgēbāt Cynthĭă rēgnūm, vincitrice accresceva il suo regno, E il brutto inverno coglievaĒt dēfōrmĭs Hĭēmps grātōs cārpēbăt hŏnōrēs i graditi frutti dell'autunno ricco, e messo a invecchiareDīvītīs Aūtūmnī, iūssōquĕ sĕnēscĕrĕ Bācchō 5 bacco (=il vino), il tardivo vendemmiatore coglieva le uveCārpēbāt rārās sērūs vīndēmĭtŏr ūvās. ormai scarse.

[2] Puto magis intellegi si dixero: mensis erat [2] Credo che si capisca meglio se dirò il mese era ottobre, ilOctober, dies III. Idus Octobris. Horam non possum giorno il terzo prima delle idi di ottobre. L'ora non sono incertam tibi dicere: facilius inter philosophos quam grado di dirtela per certo, si troverà più facilmente accordointer horologia conveniet. Tamen inter sextam et tra i filosofi che tra gli orologi. Tuttavia era tra la sesta e laseptimam erat.

[3] – Nimis rustice! Adquiescunt settima ora. [3] Troppo rozzo! Tutti i poeti non contenti diomnes poetae, non contenti ortus et occasus descrivere albe e tramonti, si dilettano al punto dadescribere, ut etiam medium diem inquietent: tu sic disturbare anche il mezzogiorno: tu trascurerai un'ora tantotransibis horam tam bonam? bella?

[4] Iām mĕdĭūm cūrrū Phoēbūs dīvīsĕrăt ōrbĕm [4] Ormai Febo, col carro, aveva diviso a metà il suo corsoĕt prŏpĭōr nōctī fēssās quătĭēbăt hăbēnās,ōblīquō flēxām dēdūcēns trāmĭtĕ lūcĕm. e più vicino alla notte scuoteva le redini stanche,Claudius animam agere coepit, nec invenire exitum guidando la luce declinante con percorso obliquo.poterat. Claudio cominciò a cacciare fuori l'anima, ma non riusciva atrovare la via d'uscita.

III. III.[1] Tum Mercurius

[1] Allora mercurio che si era sempre dilettato del suo (diTum Mercurius, qui semper ingenio eius Claudio) ingegno, tira da parte una delle 3 parche e dice:delectatus esset, unam e tribus Parcis seducit et ait: “perché, donna crudelissima, tolleri che quest'uomo«Quid, femina crudelissima, hominem miserum sventurato sia torturato? Non potrà mai porre fine a cosìtorqueri pateris? Nec umquam tam diu cruciatus lunghi tormenti? È il 64esimo anno da quando lotta con lacesset? Annus sexagesimus quartus est, ex quo cum anima sua.

[2] Quid huic et rei publicae invides? sua anima [2] Perché vuoi male a lui e allo stato? Consentipetere mathematicos aliquando verum dicere, qui che gli astrologi, una volta tanto, dicano la verità. Che daillum, ex quo princeps factus est, omnibus annis, quando è diventato principe tutti gli anni, tutti i mesi gliomnibus mensibus efferunt. Et tamen non est mirum fanno il funerale E tuttavia non c'è da meravigliarsi se (glisi errant et horam eius nemo novit: nemo enim astrologi) sbagliano e nessuno conosce la sua ultima ora,umquam illum natum putavit. Fac quod faciendum infatti nessuno ha mai ritenuto che fosse nato. Fai quel cheest: si deve fare:

“Dēdĕ nĕcī, mĕlĭōr văcŭā sĭnĕ rēgnĕt ĭn aūlā”4”. “concedigli la morte, consenti che uno migliore regni nellareggia vuota”

[3] Sed Clotho: «Ego, mehercules! – inquit – pusillumtemporis adicere illi volebam, dum hos pauculos qui [3] Ma cloto: “Io, per ercole, - disse - volevo concedergli unsupersunt civitate donaret: constituerat enim omnes altro pochettino di tempo, finché non donasse a questiGraecos, Gallos, Hispanos, Britannos togatos videre. pochettini che rimangono la cittadinanza: aveva infattiSed, quoniam placet a

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

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