Concetti Chiave
- I Tricostrongili rappresentano una sfida significativa per i ruminanti, in particolare per le problematiche legate alla farmacoresistenza, che aumenta con il trattamento ripetuto.
- La gestione dei parassiti richiede una comprensione approfondita del contesto locale, utilizzando tecniche come la copromicroscopia quantitativa per monitorare la contaminazione dei pascoli.
- La resistenza ai farmaci si sviluppa quando parassiti con recettori mutati sopravvivono ai trattamenti, riproducendosi e aumentando il pool genico della resistenza.
- Trattamenti continuativi con lo stesso farmaco accelerano il fenomeno della resistenza, rendendo necessario un approccio strategico che includa l'alternanza dei farmaci.
- Alternare farmaci con meccanismi d'azione diversi è cruciale per ridurre la selezione di parassiti resistenti e migliorare l'efficacia dei trattamenti nel lungo termine.
Indice
Problema dei tricostrongili nei ruminanti
I Tricostrongili sono un grande problema dei ruminanti, soprattutto per quanto riguarda il loro trattamento, e di conseguenza la farmacoresistenza. Trattando ad esempio ogni generazione di parassiti (esempio con bolo somministrato ogni 6 mesi a livello del rumine) quelli su cui il farmaco non funziona riescono a sopravvivere, e con il tempo aumenta il gene della resistenza. Oggigiorno si è modificato l’approccio, bisogna gestire i parassiti ed esistono diversi sistemi per farlo. Bisogna innanzitutto conoscere il problema a livello locale, sfruttando ed esempio la copromicroscopia quantitativa (indago se ci siano uova di parassiti e quante queste sono) ed essendo a conoscenza del carico larvale sui pascoli.
Gestione dei parassiti nei pascoli
In verde sono evidenziati i campi in cui gli animali di un allevamento di capre hanno pascolato in un determinato periodo, dai numeri si può notare che spesso gli animali sono stati messi sui pascoli più contaminati. Osservando i dati del pascolo, e sapendo quanto assume di sostanza secca quell’animale, posso calcolare approssimativamente il numero di larve ingerito. Allo stesso modo, se si è a conoscenza di quante feci produce quell’animale, e si conosce la concentrazione di uova/grammo di feci, si può avere un’idea di quanto venga contaminato un certo pascolo.
Evoluzione della resistenza ai farmaci
Semplicemente perché è diverso; un farmaco agisce perché si lega ad un recettore, che è importante per il parassita, per il suo metabolismo. Si stima che 1 parassita su 1 milione nasca diverso. Se nasce con un recettore diverso, in condizioni normali, tendenzialmente, è sfavorito. Se c’è malaria, lui è sfavorito 50, l’altro è sfavorito 100, quindi, c’è un vantaggio di 50. Quindi, 1 su 1 milione nasce con un recettore diverso: il recettore non è vantaggioso e, tendenzialmente, muore e non si riproduce. Se però si tratta, di quel milione se ne fanno fuori il 10%, questo riesce a riprodursi, magari se ne avranno 2 su 100.000. Se si tratta di nuovo, se ne avranno 4 su 10.000, ma, trattando di nuovo, se ne hanno 10 su 1.000, se si continua a trattare se ne avranno 100/100, continuando si finirà ad averne 1.000/10. Il farmaco allora non funziona più.
Strategie di trattamento e resistenza
La strategia era di trattare continuamente, addirittura andavano di moda, in quegli anni, i boli diffusori di farmaci, per cui si sputava un bolo nel rumine che rilasciava continuamente il farmaco per 6 mesi o c’era ivermectina, che aveva una durata di 6 mesi; essa veniva inoculata sottocute e il farmaco veniva rilasciato per 6 mesi. In questo modo, ogni generazione di parassiti era sottoposta alla selezione del farmaco, quindi, questo fenomeno avviene rapidamente, si accelera. Se a questo punto, invece, di trattare di nuovo con lo stesso farmaco si trattasse con un farmaco diverso cosa succederebbe? Non si vanno a selezionare solo quelli normali, ma si fanno fuori anche quelli e da qua la necessità di alternare i farmaci, ma utilizzando farmaci che hanno meccanismi diversi e che agiscono su recettori diversi.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale problema legato ai tricostrongili nei ruminanti?
- Come si può gestire la contaminazione dei pascoli da parte dei parassiti?
- Qual è il meccanismo attraverso cui si sviluppa la resistenza ai farmaci nei parassiti?
- Quali strategie possono essere adottate per contrastare la resistenza ai farmaci nei tricostrongili?
Il principale problema è la farmacoresistenza, che si sviluppa quando i parassiti sopravvivono ai trattamenti, aumentando nel tempo il gene della resistenza. È fondamentale gestire i parassiti conoscendo il problema a livello locale, ad esempio attraverso la copromicroscopia quantitativa.
La gestione della contaminazione può avvenire analizzando i dati sui pascoli e calcolando il numero di larve ingerite dagli animali, tenendo conto della loro produzione di feci e della concentrazione di uova per grammo di feci.
La resistenza si sviluppa quando un parassita con un recettore diverso riesce a sopravvivere ai trattamenti. Se il trattamento continua, la selezione favorisce questi parassiti resistenti, portando a un aumento della loro popolazione e all'inefficacia del farmaco.
È importante alternare i farmaci, utilizzando quelli con meccanismi d'azione diversi, per evitare la selezione dei parassiti resistenti. Trattamenti continui con lo stesso farmaco accelerano il fenomeno della resistenza.