Concetti Chiave
- Il primo esperimento di Mendel dimostra che le piantine mostrano il carattere di uno solo dei genitori, portando alla generazione di figli con caratteristiche opposte.
- La seconda legge di Mendel, nota come legge della separazione dei caratteri, evidenzia che i caratteri dei nonni si distribuiscono tra i nipoti.
- Gli esperimenti di Mendel, replicati più volte, rivelano una regola matematica per prevedere la distribuzione delle caratteristiche nei figli.
- I risultati mostrano che i nipoti possono essere dominanti, intermedi o recessivi, con proporzioni statistiche di tre quarti contro un quarto.
- Le osservazioni di Mendel si applicano sia a caratteristiche esterne che a quelle fisiologiche interne degli organismi viventi.
Esperimenti di Mendel
Dal primo esperimento che condusse alla prima regola di Mendel, si ottengono piantine che esternano il carattere di uno solo dei genitori. Queste piantine ottenute vengono fatte accoppiare fra loro; si ottengono vari individui, detti generazione di figli due, con caratteristiche opposte. Alcuni, che rappresentano la maggioranza, hanno quelle caratteristiche dei nonni (le piantine iniziali del primo esperimento) che hanno anche i genitori. Altri, la minoranza, hanno le caratteristiche degli altri nonni (ricordiamo che le piantine del primo esperimento avevo caratteri opposti), che non c’erano nei loro genitori.
Legge della separazione dei caratteri
Qual è l’altro nome della seconda legge? E’ anche conosciuta come legge della separazione dei caratteri, perché qui i caratteri dei nonni ci sono tutti ma divisi tra i nipoti. Finora abbiamo parlato di caratteristiche dell’aspetto esterno, perché per un esperimento scientifico erano quelle più comode da osservare e interpretare ai tempi di Mendel, ma si possono applicare anche alle caratteristiche fisiologiche interne degli esseri viventi.
Interpretazione dei risultati di Mendel
Qual è l’interpretazione dei risultati? Come si sa, Mendel fece tante repliche dell’esperimento per vedere se i prodotti fossero casuali, quindi se ci fosse una regola a stabilire a priori i risultati oppure dovuti al fato. Nota bene: le leggi di Mendel ci dicono quanti figli, su un tot di figli nati, avranno quelle caratteristiche, ovviamente non ci dice come saranno il primo o il secondo o il terzo figlio e così via, quindi il ragionamento va fatto nell’insieme. Ed effettivamente seguivano una legge matematico-statistica basata su ragioni biologiche. Matematicamente gli incroci possibili (possibili perché non sappiamo quali figli risulteranno per ogni incrocio ma solo quanti) sono rappresentati con due tipi di grafici. Si deduce che alcuni figli 2 (nipoti) sono dominanti, alcuni sono metà-metà (carattere dominante) e alcuni sono recessivi (carattere che sembrava scomparso). In simboli, per esempio, sono rappresentati rispettivamente con due lettere maiuscole, una lettera maiuscola e una lettera minuscola, due lettere minuscole. Si rielaborano i risultati statistici e si ottengono i rapporti di tre quarti contro un quarto. Nota bene: c’è differenza nei figli 2 in ciò che vediamo da ciò che è dentro i pezzi di molecola di DNA, infatti notare che i metà-metà da fuori sembrano dominanti ma dentro sono appunto intermedi.
Domande da interrogazione
- Qual è il risultato principale degli esperimenti di Mendel sulla generazione di figli?
- Perché la seconda legge di Mendel è chiamata legge della separazione dei caratteri?
- Qual è l'importanza delle leggi di Mendel nella comprensione della genetica?
Gli esperimenti di Mendel mostrano che dalla prima generazione di piantine, che esprimono il carattere di uno solo dei genitori, si ottiene una generazione di figli con caratteristiche opposte, dove la maggioranza presenta i caratteri dei nonni e una minoranza quelli degli altri nonni (come descritto nel testo).
La seconda legge è conosciuta come legge della separazione dei caratteri perché i caratteri dei nonni sono presenti ma divisi tra i nipoti, evidenziando la varietà di caratteristiche che possono emergere (come spiegato nel testo).
Le leggi di Mendel forniscono una base matematico-statistica per prevedere le caratteristiche dei figli, mostrando che i risultati seguono regole biologiche, anche se non possono determinare l'esatto ordine di apparizione dei caratteri nei singoli individui (come indicato nel testo).