Concetti Chiave
- Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'industria crebbe grazie all'uso di nuove fonti energetiche come il petrolio e lo sviluppo di settori innovativi come quello chimico ed elettrotecnico.
- Lo Stato ha avuto un ruolo fondamentale nell'industrializzazione, introducendo leggi sul lavoro e promuovendo infrastrutture per supportare il decollo industriale, soprattutto nelle regioni meno sviluppate.
- Nel XX secolo, si sono distinti tre modelli economici: l'estremo liberalismo, l'economia pianificata e il regime misto, ciascuno con caratteristiche e interventi statali diversi.
- Negli Stati Uniti, il liberalismo economico si manifesta con un intervento statale limitato in settori come trasporti ed energia, ma una regolamentazione attiva dei rapporti di lavoro e finanziamenti per la ricerca scientifica.
- Il sistema misto, prevalente in molte economie, combina elementi capitalistici con un intervento statale significativo, in particolare nei settori strategici, mentre si assiste a un processo di privatizzazione in diversi ambiti.
Progresso industriale tra Ottocento e Novecento
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, l’industria fece passi da gigante grazie ai progressi nel campo della ricerca scientifica applicata al campo industriale. Vennero utilizzate nuove fonti energetiche come il petrolio e si svilupparono nuovi settori, come quello chimico ed elettrotecnico.
Nella seconda rivoluzione industriale, ebbe grande importanza l’elettricità, annessa alla sua distribuzione a livello territoriale. In seguito all’invenzione del motore a scoppio, nacque l’industria automobilistica. La creazione di nuovi beni di consumo portò ad una trasformazione della vita quotidiana degli abitanti dei Paesi industrializzati.
Ruolo dello Stato nei Paesi industrializzati
Oggi nei Paesi industrializzati un ruolo importante è rappresentato dallo Stato: infatti la sua presenza ha influito fin dalla metà dell’Ottocento, quando in Inghilterra, dopo un periodo di assoluta libertà (chiamato laissez–faire), vennero adottate le prime leggi sul lavoro in fabbrica. Nei Paesi europei, dove l’industrializzazione si era avviata con ritardo, lo Stato assunse un ruolo di maggiore importanza, grazie alle politiche commerciali di protezionismo, che favorivano il decollo industriale, e con la realizzazione di numerose infrastrutture. Nel secondo dopoguerra, l’intervento dello Stato è andato progressivamente aumentando, soprattutto per ridurre gli squilibri territoriali che si erano creati in seguito allo sviluppo industriale che aveva favorito alcune regioni emarginandone altre. Per rimediare a ciò lo Stato ha cercato di trasferire le aziende private nelle aree svantaggiate, con la conseguente costruzione di infrastrutture, e con la concessione di agevolazioni fiscali e finanziamenti, volti a ridurre la disoccupazione e ad incrementare il reddito.
Evoluzione del Giappone e ruolo del MITI
Questa evoluzione ha riguardato anche il Giappone, dove l’azione delle autorità statali è indirizzata dal MITI (Ministero dell’industria e del commercio estero) verso le aree ritenute strategiche, piuttosto che nelle zone deboli.
Forme di intervento statale nel XX secolo
Il ruolo dello Stato nel corso del XX° secolo per lo sviluppo industriale ed economico può essere diviso in tre forme principali:
- l’estremo liberalismo, tipico degli Stati Uniti e della Gran Bretagna con un governo conservatore;
- l’economia pianificata, presenti nei Paesi dell’Est a regime comunista;
- il cosiddetto regime misto, molto più frequente.
La situazione dei Paesi liberalisti è ben rappresentata dagli Stati Uniti, dove lo Stato non gestisce trasporti, energia, comunicazioni e settori per la produzione bellica. Interviene invece con leggi che regolamentano i rapporti di lavoro, cercando di evitare la formazione di monopoli. Inoltre anche se lo Stato americano non sovvenziona le industrie direttamente, molte società prosperano grazie alle commesse statali.
L’esercito, la marina, l’aviazione e la NASA finanziano quasi totalmente le ricerche scientifiche, che costituiscono il primato tecnologico degli USA.
Economia pianificata e liberalizzazione
Un esempio tipico si economie pianificate era costituoto dall’Unione Sovietica, dove l’industria era gestita dallo Stato e la produzione era programmata sulla base di piani quinquennali. In questi luoghi per lunghi periodi erano introvabili prodotti di uso comune. L’unico vantaggio di questo tipo di economia era la piena occupazione. Anche la Cina, governata da un regime comunista, si è avviata verso la progressiva liberalizzazione.
Esistono ancora oggi Paesi come l’Arabia Saudita, l’Iran e la Libia, soggetti ad un potere politico–economico molto concentrato, con monarchie assolute, dittature e regimi teocratici.
Sistema misto e privatizzazione
Il sistema misto rappresenta la soluzione più frequente. Esso è costituito da un regime capitalistico, dove lo Stato ha una forte presenza in molti settori economici, dove agisce direttamente come imprenditore, in particolare nel settore energetico (ENEL), in quelli di pubblica utilità (Poste, Ferrovie, Autostrade), e nel salvataggio di imprese in crisi. Ultimamente, però, è in corso un processo di privatizzazione del settore pubblico, riguardante settori maturi come quello siderurgico e settori strategici come quello delle telecomunicazioni e dell’energia.
Domande da interrogazione
- Quali sono stati i principali progressi industriali tra Ottocento e Novecento?
- Qual è stato il ruolo dello Stato nell'industrializzazione dei Paesi?
- Come si è evoluto il Giappone nel contesto industriale?
- Quali sono le tre forme principali di intervento statale nel XX secolo?
- Qual è la situazione attuale dei Paesi con sistemi economici misti e privatizzati?
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, l'industria ha fatto enormi progressi grazie alla ricerca scientifica, all'uso di nuove fonti energetiche come il petrolio e allo sviluppo di settori come quello chimico ed elettrotecnico.
Lo Stato ha avuto un ruolo cruciale nell'industrializzazione, specialmente in Europa, dove ha adottato politiche di protezionismo e ha realizzato infrastrutture per favorire lo sviluppo industriale, intervenendo anche per ridurre gli squilibri territoriali.
In Giappone, l'azione statale, guidata dal MITI, si è concentrata su aree strategiche per lo sviluppo industriale, piuttosto che su zone più deboli, contribuendo così alla crescita economica del Paese.
Le tre forme principali di intervento statale nel XX secolo sono l'estremo liberalismo, l'economia pianificata e il regime misto, con quest'ultimo che rappresenta la soluzione più comune, caratterizzata da una forte presenza statale in vari settori economici.
Oggi, i Paesi con sistemi misti presentano una forte presenza statale in settori strategici, ma sono in corso processi di privatizzazione, specialmente in settori maturi e strategici come le telecomunicazioni e l'energia.