Concetti Chiave
- La vittoria ateniese nella prima guerra persiana cambiò la percezione dei Persiani, mostrando che non erano invincibili e aumentando il prestigio di Atene tra le città greche.
- Temistocle, consapevole della futura minaccia persiana, avviò un programma di costruzione di una flotta da guerra, realizzando cento triremi per difendere le coste elleniche.
- Nel 486, Serse, re dei Persiani, radunò un esercito enorme e una flotta imponente per invadere la Grecia, creando una situazione di grave pericolo per le poleis greche.
- Di fronte alla minaccia persiana, le poleis greche, incluso Sparta, si unirono per la prima volta nella storia, organizzando un'assemblea a Corinto per coordinare la risposta militare.
- Il comando dell'esercito unito delle poleis fu affidato al generale spartano Leonida, evidenziando l'importanza della cooperazione tra le città-stato greche.
Quali sono le conseguenze della vittoria ateniese?
La vittoria nella prima guerra persiana ebbe conseguenze positive per Atene; dimostrò infatti a tutti i Greci che i Persiani non erano quegli imbattibili, terribili guerrieri che tutti credevano, e dimostrò anche che, in Grecia, non solo Sparta era una grande potenza militare. Il prestigio di Atene aumentò notevolmente.
Preparativi di Temistocle
Un grande arconte, Temistocle, prevedendo che i Persiani sarebbero tornati all’attacco, e per evitare che sì ripetesse ciò che era accaduto all’epoca della prima guerra (cioè il fatto che i Persiani erano giunti indisturbati sin sulle coste elleniche) Si batté per un ampio programma di costruzioni navali. Occorreva una flotta da guerra numerosa e bene attrezzata, per fermare le navi persiane in alto mare. Vennero così costruite cento triremi da guerra.
Invasione persiana e risposta greca
Temistocle aveva previsto giusto; nel 486 il nuovo re dei Persiani, Serse, messo insieme il più grande esercito che si fosse visto sino a quel momento (si parla di cinque milioni di uomini) e la più grande flotta (oltre mille navi) mosse contro la Grecia.
L’esercito Persiano avrebbe dovuto invadere la Grecia dal Nord, la flotta avrebbe dovuto sbarcare altre truppe persiane a Sud, in maniera da prendere i Greci in una specie di tenaglia.
A questo punto tutte le «poleis» elleniche, compresa Sparta, capirono che la situazione era grave e si verificò quello che mai s'era verificato prima, nella storia greca, e che mai più si sarebbe verificato poi: l’unione di tutte le «poleis», che parteciparono all’assemblea di Corinto. Tutte mandarono truppe, ed il comando dell’esercito unito venne affidato al generale spartano Leonida.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della vittoria ateniese nella prima guerra persiana?
- Quali preparativi intraprese Temistocle in previsione di un nuovo attacco persiano?
- Come reagirono le poleis greche all'invasione persiana guidata da Serse?
La vittoria ateniese dimostrò che i Persiani non erano invincibili e che Atene era una grande potenza militare, aumentando notevolmente il prestigio della città tra i Greci.
Temistocle promosse un ampio programma di costruzioni navali, costruendo cento triremi da guerra per garantire una flotta ben attrezzata in grado di fermare le navi persiane in alto mare.
Di fronte alla grave minaccia, tutte le poleis elleniche, compresa Sparta, si unirono per la prima volta nella storia, partecipando all'assemblea di Corinto e affidando il comando dell'esercito unito al generale spartano Leonida.